Domenica, 3 febbraio 1952 - Roma, stadio Torino - Lazio-Sampdoria 0-0: differenze tra le versioni


 
Riga 42: Riga 42:
 
File:3feb52c.jpg|Sukru cerca la via del gol
 
File:3feb52c.jpg|Sukru cerca la via del gol
 
File:3feb52d.jpg|Una azione di attacco laziale
 
File:3feb52d.jpg|Una azione di attacco laziale
 +
File:3feb52x.jpg|Il rigore fallito da Sukru
 
File:3feb52e.jpg|Il portiere Moro anticipa, di pugno, Larsen
 
File:3feb52e.jpg|Il portiere Moro anticipa, di pugno, Larsen
 
image:03feb52.jpg|Una fase della gara
 
image:03feb52.jpg|Una fase della gara

Versione attuale delle 14:08, 14 giu 2019

Stagione

Turno precedente - Turno successivo

3 febbraio 1952 - Campionato di Serie A 1951/52 - XX giornata

LAZIO: Sentimenti (IV), Sentimenti (V), Furiassi, Alzani, Malacarne, Fuin, Sentimenti (III), Larsen, Antoniotti, Lofgren, Sukrü. All. Bigogno.

SAMPDORIA: Moro, Gratton, Ballico, Coscia, Fommei, Oppezzo, Lucentini, Bassetto, Lorenzo, Gei, Gotti. All. Foni.

Arbitro: sig. Carpani di Milano.

Note: giornata serena, ma fredda. Terreno in buone condizioni.

Spettatori: 30.000 circa.

È stata la grande giornata dei portieri, ma particolarmente di Moro, e il doppio zero si giustifica in parte. C’è odore di nazionale e Moro, con la sua straordinaria prestazione romana ha detto: “Se occorre un portiere azzurro eccomi qua: inutile cercare altrove.” Certo è che Moro ha impressionato per la grande freddezza e la sicurezza sconcertante. Nell’epilogo della gara, quando la Lazio si è rovesciata all’attacco con sei attaccanti a premere, egli è stato il signore della partita. È uscito con rapidità, si è tuffato con prontezza, ha compiuto balzi portentosi e insomma ha permesso alla sua squadra ridotta a dieci uomini per l’espulsione delle scorretto Fommei di inchiodare il risultato sul nulla di fatto, dopo aver meritato di vincere l’incontro nella prima parte della gara. E anche per quanto concerne il primo tempo, le reti bianche con cui si è giunti al riposo si debbono all’altro portiere, Sentimenti IV, che ha salvato la sua porta compiendo una grande impresa proprio quando mancavano due minuti al segnale di chiusura.

Di queste azioni diremo brevemente poi. Ci preme ora fissare nel suo giusto quadro la partita. L’ha persa nel primo tempo la Sampdoria, più vivace all’attacco e più viva, per la grande parata di Sentimenti IV e per due goals che il giovane Gotti si è mangiato banalmente. E non l’ha vinta nella ripresa la Lazio perché Sukru ha sbagliato un rigore, perché non ha saputo imprimere una spinta continua all’attacco e perché quando ha superato ogni sbarramento si è trovato di fronte un Moro grandissimo, come mai forse si era visto.

Alla Lazio hanno nuociuto la presenza di Sentimenti III all’ala, pressoché nullo, e l’assenza di Puccinelli, in buona forma e inconcepibilmente sacrificato per quei “piani” tenebrosi dei nostri allenatori che vogliono fare i furbi. Bisogna anche aggiungere, però, che per un Antoniotti più in palla si è avuto un Larsen opaco e un Lofgren niente affatto in fase trascendentale, mentre eccellente anche se troppo vigoroso è apparso il turco Sukru, il più efficiente della linea, al quale doveva capitare di sbagliare per l’appunto il suo primo rigore da quando è in Italia.

Nelle file della Sampdoria ha scricchiolato la difesa della parte di Gratton, su cui era appunto Sukru, ma Ballico, Gei, Coscia, Bassetto, Oppezzo, Lucentini e anche il promettente ma inesperto Gotti, hanno tenuto in piedi la squadra che ha fatto gioco pulito sia all’attacco che in difesa. Gli errori di Gotti e la parata di Sentimenti IV hanno impedito alla Sampdoria di chiudere in vantaggio il primo tempo, ma comunque la squadra blu cerchiata aveva segnato una sufficiente superiorità nella manovra. Nella ripresa, espulso Fommei per aver dato a freddo un pugno ad Antoniotti, la Sampdoria ha puntato al risultato di parità spostando Oppezzo a centrosostegno e Gei a mediano. Questo rimaneggiamento ha consentito alla Lazio di mandare all’attacco anche Sentimenti V, libero da impegni difensivi, ma alla squadra è mancato il ritmo normale, proprio nella giornata che richiedeva invece, data la mole tecnica di Moro, un gioco che sapesse attingere l’eccezionale.

Dopo quanto abbiamo detto inutile ci sembra un esame analitico dei vari giocatori. Diremo soltanto che Sentimenti V ha fatto rimpiangere Antonazzi e che Malacarne non ha ancora ritrovato la sua sicurezza. Molto bene invece Furiassi, sempre accorto e vigile. Nella Sampdoria, oltre Moro, bella la partita di Gei, Ballico, Bassetto e Coscia, Lucentini, Lorenzo e Gotti che elenchiamo in ordine di merito.

L’arbitro Carpani ha diretto con energia e serenità.

Una partita senza goals non sempre non ha storia. Vi diremo che al 3’ Gotti ha mandato alle stelle il primo pallone da goal e che al 15’ Moro aveva detto il primo no ad un pallone al volo di Lofgren. Una sua bella uscita al 22’ toglieva dal piede di Sukru un pericoloso pallone. Dieci minuti dopo Gotti, tutto solo, tirava ancora alto e al 43’ su fuga di Lucentini, presentatosi solo davanti alla rete, Sentimenti IV usciva e respingeva; interveniva Gotti che tirava e Sentimenti IV da terra, con un braccio, deviava il tiro in angolo. Subito dopo Moro usciva dall’area di rigore e spingeva Larsen irregolarmente salvando una situazione pericolosa.

Nella ripresa al 6’ Fommei atterrava malamente Antoniotti che filava in area verso il goal. L’arbitro faceva segno di continuare e il nervosismo dilagava. Involontariamente Sukru colpiva con un calcio Gratton in un’azione e mentre l’arbitro interveniva Fommei colpiva con un pugno Antoniotti atterrandolo. Carpani interrogava il segnalinee e decideva di espellere il ligure.

In dieci uomini la Sampdoria subiva la pressione della Lazio. Al 21’ un non vistoso fallo di mani di Gratton in area era sanzionato dall’arbitro con un rigore. Tirava Sukru ma troppo violentemente e il tiro si perdeva verso la piscina. Disperazione del turco che rompeva in lacrime e attacchi disordinati della Lazio. Al 29’ una centrata di Antoniotti non trovava nessun laziale libero e al 35’ su centrata di Lofgren Moro con un volo fantastico toglieva il pallone dai piedi di Sentimenti V buscandosi un calcio in testa. Subito dopo Sentimenti V coglieva il paletto e al 44’ la parata capolavoro di Moro. Sukru da breve distanza lanciava in diagonale Sentimenti V che tirava da tre metri e mezzo e Moro con un balzo portentoso e un tuffo da campione respingeva. Sul rimbalzo Lofgren a porta vuota alzava sopra la traversa. Poi la fine.

(da "Il Calcio Illustrato" del 7/2/1952, articolo di Rizieri Grandi)




Torna ad inizio pagina