Domenica, 18 settembre 1960 - Roma, stadio Flaminio - Lazio-Torino 2-1


Coppa Italia 1959/60 – Finale 3° posto.

(xxx^ ufficiale - xxx^ Coppa Italia)

Lazio: Lovati, Lo Buono, Del Gratta, Carradori, Janich, Fumagalli, Bizzarri, Ferrario, Rozzoni, Pozzan, Mattei. All. Bernardini .

Torino: Soldan, Scesa, Gerbaudo, Bearzot, Bessi, Balleri, Cella, Mazzero, Gualtieri, Ferrini, Crippa.All. Santos.

Arbitro: Francescon (Padova).

Marcatori: 18' Rozzoni, 25' Rozzoni, 41' Mazzero.

Note: tempo bello, terreno buono. La Lazio gioca con il lutto al braccio per la morte del suo dirigente Mario Riva. Calci d'angolo: 4-6 (2-1) a favore del Torino. Battendo i granata la Lazio si è aggiudicata il terzo posto nella finale di Coppa Italia 1959/60.

Spettatori: 20.000 circa.

Pur considerando lo stato di impreparazione dei ventidue atleti, lo spettacolo offerto ieri da Lazio e Torino è stato tutt'altro che accettabile. Le due formazioni sono ancora alla ricerca della forma migliore dei singoli e del gioco di squadra: si sono viste azioni affidate ora all'uno, ora all'altro del singoli atleti, senza una logica impostazione della manovra.

Due squadre, quella biancazzurra e quella granata, che dovranno pensare seriamente al propri problemi, se non vogliono andare incontro, fin dall'inizio, a grosse delusioni. Il Torino, comunque, nonostante la sconfitta, è la squadra che ha sbagliato di meno: indubbiamente in prima linea si è sentita molto la mancanza di un elemento realizzatore, che cerchi il goal, che punti a rete con decisione. Di azioni, la squadra granata ne ha imbastite molte, e qualcuna anche pericolosa, ma tranne il goal, ed un paio di grandi parate di Lovati, ha ottenuto ben poco.

In difesa, le cose sono andate un po' meglio: merito principale dei due laterali, punto di forza dell'undici piemontese. Specialmente Balleri si è fatto ammirare per senso della posizione, precisione nei passaggi, tempismo o autorità. L'ex-spallino, in altre parole, è stato di gran lunga il migliore della propria squadra. Consensi anche per l'anziano, ma sempre valido Bearzot, instancabile dal primo all'ultimo minuto, prezioso per il valido apporto fornito al compagni della retroguardia, e per i continui inserimenti in prima linea.

Degli altri, da ricordare il secondo tempo di Ferrini, ci è sembrato il più a posto della prima linea: anche Gualtieri, si è fatto ammirare, egli però è mancato in fase di conclusione dato che si è trovato di fronte al più forte degli avversari: il centromediano Janich. Degli altri granata, poco da dire: Mazzero ha alternato buoni spunti ad ingenuità: i due terzini, più Gerbaudo che Scesa, hanno accusato battute a vuoto. Le due ali: Crippa e Cella, troppo personaliste, hanno deluso. In campo biancazzurro note ancora più dolenti: eccetto Janich, di gran lunga il migliore in campo in senso assoluto, Pozzan , crollato però alla ripresa, Rozzoni (autore di due spettacolosi goals), e Fumagalli, tutti gli altri sono apparsi lontanissimi dalla forma migliore.

La Lazio è andata in vantaggio al 17' del primo tempo. Bearzot recupera un difficile pallone a fondo campo (per evitare il calcio d'angolo) e respinge come può. La palla termina sul piedi di Pozzan che serve immediatamente Ferrario, tocco di questi a Rozzoni: scatto del centravanti e gol sull'uscita di Soldan. Al 23' i biancazzurri raddoppiano. Bizzarri centra altissimo dalla destra. Ferrario di testa gira verso Rozzoni. Il centravanti ferma la palla di petto portandosela a terra. Giravolta rapidissima e gran tiro in diagonale che si insacca alla destra di Soldan. Il Torino accorcia le distanze al 42' del secondo tempo. Dopo alcuni minuti di pressione, l'azione parte da Ferrini, il quale, liberatosi di Carradori, serve con un dosato passaggio Mazzero, spostato a destra. Il numero otto granata, appena entrato in area, batte Lovati con un fortissimo tiro sotto la traversa. Al 46' Lovati con una spettacolare parata devia in angolo un bolide di Cella, salvando cosi il risultato.

Fonte: La Stampa





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