Anni buttati. Una malattia chiamata tifo. Un ultras laziale si racconta


La copertina del libro

Autore: Antonio Grinta

Titolo: Anni buttati. Una malattia chiamata tifo. Un ultras laziale si racconta

Anno: 2015

Casa editrice: Settimo Sigillo

Pagine: 318

Costo: € 25,00

Recensione: di Maurizio Martucci

Un pamphlet di oltre 40 anni di ricordi in prima linea, minuziosa aneddotica e spunti di critica sistemica di Antonio Bravaccini, in arte Grinta, bastian contrario in Nord, anticonformista in Tevere, l’originalità futuristeggiante di un carismatico aggregatore, erede della ‘coscienza’ della Lazio che nel 1987 fondò gli ‘Irriducibili’ come officina integrale d’incitamento, laboratorio socio-popolare di giovanilismo e mentalità critico-conflittuale per la crescita di un tifo consapevole, negli inferi dell’asfittico calcio bugiardo, venduto, tecnocrate, militarizzato. Le pagine del Grinta trasudano malinconia perché il sogno ribelle svanisce all’alba del Terzo millennio: declino e oscurantismo del sistema comprimono spazi vitali e spontaneismo del supporter, robotizzato, antropologicamente mutato in serbatoio elettorale e consumatore “senza storia né passato”. Cuori frantumati, sedotti e abbandonati: con l’involuzione della specie, il giocattolo s’è rotto nel suo stesso stereotipo e i ‘lunedì senza voce’ volatilizzati. La battaglia è finita. Lo show di oggi è senza appeal e il contenitore vuoto, senz’anima. Il Re è nudo: degli anni buttati restano memoria e onore ai caduti. Di tutte le guerre. Presentat’arm! Vincono impermanenza e secolarizzazione.… maledetta primavera!