Cartolari Maria Teresa


Maria Teresa Cartolari nel 1969.
Alba Buttaroni e Maria Teresa Cartolari.
Maria Teresa Cartolari

Terzino, nata a Roma il 12 ottobre 1947.

Inizia a seguire il calcio perché il fratello giocava nella squadra del quartiere. Il padre non voleva che lei andasse a giocare a calcio e per questo motivo fu solo al compimento dei 21 anni che di sua volontà, e contro il volere dei genitori, iniziò a giocare con la squadra dell'Università, il C.U.S. Roma (C.U.S. = Centro Universitario Sportivo). Il C.U.S. non poteva costituire una società calcistica regolare perché il C.O.N.I. non riconosceva il calcio femminile come sport. L'unico spazio che il C.U.S. poteva mettere a loro disposizione non era un campo di calcio, ma la palestra al coperto, dove con le compagne di studio iniziò ad allenarsi per giocare a calcio, allenata dal Prof. Roberti.

La Roma Lido e la Lazio 2000 dei Bellei erano all'epoca le uniche squadre esistenti a Roma che disputavano delle partite sui campi regolamentari (all'inizio erano solo 2 tempi di 35 minuti col pallone più piccolo, il numero 4), e soprattutto la Roma era da farla da padrona nello scegliere le ragazze più forti. Nel 1968, alla fine del primo campionato della F.I.C.F., la Lazio 2000 si sfaldò perché 8 calciatrici si rifiutarono di passare alla Roma e con loro andarono via l'allenatore Ottavio Acconito e il dirigente Massimo Valenti.

Volle il caso che sia il Prof. Roberti che Massimo Valenti si servivano nel negozio di articoli sportivi di Bruno Valbonesi (Bruno Sport) al quale chiesero di prender lui le ragazze e formare una squadra. Bruno Valbonesi, uomo di sport che aveva già gestito una piccola società calcistica maschile dilettantistica, rimase colpito soprattutto dalla passione delle ragazze, e con Giulio Manetti costituì la "A.S.C.F. Olimpic Lazio" iscrivendola al secondo Campionato Nazionale UISP abbinandola allo sponsor "Zucchet". Molto spesso, si doveva uscire dalla provincia perché i campi non erano disponibili a causa delle finali dei campionati maschili e l'inizio dei tornei post-campionato. Quando andava bene le società che le ospitavano invitandole potevano offrire loro una piccola parte degli incassi e il pranzo, così si potevano pagare le spese e talvolta Valbonesi riusciva anche a dare alle ragazze un rimborso di 2 o 3.000 lire.

Maria Teresa giocava nel ruolo di terzino, ma spesso era costretta a cambiare il ruolo a secondo dell'assenza di una o più compagne di squadra. Ha giocato in prima squadra dal 1969 fino al 1975 poi, nel 1976, la società ormai entrata a far parte della Polisportiva S.S. Lazio come sezione Calcio Femminile, fa un passo molto importante: non si comprano più tutte le calciatrici ma le si forma in società costituendo la squadra giovanile, iscrivendola al campionato di Serie C organizzato dal Comitato Regionale Laziale. Maria Teresa che è ormai una delle ragazze di maggior esperienza, gioca spesso in Serie C seguendo le più giovani mentre dalla Lazio maschile arrivano a dare una mano l’allenatore Sergio Guenza, il dirigente Angelo Tonello e il medico Ernesto Alicicco portando in società una mentalità “professionista” che sarà il fattore determinante per far crescere sia la squadra che la Società.

Maria Teresa non è mai stata una professionista e l'infortunio avuto nel 1977 al ginocchio destro (menisco), che all'epoca non veniva curato come si fa adesso (se lo potevano permettere solo i giocatori professionisti), la portano allo stop dell'attività sportiva, e lei che già si occupava della segreteria perché anche allora i dirigenti attivi si contavano sulle dita di una mano, diventa dirigente accompagnatore e segretario dividendo il suo tempo tra il lavoro al Ministero della Difesa e la squadra. La Federazione di Roma (F.I.G.C.F.) la utilizza spesso quale dirigente accompagnatore per le partite della Nazionale Italiana fino all'incirca al 1984, quando è costretta a non dare più la propria disponibilità per circa 7 anni. Ritorna in ambito Nazionale maggiore e Nazionale Giovanile in stretta collaborazione con la Presidente della Fiammamonza Natalina Ceraso Levati, condividendo in seguito con lei ed Elisabetta Vignotto la fase finale del primo vero mondiale: Cina 1991.

È rimasta per tantissimi anni un punto fermo, sia per la Lazio che per la nostra Nazionale, la certezza di chi non ha mai detto di no e sempre fatto il proprio dovere sia in biancoceleste che in azzurro fino al 2000, quando decise di ritirarsi dalle scene calcistiche. Ma la sua assenza dalle scene sportive non durò molto perché nel 2001 fu chiamata dal Settore Giovanile Scolastico del Comitato Regionale Lazio quale Responsabile del Settore Giovanile Femminile cominciando quell’attività giovanile in Comitato dove fino ad allora non era mai stato fatto niente. Partono così i primi campionati giovanili femminili e le rappresentativa Under 14, Under 16 ed infine Under 15. Contemporaneamente la Divisione Calcio Femminile negli anni dal 2003 al 2005 la coinvolge quale responsabile della rappresentativa Under 20 di Serie A2 e B del centro-sud ed isole che partecipa al "Torneo di Arco di Trento" e nell’organizzazione dei tornei della "Italy Women's Cup".

Nel frattempo il lavoro al Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, alla quale era passata nel 2001, non le concede molto tempo libero ma rimane a collaborare con il Settore Giovanile Scolastico Nazionale dove a tutt’oggi è accompagnatrice delle Rappresentative di calcio femminile Giovanile Under 15. Nel 2000 le viene conferita la medaglia d’oro “Benemerenza Sportiva” della Federazione Italiana Gioco Calcio – Lega Nazionale Dilettanti.



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