Domenica 15 maggio 1983 - Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 5-1


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15 maggio 1983 - 2166 - Campionato di Serie B 1982/83 - XXXIV giornata

MILAN: Nuciari, Battistini, Evani, Pasinato, Canuti, F.Baresi, Cuoghi, Manfrin, Serena, Verza, Damiani. A disp. Piotti, Longobardo, Gadda, D'Este, Incocciati. All. Castagner.

LAZIO: Orsi, Podavini, Spinozzi, Vella, Miele (46' Perrone), Manfredonia, Marini, Badiani, Giordano, D'Amico, Sciarpa (73' Ambu). A disp. Moscatelli, Saltarelli, Surro. All. Morrone.

Arbitro: Barbaresco (Cormoms).

Marcatori: 23' Serena, 25' Miele (aut), 59' Pasinato, 64' Giordano, 78' Serena, 85' Damiani.

Note: pioggia copiosa per tutta la gara, terreno leggermente pesante. Esordio in serie B per Giancarlo Marini.

Spettatori: 63.000 circa


L'autorete di Miele
la rete di Damiani
Giordano sfugge a Baresi
Miele cerca di fermare Serena

Possono esserci poeti anche nella fossa dei leoni. Mani ignote hanno creato un lungo striscione con la scritta: Milan campione, la Lazio è soltanto illusione. Perfettamente azzeccato. Cinque gol necessitano di commenti? Sono la degna cornice a una gara, che il Milan ha condotto accompagnato da note trionfali e spesso dalla musica dolce dei gol. Anche la Lazio è stata spazzata via con la furia del ciclone che investe la navicella: eppure i biancocelesti avevano buone credenziali trovandosi pur sempre a ridosso dei Milan. Con gli «scarti» dell'Inter, con l'indovinato innesto di Vinicio Verza, ora bersagliere ora gladiatore, con alcuni resti del passato, il Milan ha realizzato una squadra che ogni tanto diventa anche squadrone specie se la gara lo esalta, specie se l'avversario è stimolante come doveva esserlo almeno sulla carta la Lazio di Giordano, D'Amico e Manfredonia.

Peccato che la squadra biancoceleste sia formata effettivamente anzi unicamente da questi tre giocatori: il resto è come diceva lo striscione; è illusione. Manovre lente e prevedibili dei tre uomini portanti, anzi due, perché ieri D'Amico soltanto a tratti s'inseriva nella danza, Il Milan è da elogiare in blocco. A turno tutti hanno tirato la carretta, tutti hanno cercato il gol e molti ci sono riusciti specialmente Serena con una doppietta (un gol è stato alla «John Charles» tanto per intenderci).

Soltanto Damiani con un'acrobazia nel finale è riuscito a realizzare una rete ancora più bella. Partenza lampo della Lazio e Sciarpa al 3' colpisce l'incrocio dei pali. Risponde Serena (22') con la prima rete: Verza salta alla grande tre difensori sulla sinistra, appoggia al centro'area dove Serena al volo realizza. Bis al 26': cross di Evani, Miele scivola e colpisce malamente di testa nella propria rete. Gol di sfondamento di Pasinato al 13' della ripresa, poi Giordano accorcia le distanze sei minuti dopo; il gol in verità sembra di Manfredonia, ma tutti sono concordi nello spogliatoio ad assegnarlo al cannoniere. Poco dopo la mezz'ora il gol alla Charles di Serena. Quindi il gran finale. Stavolta è Serena a servire Damiani in area e il vecchio Oscar in scivolata a terra schiaccia la sfera in rete. Stavolta l'olè della folla è assordante. La corrida è finita.


Fonte: La Stampa