Domenica, 28 ottobre 1951 - Roma, stadio Torino - Lazio-Torino 3-0


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28 ottobre 1951 - Campionato di Serie A 1951/52 - VIII giornata

LAZIO: Sentimenti (IV), Antonazzi, Furiassi, Alzani, Malacarne, Fuin, Puccinelli, Magrini, Flamini, Lofgren, Sukrü. All. Bigogno.

TORINO: Dalla Fontana, Grava, Farina, Pozzi, Nay, Cortelezzi, Motta, Pratesi, Florio, Hjalmarsson, Carapellese. All. Sperone.

Arbitro: sig. Bernardi di Bologna.

Marcatori: 4' Sukrü, 69' Puccinelli, 87' Sukrü (rig).

Note: leggeri spruzzi di pioggia nella ripresa ma campo in buone condizioni. Leggero infortunio a Malacarne, scontratosi con un compagno, al 2' della ripresa.

Spettatori: 28.000 circa.

Fatti i conti la Lazio ha segnato tre reti dopo essere stata sempre in vantaggio, poiché Sukru riusciva a segnare il suo primo gol su azione allo Stadio Torino dopo appena 4 minuti. La cronaca del primo tempo si limita alla descrizione del goal laziale e della rete mancata da Carapellese. Al 4' Grava interveniva di testa su un pallone di Lofgren e colpiva con una certa fatica, mandando il pallone verso il centro del campo: là c'era Flamini che con un abile tocco di testa serviva Sukru, rimasto libero. Il gigante turco sganciava, cadendo a terra, un tiro potentissimo che andava ad infilarsi irresistibilmente in rete a filo del montante sinistro. Quattro minuti più tardi un allungo alto di Pratesi veniva intercettato da Malacarne: la palla però proseguiva la sua traiettoria e Carapellese, in posizione di offside ma rimesso in gioco dall'intervento a vuoto del difensore laziale, scattava verso la rete. Superato Sentimenti IV, l'ex nazionale tirava dalla destra verso la rete vuota ed il pallone attraversava tutto lo specchio della porta uscendo dall'altra parte. Eppure il Torino, sorpreso dal gol iniziale del turco, si è tutt'altro che arreso, marcando anzi nella prima metà della ripresa una netta prevalenza di attacchi. Durante questo periodo di prevalenza, durato all'incirca una ventina di minuti, almeno quattro occasioni da gol si presentavano rispettivamente a Florio, Carapellese, ancora Florio e ancora Carapellese, ma tutte e quattro non venivano sfruttate, sia per scarsa decisione sotto porta dei granata, sia, se non soprattutto, per eccezionali meriti di Sentimenti IV. La serie di azioni offensive degli ospiti è iniziata al 9' della ripresa; Florio, fino a quel momento aparso addormentato, scattava come un falchetto a conclusione di un'azione da lui stesso avviata. Il centravanti argentino filtrava, mediante un abile gioco di finte in velocità, attraverso un gruppetto di compagni e avversari. Tirava aria di goal. Fulmineo, Sentimenti IV gli muoveva incontro, con la sua tipica posizione accartocciata, e dall'urto tra i due giocatori la palla schizzava via lontano. Due minuti più tardi Motta, attivissimo nello spostarsi sulla sinistra, mandava verso il centro una palla che carambolava sul fianco di Carapellese, appostato a non più di due metri dalla rete. L'improvvisa deviazione non poteva avere la velocità di un tiro vero e prorpio, ma comunque sarebbe bastata a sorprendere qualunque portiere: invece "Cochi", con un impressionante scatto di reni, piombava in tuffo all'indietro sulla palla e l'abbrancava proprio sulla linea. Al 18' Carapellese, affiancato a Florio al centro del campo, negli immediati pressi dell'area di rigore, girava la palla al centrattacco con un leggero tocco parabolico. Via libera per Florio, scattato ancora benissimo: ma il pallone gli batteva sulla coscia e rotolava troppo innazi permettendo a Sentimenti IV di impadronirsene. Quattro minuti ancora e al Torino si presentava un'altra occasione per segnare, sugli sviluppi di un calcio d'angolo. La palla, nella sua traiettoria molto arcuata, spioveva quasi a ridosso del montante sinistro e Carapellese l'indirizzava debolmente verso rete: Sentimenti IV, ben piazzato, la bloccava. Poco dopo, al 24', la Lazio poteva finalmente capovolgere il fronte e minacciare la rete di Dalla Fontana su punizione di Alzani. Lofgren riusciva a spuntarla e, con una bella scelta di tempo, serviva Puccinelli al centro dell'area di rigore. Essendo sfuggito a una carica di Nay, "Pucci" poteva arrivare tranquillo sul pallone approfittando dello sbilanciamento dell'avversario e lasciando partire un tiro di sinistro, non tanto preciso e potente ma abbastanza svelto e intelligente da battere Dalla Fontana, leggermente in ritardo. Due a zero e partita chiusa. I restanti 27 minuti infatti risultavano del tutto pleonastici. Il Torino, scoraggiato, cedette l'iniziativa ad una Lazio rinfrancata. Al 32' Dalla Fontana soffiava con un balzo in avanti la palla a Lofgren, ad ogni modo atterrato da Nay, poi Magrini filava libero sul portiere e gli tirava al volo addosso: Dalla Fonatana parava in due tempi. Al 38' altra occasione netta per i padroni di casa: Sukru toccava di testa su centrata di Puccinelli, il portiere torinese si salvava solo per la troppa esitazione del turco. Al 42', dopo che Malacarne aveva respinto sulla linea un pallone già rimbalzato sul ginocchio di Sentimenti IV, Magrini veniva platealmente sgambettato da Nay in piena area di rigore. L'inevitabile punizione, battuta da Sukru, dava luogo ad una divertente scenetta: qualcuno andava ad avvertire Dalla Fontana che il turco gli avrebbe tirato sulla sinistra. Il gigante del Medio Oriente, a quanto pare, se ne accorse e pertanto indirizzò un lento e dosato tiro sulla destra del portiere il quale, nel frattempo, si era lanciato sulla sinistra. Tre a zero ed ovazioni finali. Tuttavia il successo della Lazio, prima di diventare rotondo, ha minacciato più volte di sfumare. Il fatto è che la lazio, dopo aver condotto un primo tempo abbastanza buono, ha ceduto nella ripresa alla migliore impostazione di gioco granata. Il Torino ha mostrato in Pozzi un mediano fervidissimo di iniziative e di appoggio all'attacco, anche se spesso fuori posizione e scarso di recupero nelle fasi difensive; in Hjalmarsson e Motta due buoni palleggiatori, attivie volenterosi, spesso coadiuvati con intelligenza da Carapellese. E Pratesi, chiamato all'ultimissimo momento per un'insospettabile indisposizione di Amalfi, si è comportato con sufficiente franchezza per una recluta. Il solo Florio è raramente intervenuto nell'azione, pur sfoggiando qualche scatto notevole. Questi uomini sono bastati ad assicurare al Torino, in tutto il periodo centrale della partita, lo sviluppo di un'azione non priva di difetti ma comunque più continua di quella laziale. Tra i romani il solo Puccinelli è stato pronto, sveglio ed efficace in entrambi i tempi. Gli altri, compreso Lofgren, distintosi solamente in qualche spunto individuale di qualità, non sono riusciti a riscattare il proprio gioco dal difetto dell'episodicità. Quanto ai laterali, Alzani venne impegnato troppo a fondo da Hjalmmarsson per dare una mano ai propri avanti e spettò così a Fuin accollarsi tutto il lavoro di sostegno e di raccordo nel quale si distinse, specialmente nel primo tempo, con la finezza di esecuzione che gli è propria. Dove la Lazio però ha marcato una netta prevalenza sul Torino è stato nella difesa. Antonazzi ha marcato con notevole bravura Carapellese, il quale ha dovuto emigrare in altri settori per riuscire a giocare, e Malacarne, se ha commesso alcuni errori, ha nel complesso intercettato e respinto con una certa autorità nella propria zona. In maggiore difficoltà Furiassi, alle rpese con un'ala veloce e girovaga come Motta. Dall'altra parte, Grava ha commesso errori gravi, Farina, più sicuro nella posizione, ha peccato nella potenza di respinta. Di conseguenza, Nay si è trovato spesso in gravi frangenti e vi ha posto riparo quando ha potuto non senza rudezza. Dalla Fontana ha fatto onestamente il dovere suo. Mettiamo ora sulla bilancia il super rendimento di "Cochi" ed ecco spiegato il successo dei biancocelesti.

Fonte: Corriere dello Sport