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Nell'Annuario del Gioco del Calcio del [[1929]] risulta tra gli Arbitri ad Honorem e residente a Roma in via dei Gracchi 123.
 
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Nella stagione [[1929/30]] allena anche la [[Roma]], ma dopo sette giornate di [[campionato]] viene esonerato. Dopo questa esperienza si ritira a vita privata, pur continuando a seguire il calcio da esperto appassionato. Di lui si perdono le notizie per molti anni, fino a che nel luglio [[1948]] torna alla ribalta della cronaca sportiva quando gli viene assegnato il distintivo d'onore del premio "Pionieri del calcio" ideato dalla FIGC.
 
Nella stagione [[1929/30]] allena anche la [[Roma]], ma dopo sette giornate di [[campionato]] viene esonerato. Dopo questa esperienza si ritira a vita privata, pur continuando a seguire il calcio da esperto appassionato. Di lui si perdono le notizie per molti anni, fino a che nel luglio [[1948]] torna alla ribalta della cronaca sportiva quando gli viene assegnato il distintivo d'onore del premio "Pionieri del calcio" ideato dalla FIGC.
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Cavaliere di Vittorio Veneto muore a Genova  il[ [25 febbraio]] [[1972]|
  
 
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Versione delle 22:44, 27 lug 2020

Guido Baccani nel 1909
Su "La Gazzetta dello Sport" del 20 luglio 1906 si legge della partecipazione di Baccani ad una gara di Pallanuoto con la S.P. Lazio. IL documento è di grande interesse perché testimonia l'attività, finora non provata, di atleta praticante di Baccani

Polisportivo, allenatore di calcio e giocatore di Pallanuoto. Di origine toscana, ma nato a Roma il 6 aprile 1882 in Via del Moretto n. 5 da Giovacchino, tipografo, e Antonietta Orsini e poi trasferitosi con la famiglia in Via dei Gracchi, arriva alla Lazio nel febbraio 1900, appena un mese dopo la sua fondazione, vivendo subito da protagonista quei primi gloriosi anni.

Presente nella foto che immortala il primo derby giocato a Roma in Piazza d'Armi, è stato il primo accompagnatore e direttore tecnico della Lazio. Nel 1903, nel 1904 e poi nel 1905 e 1906 è Segretario Generale della Società biancoceleste. Gioca nella Lazio Pallanuoto nel 1906 e allena la squadra di football dalla stagione 1906/07 in forma semi-ufficiale (ufficialmente dal 1909), anno in cui viene organizzato il primo campionato di calcio nella capitale, a cui prendono parte la Lazio, il Roman e la Virtus, al 1923/24, sostituito, per il campionato successivo, da Desiderio Koszegi, fortemente voluto dal socio Giuseppe Ercoli. Guida i giocatori laziali nella trasferta a Pisa per disputare le tre partite in un giorno, vinte tutte e tre contro Lucca, Pisa e Livorno. Ricopre anche importanti ruoli dirigenziali ed è lui, assieme ad Sante Ancherani e Tito Masini, ad offrire per la prima volta la presidenza della Società a Fortunato Ballerini, il 20 ottobre 1902, dopo averlo visto in una gara di marcia tagliare imperturbabile il traguardo in abiti borghesi e con l'ombrello al braccio.

Nell'Assemblea Generale del 1912 è nominato Delegato Federale. Nel 1919 è insignito del titolo di Cavaliere della Corona d'Italia. Cura la redazione dell'annuario del calcio italiano e dal 1920/21 si impegna nel giornalismo iniziando una collaborazione con la Gazzetta dello Sport e poi, nel 1923, divenendo direttore del periodico "La Nuova Italia Sportiva". In riconoscimento della sua passione sportiva e della sua competenza tecnica, nel novembre 1924 è nominato terzo componente, con Rangone e Milano, della commissione tecnica per la Nazionale, che per la prima volta accoglie tra le sue file di atleti un campione romano e centromeridionale: il giovane talento laziale Fulvio Bernardini lanciato nel mondo del calcio italiano proprio da Baccani. Il suo passaggio nei ranghi della squadra nazionale derivò da una certa emarginazione subìta nella Lazio. Fedele sostenitore, infatti, dei valori del dilettantismo improntati sulla filosofia di Ballerini, fu progressivamente relegato in ruoli secondari dai nuovi dirigenti di idee imprenditoriali e rivolte al profitto. Nell'Annuario del Gioco del Calcio del 1929 risulta tra gli Arbitri ad Honorem e residente a Roma in via dei Gracchi 123. Nella stagione 1929/30 allena anche la Roma, ma dopo sette giornate di campionato viene esonerato. Dopo questa esperienza si ritira a vita privata, pur continuando a seguire il calcio da esperto appassionato. Di lui si perdono le notizie per molti anni, fino a che nel luglio 1948 torna alla ribalta della cronaca sportiva quando gli viene assegnato il distintivo d'onore del premio "Pionieri del calcio" ideato dalla FIGC. Cavaliere di Vittorio Veneto muore a Genova il[ [25 febbraio]] [[1972]|






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