Domenica, 10 maggio 1981 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Monza 2-0


Stagione

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10 maggio 1981 - 32 - Campionato di Serie B 1980/81 - XXXII^ Giornata

LAZIO: Marigo, Spinozzi, Ghedin (46' Simoni), Perrone, Pochesci, Citterio, Viola, Bigon, Garlaschelli, Mastropasqua, Greco. A disp. Nardin, Pighin, Cenci, Chiodi. All. Castagner.

MONZA: Marconcini, Motta, P.Viganò, Colombo, Cesario, Pallavicini, Maselli, Acerbis, Monelli, Massaro, Ronco. A disp. Cavalieri, Giusto, Scaini, Biffi, Tatti. All. Fontana.

Arbitro: Sig. Tani (Livorno).

Marcatori: 62' Viola, 80' Citterio.

Note: ammoniti Viganò, Citterio e Greco. Angoli 9-5 per la Lazio.

Spettatori: 20.000 circa di cui 11.397 paganti.

Mastropasqua contrastato da Massaro
Il biglietto della gara
Marigo in uscita
(Gent.conc. Lorenzo D'Amario)

La Lazio ha sconfitto il Monza per due a zero, conquistando due punti preziosi che le consentono di incrementare il margine di distanza dalle inseguitrici Genoa e Sampdoria. Ma la squadra di Castagner può essere soddisfatta solo del risultato. Infatti contro i lombardi ultimi in classifica, la Lazio, pur vittoriosa, ha offerto uno degli spettacoli più desolanti della stagione. Atleticamente spenta priva di idee, carente sul piano agonistico, la formazione biancoazzurra ha avuto la fortuna di incontrare un'avversaria ormai senza stimoli.

Anche sul piano tattico, sono apparse allarmanti le sfasature della Lazio. L'innesto di Ghedin a terzino, che avrebbe dovuto assicurare una spinta sulle fasce dalla retrovie, si è rivelato un completo fallimento. Nella ripresa Castagner ha sostituito Ghedin con Simoni, ma senza ottenere apprezzabili risultati. Si attendeva il ritorno di Bigon che nei piani del tecnico biancoazzurro avrebbe dovuto restituire lo smalto perduto alla formazione romana. L'ex milanista ha invece accusato vistosamente la lunga assenza dai campi di gioco. Soltanto due giocatori sono riusciti a salvarsi in parte dal naufragio pressoché totale: si tratta di Pochesci e Spinozzi i quali sono riusciti ad annullare i monzesi Monelli e Massaro.

Molto più bravo è apparso il giovane Acerbis, che da solo ha ripetutamente messo in allarme la difesa laziale con veloci puntate in contropiede. Dopo che la Lazio aveva sfiorato il gol con Garlaschelli al 2', dalla parte opposta Massaro, a porta vuota, mancava clamorosamente la palla del vantaggio, imitato più tardi da Viola, che tuttavia non è stato fra i peggiori. Il portiere Marigo doveva esibirsi, poi, nella parata più difficile per sventare un'autorete di Perrone. I tifosi perdevano la pazienza. Dagli spalti cominciavano a piovere fischi e grida di «buffoni». Nella ripresa il modesto Monza andava ancora vicino al gol con Acerbis facendo crescere il nervosismo fra le file dei padroni di casa.

Però al 62' Viola, raccogliendo una respinta difettosa di Motta, infilava con un forte tiro all'incrocio dei pali della porta avversaria mettendo fine a un incubo che stava prendendo consistenza. Dopo una pericolosa puntata di Monelli che sfiorava il pareggio, la Lazio a 10 minuti dalla fine si assicurava la rete della tranquillità con Citterio. Il centrocampista biancoazzurro scendeva da metà campo, giungeva al limite dell'area da dove faceva partire un pallonetto che sorprendeva il portiere Marconcini. Ma ci voleva ben altro per accendere gli entusiasmi dei tifosi bìancoazzurri. giustamente preoccupati. Alla fine della gara hanno sfogato il loro malumore con bordate di fischi che dovrebbero far riflettere i laziali in un finale di campionato che può ancora riservare amare sorprese.