Domenica 10 settembre 1933 - Roma, stadio del P.N.F. - Lazio-Palermo 1-0


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10 settembre 1933 - 386. Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1933/34 - I giornata - inizio ore 15:30

LAZIO: Sclavi, Bertagni, Del Debbio, Fantoni (II), Tonali, Serafini, Guarisi (Filó), Montanari, Pastore, Castelli (Rato), De Maria.

PALERMO: Valeriani, Faotto, Ziroli, Gruden, Santillo, Gambino, Castellani, Bonesini, Borel (I), Chiecchi (III), Ruffino.

Arbitro: sig. Zallone di Bari.

Marcatori: 73' Pastore.

Note: Su Il Littoriale Pier Luigi Tagiuri scrive: Contrastata vittoria d'apertura allo Stadio. La Lazio batte per un gol a zero un Palermo saldissimo in difesa e pieno di combattività. La vittoria con un gol di scarto potrebbe anche sembrare troppo faticata a giudicare dalla notevole prevalenza in attacco che gli azzurri sono riusciti ad imporre, quasi per l'intera durata dell’incontro, ai tenaci avversari. Ma questi hanno avuto il merito di difendersi con gagliardia, palesando la forza maggiore nelle linee di retroguardia nonostante che, cinque minuti prima dell'intervallo, l’arbitro avesse espulso Faotto, che aveva reagito per un calcio ricevuto da Pastore e per il quale, giustamente, l'arbitro concedeva una punizione contro la Lazio. Ma pochi minuti dopo l'inizio della ripresa anche la Lazio, per un motivo analogo, doveva fare a meno di «Ratto». Il gioco inorganico delle prime linee faceva temere un risultato senza né vincitori né vinti e senza reti perché le prodezze di «Filò» e gli intelligenti smarcamenti di Pastore non erano ben secondati dai compagni e nel Palermo non c'era nessuno che si elevasse al di sopra di un'onesta mediocrità. Il gol della vittoria giungeva al 73' per merito di Pastore, dopo una bella ed intelligente combinazione Filò-Montanari. Gli ospiti accusavano il colpo, continuavano a difendersi e solo nelle ultime battute accennavano a scuotersi, nella vana ricerca del pareggio, ma la bravura dell'estrema difesa laziale non le dava scampo. Subito dopo il calcio d’inizio, battuto dal Palermo, «Filò» s'impadroniva della palla ed impegnava Valeriani in una difficile respinta di pugno, per un fallo di Gruden l'arbitro accordava una punizione lasciando intendere la sua intransigenza sul gioco scorretto; al 5' Pastore impegnava nuovamente Valeriani, mentre al 7' Santillo soffiava a «Ratto» un pericoloso pallone. La maggior mole di lavoro veniva svolta da «Filò», mentre tra i rosanero eccellevano Ziroli e Santillo. Bonesini era il più temibile degli attaccanti ospiti, all'11' proprio lui lanciava Gambino, ma Del Debbio intercettava il tiro di quest'ultimo con il corpo; preponderavano gli azzurri ma in modo sterile, tanto che un paio di volte Chiecchi perdeva altrettante occasioni; al 33' una violenta carica di Gambino su Montanari procurava un'ulteriore punizione per la Lazio che «Filò» mandava alto di poco; Montanari veniva colpito rudemente, senza che l'arbitro se n'avvedesse; un tiro di «Filò», a conclusione di un'azione «Ratto»-Pastore, usciva di poco; quindi nuova deviazione di tuffo in corner di Valeriani su tiro di De Maria, ma l'offensiva azzurra intensificava intorno al 40' e si verificava l’episodio dell’espulsione di Faotto, in seguito alla quale Grunden retrocedeva a terzino e Bonesini a mediano per cui diminuiva ancor più la già scarsa pericolosità dell’attacco rosanero; un fuori gioco di Pastore e due tentativi di Borel una volta anticipato da Bertagni ed un'altra da Tonali portavano le due squadre al riposo sullo 0-0. Nella ripresa Chiecchi operava da quarto mediano allo scopo di conservare il risultato di parità mentre la Lazio tornava all'offensiva, Pastore veniva colpito duramente e veniva trasportato a bordo campo, si accendevano gli animi e, in seguito ad uno scontro Bonesini-«Ratto», l'arbitro interveniva per espellere il laziale; ora la Lazio si trovava a giocare in nove contro dieci e Borel sferrava un tiro forte e preciso che costringeva Sclavi ad una magistrale parata, poi rientrava Pastore e subito minacciava Valeriani con un tiro potente radente il palo. «Filò», dopo aver perso due buoni occasioni, al 65' si vedeva bloccare da Valeriani un forte tiro ed al 21' Valeriani si salvava da una pericolosa discesa di De Maria, ma due minuti dopo Montanari, che fin lì s'era visto poco, ricevuto un passaggio da «Filò», lo smistava prontamente a Pastore che superava Valeriani e metteva in rete. Subito dopo Pastore aveva un'ulteriore occasione per raddoppiare, ma Ziroli con un accorto spostamento lo metteva in fuori gioco; all'81' Sclavi fermava un insidioso pallone di Bonesini; poi Borel rimaneva contuso in uno scontro con Del Debbio, ma benché sanguinante all'83' sfiorava il gol del pareggio; al 97' Chicchi III° aveva un'occasione d’oro per pareggiare, ma indugiava troppo; «Filò» alla fine si vede respingere da Gambino l'ennesimo tiro a rete. Il risultato è giusto, la Lazio però, anche se ha dominato a lungo in virtù del suo spirito battagliero, deve lavorare ancora molto perché, a parte «Filò» e Pastore, pochi sono gli elementi in forma, ad esempio Montanari nella ripresa è calato visibilmente ed ha giocato troppo arretrato, lo stesso De Maria, forse perché sofferente per uno strappo muscolare, è apparso lento ed impreciso nei cross e nel tiro. Bene Sclavi, ma poco impegnato, anche la mediana in fase di rifornimento agli attaccanti deve migliorare molto. Zallone è l'arbitro più giovane della serie A, ha mostrato di non transigere tassativamente alle rigide disposizioni federali, ma nei momenti in cui il gioco s'era fatto incandescente, quando il pubblico, che tutto sommato è stato corretto, ha cominciato a rumoreggiare, ha preso delle decisioni discutibili riguardo alla valutazione dei falli e dei fuori gioco. Tra le autorità v'erano S.E. Riccardi, sottosegretario all'aereonautica, il prefetto Montuori, S.E. Italo Foschi, segretario del C.O.N.I., i generali Valle e Vaccaro, l'on. Barisonzo, il comm, Chiovegatti ed il comm. Lo Casto, presidente del Palermo.