Domenica 16 febbraio 2003 - Milano, stadio Giuseppe Meazza - Milan-Lazio 2-2: differenze tra le versioni


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'''Marcatori:''' 21' [[Stankovic Dejan|Stankovic]], 30' [[Lopez Claudio Javier|C.Lopez]] (rig), 62' F.Inzaghi, 70' Rivaldo.
 
'''Marcatori:''' 21' [[Stankovic Dejan|Stankovic]], 30' [[Lopez Claudio Javier|C.Lopez]] (rig), 62' F.Inzaghi, 70' Rivaldo.
  
'''Note:''' ammonito [[Fiore (I) Stefano|Fiore]] per gioco falloso. Recuperi: 3' p.t., 3' s.t.  
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'''Note:''' ammonito [[Fiore (I) Stefano|Fiore]] per gioco falloso. Calci d'angolo: 8 - 5. Recuperi: 3' p.t., 3' s.t.  
  
 
'''Spettatori:''' paganti 10.843, incasso 233.285 euro. Abbonati 50.762, quota 693.820,18 euro.  
 
'''Spettatori:''' paganti 10.843, incasso 233.285 euro. Abbonati 50.762, quota 693.820,18 euro.  

Versione delle 13:19, 16 gen 2020

Stagione

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16 febbraio 2003 - 3032 - Campionato di Serie A 2002/03 - XXI giornata

MILAN: Dida, Simic (69' Brocchi), Nesta, Costacurta, Kaladze (46' Laursen), Gattuso (46' F.Inzaghi), Pirlo, Ambrosini, Rivaldo, Seedorf, Shevchenko. A disposizione: Abbiati, Rui Costa, Redondo, Tomasson. Allenatore: Ancelotti.

LAZIO: Peruzzi, Stam, Negro (74' Oddo), Mihajlovic (69' Pancaro), Favalli, Fiore, Giannichedda, Stankovic (79' Liverani), Cesar, Corradi, C.Lopez. A disposizione: Marchegiani, Simeone, Lazetic, Chiesa. Allenatore: Mancini.

Arbitro: Sig. Collina (Viareggio).

Marcatori: 21' Stankovic, 30' C.Lopez (rig), 62' F.Inzaghi, 70' Rivaldo.

Note: ammonito Fiore per gioco falloso. Calci d'angolo: 8 - 5. Recuperi: 3' p.t., 3' s.t.

Spettatori: paganti 10.843, incasso 233.285 euro. Abbonati 50.762, quota 693.820,18 euro.


Un intervento di Angelo Peruzzi

La Gazzetta dello Sport titola: "Milan, un miracolo a metà. Alle corde per un tempo, subisce i colpi di Stankovic e Lopez (su rigore). Poi, la sveglia di Inzaghi e il 2-2 di Rivaldo. Una resurrezione inaspettata ha entusiasmato San Siro. Decisivi i cambi di Ancelotti".

Continua la "rosea": Nessuno avrebbe scommesso un euro sulla pelle del Milan alla fine del primo tempo: la Lazio l'aveva preso d'infilata a suo piacimento, Collina aveva infierito con un rigore ai limiti del regolamento (sono la sua specialità), ma soprattutto i rossoneri si erano avvitati intorno a una manovra leziosa e improduttiva quant'altri mai. Era impressionante il confronto tra la spumeggiante praticità della squadra di Mancini e l'inconcludenza di quella di Ancelotti. Né si poteva dire che il Milan non ci mettesse l'anima, che Pirlo (per citare il rappresentante principe di questo gioco) giostrasse sotto ritmo, che la squadra tutta non cercasse di velocizzare le azioni. E' che Rivaldo e compagni sembravano impegnati a correre su un tapis roulant: più acceleravano e più rimanevano sul posto, mentre gli avversari in poche battute arrivavano nell'area di Dida dove trovavano varchi invitanti. Arrivava magari per combinazione al 21' il gol di Stankovic pronto a mettere sotto la traversa una respinta di Dida già bravo a respingere una deviazione volante e ravvicinata di Lopez. Magari i laziali erano aiutati dal fiscalismo di Collina che puniva una spinta di Nesta nei confronti di Corradi che stava saltando per incornare un cross di Lopez (trasformava il rigore l'argentino al 30'). Ma il vantaggio della Lazio era giustificato da quanto si vedeva in campo e non si capiva proprio come Ancelotti potesse mutare il corso della partita nella ripresa. Ebbene, le sostituzioni (due in un colpo solo) effettuate dal buon Carletto ad inizio di ripresa trasformavano la squadra, già rientrata sul terreno di gioco con una determinazione incredibile: Inzaghi scaricava tutta la sua rabbia per l'esclusione dalla formazione iniziale con una prestazione entusiasmante, dando al Milan quella incisività che era mancata nel primo tempo, Pirlo aumentava ancor più il suo contributo di idee e di fatica (correva come un matto e giocava palloni su palloni sempre con uguale lucidità), Laursen in difesa spegneva Corradi nella sua specialità più apprezzata e utile, il colpo di testa, e così tutta la squadra riceveva una sferzata di energia sorprendente.

La Lazio veniva sempre più travolta a centrocampo e stretta alle corde in difesa, subiva due gol per la furia agonistica di Inzaghi, goleador su lancio di Seedorf e velo di Rivaldo e uomo assist per Rivaldo dopo una travolgente galoppata sulla sinistra e passaggio smarcante al centro a favore del brasiliano tutto solo. Al 25' dopo una serie di furiosi assalti, il Milan riagguantava l'avversario e probabilmente l'avrebbe scavalcato nel punteggio, se Shevchenko fosse stato più preciso in almeno due occasioni sotto porta e se Collina avesse punito Mihajlovic che franava nella sua area su Ambrosini usando lo stesso metro regolamentare con il quale aveva assegnato il rigore alla Lazio. Una resurrezione imprevedibile che ha entusiasmato la San Siro rossonera più di altri successi risicati. Restano sul campo due punti che non permettono al Milan di riagguantare Inter e Juve, ma che almeno scacciano i fantasmi di una crisi incombente. Non bisogna infatti dimenticare che questo 2-2 è stato ottenuto contro una grande squadra che per l'occasione si presentava in formazione al gran completo grazie ai rientri di Mihajlovic e Cesar. Una Lazio imbattuta in trasferta e che ora rientra a buon diritto nella lotta per lo scudetto, anche se il distacco dal vertice è sensibile. Partita nel complesso avvincente come è tradizione negli scontri fra queste due formazioni che quasi sempre onorano il bel calcio. Il Milan ha ritrovato nel momento più difficile l'orgoglio e l'incisività che l'aveva proiettata ai vertici del calcio italiano ed europeo. Forse ha bisogno ancora di registrare qualcosa in fatto di manovra. Il cuore, la grinta hanno nascosto alcune imperfezioni che sono strutturali, come l'assenza di uomini che possono allargare e velocizzare la manovra sulle fasce; Rivaldo e Seedorf spesso si perdono in giocate narcisistiche e si accentrano troppo finendo per sovrapporsi l'uno all'altro.

E' su questi uomini che Ancelotti deve lavorare. La Lazio ha mancato il grosso colpo, ma non gli si possono attribuire mancanze specifiche. Il ritorno di Mihajlovic permetterà alla difesa di Mancini di registarsi meglio. Appena uscito lui il Milan ha pareggiato. In avanti, la squadra si muove sempre con grande agilità ed efficacia. Ieri sera, si è fermata a metà del guado non sfruttando, come era possibile, gli spazi che l'avversario concedeva al suo magnifico contropiede. Ma il Milan aveva una marcia in più e non ha permesso nel secondo tempo agli uomini di Mancini di giocare con tranquillità. Non saranno, però, sempre così gli avversari sulla sua strada. Una partita elettrizzante, ricca di colpi di scena e animata dall'incredibile rimonta rossonera nella ripresa. Uno spettacolo irripetibile che ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Sino agli ultimi palpitanti attimi del recupero.