Mercoledi 23 luglio 2008 - Auronzo di Cadore, stadio Rodolfo Zandegiacomo - Lazio-Rimini 2-4


Stagione

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23 luglio 2008 - 3^ amichevole precampionato - ore 18.00

LAZIO: Carrizo (67' Muslera), Siviglia (56' Diakite), Rozehnal (85' Faraoni), Cribari (46' Tuia), Li­chtsteiner (46' Belleri), Dabo (46' Cinelli), Ledesma (67' Mendicino), Meghni (46' Matuzalem), Kolarov (53' Manfredini), Pandev (56' Foggia), Zarate (56' Makinwa). A disp.: Degrè. All. Rossi.

RIMINI: Pugliesi (60' Te­meroli), Vitiello (75' Pezzi) Rinaldi Milone (46' Catacchini) Regonesi (59' Bravo), Basha (46' Mancosu), Cardinale, Pagano (60' Lolaico), Ricchiuti (71' Marchi), La Camera (70' Masahudu), Docente (71' Nole). All. Selighini.

Arbitro: Sig. Gava di Conegliano.

Marcatori: 15' Vitiello, 21' Docente, 37' Ricchiuti, 46' Docente, 55' Zarate, 72' Makinwa.

Note:

Spettatori: 2.000 circa.


Alcune foto dell'incontro pubblicate dal Corriere dello sport
Un titolo del Corport

Non basta un ri­gore parato da Carrizo a Pagano, ri­battuto in rete da Vitiello; non basta una traversa di un buon Matuzalem in campo a sorpresa nel secondo tempo e neanche le reti della ban­diera di Zarate e Makinwa. La dife­sa a "tre" ha preso quattro gol. La Lazio stanca e stordita è franata sotto i colpi di un Rimini scatenato e che nel primo tempo le ha rifilato tre reti.

Al primo vero test Rossi scopre le ma­gagne. Gli alibi? Col­pa delle gambe im­ballate, si dirà. E pure di un’organizza­zione tattica, costrui­ta attorno al nuovo 3­-5-2, che va ancora studiata a fondo. Una partita da rileggere a freddo e decifrare con pazienza, questo sì. Ma la Lazio che scivola malamente fà notizia pure se è cal­cio di montagna. Un punto di debolezza fuori program­ma anche perché il Rimini s’è esibi­to dimezzato, senza sei titolari, sen­za Vantaggiato in avanti e orfano della coppia titolare di difesa. Ma con il solito Ricchiuti, faro ispirato­re. E con un Docente che promette bene. La Lazio del primo tem­po, in formazione tipo, s’è esibita in un prolungato e vaporoso tran tran a titolo dimostrativo, più di quanto fosse lecito prevedere. Nessuno è arrivato al livello della sufficienza, tutti hanno comesso errori sparsi.

La difesa? Lenta e ancora disorga­nizzata. Il centrocampo? Poca lucen­tezza geometrica. E nelle fatiche del regista Ledesma si sono confusi Da­bo e Meghni, gli interni di mezzo; si è perso il nuovo Lichtsteiner, sgan­ciato a destra dall’inizio e con soli due allenamenti in gruppo. Così gio­cando si sono sprecate le meraviglie di Pandev e il talento di Zarate (bel­la la traversa nel primo tempo, ma deve dribblare di meno...).

Il Rimini ha iniziato a bomba, an­dando a tremila. La Lazio ha gioca­to con ritmo basso perché zavorrata dai chilometri macinati di mattina e con un pressing languido. Il novello Selighini, alla prima esperienza da professionista, sta costruendo una squadra organizzata e col sacro fuo­co dentro. Cardinale e Basha hanno fatto forza a centrocampo. Docente, Vitiello e Ricchiuti, in 37', hanno chiuso il match segnando un tris cui Carrizo ha potuto poco o nulla. Il po­ker l’ha calato Docente firmando la doppietta al 1' minuto del secondo tempo e trafiggendo anco­ra una volta l’incolpevole argentino, sotterrato da 4 reti. Mortificazione completata. Serena, comunque, la faccia tirata di Rossi: nel secondo tempo ha ruotato tut­ti gli uomini e gli uni­ci lampi d’orgoglio li ha avuti da uno Zara­te più concreto (gol di rapina) e dal rige­nerato Makinwa (gol di speranza).

D’ac­cordo i carichi di la­voro, la stanchezza e il test ancora poco at­tendibile come giudi­zio finale. Ma guai a far finta di niente, Mister. Tanto pane duro c’è ancora da mangiare. I tifosi presenti, alla fine, sembravano chieder­si: ma è veramente questa la nostra Lazio? La risposta è no. La risposta a sabato, c’è il Padova.

Fonte: Corriere dello Sport - Stadio