Domenica 5 novembre 1978 - Ascoli, stadio Cino e Lillo Del Duca - Ascoli-Lazio 0-0: differenze tra le versioni


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'''Spettatori:''' 35.000 di cui 29.443 paganti per un incasso di  £. 115.993.930.
 
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[[image:5nov78garla.jpg|right|200px|thumb|Pulici para su Garlaschelli]]
 
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L'Ascoli ha attaccato in prevalenza ma non è riuscito ad avere ragione della munita difesa laziale. Diciotto calci d angolo e tre traverse all'attivo testimoniano la netta supremazia fatta registrare dagli uomini di Mimmo Renna, che per la nota squalitica ancora una volta è stato sostituito in panchina dai «vice» Sensibile. E' sfata una partita molto aperta, giocata senza risparmio dalle contendenti di fronte ad uno stadio quasi tutto esaurito.  
 
L'Ascoli ha attaccato in prevalenza ma non è riuscito ad avere ragione della munita difesa laziale. Diciotto calci d angolo e tre traverse all'attivo testimoniano la netta supremazia fatta registrare dagli uomini di Mimmo Renna, che per la nota squalitica ancora una volta è stato sostituito in panchina dai «vice» Sensibile. E' sfata una partita molto aperta, giocata senza risparmio dalle contendenti di fronte ad uno stadio quasi tutto esaurito.  
  
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'''Fonte:''' [[La Stampa]]
 
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Versione delle 01:04, 17 apr 2020

Stagione

Turno precedente - Turno successivo

5 novembre 1978 - 1979 - Campionato di Serie A 1978/79 - VI giornata

ASCOLI: Pulici, Legnaro, Anzivino, Scorsa, Gasparini, Bellotto, Trevisanello (II) (70' Roccotelli), Moro, Ambu, Pileggi, Anastasi. A disp.: Brini, Quadri. All. Renna, in panchina Sensibile.

LAZIO: Cacciatori, Pighin, Tassotti, Wilson, Manfredonia, Cordova, Garlaschelli, Martini, Giordano, A.Lopez, Agostinelli. A disp.: Fantini, Ghedin, Ferretti. All. Lovati.

Arbitro: Terpin (Trieste).

Note: giornata di sole. Ammoniti: Legnaro, Manfredonia, Lopez per scorrettezze. Angoli 18-3 per l'Ascoli. Antidoping negativo. Esordio in Serie A per Mauro Tassotti classe 1960.

Spettatori: 35.000 di cui 29.443 paganti per un incasso di £. 115.993.930.

Pulici para su Garlaschelli
La traversa salva la porta della Lazio

L'Ascoli ha attaccato in prevalenza ma non è riuscito ad avere ragione della munita difesa laziale. Diciotto calci d angolo e tre traverse all'attivo testimoniano la netta supremazia fatta registrare dagli uomini di Mimmo Renna, che per la nota squalitica ancora una volta è stato sostituito in panchina dai «vice» Sensibile. E' sfata una partita molto aperta, giocata senza risparmio dalle contendenti di fronte ad uno stadio quasi tutto esaurito.

La prima emozione di una partita sempre bella ed attraente si e avuta dopo undici minuti. Per un fallo di Lopez su Moro, l'ottimo Terpin ha comandato una punizione dal limite: Anastasi, ancora una volta tra i migliori, ha battuto di sorpresa centrando in pieno la traversa di Cacciatori. L'Ascoli ha continuato ad insistere in pressing La Lazio si è chiusa in difesa, soffrendo ma resistendo. Alla mezz'ora esatta, un'altra occasione d'oro per i marchigiani. Moro tira al volo. Cacciatori si distende e tocca di quel tanto che serve per mandare la palla contro la traversa e quindi in angolo. L'Ascoli insiste ancora e quattro minuti dopo con Bellotto, servito da Anzivino. va vicinissimo al gol. Il mediano, solo davanti al portiere, calcia incredibilmente male.

Al 42' il terzo "legno". Lo centra ancora Anastasi con un gran sinistro da diciotto metri. All'inizio della ripresa la Lazio si fa più intraprendente Lopez dirige le operazioni affiancato da Agostinelli e Martini, inesauribili. Meno in palla Cordova, spesso saltato dagli avversari. Felice Pulici. L' ex di turno, compie un grande intervento al 20' volando a deviare una bordata di Lopez scagliata poco fuori l'area di rigore. Moro, regista degli ascolani, non è in giornata di vena ed anche Bellotto e Trevisanello giocano al di sotto delle loro possibilità. L'azione dell'Ascoli, adesso, e meno efficace Anche la stanchezza, dopo il gran correre del primo tempo comincia a farsi sentire. L'ultima emozione al 37' con una bordata di Moro da fuori area Cacciatori para senza trattenere: Bellotto si catapulta sulla sfera e tira forte, il portiere riesce a deviare in angolo. Finisce con un nulla di fatto che premia certamente di più la Lazio. Il sorriso di Lovati, al termine, è eloquente quanto la smorfia di amarezza dipinta sul volto di Renna.

Fonte: La Stampa