Domenica 12 dicembre 1976 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Foggia 0-0


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1910. Campionato di Serie A 1976/77 - IX giornata

LAZIO: Pulici F., Ammoniaci, Martini L., Wilson, Manfredonia, Cordova, Garlaschelli, Agostinelli A., Giordano, Lopez (81' Rossi R.), Badiani (I). (12 Garella, 14° Pighin). All. Vinicio.

FOGGIA: Memo, Gentile Ca., Sali, Pirazzini, Bruschini, Scala N., Ripa, Salvioni, Ulivieri, Delneri, Lorenzetti (59' Nicoli). (12 Bertoni L., 14° Domenghini). All. Balestri, DT Puricelli.

Arbitro: Sig. Lo Bello R. di Siracusa.

Note: giornata di sole, ma fredda. Angoli 13-2 per la Lazio. Infortunio a Bruschini che ha riportato un taglio allo zigomo sinistro. Prima della gara è stato osservato un minuto di silenzio per commemorare la morte di Tommaso Maestrelli. Debutto in serie A per l'ex Lorenzetti.

Spettatori: 32.769 (paganti 17.437)

Una Lazio presuntuosa sbatte contro il muro foggiano. E' questa la sintesi della brutta gara vista all'Olimpico oggi, dove i salentini, reduci dalla pesante sconfitta di Firenze, non hanno rubato nulla, opponendosi alle sconclusionate sfuriate biancazzurre con mestiere e caparbietà. Nel giorno in cui i tifosi laziali e foggiani commemoravano, nel suo stadio, l'indimenticabile Tommaso Maestrelli, la Lazio ha perso un'occasione d'oro per far sua la posta. Forse i biancazzurri hanno peccato di presupponenza credendo che la rete prima o poi sarebbe arrivata visto che si giocava ad una porta sola, ma senza creare grossi problemi a Memo e collezionando solo inutili calci d'angolo. Solo dopo un'ora di gioco, fatta di sbadigli, hanno cercato di spingere sull'acceleratore, ma l'unica nota degna di cronaca è un tiro-cross di Agostinelli sul quale Giordano non poteva intervenire data la forza della palla. Inutile l'inserimento finale di Renzo Rossi al posto di Lopez. La partita non schiodava dal risultato di parità che accontentava i rossoneri. Per la Lazio si spera che la lezione sia bastata e non affronti più squadre con la sufficienza mostrata oggi. Il campionato italiano è difficile e ci vuole poco per scendere negli inferi dei bassifondi.

Scrive "La Stampa:"

Il Foggia ha bruscamente ridimensionato le ambizioni della Lazio cogliendo all'Olimpico un meritato risultato di zero a zero. Stavolta la squadra di Vinicio non ha trovato il solito gol di Giordano che aveva contribuito a mascherare le sfasature del meccanismo biancoazzurro, apparse tuttavia già abbastanza evidenti negli ultimi confronti. Contro i pugliesi chiusi a riccio nella loro area, la Lazio ha avuto in mano l'iniziativa del gioco praticamente per tutta la durata della partita. Ma non ha mai dato l'impressione di poter far breccia nel bunker avversario. La sua manovra lenta, a tratti caotica, priva di un filo logico per la giornata storta in cui sono incappati l centrocampisti Cordova, Agostinelli e Lopez, è stata controllata abbastanza agevolmente dai foggiani.

Il portiere Memo ha effettuato in tutti i novanta minuti di gioco tre o quattro parate di una certa difficoltà, provocate più dall'ingenuità dei suoi compagni che dalla pressione degli avversari. Scottato dal sette gol incassati nelle ultime due trasferte, il Foggia ha giocato una gara prudente, ma anche molto astuta. E' venuto però a mancargli un valido contropiede, che avrebbe potuto mettere in seria difficoltà la Lazio di oggi. Tuttavia prima Lorenzetti e sul finire della gara Salvioni hanno sciupato banalmente due palle-gol. Ovviamente la Lazio, per il tipo di gara impostato dagli avversari, ha prodotto un maggiore volume di gioco e quindi ha avuto più palloni per tentare la via della rete. Gli errori più clamorosi in fase di realizzazione sono stati commessi da Agostinelli ma anche i suoi compagni non gli sono stati inferiori nell'impostazione della gara. Si sono salvati dal naufragio generale, soltanto Manfredonia e Wilson. I foggiani hanno avuto in Pirazzini (colonna della difesa). Salvioni, Ripa, Scala, il portiere Memo, i giocatori più validi.

Tutto il complesso pugliese ha destato una positiva impressione, per la sua organizzazione. Certo, gli uomini di Puricelli si sono dedicati prevalentemente alla manovra difensiva giustificata dalla necessità di punti. Ma se ci sono da fare critiche, queste riguardano solo la Lazio che non è riuscita a sfruttare l'occasione. A scuotere l'ambiente annoiato e infreddolito, ci ha pensato Vinicio il quale al termine della gara, fra la sorpresa generale, ha dichiarato di Aver ammirato una Lazio in palla e in ottime condizioni atletiche, che non ha vinto solo perché l'avversario aveva rinunciato a giocare. Ognuno è padrone di scegliere il modo per sfogare il disappunto. A patto che non si esageri con toni che hanno il sapore di presa in giro.

Tornando a parlare di argomenti seri va sottolineata la commovente cerimonia dedicata prima della gara alla memoria di Maestrelli. L'altoparlante ha invitato gli sportivi ad osservare un minuto di raccoglimento mentre i giocatori di Lazio e Foggia, in passato allenate entrambe da Maestrelli, entravano a capo chino sul terreno di gioco. Nel silenzio pieno di dolore si udivano solo le note di una malinconica tromba. Alcuni tifosi hanno percorso parte della pista recando un enorme striscione appoggiato poi ai bordi della curva sud. C'era scritto: « Maestrelli sei sempre con noi... Vinicio continua ».





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