Calcioscommesse 1980: differenze tra le versioni


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==Storia==
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[[Immagine:calcioscommesse80k.jpg|thumb|left|180px|La notizia riportata dal giornale "l'Occhio"]]
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[[Immagine:C.scommesse80.jpg|right|thumb|180px|Dal Messaggero del 28/3/80]]
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[[Image:c.scomm80.jpg|180px|left|thumb|Montesi accusa sul Messaggero del 28/3/80]]
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[[Immagine:calcioscommesse80b.jpg|thumb|right|180px|La notizia degli arresti riportata da "Repubblica"]]
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[[Immagine:trinca.jpg|thumb|left|180px| Alvaro Trinca]]
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[[Immagine:Cruciani.jpg|thumb|right|180px|Massimo Cruciani]]
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[[immagine:trinca80.jpg|thumb|180px|left|Il ristorante di Alvaro Trinca]]
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[[Immagine:Calcioscommesse Montesi.jpg|180px|right|thumb|La deposizione di Montesi]]
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[[Immagine:calcioscommesse80fl.jpg|thumb|left|180px|Giordano impegnato a Pescara poco prima dell'arresto]] [[Immagine:calcioscommesse80d.jpg|thumb|right|180px|La copertina del Guerin Sportivo]]
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[[Immagine:calcioscommesse80e.jpg|thumb|left|180px|Alcuni giocatori durante il processo sportivo]]
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[[image:c.scom80a.jpg|right|thumb|180px|I familiari sono ammessi a Regina Coeli]]
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[[Immagine:calcioscommesse80ab.jpg|thumb|left|180px|La retrocessione della Lazio sui giornali]]
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[[Immagine:18mag1980.jpg|180px|right|thumb|Il Corriere dello Sport con le notizie in merito]]
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[[Immagine:18mag1980a.jpg|thumb|180px|left|Un articolo riguardante alcuni giocatori laziali]]
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► [[1979/80|Torna alla stagione]]
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► <html> <a href="#Storia"> Storia </a> </html>
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► <html> <a href="#CalcioTorbido"> Un mondo del calcio torbido, fra scommesse clandestine e partite truccate </a> </html>
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► <html> <a href="#LazioCoinvolta"> La Lazio coinvolta da Montesi </a> </html>
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► <html> <a href="#Accusatori"> Massimo Cruciani e Alvaro Trinca, i grandi accusatori </a> </html>
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► <html> <a href="#23031980"> 23 Marzo 1980, manette negli spogliatoi </a> </html>
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► <html> <a href="#ScandaloNaz"> Uno scandalo nazionale </a> </html>
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► <html> <a href="#Processo"> Il processo e le sentenze di prima istanza </a> </html>
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► <html> <a href="#Appello"> La sentenza d'appello </a> </html>
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===Storia===
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Negli anni [[1970|'70]], più di una volta si era ventilata l'ipotesi che alcuni risultati di partite fossero "pilotati" per opera del cosidetto ''"totonero"'', una serie di allibratori clandestini per lo più legati alla malavita organizzata che operavano illegalmente su tutto il territorio nazionale riscuotendo giocate sulle partite di calcio italiane di [[Serie A]] e [[Serie B]], sul modello delle giocate che si operavano già da decenni nel Regno Unito dove erano legali e gestite da bookmaker riconosciuti dallo Stato.
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===Un mondo del calcio torbido, fra scommesse clandestine e partite truccate===
 
===Un mondo del calcio torbido, fra scommesse clandestine e partite truccate===
[[Immagine:calcioscommesse80k.jpg|thumb|left|150px|La notizia riportata dal giornale "l'Occhio"]]
 
  
Negli anni 70, più di una volta si era ventilata l'ipotesi che alcuni risultati di partite fossero "pilotati" per opera del cosidetto ''"Toto-nero"'', una serie di allibratori clandestini per lo più legati alla malavita organizzata, che operavano illegalmente su tutto il territorio nazionale, riscuotendo giocate sulle partite di calcio italiane di [[Serie A]] e [[Serie B]], sul modello delle giocate che si operavano già da decenni nel Regno Unito dove erano legali e gestite da bookmaker riconosciuti dallo Stato.
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In Italia esisteva, all'epoca, solo il Totocalcio e fare 13 non era impresa facile. Anche se illegale e rischioso, molte persone preferivano puntare qualcosa sul totonero. La maggior parte puntavano 5.000 o 10.000 lire per vincerne al massimo 500.000 o un milione che all'epoca voleva dire 2/3 stipendi medi. Ma ai livelli alti le cose andavano diversamente e le giocate potevano arrivare a sfiorare il centinaio di milioni di lire, specialmente se a scommettere c'era qualcuno dell'ambiente calcistico, che potesse in qualche modo pilotare un incontro. Comunque nessuna prova e nessun indizio del coinvolgimento di giocatori o dirigenti uscirono mai allo scoperto, se non i tentativi di illecito sportivo operati da [[Verona]] e [[Foggia]] nel [[1973/74|1974]], puniti con la retrocessione per entrambe e due assoluzioni che colpirono la Lazio nel [[1973]], per [[L'indagine federale su Bologna-Lazio 1972/73|un mai provato tentativo di premio a perdere]] operato a Bologna e nel [[1976]] a Cesena, [[L'indagine federale su Cesena Lazio 1975/76|quando furono saldate delle pendenze]] agli ex giocatori [[Oddi Giancarlo|Giancarlo Oddi]] e [[Frustalupi Mario|Mario Frustalupi]] poco prima dell'inizio della gara, scambiate per "mazzette" date ai giocatori. Questi fatti non erano comunque legati in alcun modo alle scommesse.
In Italia esisteva, all'epoca, solo il [[Totocalcio]] e fare 13 non era impresa facile.
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Anche se illegale e rischioso molte persone preferivano puntare qualcosa con questo sistema.
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La maggior parte puntavano 5.000 o 10.000 lire per vincerne al massimo 500.000 o un milione che all'epoca voleva dire 2/3 stipendi medi.
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Ma ai livelli alti le cose andavano diversamente e le giocate potevano arrivare a sfiorare il centinaio di milioni di lire, specialmente se a scommettere c'era qualcuno dell'ambiente calcistico, che potesse in qualche modo pilotare un incontro.
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Comunque nessuna prova e nessun indizio, del coinvolgimento di giocatori o dirigenti, uscirono mai allo scoperto, se non i tentativi di illecito sportivo operati da [[Hellas Verona|Verona]] e [[Foggia US|Foggia]] nel [[1973/74|1974]], puniti con la retrocessione per entrambi, e 2 assoluzioni che colpirono la Lazio nel [[1973]], per un mai provato tentativo di premio a perdere operato a Bologna e nel [[1976]] a Cesena, quando furono saldate delle pendenze agli ex giocatori [[Oddi Giancarlo|Giancarlo Oddi]] e [[Frustalupi Mario|Mario Frustalupi]] poco prima dell'inizio della gara, scambiate per "mazzette" date ai giocatori.
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Questi fatti non erano comunque legati in alcun modo alle scommesse.
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===La Lazio coinvolta da Montesi===
 
===La Lazio coinvolta da Montesi===
[[Immagine:calcioscommesse80b.jpg|thumb|left|150px|la notizia degli arresti riportata da "Repubblica"]]
 
  
Le voci, durante il campionato [[1979/80]] si fecero però più insistenti del solito, ma non c'erano prove di nessun genere e l'omertà regnava sovrana.
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Le voci, durante il campionato [[1979/80]], si fecero però più insistenti del solito ma non c'erano prove di nessun genere e l'omertà regnava sovrana. Domenica [[24 febbraio]] [[1980]] la Lazio è di scena a Cagliari, dove [[Domenica 24 febbraio 1980 - Cagliari, stadio Sant'Elia - Cagliari-Lazio 1-1|pareggerà per 1-1]]. Al 18' il giocatore laziale [[Montesi Maurizio|Maurizio Montesi]] viene colpito duro alla gamba che gli si spezza. Viene portato subito fuori dal campo e successivamente all'ospedale dove il responso non lascia molte speranze per il prosieguo della sua carriera. [[Montesi Maurizio|Montesi]] è un ragazzo atipico per il calcio: è impegnato politicamente tanto da essere soprannominato ''Lotta Continua'' e molte volte le sue idee contrastano con quelle di altri compagni di squadra. Nulla, però fa presagire quello che invece accadrà nei giorni seguenti quando, nel suo letto d'ospedale ed incalzato dai cronisti, racconta i retroscena ed i ''"sentito dire"'', che erano accaduti nello spogliatoio biancazzurro negli ultimi mesi.
Domenica [[24 Febbraio]] [[1980]] la Lazio è di scena a [[24 febbraio 1980 - Cagliari, stadio Sant’Elia - Cagliari-Lazio 1-1|Cagliari]], dove pareggerà per 1-1.
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Al 18° il giocatore [[Montesi Maurizio|Maurizio Montesi]] viene colpito duro alla gamba che gli si spezza e viene portato subito fuori dal campo e all'ospedale dove il responso non lascia molte speranze per il proseguo della sua carriera.
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Montesi è un ragazzo atipico per il calcio: è impegnato politicamente tanto da essere soprannominato ''Lotta Continua'', e molte volte le sue idee contrastano con quelle di altri compagni di squadra.
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Nulla ,però fa presagire quello che invece accade nei giorni seguenti, quando, nel suo letto d'ospedale, incalzato dai cronisti, racconta i retroscena ed i ''"Sentito dire"'', che erano accaduti nello spogliatoi biancazzurro negli ultimi mesi.
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Montesi parla apertamente di partite "Vendute", di strani intrallazzi e indica, come a capo di tutto il capitano [[Wilson Giuseppe|Pino Wilson]].
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Le affermazioni escono su alcuni giornali, e la [[F.I.G.C.|Federazione]] apre un'inchiesta che, però non porta a nulla.
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Siamo intorno al [[2 Marzo]], ma nel palazzo sportivo ed in quelli giudiziari, è già partita un'altra indagine, ben più vasta che parte da un esposto in procura fatto da 2 commercianti romani, e che in pochi ancora ne sanno l'esistenza.
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===Alvaro Trinca e Massimo Cruciani, i grandi accusatori===
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[[Montesi Maurizio|Montesi]] parla apertamente di partite "vendute", di strani intrallazzi e indica, come a capo di tutto, il capitano [[Wilson Giuseppe|Pino Wilson]]. Le sue affermazioni escono su alcuni giornali, specialmente [[La Repubblica]] e la [[F.I.G.C.|Federazione]] apre un'inchiesta che però non porta apparentemente a nulla. Siamo intorno al [[4 marzo]] ma nel palazzo sportivo ed in quelli giudiziari è già partita un'altra indagine, ben più vasta, che nasce da un esposto in Procura fatto da due commercianti romani e che in pochi ancora ne conoscono l'esistenza.
[[Immagine:trinca.jpg|thumb|left|150px| Alvaro Trinca]]
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[[Cruciani Massimo|Massimo Cruciani]] era un commerciante all'ingrosso di ortofrutta, con molte entrature nel mondo del calcio e amicizie con diversi giocatori.
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[[Trinca Alvaro|Alvaro Trinca]] invece gestiva un ristorante ben avviato "''Le Lampare''".
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Fino alla fine di Febbraio, erano due sconosciuti a tutta l'opinione pubblica.
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Nessuno poteva sospettare che erano gli artefici di un giro di scommesse che coinvolgeva in primis molti nomi noti del mondo del calcio.
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Il [[1 Marzo]], la Procura della Repubblica di Roma aveva messo a verbale la confessione fiume di Massimo Cruciani, l'uomo che aveva dato corpo a bisbiglìi sempre più inquietanti. Cruciani era un commerciante di frutta romano sull'orlo del tracollo economico, le cui disgrazie erano iniziate  quando Alvaro Trinca, proprietario del ristorante, gli aveva presentato alcuni dei suoi clienti eccellenti: i calciatori della Lazio [[Wilson Giuseppe|Wilson]], [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]], [[Giordano Bruno|Giordano]] e [[Cacciatori Massimo|Cacciatori]] ed altri giocatori di numerose squadre. I 2 commercianti  avevano messo su un giochino molto semplice: i calciatori prendevano accordi con colleghi di altre squadre per aggiustare la tal partita, Cruciani puntava, anche per conto loro, una bella somma al totonero e alla fine il gruzzolo veniva spartito. Il giro creato, si era ben presto allargato, ma gli eventi erano precipitati, in quanto a volte il risultato pattuito era andato a monte per svariati motivi.
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I due erano ormai rovinati, avendo perso un mucchio di soldi, e sicuramente in balia di gente poco raccomandabile che predendeva il saldo delle giocate.  
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Per questo il Cruciani aveva svuotato il sacco dando vita ad uno scandalo senza precedenti.
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Probabilmente, avevano tentato anche la carta di rivolgersi direttamente alle società coinvolte chiedendo soldi per non tirarle in ballo. Qualcuna accettò e non ne fu mai coinvolta (e cedendo l'anno successivo i giocatori responsabili, senza subire nessun danno economico), mentre il presidente della Lazio [[Lenzini Umberto|Umberto Lenzini]] non cedette credondola solo un'estorsione per poi pentirsene amaramente.
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Il primo arresto scatta venerdì [[7 Marzo]]. Scovato dalla finanza nella sua abitazione di via degli Ammiragli 82, a Roma, finisce in prigione Alvaro Trinca.
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Cinque giorni dopo è la volta di Massimo Cruciani. Ci pensa lui stesso a costituirsi al tribunale di Roma passando per un sotterraneo.
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Coloro che avevano avanzato dubbi sulla loro reale intenzione di confermare le accuse ai calciatori devono ricredersi. Tutti coloro che ritenevano che l'esposto presentato in Procura avesse solo il significato di un avvertimento e che nelle accuse fossero mescolati fatti veri a semplici sospetti, insinuazioni, voci devono rivedere i loro convincimenti. 1 due grandi accusatori, più volte sentiti dai giudici, confermano puntualmente le accuse e allargano il numero di calciatori coinvolti. Per sostanziare quelle che diventeranno requisitorie esplosive contro il mondo del calcio, Cruciani (che il giudice Ciro Monsurrò chiama « l'orologio », per la dovizia di particolari con cui arricchisce il racconto) e Trinca forniscono ai magistrati prove ed indizi incontrovertibili della combutta con i calciatori.
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[[Immagine:Cruciani.jpg|thumb|right|150px|Massimo Cruciani]]
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Nel primo interrogatorio, avvenuto il [[12 Marzo]], '''Massimo Cruciani''' racconta come è nata l'idea delle scommesse:
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''Il primo giocatore di calcio che ho conosciuto è stato l'allora romanista Franco Cordova, cliente del mio negozio di frutta. Cordova mi fece diventare fornitore anche dell'albergo Leonardo da Vinci di cui era titolare o comunque padrone il suocero Marchini e mi fece conoscere altri giocatori della Roma tra cui Giorgio Morini, Sandreani, Negrisolo, Chinellato. Con tutti ebbi rapporti amichevoli: si andò a volte a pranzo assieme, frequentarono la casa mia e qualche volta si servirono del mio deposito. Quando, quattro anni fa, Cordova passò alla Lazio, mi presentò alcuni giocatori di questa squadra, con i quali strinsi rapporti amichevoli. In particolare con Giordano, Manfredonia, Wilson, D'Amico, Garlaschelli, Cacciatori. Li vedevo in albergo durante i ritiri ed anche al ristorante La Lampara di Alvaro Trinca. Essendo amico del Trinca, frequentando il ristorante e passando a volte di lì, ho avuto modo di parlare con qualcuno di loro e precisamente con Manfredonia e Giordano; Wilson, Cacciatori, Garlaschelli e D'Amico non li ho mai visti alla Lampara; Manfredonia e Giordano erano anche clienti del mio negozio. La mia amicizia con Trinca risale a circa tre anni fa, quando cominciai a vendere la frutta al suo ristorante.
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''Da circa un anno ero a conoscenza dell'esistenza del fenomeno delle scommesse clandestine sulle partite di calcio. Qualche volta avevo giocato somme non superiori alle 100-200.000 lire, a volte da solo, a volte con il Trinca. La prima volta che seppi della possibilità di « truccare »le partite fu in occasione dell'amichevole Palermo-Lazio, quando insieme a Trinca mi recai all'aeroporto di Fiumicíno per salutare i giocatori della Lazio che partivano. Alla biglietteria Wilson mi disse, e gli era vicino Giordano, che il risultato era combinato per il pareggio e dovevamo cercare di scommettere una somma per noi e per loro. In genere, le scommesse non si fanno sulle partite amichevoli o, meglio, sono fuori dal grosso giro. Mi disse anche che aveva parlato con il giocatore del Palermo Magherini, ma non mi precisò la somma che intendeva puntare e lasciò decidere a me: dato il tipo di partita, non poteva trattarsi di grosse somme. La partita fu poi disputata con ritardo, senza arbitro federale e non fu valida per la scommessa. Le puntate (massimo 6-7.000.000) che avevamo fatto sull'amichevole Palermo-Lazio non ci furono restituite dagli allibratori (intendo dire la somma in contanti, poiché le somme grosse in genere venivano puntate per telefono) in quanto rimanemmo d'accordo che le avremmo mantenute per una prossima scommessa. Wilson o Giordano nel primo ritiro della squadra dopo l'amichevole all'albergo Villa Pamphili mi comunicarono il numero di telefono di Magherini che non mostrò nessuna meraviglia alla mia prima telefonata. Ritengo che fosse stato messo al corrente dai giocatori laziali. Rimasi d'accordo che mi avrebbero avvísato non appena fosse stato possibile truccare un'altra partita. Infatti, tempo dopo, Magherini mi telefonò dicendo che si poteva garantire il pareggio della partita TarantoPalermo, poiché conosceva alcuni giocatori del Taranto''.
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C'erano coinvolti un pò tutti, oltre la Lazio, il [[Milan AC|Milan]], il [[Bologna FC|Bologna]], il [[Perugia clacio|Perugia]], e giocatori importanti come Paolo Rossi , Giuseppe Savoldi, Enrico Albertosi, oltre ai laziali Giordano e Manfredonia, all'apice della carriera.
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Le partite che vedono il coinvolgimento della Lazio sono 2: [[6 gennaio 1980 - Milano, stadio San Siro – Milan-Lazio 2-1|Milan-Lazio 2-1]] del [[6 Gennaio]] e [[13 gennaio 1980 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Avellino 1-1|Lazio-Avellino 1-1]] della domenica seguente.
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Al riguardo il Cruciani, spiega come andarono i fatti:
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''Nella prima settimana del gennaio scorso, il Magherini si rimise in contatto con me e mi disse che aveva già preso accordi con Merlo circa la possibilità di assicurare la vittoria del Vicenza nell'incontro Vícenza-Lecce del 6 gennaio. Mi diede il numero telefonico di Merlo, che disse di avere l'appoggio di tre o quattro giocatori del Lecce. Concordammo un compenso di 30,000.000 e ci demmo appuntamento per domenica mattina nell'albergo del Lecce a Vicenza. Nel frattempo, assieme a Trinca, avevo concordato il risultato della partita Milan-Lazio, che sarebbe stata giocata a Milano sempre il 6 gennaio. Il martedì precedente l'incontro, Trinca prese contatto con i giocatori della Lazio che si allenavano a Tor di Quinto. Mi telefonò per prendere un appuntamento al mio deposito in via Portuense. Lì ci incontrammo con Manfredonia e Giordano. Telefonammo ad Albertosi, che conoscevo perché mi era stato presentato da Giorgio Morini. Ad Albertosi parlò Giordano e gli prospettò la vittoria del Milan, allora impegnato nella corsa allo scudetto. In cambio, Giordano chiese che il Milan contribuisse all'operazione con 60.000.000. Albertosi si riservò di far conoscere cosa ne pensava il presidente del Milan. Prendemmo appuntamento per il venerdì successivo: l'avrei chiamato al suo ristorante a Milano. Giovedì pomeriggio, Trinca si incontrò con Giordano, Manfredonia e Wilson al bar Vanni. Mi telefonò per un appuntamento nello studio di assicuratore di Wilson. Nello studio era presente anche un amico di Giordano. Si riconfermò il compenso di 60.000.000 che avrebbe dovuto pagare il Milan e ci impegnammo a puntare per loro 20.000.000 sulla sconfitta della Lazio.
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''Venerdì 4 gennaio telefonai ad Albertosi. Mi disse che il presidente in un primo tempo non voleva pagare, ma poi si era convinto a sborsare 20.000.000. Io e Trinca, che avevamo già puntato, decidemmo di coprire la differenza. Avevo già deciso di partire per Vicenza quando, sabato 5 gennaio, all'ora di pranzo al ristorante di Trinca, arrivò una telefonata da Milano dei giocatori della Lazio, con la quale si disdicevano gli impegni presi. Avendo noi già fatto le puntate, cambiai programma e invece di recarmi a Vicenza, intorno alle 20 da Fiumicino partii per Milano, dove i laziali mi avevano prenotato una camera nel loro albergo, il jolly. Arrivai a mezzanotte. Nella camera di Manfredonia incontrai Cacciatori, Giordano e Wilson ai quali feci presente che avevamo già effettuato le scommesse. Si dissero di nuovo d'accordo per non tornare indietro, precisando che avrebbero contattato Montesi per-meglio garantire l'esito della partita. Mi ritirai in camera. Dopo un quarto d'ora, ritornai nella camera di Manfredonia e mi fu riferito che Montesi non era d'accordo. Loro si tiravano nuovamente indietro. Replicai la richiesta di farmi restituire l'importo delle scommesse. Cacciatori disse: « A questo punto si fa e basta ». Consegnai a Cacciatori l'assegno n. 061633973 del Banco di Santo Spirito per l'importo di 15.000.000, lasciando in bianco il beneficiario. Con gli altri giocatori rimasi d'accordo che i rimanenti 45, più l'importo sulla vincita della scommessa, sarebbero stati consegnati lunedì.
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''La mattina successiva, alle 7 partii in treno per Vicenza. All'albergo del Lecce parlai con Merlo, a cui consegnai un assegno di 30.000.000. Gli furono consegnati, anzi, tre assegni di 10.000.000. Prima della partita vidi il giocatore del Vicenza Sandreani, nonché Sabatini, che si dissero del tutto all'oscuro della vicenda. La partita finì in parità contrariamente ai patti e Merlo mi restituì gli assegni. Tornai a Roma. L'indomani, vennero al mio deposito Giordano e Manfredonia, ai quali consegnai tre assegni da 15.000.000 e altri due da 15., tratti tutti dal Banco di Roma. Tali assegni non furono però incassati e vennero restittiti tramite mio padre Ferruccio Cruciani nel mese di febbraio, pochi gíorni prima della partita Italia-Romania. Non furono incassati perché avevo detto ai giocatori della Lazio che avreiriwo potuto impiegare i soldi per assicurarci il risultato e pipporto delle relative scommesse della partita Lazio-Avellino in programma il 13 gennaio. Mercoledì 9 gennaio Morini ini portò 20.000.000 in biglietti da 10.000. Lo stesso giorno era pervenuto, come riscosso, l'assegno dato a Cacciatori''.
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''Per la partita Lazio-Avellino, che doveva terminare secondo gli accordi con la vittoria della squadra di casa, presi nuovamente contatto can Stefano Pellegrini. Gli telefonai e lo vidi all'hótel Flemíng dove era in ritiro l'Avellino, sabato 12 gennaio. Fu concordato un compenso di 80.000.000 che sarebbe stato consegnato lunedì. Pellegrini mi disse che erano d'accordo Di Somma e Cattaneo. Mentre parlavo con Stefano Pellegrini, in camera era presente il fratello Claudio, che però tacque. Vidi in televisione che Stefano Pellegrini, dopo aver segnato la rete del vantaggio, non manifestò la consueta esultanza. Lunedì 14 gennaio, Stefano Pellegrini venne al mio deposito e mi riferì che durante la partita aveva invitato i giocatori della Lazio a farsi avanti per segnare, ma che questi non si erano impegnati. Qualche giorno dopo passarono dal mio deposito Manfredonia e Giordano. Mi chiesero se avrebbero potuto incassare gli assegni. Avevamo scommesso su Lazio-Avellino oltre 200.000.000 (80 per pagare l'Avellino, 80 per la Lazio e il resto per guadagnare qualcosa noi). Gli spiegai che gli assegni erano scoperti. Da quel momento cessarono i rapporti con i giocatori della Lazio.''
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'''Alvaro Trinca''' il [[10 Marzo]] invece aveva rilasciato ai giudici questa dichiarazione:''Nel mio ristorante sono venuti spesso i giocatori della Lazio Manfredonia' Giordano, D'Amico, Agostinelli (quando quest'ultimo giocava nella Lazio) e alcuni della Roma, tra i quali Santarini, Paolo Conti, Bruno Conti, Chinellato. Invece nel mio locale non ho mai visto Cacciatori (negli ultimi 4-5 mesi ho lavorato molto in cucina e mi si vedeva poco nella sala da pranzo). Wilson è venuto solo due o tre volte. Inoltre, dato il mio tifo per la Lazio, ho visitato spesso tutti i giocatori della Lazio presso l'albergo di Villa Pamphili, dove sono in ritiro prima della partita domenicale. Sono stretto amico del Cruciani da circa due anni, da quando ha cominciato a rifornirmi di frutta all'ingrosso. Per mio tramite Cruciani ha approfondito la conoscenza di Manfredonia, Giordano e Wilson, che gli erano stati presentati dall'ex-giocatore della Lazio Cordova. Cruciani era molto amico di Cordova, tanto che Cordova gli scontava s pesso delle cambiali. Anch'io ho conosciuto Cordova. Sono anche stato invitato ai matrimoni di Giordano e Manfredonia. Da circa tre o quattro anni punto clandestinamente sulle partite di calcio. Non ho mai sentito parlare i giocatori della Lazio della possibilità di truccare le partite. Fu Cruciani che l'estate scorsa, prima che inziasse il campionato, mi accennò a questa possibilità.' Espressi le mie perplessità sull'effettiva possibilità di operare simili trucchi. Cruciani replicò che mi avrebbe fatto conoscere un giocatore del Palermo, Magherini, che conosceva tutti i giocatori. Il giorno prima della partita Taranto-Palermo del 9 dicembre 1979, Cruciani telefonò dal suo deposito in via Portuense, in mia presenza, al Magherini e offrì di farmi parlare con il giocatore. Declinai l'invito. Sentii che prendeva appuntamento per l'indomani a Taranto. Cruciani diceva alla cornetta: « Allora va bene per il pareggio ». Poi Cruciani mi illustrò i termini dell'accordo: alcun giocatori del Taranto (non so quali) puntavano 50.000.000 sul pareggio. Uguale somma veniva puntata, sempre per il pareggio, per conto dei giocatori del Palermo, tra cui Magherini. lo, Cruciani e altri giocatori, puntammo per conto nostro circa 100.000.000. Le scommesse avvenivano sulla parola. Gli allibratori venivano da Milano, Torino, Genova, Firenze, Bologna e Roma. Mi telefonavano per comunicarmi le quote e poi mi mandavano degli intermediari per ricevere le puntate. Non ho conosciuto gli allibratori, ma solo gli intermediari. Non voglio dare però indicazioni più precise perché ho paura. Negli ultimi tempi sono stato minacciato più volte.''
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=== Massimo Cruciani e Alvaro Trinca, i grandi accusatori===
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[[Cruciani Massimo|Massimo Cruciani]] era un commerciante all'ingrosso di ortofrutta con molte conoscenze nel mondo del calcio e amicizie con diversi giocatori. [[Trinca Alvaro|Alvaro Trinca]] invece gestiva un ristorante ben avviato dal nome "''Le Lampare''". Fino alla fine di febbraio erano due sconosciuti a tutta l'opinione pubblica. Nessuno poteva sospettare che erano gli artefici di un giro di scommesse che coinvolgeva in primis molti nomi noti del mondo del calcio. Il [[1 marzo|primo marzo]] la Procura della Repubblica di Roma aveva messo a verbale la confessione fiume di [[Cruciani Massimo|Massimo Cruciani]], l'uomo che aveva dato corpo a bisbiglii sempre più inquietanti. [[Cruciani Massimo|Cruciani]] era un commerciante di frutta romano sull'orlo del tracollo economico le cui disgrazie erano iniziate quando [[Trinca Alvaro|Alvaro Trinca]], proprietario del ristorante, gli aveva presentato alcuni dei suoi clienti eccellenti: i calciatori della Lazio [[Wilson Giuseppe|Wilson]], [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]], [[Giordano Bruno|Giordano]], [[Cacciatori Massimo|Cacciatori]] ed altri giocatori di numerose squadre.
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I due commercianti avevano messo in piedi un giochino molto semplice: i calciatori prendevano accordi con colleghi di altre squadre per aggiustare il risultato di una partita, [[Cruciani Massimo|Cruciani]] puntava anche per conto loro una bella somma al totonero ed alla fine il gruzzolo veniva spartito. Il giro così creato si era ben presto allargato, ma gli eventi erano successivamente precipitati in quanto, talvolta, il risultato pattuito era andato a monte per svariati motivi. I due erano ormai rovinati avendo perso un mucchio di soldi e sicuramente erano anche in balìa di gente poco raccomandabile che pretendeva il saldo delle giocate. Per questo il [[Cruciani Massimo|Cruciani]] aveva vuotato il sacco dando vita ad uno scandalo senza precedenti. Probabilmente avevano tentato anche di rivolgersi direttamente alle società coinvolte chiedendo soldi per non tirarle in ballo nella vicenda. Qualcuna accettò e non ne fu mai coinvolta (cedendo l'anno successivo i giocatori responsabili, senza subire nessun danno economico), mentre il presidente della Lazio [[Lenzini Umberto|Umberto Lenzini]] non cedette credendola solo un'estorsione per poi pentirsene amaramente.
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Il primo arresto scatta venerdì [[7 marzo]]. Scovato dalla Guardia di Finanza nella sua abitazione di via degli Ammiragli 82, a Roma, finisce in prigione [[Trinca Alvaro|Alvaro Trinca]]. Cinque giorni dopo è la volta di [[Cruciani Massimo|Massimo Cruciani]]. Ci pensa lui stesso a costituirsi al Tribunale di Roma passando per un sotterraneo. Coloro che avevano avanzato dubbi sulla loro reale intenzione di confermare le accuse ai calciatori devono ricredersi. Tutti coloro che ritenevano che l'esposto presentato in Procura avesse solo il significato di un avvertimento, e che nelle accuse fossero mescolati fatti veri a semplici sospetti, insinuazioni e voci, devono rivedere i loro convincimenti. I due grandi accusatori, più volte sentiti dai giudici, confermano puntualmente le accuse e allargano il numero di calciatori coinvolti. Per sostanziare quelle che diventeranno requisitorie esplosive contro il mondo del calcio, [[Cruciani Massimo|Cruciani]] (che il giudice Ciro Monsurrò chiama "l'orologio" per la dovizia di particolari con cui arricchisce il racconto) e [[Trinca Alvaro|Trinca]] forniscono ai magistrati prove ed indizi incontrovertibili della combutta con i calciatori.
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Nel primo interrogatorio, avvenuto il [[12 marzo]], [[Cruciani Massimo|'''Massimo Cruciani''']] racconta come è nata l'idea delle scommesse:
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''"Il primo giocatore di calcio che ho conosciuto è stato l'allora romanista [[Cordova Franco|Franco Cordova]], cliente del mio negozio di frutta. [[Cordova Franco|Cordova]] mi fece diventare fornitore anche dell'albergo Leonardo da Vinci di cui era titolare o comunque padrone il suocero Marchini e mi fece conoscere altri giocatori della [[Roma]] tra cui Giorgio Morini, Sandreani, Negrisolo, Chinellato. Con tutti ebbi rapporti amichevoli: si andò a volte a pranzo assieme, frequentarono la casa mia e qualche volta si servirono del mio deposito. Quando, quattro anni fa, [[Cordova Franco|Cordova]] passò alla Lazio, mi presentò alcuni giocatori di questa squadra, con i quali strinsi rapporti amichevoli. In particolare con [[Giordano Bruno|Giordano]], [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]], [[Wilson Giuseppe|Wilson]], [[D'Amico Vincenzo|D'Amico]], [[Garlaschelli Renzo|Garlaschelli]], [[Cacciatori Massimo|Cacciatori]].''
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''Li vedevo in albergo durante i ritiri ed anche al ristorante La Lampara di [[Trinca Alvaro|Alvaro Trinca]]. Essendo amico del [[Trinca Alvaro|Trinca]], frequentando il ristorante e passando a volte di lì, ho avuto modo di parlare con qualcuno di loro e precisamente con [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]] e [[Giordano Bruno|Giordano]]; [[Wilson Giuseppe|Wilson]], [[Cacciatori Massimo|Cacciatori]], [[Garlaschelli Renzo|Garlaschelli]] e [[D'Amico Vincenzo|D'Amico]] non li ho mai visti alla Lampara; [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]] e [[Giordano Bruno|Giordano]] erano anche clienti del mio negozio. La mia amicizia con [[Trinca Alvaro|Trinca]] risale a circa tre anni fa quando cominciai a vendere la frutta al suo ristorante. Da circa un anno ero a conoscenza dell'esistenza del fenomeno delle scommesse clandestine sulle partite di calcio. Qualche volta avevo giocato somme non superiori alle 100-200.000 lire, a volte da solo, a volte con il [[Trinca Alvaro|Trinca]].''
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''La prima volta che seppi della possibilità di "truccare" le partite fu in occasione [[Giovedì 1 novembre 1979 - Palermo, stadio La Favorita - Palermo-Lazio 2-2|dell'amichevole]] [[Palermo]]-Lazio, quando insieme a [[Trinca Alvaro|Trinca]] mi recai all'aeroporto di Fiumicíno per salutare i giocatori della Lazio che partivano. Alla biglietteria [[Wilson Giuseppe|Wilson]] mi disse, e gli era vicino [[Giordano Bruno|Giordano]], che il risultato era combinato per il pareggio e dovevamo cercare di scommettere una somma per noi e per loro. In genere, le scommesse non si fanno sulle partite amichevoli o, meglio, sono fuori dal grosso giro. Mi disse anche che aveva parlato con il giocatore del [[Palermo]] [[Magherini Guido|Magherini]], ma non mi precisò la somma che intendeva puntare e lasciò decidere a me: dato il tipo di partita, non poteva trattarsi di grosse somme. La partita fu poi disputata con ritardo, senza arbitro federale e non fu valida per la scommessa.''
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''Le puntate (massimo 6-7.000.000) che avevamo fatto [[Giovedì 1 novembre 1979 - Palermo, stadio La Favorita - Palermo-Lazio 2-2|sull'amichevole]] [[Palermo]]-Lazio non ci furono restituite dagli allibratori (intendo dire la somma in contanti, poiché le somme grosse in genere venivano puntate per telefono) in quanto rimanemmo d'accordo che le avremmo mantenute per una prossima scommessa. [[Wilson Giuseppe|Wilson]] e [[Giordano Bruno|Giordano]] nel primo ritiro della squadra dopo l'amichevole, all'albergo Villa Pamphili mi comunicarono il numero di telefono di [[Magherini Guido|Magherini]] che non mostrò nessuna meraviglia alla mia prima telefonata. Ritengo che fosse stato messo al corrente dai giocatori laziali. Rimasi d'accordo che mi avrebbero avvisato non appena fosse stato possibile truccare un'altra partita. Infatti, tempo dopo, [[Magherini Guido|Magherini]] mi telefonò dicendo che si poteva garantire il pareggio della partita [[Taranto]]-[[Palermo]], poiché conosceva alcuni giocatori del [[Taranto]].''
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''C'erano coinvolti un po' tutti, oltre la Lazio, il [[Milan]], il [[Bologna]], il [[Perugia]], e giocatori importanti come Paolo Rossi, Giuseppe Savoldi, Enrico Albertosi, oltre ai laziali [[Giordano Bruno|Giordano]] e [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]], all'apice della carriera. Le partite che vedono il coinvolgimento della Lazio sono due: [[Domenica 6 gennaio 1980 - Milano, stadio San Siro – Milan-Lazio 2-1|la gara]] [[Milan]]-Lazio (2-1) del [[6 gennaio]] e [[Domenica 13 gennaio 1980 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Avellino 1-1|l'incontro]] Lazio-[[Avellino]] (1-1) della domenica seguente.''
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Al riguardo il [[Cruciani Massimo|Cruciani]], spiega come andarono i fatti:
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''Nella prima settimana del gennaio scorso, il [[Magherini Guido|Magherini]] si rimise in contatto con me e mi disse che aveva già preso accordi con Merlo circa la possibilità di assicurare la vittoria del [[Vicenza]] nell'incontro [[Vicenza]]-[[Lecce]] del [[6 gennaio]]. Mi diede il numero telefonico di Merlo, che disse di avere l'appoggio di tre o quattro giocatori del [[Lecce]]. Concordammo un compenso di 30.000.000 e ci demmo appuntamento per domenica mattina nell'albergo del [[Lecce]] a Vicenza. Nel frattempo, assieme a [[Trinca Alvaro|Trinca]], avevo concordato il risultato della partita [[Milan]]-Lazio, che sarebbe stata giocata a Milano sempre il [[6 gennaio]]. Il martedì precedente l'incontro, [[Trinca Alvaro|Trinca]] prese contatto con i giocatori della Lazio che si allenavano a [[Centro Sportivo Tor di Quinto-Tommaso Maestrelli|Tor di Quinto]]. Mi telefonò per prendere un appuntamento al mio deposito in via Portuense.''
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''Lì ci incontrammo con [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]] e [[Giordano Bruno|Giordano]]. Telefonammo ad Albertosi, che conoscevo perché mi era stato presentato da Giorgio Morini. Ad Albertosi parlò [[Giordano Bruno|Giordano]] e gli prospettò la vittoria del [[Milan]], allora impegnato nella corsa allo [[Scudetto]]. In cambio, [[Giordano Bruno|Giordano]] chiese che il [[Milan]] contribuisse all'operazione con 60.000.000. Albertosi si riservò di far conoscere cosa ne pensava il presidente del [[Milan]]. Prendemmo appuntamento per il venerdì successivo: l'avrei chiamato al suo ristorante a Milano. Giovedì pomeriggio, [[Trinca Alvaro|Trinca]] si incontrò con [[Giordano Bruno|Giordano]], [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]] e [[Wilson Giuseppe|Wilson]] al [[Bar Vanni|bar Vanni]]. Mi telefonò per un appuntamento nello studio di assicuratore di [[Wilson Giuseppe|Wilson]]. Nello studio era presente anche un amico di [[Giordano Bruno|Giordano]]. Si riconfermò il compenso di 60.000.000 che avrebbe dovuto pagare il [[Milan]] e ci impegnammo a puntare per loro 20.000.000 sulla sconfitta della Lazio.''
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''Venerdì [[4 gennaio]] telefonai ad Albertosi. Mi disse che il presidente in un primo tempo non voleva pagare, ma poi si era convinto a sborsare 20.000.000. Io e [[Trinca Alvaro|Trinca]], che avevamo già puntato, decidemmo di coprire la differenza. Avevo già deciso di partire per Vicenza quando, sabato [[5 gennaio]], all'ora di pranzo al ristorante di [[Trinca Alvaro|Trinca]], arrivò una telefonata da Milano dei giocatori della Lazio, con la quale si disdicevano gli impegni presi. Avendo noi già fatto le puntate, cambiai programma e invece di recarmi a Vicenza, intorno alle 20 da Fiumicino partii per Milano, dove i laziali mi avevano prenotato una camera nel loro albergo, il Jolly. Arrivai a mezzanotte. Nella camera di [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]] incontrai [[Cacciatori Massimo|Cacciatori]], [[Giordano Bruno|Giordano]] e [[Wilson Giuseppe|Wilson]] ai quali feci presente che avevamo già effettuato le scommesse. Si dissero di nuovo d'accordo per non tornare indietro, precisando che avrebbero contattato [[Montesi Maurizio|Montesi]] per meglio garantire l'esito della partita. Mi ritirai in camera. Dopo un quarto d'ora, ritornai nella camera di [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]] e mi fu riferito che [[Montesi Maurizio|Montesi]] non era d'accordo. Loro si tiravano nuovamente indietro. Replicai la richiesta di farmi restituire l'importo delle scommesse.''
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''[[Cacciatori Massimo|Cacciatori]] disse: "A questo punto si fa e basta". Consegnai a [[Cacciatori Massimo|Cacciatori]] l'assegno n. 061633973 del Banco di Santo Spirito per l'importo di 15.000.000, lasciando in bianco il beneficiario. Con gli altri giocatori rimasi d'accordo che i rimanenti 45, più l'importo sulla vincita della scommessa, sarebbero stati consegnati lunedì. La mattina successiva, alle 7 partii in treno per Vicenza. All'albergo del [[Lecce]] parlai con Merlo, a cui consegnai un assegno di 30.000.000. Gli furono consegnati, anzi, tre assegni di 10.000.000. Prima della partita vidi il giocatore del [[Vicenza]] Sandreani, nonché Sabatini, che si dissero del tutto all'oscuro della vicenda. La partita finì in parità contrariamente ai patti e Merlo mi restituì gli assegni. Tornai a Roma. L'indomani, vennero al mio deposito [[Giordano Bruno|Giordano]] e [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]], ai quali consegnai tre assegni da 15.000.000 e altri due da 15, tratti tutti dal Banco di Roma. Tali assegni non furono però incassati e vennero restituiti tramite mio padre Ferruccio Cruciani nel mese di febbraio, pochi gíorni prima della partita Italia-Romania. Non furono incassati perché avevo detto ai giocatori della Lazio che avrei potuto impiegare i soldi per assicurarci il risultato e l'importo delle relative scommesse [[Domenica 13 gennaio 1980 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Avellino 1-1|della partita]] Lazio-[[Avellino]] in programma il [[13 gennaio]]. Mercoledì [[9 gennaio]] Morini mi portò 20.000.000 in biglietti da 10.000. Lo stesso giorno era pervenuto, come riscosso, l'assegno dato a [[Cacciatori Massimo|Cacciatori]].''
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''Per [[Domenica 13 gennaio 1980 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Avellino 1-1|la partita]] Lazio-[[Avellino]], che doveva terminare secondo gli accordi con la vittoria della squadra di casa, presi nuovamente contatto con Stefano Pellegrini. Gli telefonai e lo vidi all'hotel Flemíng dove era in ritiro l'[[Avellino]], sabato [[12 gennaio]]. Fu concordato un compenso di 80.000.000 che sarebbe stato consegnato lunedì. Pellegrini mi disse che erano d'accordo Di Somma e Cattaneo. Mentre parlavo con Stefano Pellegrini, in camera era presente [[Pellegrini (III) Claudio|il fratello Claudio]], che però tacque. Vidi in televisione che Stefano Pellegrini, dopo aver segnato la rete del vantaggio, non manifestò la consueta esultanza. Lunedì [[14 gennaio]], Stefano Pellegrini venne al mio deposito e mi riferì che durante la partita aveva invitato i giocatori della Lazio a farsi avanti per segnare, ma che questi non si erano impegnati. Qualche giorno dopo passarono dal mio deposito [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]] e [[Giordano Bruno|Giordano]]. Mi chiesero se avrebbero potuto incassare gli assegni. Avevamo scommesso su Lazio-[[Avellino]] oltre 200.000.000 (80 per pagare l'[[Avellino]], 80 per la Lazio e il resto per guadagnare qualcosa noi). Gli spiegai che gli assegni erano scoperti. Da quel momento cessarono i rapporti con i giocatori della Lazio.''
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[[Trinca Alvaro|'''Alvaro Trinca''']] il [[10 marzo]] aveva invece rilasciato ai giudici questa dichiarazione:
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''Nel mio ristorante sono venuti spesso i giocatori della Lazio [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]], [[Giordano Bruno|Giordano]], [[D'Amico Vincenzo|D'Amico]], [[Agostinelli Andrea|Agostinelli]] (quando quest'ultimo giocava nella Lazio) e alcuni della [[Roma]], tra i quali Santarini, Paolo Conti, Bruno Conti, Chinellato. Invece nel mio locale non ho mai visto [[Cacciatori Massimo|Cacciatori]] (negli ultimi 4-5 mesi ho lavorato molto in cucina e mi si vedeva poco nella sala da pranzo). [[Wilson Giuseppe|Wilson]] è venuto solo due o tre volte. Inoltre, dato il mio tifo per la Lazio, ho visitato spesso tutti i giocatori della Lazio presso l'albergo di Villa Pamphili, dove sono in ritiro prima della partita domenicale. Sono stretto amico del [[Cruciani Massimo|Cruciani]] da circa due anni, da quando ha cominciato a rifornirmi di frutta all'ingrosso. Per mio tramite [[Cruciani Massimo|Cruciani]] ha approfondito la conoscenza di [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]], [[Giordano Bruno|Giordano]] e [[Wilson Giuseppe|Wilson]], che gli erano stati presentati dall'ex-giocatore della Lazio [[Cordova Franco|Cordova]].''
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''[[Cruciani Massimo|Cruciani]] era molto amico di [[Cordova Franco|Cordova]], tanto che [[Cordova Franco|Cordova]] gli scontava spesso delle cambiali. Anch'io ho conosciuto [[Cordova Franco|Cordova]]. Sono anche stato invitato ai matrimoni di [[Giordano Bruno|Giordano]] e [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]]. Da circa tre o quattro anni punto clandestinamente sulle partite di calcio. Non ho mai sentito parlare i giocatori della Lazio della possibilità di truccare le partite. Fu [[Cruciani Massimo|Cruciani]] che l'estate scorsa, prima che iniziasse il [[campionato]], mi accennò a questa possibilità. Espressi le mie perplessità sull'effettiva possibilità di operare simili trucchi. [[Cruciani Massimo|Cruciani]] replicò che mi avrebbe fatto conoscere un giocatore del [[Palermo]], [[Magherini Guido|Magherini]], che conosceva tutti i giocatori. Il giorno prima della partita [[Taranto]]-[[Palermo]] del [[9 dicembre]] [[1979]], [[Cruciani Massimo|Cruciani]] telefonò dal suo deposito in via Portuense, in mia presenza, al [[Magherini Guido|Magherini]] e offrì di farmi parlare con il giocatore. Declinai l'invito. Sentii che prendeva appuntamento per l'indomani a Taranto. [[Cruciani Massimo|Cruciani]] diceva alla cornetta: "Allora va bene per il pareggio".''
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''Poi [[Cruciani Massimo|Cruciani]] mi illustrò i termini dell'accordo: alcun giocatori del [[Taranto]] (non so quali) puntavano 50.000.000 sul pareggio. Uguale somma veniva puntata, sempre per il pareggio, per conto dei giocatori del [[Palermo]], tra cui [[Magherini Guido|Magherini]]. Io, [[Cruciani Massimo|Cruciani]] e altri giocatori, puntammo per conto nostro circa 100.000.000. Le scommesse avvenivano sulla parola. Gli allibratori venivano da Milano, Torino, Genova, Firenze, Bologna e Roma. Mi telefonavano per comunicarmi le quote e poi mi mandavano degli intermediari per ricevere le puntate. Non ho conosciuto gli allibratori, ma solo gli intermediari. Non voglio dare però indicazioni più precise perché ho paura. Negli ultimi tempi sono stato minacciato più volte."''
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<html> <a name="23031980"> </a> </html>
 
===23 Marzo 1980, manette negli spogliatoi===
 
===23 Marzo 1980, manette negli spogliatoi===
  
[[Immagine:calcioscommesse80fl.jpg|thumb|left|150px|giordano impegnato a Pescara poco prima dell'arresto]] [[Immagine:calcioscommesse80d.jpg|right|150px]]
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I giocatori biancazzurri negarono ogni loro coinvolgimento dichiarando che i due si erano inventati il tutto per ricattarli, ma non furono creduti. Anche i tifosi furono sgomenti nell'apprendere che i loro idoli si erano macchiati di un simile fatto. La domenica più orribile nella storia del calcio italiano, cominciò in pratica alle cinque della sera del [[23 marzo]], quando le gazzelle della Guardia di Finanza arrivarono negli stadi per arrestare i protagonisti di quello che si configurò subito come il più grave degli scandali che avessero mai colpito il nostro sport più popolare. L'irruzione dei Carabinieri negli stadi non fu un fulmine a ciel sereno. Infatti i giornali avevano pubblicato l'elenco dei ventisette giocatori coinvolti alludendo però che potevano essere molti di più.
I giocatori biancazzurri negarono ogni coinvolgimento, dichiarando che i due si erano inventati il tutto per ricattarli, ma non furono creduti.
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Anche i tifosi furono sgomenti nell'apprendere che i loro idoli si erano macchiati di un simile fatto.
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La domenica più orribile nella storia del calcio italiano, cominciò in pratica alle cinque della sera del [[23 Marzo]] , quando le gazzelle della guardia di Finanza arrivarono negli stadi per arrestare i protagonisti di quello che si configurò subito come il più grave degli scandali che avessero mai colpito il nostro sport più popolare. L'irruzione dei carabinieri negli stadi non fu un fulmine a ciel sereno, infatti i giornali avevano pubblicato l'elenco dei 27 giocatori coinvolti, alludendo però che potevano essere molti di più.
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Sicuramente la lista non era completa e qualcuno ne era uscito fuori pagando il silenzio.
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La Lazio era di scena a [[23 marzo 1980 - Pescara, stadio Adriatico - Pescara-Lazio 2-0|Pescara]], in una gara persa 2-0, dove i giocatori coinvolti avevano giocato una partita con la testa da un'altra parte.
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L'arresto avenne dentro i spogliatoi, tra lo stupore dei compagni di squadra e l'allenatore [[Lovati Roberto|Lovati]].
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In contemporanea altri 11 giocatori venivano fermati e condotti in commissariato in altre città.
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I quattro giocatori della Lazio, furono messi dentro delle macchine che a tutta velocità imboccarono la strada per Roma, dove arrivarono poche ore dopo, per imboccare via della Lungara e quindi il Carcere giudiziario di Regina Coeli, dove furono rinchiusi per 10 giorni con altri detenuti.
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Il primo a dare la notizia degli arresti fu [[Valenti Paolo|Paolo Valenti]] popolare conduttore della seguitissima trasmissione [[90° Minuto]], che si collegò coi vari campi dove di fuori stazionavano le gazzelle della Finanza e dei carabinieri.
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Tra le squadre coinvolte c'erano il [[Milan AC|Milan]], il [[Bologna FC|Bologna]], l'[[Avellino US|Avellino]], il [[Perugia calcio|Perugia]] la [[Juventus FC|Juventus]].
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Erano colpite sia la [[Serie A]] che la [[Serie B]].
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Sicuramente la lista non era completa e qualcuno ne era uscito fuori pagando il silenzio. La Lazio era di scena a Pescara [[Domenica 23 marzo 1980 - Pescara, stadio Adriatico - Pescara-Lazio 2-0|in una gara persa 2-0]], dove i giocatori coinvolti avevano giocato una partita con la testa da un'altra parte. L'arresto avenne dentro gli spogliatoi, tra lo stupore dei compagni di squadra e dell'allenatore [[Lovati Roberto|Lovati]]. In contemporanea altri undici giocatori venivano fermati e condotti in commissariato in altre città. I quattro giocatori della Lazio furono messi dentro delle macchine che, a tutta velocità, imboccarono la strada per Roma dove arrivarono poche ore dopo. Giunsero in via della Lungara e quindi al Carcere giudiziario di Regina Coeli dove furono rinchiusi per dieci giorni con altri detenuti. Il primo a dare la notizia degli arresti fu Paolo Valenti, popolare conduttore della seguitissima trasmissione 90° Minuto, che si collegò coi vari campi dove di fuori stazionavano le gazzelle della Finanza e dei Carabinieri. Tra le squadre coinvolte c'erano il [[Milan]], il [[Bologna]], l'[[Avellino]], il [[Perugia]] la [[Juventus]]. Erano colpite sia la [[Serie A]] che la [[Serie B]].
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<html> <a name="ScandaloNaz"> </a> </html>
 
===Uno scandalo nazionale===
 
===Uno scandalo nazionale===
[[Immagine:calcioscommesse80e.jpg|thumb|left|150px|Alcuni giocatori durante il processo sportivo]]
 
Gli arresti e il conseguente scandalo è di livello nazionale e senza precedenti.
 
Sono coinvolte molte squadre di primo piano e moltissimi calciatori dal presente e passato luminoso.
 
Fra tutti spiccano i laziali Giordano e Manfredonia e il Perugino [[Rossi Paolo|Paolo Rossi]].
 
Ma ci sono anche altri giocatori, come Albertosi, Petrini, Merlo, Savoldi, [[Cordova Franco|Cordova]],[[Chiodi Stefano|Chiodi]] e Zecchini.
 
Anche il presidente del [[Milan AC|Milan]] e quello del [[Bologna FC|Bologna]] vengono fermati.
 
Moltissime le partite considerate "pilotate", cui la giustizia sportiva e il procuratore Manin Carabba, devono fare luce.
 
Tutti gli interessati negano ogni addebbito; per loro si profila il reato di "Truffa" e vari illeciti sportivi.
 
I giornali escono con titoli cubitali, ed i fotografi fanno a gara per immortalare i giocatori rinchiusi durante l'ora d'aria.
 
La [[F.I.G.C.]] sospende tutti i tesserati coinvolti, le squadre devono ricorrere ai giocatori della primavera per completare gli organici per poter scendere in campo.
 
Trinca e Cruciani ricevono minacce di ogni genere e cercano di ritrattare, ottenendo solo che i loro avvocati, stufi, rimettono il mandato.
 
I tifosi sono allibiti ed inviperiti.
 
La struttura del Calcio rischia il collasso definitivo.
 
  
=== Il processo e le sentenze di prima istanza===
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Gli arresti, con il conseguente scandalo, è di livello nazionale e senza precedenti. Sono coinvolte molte squadre di primo piano e moltissimi calciatori dal presente e passato luminoso. Fra tutti spiccano i laziali [[Giordano Bruno|Giordano]] e [[Manfredonia Lionello|Manfredonia]] ed il perugino Paolo Rossi. Ma ci sono anche altri giocatori, come Albertosi, Petrini, Merlo, Savoldi, [[Cordova Franco|Cordova]], [[Chiodi Stefano|Chiodi]] e Zecchini. Anche il presidente del [[Milan]] e quello del [[Bologna]] vengono fermati. Moltissime le partite considerate "pilotate" cui la giustizia sportiva, ed il procuratore Manin Carabba, devono fare luce. Tutti gli interessati negano ogni addebito ma per loro si profila il reato di "truffa" e vari illeciti sportivi. I giornali escono con titoli cubitali ed i fotografi fanno a gara per immortalare i giocatori rinchiusi durante l'ora d'aria. La [[F.I.G.C.|Federazione]] sospende tutti i tesserati coinvolti e le squadre devono ricorrere ai giocatori della [[Primavera]] per completare gli organici per poter scendere in campo nelle partite successive. [[Trinca Alvaro|Trinca]] e [[Cruciani Massimo|Cruciani]] ricevono poi minacce di ogni genere e cercano di ritrattare le proprie dichiarazioni ed i loro avvocati, stufi di tale comportamento, rimetteranno il mandato. I tifosi sono allibiti ed inviperiti. La struttura del calcio rischia il collasso definitivo.
[[Immagine:calcioscommesse80a.jpg|thumb|left|150px|L'attesa delle sentenze sul Corsport]]
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Il processo sportivo che si svolge nel mese di Maggio, vede contrapposti i giocatori ai 2 accusatori, che il più delle volte si contraddiscono o mettono al verbale il classico ''Non ricordo'', per salvare qualcun'altro che nel frattempo ha pagato per il silenzio con fior di milioni.
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L'impressione è che si voglia sacrificare qualche grosso nome per salvare la faccia e mettere la parola fine a questa terribile storia.
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Ed alla fine chi paga più ditutti è la Lazio ed il [èMilan AC|Milan]] retrocesse in [[Serie B]].
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===Il processo e le sentenze di prima istanza===
Per i quattro laziali ci sono squalifiche pesantissime che ne compromettono il proseguo della carriera, con un danno economico senza precedenti per la società.
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Alcune squadre ne escono incredibilmente pulite o con pene lievi.
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Il processo sportivo che si svolge nel mese di Maggio, vede contrapposti i giocatori ai due accusatori che il più delle volte si contraddicono o mettono a verbale il classico ''"Non ricordo"'' per salvare qualcun'altro che, nel frattempo, ha pagato per il silenzio fior di milioni. L'impressione è che si voglia sacrificare qualche grosso nome per salvare la faccia e mettere la parola fine a questa terribile storia. Ed alla fine chi paga più di tutti è il [[Milan]] retrocesso in [[Serie B]]. Per i quattro laziali ci sono squalifiche pesanti che determinano un danno economico per la Società. Alcune squadre ne escono incredibilmente pulite o con pene lievi. L'impressione generale è che non tutto sia emerso e che più di un'ingiustizia sia stata fatta. Le sentenze di primo grado furono rese pubbliche dalla Commissione Disciplinare il [[18 maggio]] [[1980]] a [[Campionato|campionati]] conclusi:
L'impressione generale è che non tutto sia emerso e che più di un'ingiustizia sia stata fatta.
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Le sentenze di primo grado furono rese pubbliche dalla [[Commissione Disciplinare]] il [[18 maggio]] [[1980]] a campionati conclusi.
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'''[[Serie A]]'''
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Società:
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* [[Milan]]: retrocessione in [[Serie B]];
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* Lazio: assolta;
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* [[Avellino]]: 5 punti di penalizzazione nel [[campionato]] [[1980/81]];
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* [[Bologna]]: 5 punti di penalizzazione nel [[campionato]] [[1980/81]];
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* [[Perugia]]: 5 punti di penalizzazione nel [[campionato]] [[1980/81]].
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Dirigenti:
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* Felice Colombo (presidente [[Milan]]): radiato;
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* Tommaso Fabbretti (presidente [[Bologna]]): 1 anno di inibizione.
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Calciatori:
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* Enrico Albertosi ([[Milan]]): radiato;
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* [[Cacciatori Massimo|Massimo Cacciatori]] (Lazio): radiato;
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* [[Wilson Giuseppe|Giuseppe Wilson]] (Lazio): radiato;
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* [[Pellegrini (III) Claudio|Claudio Pellegrini]] ([[Avellino]]): 6 anni di inibizione;
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* [[Della Martira Mauro|Mauro Della Martira]] ([[Perugia]]): 5 anni di inibizione;
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* [[Giordano Bruno|Bruno Giordano]] (Lazio): 3 anni e 6 mesi di inibizione;
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* [[Manfredonia Lionello|Lionello Manfredonia]] (Lazio): 3 anni e 6 mesi di inibizione;
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* Carlo Petrini ([[Bologna]]): 3 anni e 6 mesi di inibizione;
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* Giuseppe Savoldi ([[Napoli SSC|Napoli]]): 3 anni e 6 mesi di inibizione;
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* Paolo Rossi ([[Perugia]]): 3 anni di inibizione;
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* Luciano Zecchini ([[Perugia]]): 3 anni di inibizione;
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* Giorgio Morini ([[Milan]]): 1 anno e 10 mesi di inibizione;
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* [[Cordova Franco|Franco Cordova]] ([[Avellino]]): 1 anno e 2 mesi di inibizione;
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* [[Chiodi Stefano|Stefano Chiodi]] ([[Milan]]):  6 mesi di inibizione;
 +
* [[Montesi Maurizio|Maurizio Montesi]] (Lazio): 4 mesi di inibizione;
 +
* Franco Colomba ([[Bologna]]): 3 mesi di inibizione;
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* [[Damiani Giuseppe Oscar|Oscar Damiani]] ([[Napoli SSC|Napoli]]): 3 mesi di inibizione.
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'''[[Serie B]]'''
  
'''Serie A'''
+
Società:
  
'''Società''':
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* [[Palermo]] e [[Taranto]]: 5 punti di penalizzazione nel [[campionato]] [[1980/81]].
  
*[[Milan AC|Milan]]; retrocessione in [[Serie B]].
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Calciatori:
*[[Società Sportiva Lazio|Lazio]]; retrocessione in [[Serie B]].
+
  
*[[Avellino US|Avellino]]; 5 punti di penalizzazione nel campionato [[1979/80|1980/81]].
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* [[Magherini Guido|Guido Magherini]]: 3 anni e 6 mesi di inibizione;
*[[Bologna FC|Bologna]]; 5 punti di penalizzazione nel campionato [[1979/80|1980/81]].
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* Lionello Massimelli: 3 anni di inibizione;
*[[Perugia Calcio|Perugia]]: 5 punti di penalizzazione nel campionato [[1979/80|1980/81]].
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* Claudio Merlo: 1 anno di inibizione.
  
'''Dirigenti''':
 
  
*[[Felice Colombo]] (presidente [[Milan AC|Milan]]): Radiato.
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<html> <a name="Appello"> </a> </html>
*[[Tommaso Fabbretti]] (presidente [[Bologna FC|Bologna]]): 1 anno di inibizione.
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===La sentenza d'appello===
  
'''Calciatori''':
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Nel processo d'appello la Commissione di Appello Federale (C.A.F.) confermò la maggior parte delle decisioni di primo grado, ma retrocesse la Lazio in [[Serie B]] ed aumentò, in alcuni casi le squalifiche ai giocatori. Il [[22 dicembre]] [[1980]] la Giustizia penale assolse tutti gli imputati, perché il ''"fatto non sussiste"'', smentendo quella sportiva.
*[[Enrico Albertosi]] ([[Milan AC|Milan]]): Radiato.
+
*[[Cacciatori Massimo|Massimo Cacciatori]] ([[Società Sportiva Lazio|Lazio]]): Radiato.
+
*[[Wilson Giuseppe|Giuseppe Wilson]] ([[Società Sportiva Lazio|Lazio]]): Radiato.
+
*[[Claudio Pellegrini]] ([[Avellino US|Avellino]]): 6 anni di inibizione.
+
*[[Della Martira Mauro|Mauro Della Martira]] ([[Perugia Calcio|Perugia]]): 5 anni di inibizione.
+
*[[Giordano Bruno|Bruno Giordano]] ([[Società Sportiva Lazio|Lazio]]): 3 anni e 6 mesi di inibizione.
+
*[[Manfredonia Lionello|Lionello Manfredonia]] ([[Società Sportiva Lazio|Lazio]]): 3 anni e 6 mesi di inibizione.
+
*[[Carlo Petrini |Carlo Petrini]] ([[Bologna FC|Bologna]]): 3 anni e 6 mesi di inibizione.
+
*[[Giuseppe Savoldi]] ([[Napoli SSC|Napoli]]): 3 anni e 6 mesi di inibizione.
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*[[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]] ([[Perugia Calcio|Perugia]]): 3 anni di inibizione.
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* [[Luciano Zecchini]] ([[Perugia Calcio|Perugia]]): 3 anni di inibizione.
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*[[Giorgio Morini]] ([[Milan AC|Milan]]): 1 anno e 10 mesi di inibizione.
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* [[Cordova Franco|Franco Cordova]] ([[Avellino US|Avellino]]): 1 anno e 2 mesi di inibizione.
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*[[Chiodi Stefano|Stefano Chiodi]] ([[Milan AC|Milan]]):  6 mesi di inibizione.
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*[[Montesi Maurizio|Maurizio Montesi]] ([[Società Sportiva Lazio|Lazio]]): 4 mesi di inibizione.
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*[[Franco Colomba]] ([[Bologna FC|Bologna]]): 3 mesi di inibizione.
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*[[Damiani Giuseppe Oscar|Oscar Damiani]] ([[Napoli SSC|Napoli]]): 3 mesi di inibizione.
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'''Società''':
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*[[Unione Sportiva Città di Palermo|Palermo]] e [[Taranto Sport|Taranto]]: 5 punti di penalizzazione nel campionato [[1980/81]].
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* [[Avellino]], [[Bologna]] e [[Perugia]]: 5 punti di penalizzazione nel [[campionato]] di [[Serie A]] [[1980/81]].
  
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* [[Guido Magherini]]: 3 anni e 6 mesi di inibizione.
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* Felice Colombo (presidente [[Milan]]): radiato;
* [[Lionello Massimelli]]: 3 anni di inibizione.
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* Tommaso Fabbretti (presidente [[Bologna]]): 1 anno di inibizione.
* [[Claudio Merlo]]: 1 anno di inibizione.
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===Le sentenze di appello===
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Calciatori:
  
== Sentenza d'appello ==
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* [[Pellegrini (III) Claudio|Claudio Pellegrini]] ([[Avellino]]): 6 anni di inibizione;
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* [[Cacciatori Massimo|Massimo Cacciatori]] (Lazio): 5 anni di inibizione;
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* [[Della Martira Mauro|Mauro Della Martira]] ([[Perugia]]): 5 anni di inibizione;
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* Enrico Albertosi ([[Milan]]): 4 anni di inibizione;
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* [[Giordano Bruno|Bruno Giordano]] (Lazio): 3 anni e 6 mesi di inibizione;
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* [[Manfredonia Lionello|Lionello Manfredonia]] (Lazio): 3 anni e 6 mesi di inibizione;
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* Carlo Petrini ([[Bologna]]): 3 anni e 6 mesi di inibizione;
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* Giuseppe Savoldi ([[Napoli SSC|Napoli]]): 3 anni e 6 mesi di inibizione;
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* [[Wilson Giuseppe|Giuseppe Wilson]] (Lazio): 3 anni di inibizione;
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* Luciano Zecchini ([[Perugia]]): 3 anni di inibizione;
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* Paolo Rossi ([[Perugia]]): 2 anni di inibizione;
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* [[Cordova Franco|Franco Cordova]] ([[Avellino]]): 1 anno e 2 mesi di inibizione;
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* Giorgio Morini ([[Milan]]): 1 anno di inibizione;
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* [[Chiodi Stefano|Stefano Chiodi]] ([[Milan]]): 6 mesi di inibizione;
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* [[Montesi Maurizio|Maurizio Montesi]] (Lazio): 4 mesi di inibizione;
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* Franco Colomba ([[Bologna]]): 3 mesi di inibizione;
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* [[Damiani Giuseppe Oscar|Oscar Damiani]] ([[Napoli SSC|Napoli]]): 3 mesi di inibizione.
  
Nel processo d'appello la [[Commissione di Appello Federale|CAF]] confermò la maggior parte delle decisioni di primo grado con sconti di pena in alcune situazioni.
 
  
'''Serie A'''
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'''Società''':
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*[[Milan AC|Milan]] e [[Società Sportiva Lazio|Lazio]] retrocesse in [[Serie B]].
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* [[Palermo]] e [[Taranto]]: 5 punti di penalizzazione nel [[campionato]] di [[Serie B]] [[1980/81]].
*[[Avellino US|Avellino]], [[Bologna FC|Bologna]] e [[Perugia Calcio|Perugia]]: 5 punti di penalizzazione nel campionato di [[Serie A]] [[1980/81]].
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'''Dirigenti''':
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*[[Felice Colombo]] (presidente [[Milan AC|Milan]]): Radiato.
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Calciatori:
*[[Tommaso Fabbretti]] (presidente [[Bologna FC|Bologna]]): 1 anno di inibizione.
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'''Calciatori''':
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*[[Claudio Pellegrini]] ([[Unione Sportiva Avellino|Avellino]]): 6 anni di inibizione.
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* [[Magherini Guido|Guido Magherini]]: 3 anni e 6 mesi di inibizione;
*[[Cacciatori Massimo|Massimo Cacciatori]] ([[S.S.Lazio|Lazio]]):5 anni di inibizione.
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* Lionello Massimelli: 3 anni di inibizione;
*[[Della Martira Mauro|Mauro Della Martira]] ([[Perugia Calcio|Perugia]]): 5 anni di inibizione.
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* Claudio Merlo: 1 anno di inibizione.
*[[Enrico Albertosi]] ([[Milan AC|Milan]]): 4 anni di inibizione.
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*[[Giordano Bruno|Bruno Giordano]] ([[S.S.Lazio|Lazio]]): 3 anni e 6 mesi di inibizione.
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*[[Manfredonia Lionello|Lionello Manfredonia]] ([[S.S.Lazio|Lazio]]): 3 anni e 6 mesi di inibizione.
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*[[Carlo Petrini (calciatore)|Carlo Petrini]] ([[Bologna FC|Bologna]]): 3 anni e 6 mesi di inibizione.
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*[[Giuseppe Savoldi]] ([[Napoli SSC|Napoli]]): 3 anni e 6 mesi di inibizione.
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*[[Luciano Zecchini]] ([[Perugia Calcio|Perugia]]): 3 anni di inibizione.
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*[[Paolo Rossi (calciatore)|Paolo Rossi]] ([[Perugia Calcio|Perugia]]): 2 anni di inibizione.
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*[[Cordova Franco|Franco Cordova]] ([[Avellino US|Avellino]]): 1 anno e 2 mesi di inibizione.
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*[[Chiodi Stefano|Stefano Chiodi]] ([[Milan AC|Milan]]): 6 mesi di inibizione.
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*[[Montesi Maurizio|Maurizio Montesi]] ([[Società Sportiva Lazio|Lazio]]): 4 mesi di inibizione.
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*[[Franco Colomba]] ([[Bologna FC|Bologna]]): 3 mesi di inibizione.
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*[[Damiani Giuseppe Oscar|Oscar Damiani]] ([[Napoli SSC|Napoli]]): 3 mesi di inibizione.
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*[[Claudio Merlo]]: 1 anno di inibizione.
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La notizia riportata dal giornale "l'Occhio"
Dal Messaggero del 28/3/80
Montesi accusa sul Messaggero del 28/3/80
La notizia degli arresti riportata da "Repubblica"
Alvaro Trinca
Massimo Cruciani
Il ristorante di Alvaro Trinca
La deposizione di Montesi
Giordano impegnato a Pescara poco prima dell'arresto
La copertina del Guerin Sportivo
Alcuni giocatori durante il processo sportivo
I familiari sono ammessi a Regina Coeli
La retrocessione della Lazio sui giornali
Il Corriere dello Sport con le notizie in merito
Un articolo riguardante alcuni giocatori laziali

Torna alla stagione

Storia

Un mondo del calcio torbido, fra scommesse clandestine e partite truccate

La Lazio coinvolta da Montesi

Massimo Cruciani e Alvaro Trinca, i grandi accusatori

23 Marzo 1980, manette negli spogliatoi

Uno scandalo nazionale

Il processo e le sentenze di prima istanza

La sentenza d'appello


Storia

Negli anni '70, più di una volta si era ventilata l'ipotesi che alcuni risultati di partite fossero "pilotati" per opera del cosidetto "totonero", una serie di allibratori clandestini per lo più legati alla malavita organizzata che operavano illegalmente su tutto il territorio nazionale riscuotendo giocate sulle partite di calcio italiane di Serie A e Serie B, sul modello delle giocate che si operavano già da decenni nel Regno Unito dove erano legali e gestite da bookmaker riconosciuti dallo Stato.


Un mondo del calcio torbido, fra scommesse clandestine e partite truccate

In Italia esisteva, all'epoca, solo il Totocalcio e fare 13 non era impresa facile. Anche se illegale e rischioso, molte persone preferivano puntare qualcosa sul totonero. La maggior parte puntavano 5.000 o 10.000 lire per vincerne al massimo 500.000 o un milione che all'epoca voleva dire 2/3 stipendi medi. Ma ai livelli alti le cose andavano diversamente e le giocate potevano arrivare a sfiorare il centinaio di milioni di lire, specialmente se a scommettere c'era qualcuno dell'ambiente calcistico, che potesse in qualche modo pilotare un incontro. Comunque nessuna prova e nessun indizio del coinvolgimento di giocatori o dirigenti uscirono mai allo scoperto, se non i tentativi di illecito sportivo operati da Verona e Foggia nel 1974, puniti con la retrocessione per entrambe e due assoluzioni che colpirono la Lazio nel 1973, per un mai provato tentativo di premio a perdere operato a Bologna e nel 1976 a Cesena, quando furono saldate delle pendenze agli ex giocatori Giancarlo Oddi e Mario Frustalupi poco prima dell'inizio della gara, scambiate per "mazzette" date ai giocatori. Questi fatti non erano comunque legati in alcun modo alle scommesse.


La Lazio coinvolta da Montesi

Le voci, durante il campionato 1979/80, si fecero però più insistenti del solito ma non c'erano prove di nessun genere e l'omertà regnava sovrana. Domenica 24 febbraio 1980 la Lazio è di scena a Cagliari, dove pareggerà per 1-1. Al 18' il giocatore laziale Maurizio Montesi viene colpito duro alla gamba che gli si spezza. Viene portato subito fuori dal campo e successivamente all'ospedale dove il responso non lascia molte speranze per il prosieguo della sua carriera. Montesi è un ragazzo atipico per il calcio: è impegnato politicamente tanto da essere soprannominato Lotta Continua e molte volte le sue idee contrastano con quelle di altri compagni di squadra. Nulla, però fa presagire quello che invece accadrà nei giorni seguenti quando, nel suo letto d'ospedale ed incalzato dai cronisti, racconta i retroscena ed i "sentito dire", che erano accaduti nello spogliatoio biancazzurro negli ultimi mesi.

Montesi parla apertamente di partite "vendute", di strani intrallazzi e indica, come a capo di tutto, il capitano Pino Wilson. Le sue affermazioni escono su alcuni giornali, specialmente La Repubblica e la Federazione apre un'inchiesta che però non porta apparentemente a nulla. Siamo intorno al 4 marzo ma nel palazzo sportivo ed in quelli giudiziari è già partita un'altra indagine, ben più vasta, che nasce da un esposto in Procura fatto da due commercianti romani e che in pochi ancora ne conoscono l'esistenza.


Massimo Cruciani e Alvaro Trinca, i grandi accusatori

Massimo Cruciani era un commerciante all'ingrosso di ortofrutta con molte conoscenze nel mondo del calcio e amicizie con diversi giocatori. Alvaro Trinca invece gestiva un ristorante ben avviato dal nome "Le Lampare". Fino alla fine di febbraio erano due sconosciuti a tutta l'opinione pubblica. Nessuno poteva sospettare che erano gli artefici di un giro di scommesse che coinvolgeva in primis molti nomi noti del mondo del calcio. Il primo marzo la Procura della Repubblica di Roma aveva messo a verbale la confessione fiume di Massimo Cruciani, l'uomo che aveva dato corpo a bisbiglii sempre più inquietanti. Cruciani era un commerciante di frutta romano sull'orlo del tracollo economico le cui disgrazie erano iniziate quando Alvaro Trinca, proprietario del ristorante, gli aveva presentato alcuni dei suoi clienti eccellenti: i calciatori della Lazio Wilson, Manfredonia, Giordano, Cacciatori ed altri giocatori di numerose squadre.

I due commercianti avevano messo in piedi un giochino molto semplice: i calciatori prendevano accordi con colleghi di altre squadre per aggiustare il risultato di una partita, Cruciani puntava anche per conto loro una bella somma al totonero ed alla fine il gruzzolo veniva spartito. Il giro così creato si era ben presto allargato, ma gli eventi erano successivamente precipitati in quanto, talvolta, il risultato pattuito era andato a monte per svariati motivi. I due erano ormai rovinati avendo perso un mucchio di soldi e sicuramente erano anche in balìa di gente poco raccomandabile che pretendeva il saldo delle giocate. Per questo il Cruciani aveva vuotato il sacco dando vita ad uno scandalo senza precedenti. Probabilmente avevano tentato anche di rivolgersi direttamente alle società coinvolte chiedendo soldi per non tirarle in ballo nella vicenda. Qualcuna accettò e non ne fu mai coinvolta (cedendo l'anno successivo i giocatori responsabili, senza subire nessun danno economico), mentre il presidente della Lazio Umberto Lenzini non cedette credendola solo un'estorsione per poi pentirsene amaramente.

Il primo arresto scatta venerdì 7 marzo. Scovato dalla Guardia di Finanza nella sua abitazione di via degli Ammiragli 82, a Roma, finisce in prigione Alvaro Trinca. Cinque giorni dopo è la volta di Massimo Cruciani. Ci pensa lui stesso a costituirsi al Tribunale di Roma passando per un sotterraneo. Coloro che avevano avanzato dubbi sulla loro reale intenzione di confermare le accuse ai calciatori devono ricredersi. Tutti coloro che ritenevano che l'esposto presentato in Procura avesse solo il significato di un avvertimento, e che nelle accuse fossero mescolati fatti veri a semplici sospetti, insinuazioni e voci, devono rivedere i loro convincimenti. I due grandi accusatori, più volte sentiti dai giudici, confermano puntualmente le accuse e allargano il numero di calciatori coinvolti. Per sostanziare quelle che diventeranno requisitorie esplosive contro il mondo del calcio, Cruciani (che il giudice Ciro Monsurrò chiama "l'orologio" per la dovizia di particolari con cui arricchisce il racconto) e Trinca forniscono ai magistrati prove ed indizi incontrovertibili della combutta con i calciatori.


Nel primo interrogatorio, avvenuto il 12 marzo, Massimo Cruciani racconta come è nata l'idea delle scommesse:

"Il primo giocatore di calcio che ho conosciuto è stato l'allora romanista Franco Cordova, cliente del mio negozio di frutta. Cordova mi fece diventare fornitore anche dell'albergo Leonardo da Vinci di cui era titolare o comunque padrone il suocero Marchini e mi fece conoscere altri giocatori della Roma tra cui Giorgio Morini, Sandreani, Negrisolo, Chinellato. Con tutti ebbi rapporti amichevoli: si andò a volte a pranzo assieme, frequentarono la casa mia e qualche volta si servirono del mio deposito. Quando, quattro anni fa, Cordova passò alla Lazio, mi presentò alcuni giocatori di questa squadra, con i quali strinsi rapporti amichevoli. In particolare con Giordano, Manfredonia, Wilson, D'Amico, Garlaschelli, Cacciatori.

Li vedevo in albergo durante i ritiri ed anche al ristorante La Lampara di Alvaro Trinca. Essendo amico del Trinca, frequentando il ristorante e passando a volte di lì, ho avuto modo di parlare con qualcuno di loro e precisamente con Manfredonia e Giordano; Wilson, Cacciatori, Garlaschelli e D'Amico non li ho mai visti alla Lampara; Manfredonia e Giordano erano anche clienti del mio negozio. La mia amicizia con Trinca risale a circa tre anni fa quando cominciai a vendere la frutta al suo ristorante. Da circa un anno ero a conoscenza dell'esistenza del fenomeno delle scommesse clandestine sulle partite di calcio. Qualche volta avevo giocato somme non superiori alle 100-200.000 lire, a volte da solo, a volte con il Trinca.

La prima volta che seppi della possibilità di "truccare" le partite fu in occasione dell'amichevole Palermo-Lazio, quando insieme a Trinca mi recai all'aeroporto di Fiumicíno per salutare i giocatori della Lazio che partivano. Alla biglietteria Wilson mi disse, e gli era vicino Giordano, che il risultato era combinato per il pareggio e dovevamo cercare di scommettere una somma per noi e per loro. In genere, le scommesse non si fanno sulle partite amichevoli o, meglio, sono fuori dal grosso giro. Mi disse anche che aveva parlato con il giocatore del Palermo Magherini, ma non mi precisò la somma che intendeva puntare e lasciò decidere a me: dato il tipo di partita, non poteva trattarsi di grosse somme. La partita fu poi disputata con ritardo, senza arbitro federale e non fu valida per la scommessa.

Le puntate (massimo 6-7.000.000) che avevamo fatto sull'amichevole Palermo-Lazio non ci furono restituite dagli allibratori (intendo dire la somma in contanti, poiché le somme grosse in genere venivano puntate per telefono) in quanto rimanemmo d'accordo che le avremmo mantenute per una prossima scommessa. Wilson e Giordano nel primo ritiro della squadra dopo l'amichevole, all'albergo Villa Pamphili mi comunicarono il numero di telefono di Magherini che non mostrò nessuna meraviglia alla mia prima telefonata. Ritengo che fosse stato messo al corrente dai giocatori laziali. Rimasi d'accordo che mi avrebbero avvisato non appena fosse stato possibile truccare un'altra partita. Infatti, tempo dopo, Magherini mi telefonò dicendo che si poteva garantire il pareggio della partita Taranto-Palermo, poiché conosceva alcuni giocatori del Taranto.

C'erano coinvolti un po' tutti, oltre la Lazio, il Milan, il Bologna, il Perugia, e giocatori importanti come Paolo Rossi, Giuseppe Savoldi, Enrico Albertosi, oltre ai laziali Giordano e Manfredonia, all'apice della carriera. Le partite che vedono il coinvolgimento della Lazio sono due: la gara Milan-Lazio (2-1) del 6 gennaio e l'incontro Lazio-Avellino (1-1) della domenica seguente.


Al riguardo il Cruciani, spiega come andarono i fatti:

Nella prima settimana del gennaio scorso, il Magherini si rimise in contatto con me e mi disse che aveva già preso accordi con Merlo circa la possibilità di assicurare la vittoria del Vicenza nell'incontro Vicenza-Lecce del 6 gennaio. Mi diede il numero telefonico di Merlo, che disse di avere l'appoggio di tre o quattro giocatori del Lecce. Concordammo un compenso di 30.000.000 e ci demmo appuntamento per domenica mattina nell'albergo del Lecce a Vicenza. Nel frattempo, assieme a Trinca, avevo concordato il risultato della partita Milan-Lazio, che sarebbe stata giocata a Milano sempre il 6 gennaio. Il martedì precedente l'incontro, Trinca prese contatto con i giocatori della Lazio che si allenavano a Tor di Quinto. Mi telefonò per prendere un appuntamento al mio deposito in via Portuense.

Lì ci incontrammo con Manfredonia e Giordano. Telefonammo ad Albertosi, che conoscevo perché mi era stato presentato da Giorgio Morini. Ad Albertosi parlò Giordano e gli prospettò la vittoria del Milan, allora impegnato nella corsa allo Scudetto. In cambio, Giordano chiese che il Milan contribuisse all'operazione con 60.000.000. Albertosi si riservò di far conoscere cosa ne pensava il presidente del Milan. Prendemmo appuntamento per il venerdì successivo: l'avrei chiamato al suo ristorante a Milano. Giovedì pomeriggio, Trinca si incontrò con Giordano, Manfredonia e Wilson al bar Vanni. Mi telefonò per un appuntamento nello studio di assicuratore di Wilson. Nello studio era presente anche un amico di Giordano. Si riconfermò il compenso di 60.000.000 che avrebbe dovuto pagare il Milan e ci impegnammo a puntare per loro 20.000.000 sulla sconfitta della Lazio.

Venerdì 4 gennaio telefonai ad Albertosi. Mi disse che il presidente in un primo tempo non voleva pagare, ma poi si era convinto a sborsare 20.000.000. Io e Trinca, che avevamo già puntato, decidemmo di coprire la differenza. Avevo già deciso di partire per Vicenza quando, sabato 5 gennaio, all'ora di pranzo al ristorante di Trinca, arrivò una telefonata da Milano dei giocatori della Lazio, con la quale si disdicevano gli impegni presi. Avendo noi già fatto le puntate, cambiai programma e invece di recarmi a Vicenza, intorno alle 20 da Fiumicino partii per Milano, dove i laziali mi avevano prenotato una camera nel loro albergo, il Jolly. Arrivai a mezzanotte. Nella camera di Manfredonia incontrai Cacciatori, Giordano e Wilson ai quali feci presente che avevamo già effettuato le scommesse. Si dissero di nuovo d'accordo per non tornare indietro, precisando che avrebbero contattato Montesi per meglio garantire l'esito della partita. Mi ritirai in camera. Dopo un quarto d'ora, ritornai nella camera di Manfredonia e mi fu riferito che Montesi non era d'accordo. Loro si tiravano nuovamente indietro. Replicai la richiesta di farmi restituire l'importo delle scommesse.

Cacciatori disse: "A questo punto si fa e basta". Consegnai a Cacciatori l'assegno n. 061633973 del Banco di Santo Spirito per l'importo di 15.000.000, lasciando in bianco il beneficiario. Con gli altri giocatori rimasi d'accordo che i rimanenti 45, più l'importo sulla vincita della scommessa, sarebbero stati consegnati lunedì. La mattina successiva, alle 7 partii in treno per Vicenza. All'albergo del Lecce parlai con Merlo, a cui consegnai un assegno di 30.000.000. Gli furono consegnati, anzi, tre assegni di 10.000.000. Prima della partita vidi il giocatore del Vicenza Sandreani, nonché Sabatini, che si dissero del tutto all'oscuro della vicenda. La partita finì in parità contrariamente ai patti e Merlo mi restituì gli assegni. Tornai a Roma. L'indomani, vennero al mio deposito Giordano e Manfredonia, ai quali consegnai tre assegni da 15.000.000 e altri due da 15, tratti tutti dal Banco di Roma. Tali assegni non furono però incassati e vennero restituiti tramite mio padre Ferruccio Cruciani nel mese di febbraio, pochi gíorni prima della partita Italia-Romania. Non furono incassati perché avevo detto ai giocatori della Lazio che avrei potuto impiegare i soldi per assicurarci il risultato e l'importo delle relative scommesse della partita Lazio-Avellino in programma il 13 gennaio. Mercoledì 9 gennaio Morini mi portò 20.000.000 in biglietti da 10.000. Lo stesso giorno era pervenuto, come riscosso, l'assegno dato a Cacciatori.

Per la partita Lazio-Avellino, che doveva terminare secondo gli accordi con la vittoria della squadra di casa, presi nuovamente contatto con Stefano Pellegrini. Gli telefonai e lo vidi all'hotel Flemíng dove era in ritiro l'Avellino, sabato 12 gennaio. Fu concordato un compenso di 80.000.000 che sarebbe stato consegnato lunedì. Pellegrini mi disse che erano d'accordo Di Somma e Cattaneo. Mentre parlavo con Stefano Pellegrini, in camera era presente il fratello Claudio, che però tacque. Vidi in televisione che Stefano Pellegrini, dopo aver segnato la rete del vantaggio, non manifestò la consueta esultanza. Lunedì 14 gennaio, Stefano Pellegrini venne al mio deposito e mi riferì che durante la partita aveva invitato i giocatori della Lazio a farsi avanti per segnare, ma che questi non si erano impegnati. Qualche giorno dopo passarono dal mio deposito Manfredonia e Giordano. Mi chiesero se avrebbero potuto incassare gli assegni. Avevamo scommesso su Lazio-Avellino oltre 200.000.000 (80 per pagare l'Avellino, 80 per la Lazio e il resto per guadagnare qualcosa noi). Gli spiegai che gli assegni erano scoperti. Da quel momento cessarono i rapporti con i giocatori della Lazio.


Alvaro Trinca il 10 marzo aveva invece rilasciato ai giudici questa dichiarazione:

Nel mio ristorante sono venuti spesso i giocatori della Lazio Manfredonia, Giordano, D'Amico, Agostinelli (quando quest'ultimo giocava nella Lazio) e alcuni della Roma, tra i quali Santarini, Paolo Conti, Bruno Conti, Chinellato. Invece nel mio locale non ho mai visto Cacciatori (negli ultimi 4-5 mesi ho lavorato molto in cucina e mi si vedeva poco nella sala da pranzo). Wilson è venuto solo due o tre volte. Inoltre, dato il mio tifo per la Lazio, ho visitato spesso tutti i giocatori della Lazio presso l'albergo di Villa Pamphili, dove sono in ritiro prima della partita domenicale. Sono stretto amico del Cruciani da circa due anni, da quando ha cominciato a rifornirmi di frutta all'ingrosso. Per mio tramite Cruciani ha approfondito la conoscenza di Manfredonia, Giordano e Wilson, che gli erano stati presentati dall'ex-giocatore della Lazio Cordova.

Cruciani era molto amico di Cordova, tanto che Cordova gli scontava spesso delle cambiali. Anch'io ho conosciuto Cordova. Sono anche stato invitato ai matrimoni di Giordano e Manfredonia. Da circa tre o quattro anni punto clandestinamente sulle partite di calcio. Non ho mai sentito parlare i giocatori della Lazio della possibilità di truccare le partite. Fu Cruciani che l'estate scorsa, prima che iniziasse il campionato, mi accennò a questa possibilità. Espressi le mie perplessità sull'effettiva possibilità di operare simili trucchi. Cruciani replicò che mi avrebbe fatto conoscere un giocatore del Palermo, Magherini, che conosceva tutti i giocatori. Il giorno prima della partita Taranto-Palermo del 9 dicembre 1979, Cruciani telefonò dal suo deposito in via Portuense, in mia presenza, al Magherini e offrì di farmi parlare con il giocatore. Declinai l'invito. Sentii che prendeva appuntamento per l'indomani a Taranto. Cruciani diceva alla cornetta: "Allora va bene per il pareggio".

Poi Cruciani mi illustrò i termini dell'accordo: alcun giocatori del Taranto (non so quali) puntavano 50.000.000 sul pareggio. Uguale somma veniva puntata, sempre per il pareggio, per conto dei giocatori del Palermo, tra cui Magherini. Io, Cruciani e altri giocatori, puntammo per conto nostro circa 100.000.000. Le scommesse avvenivano sulla parola. Gli allibratori venivano da Milano, Torino, Genova, Firenze, Bologna e Roma. Mi telefonavano per comunicarmi le quote e poi mi mandavano degli intermediari per ricevere le puntate. Non ho conosciuto gli allibratori, ma solo gli intermediari. Non voglio dare però indicazioni più precise perché ho paura. Negli ultimi tempi sono stato minacciato più volte."


23 Marzo 1980, manette negli spogliatoi

I giocatori biancazzurri negarono ogni loro coinvolgimento dichiarando che i due si erano inventati il tutto per ricattarli, ma non furono creduti. Anche i tifosi furono sgomenti nell'apprendere che i loro idoli si erano macchiati di un simile fatto. La domenica più orribile nella storia del calcio italiano, cominciò in pratica alle cinque della sera del 23 marzo, quando le gazzelle della Guardia di Finanza arrivarono negli stadi per arrestare i protagonisti di quello che si configurò subito come il più grave degli scandali che avessero mai colpito il nostro sport più popolare. L'irruzione dei Carabinieri negli stadi non fu un fulmine a ciel sereno. Infatti i giornali avevano pubblicato l'elenco dei ventisette giocatori coinvolti alludendo però che potevano essere molti di più.

Sicuramente la lista non era completa e qualcuno ne era uscito fuori pagando il silenzio. La Lazio era di scena a Pescara in una gara persa 2-0, dove i giocatori coinvolti avevano giocato una partita con la testa da un'altra parte. L'arresto avenne dentro gli spogliatoi, tra lo stupore dei compagni di squadra e dell'allenatore Lovati. In contemporanea altri undici giocatori venivano fermati e condotti in commissariato in altre città. I quattro giocatori della Lazio furono messi dentro delle macchine che, a tutta velocità, imboccarono la strada per Roma dove arrivarono poche ore dopo. Giunsero in via della Lungara e quindi al Carcere giudiziario di Regina Coeli dove furono rinchiusi per dieci giorni con altri detenuti. Il primo a dare la notizia degli arresti fu Paolo Valenti, popolare conduttore della seguitissima trasmissione 90° Minuto, che si collegò coi vari campi dove di fuori stazionavano le gazzelle della Finanza e dei Carabinieri. Tra le squadre coinvolte c'erano il Milan, il Bologna, l'Avellino, il Perugia la Juventus. Erano colpite sia la Serie A che la Serie B.


Uno scandalo nazionale

Gli arresti, con il conseguente scandalo, è di livello nazionale e senza precedenti. Sono coinvolte molte squadre di primo piano e moltissimi calciatori dal presente e passato luminoso. Fra tutti spiccano i laziali Giordano e Manfredonia ed il perugino Paolo Rossi. Ma ci sono anche altri giocatori, come Albertosi, Petrini, Merlo, Savoldi, Cordova, Chiodi e Zecchini. Anche il presidente del Milan e quello del Bologna vengono fermati. Moltissime le partite considerate "pilotate" cui la giustizia sportiva, ed il procuratore Manin Carabba, devono fare luce. Tutti gli interessati negano ogni addebito ma per loro si profila il reato di "truffa" e vari illeciti sportivi. I giornali escono con titoli cubitali ed i fotografi fanno a gara per immortalare i giocatori rinchiusi durante l'ora d'aria. La Federazione sospende tutti i tesserati coinvolti e le squadre devono ricorrere ai giocatori della Primavera per completare gli organici per poter scendere in campo nelle partite successive. Trinca e Cruciani ricevono poi minacce di ogni genere e cercano di ritrattare le proprie dichiarazioni ed i loro avvocati, stufi di tale comportamento, rimetteranno il mandato. I tifosi sono allibiti ed inviperiti. La struttura del calcio rischia il collasso definitivo.


Il processo e le sentenze di prima istanza

Il processo sportivo che si svolge nel mese di Maggio, vede contrapposti i giocatori ai due accusatori che il più delle volte si contraddicono o mettono a verbale il classico "Non ricordo" per salvare qualcun'altro che, nel frattempo, ha pagato per il silenzio fior di milioni. L'impressione è che si voglia sacrificare qualche grosso nome per salvare la faccia e mettere la parola fine a questa terribile storia. Ed alla fine chi paga più di tutti è il Milan retrocesso in Serie B. Per i quattro laziali ci sono squalifiche pesanti che determinano un danno economico per la Società. Alcune squadre ne escono incredibilmente pulite o con pene lievi. L'impressione generale è che non tutto sia emerso e che più di un'ingiustizia sia stata fatta. Le sentenze di primo grado furono rese pubbliche dalla Commissione Disciplinare il 18 maggio 1980 a campionati conclusi:



Serie A

Società:

Dirigenti:

  • Felice Colombo (presidente Milan): radiato;
  • Tommaso Fabbretti (presidente Bologna): 1 anno di inibizione.

Calciatori:


Serie B

Società:

Calciatori:

  • Guido Magherini: 3 anni e 6 mesi di inibizione;
  • Lionello Massimelli: 3 anni di inibizione;
  • Claudio Merlo: 1 anno di inibizione.


La sentenza d'appello

Nel processo d'appello la Commissione di Appello Federale (C.A.F.) confermò la maggior parte delle decisioni di primo grado, ma retrocesse la Lazio in Serie B ed aumentò, in alcuni casi le squalifiche ai giocatori. Il 22 dicembre 1980 la Giustizia penale assolse tutti gli imputati, perché il "fatto non sussiste", smentendo quella sportiva.

Serie A

Società:

Dirigenti:

  • Felice Colombo (presidente Milan): radiato;
  • Tommaso Fabbretti (presidente Bologna): 1 anno di inibizione.

Calciatori:


Serie B

Società:

Calciatori:

  • Guido Magherini: 3 anni e 6 mesi di inibizione;
  • Lionello Massimelli: 3 anni di inibizione;
  • Claudio Merlo: 1 anno di inibizione.





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