Domenica 10 maggio 1998 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Fiorentina 1-4: differenze tra le versioni


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'''Marcatori:''' 12' Oliveira, 24' Edmundo, 41' Batistuta, 42' Serena (aut), 77' Rui Costa.
 
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Ormai i laziali sanno solo rimediare figure invereconde e alla Fiorentina basta meno di mezz'ora per garantirsi il sospirato posto Uefa. + un declino che sbiadisce l'annata biancoceleste proprio nel giorno dei saluti dall'Olimpico, sono quattro schiaffi che ribadiscono l'impotenza di una squadra liquefatta dallo scorso 5 aprile, quando tento' inutilmente di sgambettare la Juventus. Eriksson non cambia nulla rispetto all'assetto tattico mortificato a Parigi, lasciando spennare ancora Grandoni dall'antagonista di turno, Oliveira. Ed e' proprio Oliveira ad aprire la "goleada" viola. Marchegiani, renitente a uscire, di li' a poco non impedisce lo scorno del raddoppio: Oliveira semina Grandoni, fra oppositori centrali e portiere immobile irrompe lo scatenato Edmundo. Il 4 - 4 - 2 laziale dei bei tempi andati e' mortificato dai cursori di Malesani: basta un'altra sventagliata di Rui Costa, destinatario Batistuta, a chiudere i giochi mai cominciati. Tripletta fragorosa, complice uno stop approssimativo di Favalli, che innesca il collo destro, imparabile, del cannoniere argentino. Dopo pochi istanti Serena centra di testa la sua porta, forse preoccupato oltre misura dal saltatore Casiraghi su cross di Nedved, che resta (fino all'infortunio) l'unico riferimento accettabile nel crollo laziale. Tardivi risultano gli inserimenti di Gottardi e Almeyda, la' dove Jugovic soffre in apnea. Casiraghi sfoga il malumore sull'arbitro Farina e viene espulso. Cosi' Rui Costa, ispirato da Morfeo (appena entrato al posto dello scontento Edmundo), impallina ancora Marchegiani da fuori area. Cosi', passate sette stagioni, i romanisti si gustano qualche minuto di sorpasso cittadino.
  
 
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Versione delle 20:49, 21 ott 2010

Stagione

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10 maggio 1998 - 2795 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1997/98 - XXXIII giornata

LAZIO: Marchegiani, Grandoni, Nesta, Negro, Favalli, Fuser, Venturin (51' Gottardi), Jugovic (48' Almeyda), Nedved (81' Marcolin), R.Mancini, Casiraghi. n.e. Ballotta, Domizzi, Di Lello. All. Eriksson

FIORENTINA: Toldo, Tarozzi, Firicano, Padalino, Serena, Cois, Rui Costa (86' Carta), Amoroso, Edmundo (83' Morfeo), Batistuta, Oliveira (83' Robbiati) - n.e. Fiori, Bettarini, Kanchelskis, Mirri - All. Malesani.

Arbitro: Farina (Novi Ligure).

Marcatori: 12' Oliveira, 24' Edmundo, 41' Batistuta, 42' Serena (aut), 77' Rui Costa.

Note:

Spettatori:

Ormai i laziali sanno solo rimediare figure invereconde e alla Fiorentina basta meno di mezz'ora per garantirsi il sospirato posto Uefa. + un declino che sbiadisce l'annata biancoceleste proprio nel giorno dei saluti dall'Olimpico, sono quattro schiaffi che ribadiscono l'impotenza di una squadra liquefatta dallo scorso 5 aprile, quando tento' inutilmente di sgambettare la Juventus. Eriksson non cambia nulla rispetto all'assetto tattico mortificato a Parigi, lasciando spennare ancora Grandoni dall'antagonista di turno, Oliveira. Ed e' proprio Oliveira ad aprire la "goleada" viola. Marchegiani, renitente a uscire, di li' a poco non impedisce lo scorno del raddoppio: Oliveira semina Grandoni, fra oppositori centrali e portiere immobile irrompe lo scatenato Edmundo. Il 4 - 4 - 2 laziale dei bei tempi andati e' mortificato dai cursori di Malesani: basta un'altra sventagliata di Rui Costa, destinatario Batistuta, a chiudere i giochi mai cominciati. Tripletta fragorosa, complice uno stop approssimativo di Favalli, che innesca il collo destro, imparabile, del cannoniere argentino. Dopo pochi istanti Serena centra di testa la sua porta, forse preoccupato oltre misura dal saltatore Casiraghi su cross di Nedved, che resta (fino all'infortunio) l'unico riferimento accettabile nel crollo laziale. Tardivi risultano gli inserimenti di Gottardi e Almeyda, la' dove Jugovic soffre in apnea. Casiraghi sfoga il malumore sull'arbitro Farina e viene espulso. Cosi' Rui Costa, ispirato da Morfeo (appena entrato al posto dello scontento Edmundo), impallina ancora Marchegiani da fuori area. Cosi', passate sette stagioni, i romanisti si gustano qualche minuto di sorpasso cittadino.