Domenica 11 marzo 1990 - Bergamo, stadio Comunale - Atalanta-Lazio 4-0


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

11 marzo 1990 - 2447 - Campionato di Serie A 1989/90 - XXVIII giornata

ATALANTA: Ferron, Contratto, Pasciullo, Bonacina, Barcella, Progna, Stromberg, Madonna (68' Bortolazzi), Bresciani, Bordin, Caniggia (60' Evair). A disp.: Piotti, Vertova, Prandelli. All. Mondonico.

LAZIO: Orsi, Bergodi, Nardecchia (72' F. Marchegiani), Pin G., Gregucci (26' Monti), Soldà, Bertoni, Troglio, Amarildo, Sclosa, Sergio. A disp. Fiori, Piscedda, Beruatto. All. Materazzi.

Arbitro: Trentalange (Torino).

Marcatori: 34' Caniggia, 37' Caniggia, 49' Bresciani, 58' Madonna (rig).

Note: ammoniti Contratto e Nardecchia.

Spettatori: paganti 10.766, incasso 195.150.000 lire; abbonati 8.800, quota abbonati 210.805.000 lire

Le squadre romane rappresentano quest'anno per l'Atalanta una sorta di «toccasana»: sempre punteggio pieno. I nerazzurri hanno strapazzato ieri la Lazio, tornando alla vittoria dopo un digiuno di quasi due mesi: l'ultimo successo risale al 23 gennaio, guarda caso proprio con la Roma. Con i due punti di ieri l'Atalanta si ripropone autorevolmente nella corsa per la Coppa Uefa. Non pare nemmeno il caso di parlare di vittoria meritata da parte dei bergamaschi, visto il più che eloquente passivo subito dagli avversari. L'Atalanta è apparsa brillante, vivissima, e soprattutto decisa più che mai ad assicurarsi l'intera posta. Soprattutto dopo il mezzo passo falso interno contro il Bologna. A facilitarle il compito c'era una Lazio piuttosto abulica e inconsistente, in cui le pur importanti assenze di Sosa, leardi e Di Canio non giustificano affatto la deludente prestazione. I bergamaschi si erano assicurati la vittoria già nel primo tempo in virtù della doppietta messa a segno in rapida successione da un Caniggia super, utilizzato da Mondonico nonostante in settimana non si fosse allenato.

L'argentino aveva portato in vantaggio l'Atalanta al 33', di testa, ricevendo il prezioso pallone al centro dell'area da Bresciani che aveva crossato dopo aver piantato in asso prima Bergodi poi il libero Soldà (ex di turno). Il raddoppio, 4' dopo, ancora con colpo di testa di Caniggia: il campione era abile a sospingere in rete un invitante pallonetto di Madonna. Chi si attendeva una Lazio «arrabbiata» o comunque più incisiva e determinata nella ripresa sbagliava di grosso. Trascorrevano solo 12' e i romani si ritrovavano sotto addirittura di 4 reti. Al 4' Caniggia dalla bandierina del corner restituiva la cortesia a Bresciani che, ancora di testa, non aveva difficoltà ad infilare la porta difesa da Orsi. La quarta marcatura al 12', su calcio di rigore — autore Madonna — per un fallo in area di Bergodi sullo scatenato Bresciani. La Lazio può invocare due attenuanti: la perdita per infortunio dopo solo 25' di una pedina importante come Gregucci e l'annullamento, sullo 0-0, di un gol segnato da Amarildo e che 10 stesso brasiliano nel dopopartita ha definito regolare. Per il resto, ribadiamo, si è vista una Lazio sterile in fase offensiva e pasticciona in difesa.

A proposito del reparto arretrato, facile porlo sotto accusa, non foss'altro per la quaterna subita. Ma anche all'attacco le cose non sono andate meglio: da parte del portiere Ferron c'è stato un unico intervento, al 24' della ripresa, quando di pugno ha respinto in angolo una punizione insidiosa di Sergio calciata dal limite dell'area. Per contro, come si è detto, un'Atalanta quasi perfetta o, se si preferisce, in una di quelle giornate di grazia e di fortuna nelle quali tutto fila via per il verso giusto. Difesa attenta con lo stopper Barcella a porre la museruola ad Amarildo; centrocampisti al meglio della condizione — Stromberg su tutti —, attacco spumeggiante con l'incontrollabile Bresciani. A proposito di quest'ultimo vale la pena di evidenziare che ha siglato contro i biancoazzurri il quarto gol in campionato nonostante le sole 9 presenze in squadra. E ancora, il giovane «bomber» contro la Lazio, gol a parte, ha propiziato due marca ture. Di sicuro è stato il miglior giocatore in campo. E dire che, se Evair non fosse stato convalescente, con ogni probabilità sarebbe stato il brasiliano a scendere sul terreno di gioco fin dal primo minuto. Ora l'Atalanta super è attesa da due confronti delicati, dovendo affrontare due trasferte consecutive: a Bari domenica prossima, quindi a Milano contro l'Inter la settimana successiva. Ma se i nerazzurri bergamaschi sapranno comportarsi fuori casa sul medesimo standard di ieri, non sembra assolutamente fuor di luogo predire per loro nuovi risultati positivi.

Euforico, e tuttavia controllato, Mondonico riesce a malapena a non tradire la gioia per il perentorio successo. Negli spogliatoi si affronta subito l'argomento del giorno, il posto in Coppa Uefa: «Dico subito che il pareggio della Roma ci avvantaggia per l'Uefa, ma io preferisco non vivere sulle disgrazie altrui. Voglio sottolineare che vincere oggi con uno scarto di quattro reti non è stata cosa semplice. Insomma non poteva andare meglio anche per proseguire nei festeggiamenti per i miei 43 anni, compiuti l'altro ieri». Mondonico non dimentica gli impegni ostici che attendono la squadra: «Un fatto è certo, la lotta per approdare all'Uefa è ancora dura. Intanto ci aspettano due trasferte insidiose e dobbiamo tenerne conto. Solo dopo potremo eventualmente dire qualcosa di più. La Roma per contro ha un calendario più favorevole. Ma noi continuiamo sulla nostra strada come sempre». Niente affatto abbattuto, l'allenatore biancoazzurro Materazzi che compare disteso, con un sorriso sulle labbra: «Non ritengo sia un disonore perdere con un'avversaria tanto brillante e così abile nell'evidenziare i guai della nostra squadra. Come unica attenuante possiamo invocare l'uscita per infortunio di Gregucci». Caniggia è raggiante: autore di due gol, ha potuto personalmente utilizzare le «cortesie» dei colleghi, ai quali solitamente è lui a dare l'assist per il gol: «Spesso sono io a fornire le palle-gol, oggi è avvenuto il contrario». Bresciani: «Si conferma che in questa Atalanta posso trovare un posto giusto». Orsi, portiere laziale battuto quattro volte: «Ci prepariamo per il riscatto nel derbyssimo di domenica».

Fonte: La Stampa