Giglio Ferruccio: differenze tra le versioni


 
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Giocatore di Hockey su rotelle. Nato a Palermo nel [[1914]] e deceduto a Macerata il [[15 maggio]] [[1994]]. Milita nella S.S. Lazio nel [[1935]] dopo aver in precedenza fatto parte dell' Amatori Hockey Roma e del G.U.F. Roma. Il suo ruolo era quello di centroattacco. Giunto a Roma agli inizi degli anni Trenta s'iscrive alla facoltà di Architettura. Conosce  Matilde la ragazza che diverrà sua moglie; amante dello sport si dedica all' Hockey su rotelle segnalandosi ben presto  come uno dei migliori attaccanti italiani tanto da meritarsi la  maglia azzurra della Nazionale. Lascia quindi l'Italia trasferendosi prima in Francia e poi a Bruxelles. Qui si sposa, ha il primo figlio, Carlo, e si laurea. Si sposta quindi in Inghilterra dove nascono altri due figli, Giovanni e Riccardo, per stabilirsi poi a Londra. Con lo scoppio della guerra si arruola nell'esercito inglese. Il 6 giugno 1944, come caporale del Genio della Divisione anglo-canadese partecipa allo sbarco in Normandia. L'80% dei suoi compagni muore sotto il fuoco dei tedeschi, lui con la sua lucidità (è l'unico che non beve prima dell'azione) e il raziocinio del suo mestiere oltre alla buona sorte riesce a farcela. In seguito è tra i primi ad attraversare la Senna e a raggiungere a tappe forzate il Belgio, l'Olanda e Berlino ormai prossima alla caduta. Viene quindi trasferito in India per prepararsi a combattere contro i giapponesi, ma le due atomiche lanciate dagli americani su Hiroshima e Nagasaki fermano le azioni militari e la seconda guerra mondiale. Non riceve neanche una medaglia per il suo servizio dove aveva aperto varchi, costruito strade, sminato senza aver mai sparato un colpo e quindi senza aver ucciso nessuno. Uno straordinario esempio di soldato pacifista. Nel [[1947]] torna in Italia stabilendosi a Macerata, città natale della moglie che gli regala il quarto figlio, Stefano.  Qui non può esercitare la professione di architetto perché il titolo universitario ottenuto in Belgio non viene riconosciuto, Diviene quindi professore d' inglese al liceo e inizia un'intensa attività politica nel partito Socialista, seguendo la tradizione famigliare di sinistra e antifascista con il padre Giovanni che aveva avuto come amico a Roma Giacomo Matteotti. Una grande persona, nobile di sentimenti e di modi, molto stimata e molto amata, Ferruccio Giglio: l'unico italiano ad aver partecipato al  D-Day in Normandia.
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Giocatore di Hockey su rotelle. Nato a Palermo nel [[1914]] e deceduto a Macerata il [[15 maggio]] [[1994]]. Milita nella S.S. Lazio nel [[1934]] e [[1935]] dopo aver in precedenza fatto parte dell' Amatori Hockey Roma e del G.U.F. Roma. Il suo ruolo era quello di centroattacco. Giunto a Roma agli inizi degli anni Trenta s'iscrive alla facoltà di Architettura. Conosce  Matilde la ragazza che diverrà sua moglie; amante dello sport si dedica all' Hockey su rotelle segnalandosi ben presto  come uno dei migliori attaccanti italiani tanto da meritarsi la  maglia azzurra della Nazionale. Il suo debutto in azzurro è datato [[9 marzo]] [[1935]] in occasione di Italia- Svizzera 3 - 1, partita disputata a Roma. Lascia quindi l'Italia trasferendosi prima in Francia e poi a Bruxelles. Qui si sposa, ha il primo figlio, Carlo, e si laurea. Si sposta quindi in Inghilterra dove nascono altri due figli, Giovanni e Riccardo, per stabilirsi poi a Londra. Con lo scoppio della guerra si arruola nell'esercito inglese. Il 6 giugno 1944, come caporale del Genio della Divisione anglo-canadese partecipa allo sbarco in Normandia. L'80% dei suoi compagni muore sotto il fuoco dei tedeschi, lui con la sua lucidità (è l'unico che non beve prima dell'azione) e il raziocinio del suo mestiere oltre alla buona sorte riesce a farcela. In seguito è tra i primi ad attraversare la Senna e a raggiungere a tappe forzate il Belgio, l'Olanda e Berlino ormai prossima alla caduta. Viene quindi trasferito in India per prepararsi a combattere contro i giapponesi, ma le due atomiche lanciate dagli americani su Hiroshima e Nagasaki fermano le azioni militari e la seconda guerra mondiale. Non riceve neanche una medaglia per il suo servizio dove aveva aperto varchi, costruito strade, sminato senza aver mai sparato un colpo e quindi senza aver ucciso nessuno. Uno straordinario esempio di soldato pacifista. Nel [[1947]] torna in Italia stabilendosi a Macerata, città natale della moglie che gli regala il quarto figlio, Stefano.  Qui non può esercitare la professione di architetto perché il titolo universitario ottenuto in Belgio non viene riconosciuto, Diviene quindi professore d' inglese al liceo e inizia un'intensa attività politica nel partito Socialista, seguendo la tradizione famigliare di sinistra e antifascista con il padre Giovanni che aveva avuto come amico a Roma Giacomo Matteotti. Una grande persona, nobile di sentimenti e di modi, molto stimata e molto amata, Ferruccio Giglio: l'unico italiano ad aver partecipato al  D-Day in Normandia.
  
 
[[Categoria:Biografie|Giglio Ferruccio]]
 
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[[Categoria:Atleti Polisportiva|Giglio Ferruccio]]
 
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Versione attuale delle 23:11, 11 lug 2020

Giocatore di Hockey su rotelle. Nato a Palermo nel 1914 e deceduto a Macerata il 15 maggio 1994. Milita nella S.S. Lazio nel 1934 e 1935 dopo aver in precedenza fatto parte dell' Amatori Hockey Roma e del G.U.F. Roma. Il suo ruolo era quello di centroattacco. Giunto a Roma agli inizi degli anni Trenta s'iscrive alla facoltà di Architettura. Conosce Matilde la ragazza che diverrà sua moglie; amante dello sport si dedica all' Hockey su rotelle segnalandosi ben presto come uno dei migliori attaccanti italiani tanto da meritarsi la maglia azzurra della Nazionale. Il suo debutto in azzurro è datato 9 marzo 1935 in occasione di Italia- Svizzera 3 - 1, partita disputata a Roma. Lascia quindi l'Italia trasferendosi prima in Francia e poi a Bruxelles. Qui si sposa, ha il primo figlio, Carlo, e si laurea. Si sposta quindi in Inghilterra dove nascono altri due figli, Giovanni e Riccardo, per stabilirsi poi a Londra. Con lo scoppio della guerra si arruola nell'esercito inglese. Il 6 giugno 1944, come caporale del Genio della Divisione anglo-canadese partecipa allo sbarco in Normandia. L'80% dei suoi compagni muore sotto il fuoco dei tedeschi, lui con la sua lucidità (è l'unico che non beve prima dell'azione) e il raziocinio del suo mestiere oltre alla buona sorte riesce a farcela. In seguito è tra i primi ad attraversare la Senna e a raggiungere a tappe forzate il Belgio, l'Olanda e Berlino ormai prossima alla caduta. Viene quindi trasferito in India per prepararsi a combattere contro i giapponesi, ma le due atomiche lanciate dagli americani su Hiroshima e Nagasaki fermano le azioni militari e la seconda guerra mondiale. Non riceve neanche una medaglia per il suo servizio dove aveva aperto varchi, costruito strade, sminato senza aver mai sparato un colpo e quindi senza aver ucciso nessuno. Uno straordinario esempio di soldato pacifista. Nel 1947 torna in Italia stabilendosi a Macerata, città natale della moglie che gli regala il quarto figlio, Stefano. Qui non può esercitare la professione di architetto perché il titolo universitario ottenuto in Belgio non viene riconosciuto, Diviene quindi professore d' inglese al liceo e inizia un'intensa attività politica nel partito Socialista, seguendo la tradizione famigliare di sinistra e antifascista con il padre Giovanni che aveva avuto come amico a Roma Giacomo Matteotti. Una grande persona, nobile di sentimenti e di modi, molto stimata e molto amata, Ferruccio Giglio: l'unico italiano ad aver partecipato al D-Day in Normandia.