Domenica 10 agosto 2008 - Oporto, stadio Do Dragao - Porto-Lazio 2-1


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10 agosto 2008 - 7^ amichevole precampionato - inizio ore 21.45

PORTO: Helton (46' Nuno), Sapunaru (63' Stepanov), Pedro Emanuel (63' Fucile), Bruno Alves (46' Rolando), Benitez (46' Lino), Lucho, Guarin (46' Tomas Costa), Raul Maireles (63' Fernando), Mariano Gonzalez, Lisandro Lòpez (46' Hulk), Rodrìguez. A disposizione: Farias, Candeias. Allenatore: Jesualdo Ferreira.

LAZIO: Carrizo (51' Muslera), Lichtsteiner, Tuia (46' Siviglia), Rozehnal, Radu (46' Diakite), Dabo (46' Matuzalem), Ledesma, Meghni (46' Mauri), Foggia (68' Manfredini), Zarate (46' Pandev), Makinwa (51' Mendicino). A disposizione: Faraoni, A.Cinelli. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Paulo Costa (Portogallo) - Assistenti Sigg. Santos e Manso (Portogallo) - Quarto uomo Sig. Duarte.

Marcatori: 15' Bruno Alves, 18' Lucho Gonzalez, 73' Ledesma.

Note: ammoniti Bruno Alves e Benitez. La regia televisiva portoghese ha più volte inquadrato Maurizio Manzini, Team Manager biancoceleste, confondendolo con l'allenatore Delio Rossi.

Spettatori: 37.000 circa.


Il biglietto della partita
Un momento dell'incontro
Una fase di gioco
Cristian Ledesma
Mauro Zarate
Un fotogramma dell'incontro
Mourad Meghni
Stephen Makinwa

A quarantotto ore dalla partita dell'Anfield, la Lazio perde anche ad Oporto, ma ha dimostrato lo stesso un'impressione estremamente positiva, correndo e tenen­do impegnati i portoghesi sino al novantesi­mo. E se il confronto con i Reds si era rivelato un'autentica battaglia per i contenuti tecnici e agonistici, questa di Oporto ha avuto più il sapore di un'amiche­vole estiva. La Lazio è partita bene, provando subito a sorprendere i padroni di casa come aveva fatto nella ripresa di Liverpool. Foggia mancava l'appuntamento con la rete nell'area di rigore portoghese, che invece di passare il pallone indietro a Meghni si è fatto anticipare. Al quarto d'ora il Porto è passato in van­taggio con un calcio di punizione dalla lun­ghissima distanza. Rozehnal aveva prote­stato per il fallo fischiato dall'arbi­tro Paulo Costa. Bruno Alves ha sorpreso Carrizo sul suo angolo: ha colpito d'esterno e il pallone si è trasformato in un missile che è andato a infilarsi sotto l'incrocio dei pali. Sarebbe servita una vera prodezza per evitare il gol, anche se il portiere argentino forse è partito con un attimo di ritardo e ha provato a deviare il pallone con il braccio di richiamo.

Dopo la rete la Lazio ha provato a reagire, ma confusamente con i reparti troppo lunghi fra loro. E proprio per questo subisce il raddoppio; un pallone è stato perso a centrocampo da Dabo, Ro­driguez ha preso in velocità Tuia, ed è stato facile per Lucho, con la difesa biancoceleste tutta fuo­ri posizione, firmare di destro il gol del rad­doppio. Non ha sfigurato il ba­by della Primavera, dimostrando persona­lità ma pagando un eccesso di sicurezza quando si è fatto togliere il pallone da Li­sandro, facendo rischiare alla Lazio un al­tro gol. Valzer di sostituzioni della ripresa. La Lazio ha as­sunto il controllo del gioco. E non per caso è arrivato il gol su punizione di Ledesma, per niente condizionato dalle tensioni con Lotito, a dimezzare lo svantaggio. Con Men­dicino, l'eroe mancato di Anfield, e Pandev i biancocelesti hanno provato sino in fondo a pareggiare. E forse l'avrebbero meritato.

Fonte: Corriere dello Sport


La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio, nuovo k.o. Ma Rossi sorride. Un passo indietro rispetto a Liverpool, però anche se sconfitta dal Porto (2-1) la squadra c'è".

Continua la "rosea": Un po' meno brillante di Liverpool, ma ugualmente apprezzabile. La Lazio chiude la sua tre giorni anglo-portoghese con un'altra sconfitta di misura e torna a testa alta in Italia (domani all'Olimpico vernissage col Paok). Rossi, più che i risultati, cercava notizie sulla tenuta psico-fisica della sua squadra. E può dunque ritenersi soddisfatto. Perché anche contro il Porto (privo di Quaresma, lasciato in tribuna in attesa che si chiarisca la sua telenovela di mercato con l'Inter), la Lazio ha fatto una discreta figura nonostante avesse giocato appena 48 ore prima in Inghilterra. L'uno-due del Porto arriva a cavallo del quarto d'ora. Apre le marcature al 15' Bruno Alves con un bolide su punizione sul quale Carrizo nulla può. Il raddoppio tre minuti dopo con Lucho che trasforma il classico contropiede da manuale. La Lazio prova a reagire, ma nel primo tempo non cava un ragno dal buco.

Troppo affaticati i motori del centrocampo Ledesma e Dabo. Troppo larghi Foggia e Zarate. E, entrambi, troppo innamorati del pallone. Makinwa resta così solo soletto in avanti. Inoltre, quando qualche palla gli arriva, non è che si danni l'anima per capitalizzarla. Va meglio nella ripresa quando gli attaccanti esterni diventano Pandev e Mauri. Logico che il gol che riapre la partita arrivi proprio in questo frangente, con Ledesma che infila Nuno con una punizione da 30 metri. Intanto da Roma arrivano buone notizie di mercato. A giorni dovrebbe infatti essere ufficializzato l'acquisto dell'argentino Fernandez. Col River Plate era già stato raggiunto l'accordo, ma si attendeva il riconoscimento della cittadinanza spagnola al giocatore.