Domenica 11 gennaio 1976 - Torino, stadio Comunale - Torino-Lazio 2-1


Stagione

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11 gennaio 1976 - 1873 - Campionato di Serie A 1975/76 - XII giornata

TORINO: Castellini, Santin, Salvadori, Sala P., Mozzini, Caporale, Sala C., Pecci, Graziani F., Zaccarelli, Pulici P. (12 Cazzaniga, 13 Pallavicini, 14 Lombardo). All. Radice.

LAZIO: F.Pulici, Ammoniaci, Martini, Wilson, Ghedin, Badiani, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, D'Amico, Lopez. (12 Moriggi, 13 Polentes, 14 Giordano). All. Maestrelli.

Arbitro: sig. Reggiani (Bologna).

Marcatori: 13' Graziani F., 29' Pulici P., 71' Re Cecconi.

Note: pomeriggio soleggiato, terreno un po' tormentato ma buono se si considera la stagione. A una dozzina di minuti dal termine, in uno scontro testa a testa con Ammoniaci, Graziani ha riportato una spaccatura al sopracciglio sinistro con conseguenti cinque punti di sutura. Salvadori lamenta una forte contusione al ginocchio destro. Calci d'angolo 11-4 per il Torino. Negativo il sorteggio per il controllo antidoping.

Spettatori: 39.733, di cui 14.255 abbonati (quota definitiva) e 25.478 paganti per un incasso di Lire 76.201.000.

Il biglietto della gara
Graziani esulta dopo la rete
Sala contrastato da Luciano Re Cecconi
Tommaso Maestrelli esce dal campo pensieroso
Giuseppe Wilson in azione di contrasto
La rete di Pulici
Una fase di gioco
Un articolo dell'Unità
Luciano Re Cecconi in un momento della gara

I tre punti conquistati nelle ultime due gare hanno portato una leggera boccata d'ossigeno alla Lazio, che risulta quart'ultima in coabitazione, ma la gara odierna contro il Torino, secondo in classifica, rimane proibitiva. Ed infatti, a dimostrazione di ciò, i granata partono a testa bassa e già al 13' passano in vantaggio.

L'azione con cui il Torino sblocca il risultato parte dalla sinistra con Claudio Sala che pennella un delizioso cross per la testa di Graziani che mette in rete eludendo sia Wilson, scavalcato dal pallone, che Ammoniaci, in netto ritardo, e Pulici non può far altro che raccogliere sconsolato il pallone nel sacco. Il raddoppio arriva al 29', grazie ad una discesa di Paolo Pulici che, lasciato incredibilmente solo, avanza indisturbato sulla destra, scarta un immobile Wilson e di sinistro batte Pulici sul palo destro. La Lazio è al tappeto ed il Torino vola sulle ali dell'entusiasmo, ma l'imprecisione porta a mancare molte occasioni.

La ripresa inizia con lo stadio Comunale "gelato" dal vantaggio dei rivali juventini che riportano i bianconeri un punto avanti in classifica. I granata si distraggono e la Lazio ne approfitta per accorciare le distanze al 71'. Azione di D'Amico che si libera di Claudio Sala e Salvadori e tocca scivolando per Re Cecconi che dal limite dell'area, di destro, realizza con una staffilata sotto all'incrocio dei pali.

Il Toro ora ha paura e si chiude in difesa scatenando ogni tanto il contropiede mentre la Lazio prova a pareggiare, ma non è fortunata. Finisce la gara con qualche rammarico, ma non era oggi che si doveva cercar punti buoni per la salvezza.

L'arbitro Reggiani sotto accusa. Tutti d'accordo: solo Maestrelli parla anche dei meriti granata - Dramma umano del trainer: sull'aereo verso Roma ha saputo della morte del papà avvenuta ieri a Pisa. Tommaso Maestrelli, nel viaggio di ritorno verso Roma, ha saputo dalla consorte della morte del padre, Ruffo. Una giornata molto triste dunque per l'allenatore della Lazio: non certo per la sconfitta della squadra a Torino che era pur sempre una normale vicenda di gioco. Ruffo Maestrelli, padre di Tommaso, è spirato ieri notte, a Pisa dove risiedeva, all'età di 76 anni, in seguito ad un male incurabile per il quale aveva già subito tre operazioni. La notizia, giunta nella notte, era stata comunicata per telefono soltanto alla signora Maestrelli che aveva concordato con il presidente Lenzini di tenerne il marito all'oscuro fino al termine della partita.

Il mettere tempestivamente Maestrelli al corrente della morte del padre non sarebbe infatti servito ad alleviarne il dolore, ed inoltre il tecnico non sarebbe più stato psicologicamente in grado di seguire la squadra dalla panchina. Per questo ieri Maestrelli, subito dopo il termine del match e nonostante il risultato, si è presentato ai cronisti con un viso particolarmente sereno. Con la Lazio ormai rassegnata ad un ruolo differente da quello che le era spettato nella scorsa stagione, sarebbe stato inutile drammatizzare una sconfitta che oltretutto era stata molto vicina a trasformarsi in un pareggio. « Il primo tempo è stato del Torino, il secondo della Lazio. Noi però abbiamo subito due reti molto banali, per errori commessi dai nostri giocatori. Certo i granata hanno avuto dei momenti belli, qualche spunto azzeccato, ma se nel secondo tempo la squadra di Radice è calata, questo si è dovuto soprattutto a noi. Non bisogna poi dimenticare che il Torino sta vivendo un momento psicologico piuttosto difficile. Sono anni che inseguono lo scudetto. Ora sembrano averlo a portata di mano e sono tenuti tutte le domeniche a recitare la parte dei protagonisti ». L'episodio del rigore è stato il minimo comune multiplo di ogni discorso negli spogliatoi laziali. E gli avversari del Torino l'hanno visto naturalmente tutti alla stessa maniera. Come un'ingiustizia. Il più polemico è Martini: « Reggiani aveva chiaramente fischiato il fallo a nostro favore, poi correndo verso il punto indicato si è accorto che era all'interno dell'area. Ha avuto paura di dare il rigore ed ha cambiato idea punendo Garlaschelli con la simulazione ». Il diretto interessato Garlaschelli racconta così l'episodio: « Ho ricevuto la palla e mi sono girato per calciare, non so chi mi abbia agganciato un piede buttandomi per terra. Era rigore netto ». Wilson è più clemente, verso il direttore di gara, di Martini; o forse soltanto ironico: « Reggiani era in perfetta buona fede, ma ha sbagliato. E' strano però che ultimamente questi errori si ripetano sempre a nostro danno ». Il medico sociale della Lazio, dottor Ziaco, ha saputo degli incidenti all'Olimpico di Roma e commenta: « Ecco perché avvengono le violenze. Gli arbitri sbagliano e la gente sfoga la rabbia come può e contro chi può ». Il riferimento all'errore di Reggiani è evidente, l'interpretazione del fenomeno certamente affrettata e semplicistica.

Fonte: La Stampa