Domenica 17 dicembre 2006 - Livorno, stadio Armando Picchi - Livorno-Lazio 1-1


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17 dicembre 2006 - 3.222 - Campionato di Serie A 2006/07 - XVI giornata - inizio ore 15.00

LIVORNO: Amelia, Knezevic, Rezaei, Galante, Balleri (37' Pfertzel), Morrone, Passoni, A.Filippini, Pasquale (80' Vidigal), Vigiani (71' Bakayoko), C.Lucarelli. A disposizione: Manitta, Kuffour, Giallombardo, Danilevicius. Allenatore: Arrigoni.

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Siviglia, Cribari, Zauri, Mudingayi, Ledesma, Mutarelli, Mauri, Pandev (60' Makinwa), Rocchi. A disposizione: Ballotta, Stendardo, Bonetto, Behrami, Firmani, Foggia. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Pantana (Macerata) - Guardalinee Sigg. Contini e De Santis - Quarto uomo Sig. Bo.

Marcatori: 25' Pandev, 65' C.Lucarelli.

Note: falli 30-17. Angoli 2-3. Tiri in porta 4-2. Tiri fuori 4-3. Espulso al 59' Rocchi per gioco violento. Ammonizioni: 26' C.Lucarelli, 35' Morrone, 55' Pasquale, 59' Ledesma, 68' Mutarelli, 71' Cribari, 84' Mudingayi, 89' Passoni. Recuperi: 3' p.t., 2' s.t.

Spettatori: paganti 3.000 per un incasso di 39.488 euro; abbonati 5.641 per una quota di 106.795 euro.

Il vantaggio biancoceleste di Goran Pandev
Il tiro vincente del macedone visto da un altro fotogramma
Goran Pandev ferito dopo il gesto incivile di Lucarelli
Il fallo che costa l'espulsione a Tommaso Rocchi
Pantana mostra il rosso all'attaccante biancoceleste
Gaby Mudingayi e Antonio Filippini in un momento dell'incontro

La Gazzetta dello Sport titola: "Follia Lucarelli. Colpisce Pandev poi segna l'1-1. Indispettito dal laziale, Lucarelli lo aggredisce, non è espulso e salva Livorno".

Continua la "rosea": Aveva ragione il "Tombo". Nuvole su Livorno, prevedeva Daniele Tombolini nel suo meteo arbitrale sulla Gazzetta. E le nubi sono arrivate, con aggiunta di pioggia, tuoni e saette. Partita guastata dall'arbitro, il signor Oberdan Pantana di Macerata, che, sia detto per inciso, è la stessa città dell'ex designatore Mattei. L'episodio chiave a metà del primo tempo, Pandev segna ed esulta mostrando le orecchie alla curva avversaria. Gesto tipico di diversi cannonieri, per esempio di Marco Delvecchio negli ultimi anni alla Roma. Irrisione non verbale, ma corporale, come a dire: fischiatemi adesso, che ho fatto gol. Quando Pandev sventola i lobi, Cristiano Lucarelli fa uno scatto, corre verso il macedone, lo spintona e lo colpisce al naso. Non ci sono dubbi, Lucarelli deve essere espulso perché ha aggredito un avversario a gioco fermo. Antisportività e violenza. In più c'è l'aggravante della fascia, Lucarelli è capitano del Livorno. Pantana vede, ma non provvede, si limita a estrarre un "gialletto" senza senso e da quel momento entra nel panico. Commette un errore dietro l'altro, va in confusione, si lascia condizionare dall'ambiente. Scarsa personalità, mano incerta e discutibile applicazione del regolamento. Pessimo arbitraggio. Livorno-Lazio ha smesso da tempo di essere un semplice incontro di calcio. E' una specie di rappresentazione sportiva della guerra civile di sessanta anni fa. Comunisti livornesi contro fascisti laziali, bandiere rosse contro braccia tese nel saluto romano, "Bella ciao" e cori "Duce Duce". La triste recita curvaiola di una tragedia italiana, un minestrone in cui tutto si mischia, confonde e distorce. Il "cheguevarista" Lucarelli sapeva bene quale razza di sceneggiata politico-sportiva fosse in cartellone al "Picchi" e non doveva perdere il controllo dei nervi. Un arbitro di polso lo avrebbe cacciato e qui scattano le responsabilità del designatore Tedeschi: perché affidare Livorno-Lazio a Pantana, arbitro con precedenti poco incoraggianti e che vanta la miseria di 13 presenze in A?

Dicono i livornesi: Pandev ha provocato. Vero, il macedone poteva risparmiarsi il gesto delle orecchie, anche lui era conscio che nel contesto di Livorno-Lazio qualunque comportamento sopra le righe avrebbe innescato chissà che cosa. La reazione di Lucarelli, però, è più grave e di parecchio. Giallo a Pandev e rosso a Lucarelli, un arbitro autorevole avrebbe forse deciso così, ma il settore è allo sbando. Moggiopoli ha lasciato macerie, ci vorranno anni per ripigliarsi. E i giocatori non sono esenti da colpe, sproloquiano di professionalità e valori, poi si lasciano andare a irrisioni e giustizie "fai da te". Il piccolo capolavoro di Pandev, stop e tiro, per il gol del vantaggio laziale. Il pari del Livorno con capocciata di Lucarelli su cross di Pasquale. Una gran parata di Peruzzi su Pasquale. Livorno, fresco di qualificazione Uefa, e Lazio, reduce dallo sbornia post derby, avevano le pance piene e non ci hanno dato dentro con particolare intensità. Da segnalare la piccola svolta del Livorno, che in gara si ritrova sempre più spesso con la difesa a quattro (Pasquale più terzino che esterno). Utopia prenatalizia: le prossime due partite tra Livorno e Lazio si giochino a porte chiuse e su campi neutri speciali, nello stadio più vicino a campi di concentramento hitleriani, tipo Auschwitz, e in quello meno lontano da un qualsiasi gulag dell'Urss di Stalin. La Lega organizzi un charter unico per le due squadre e visite guidate ai luoghi di cui sopra. Può darsi che non serva nulla e che le successive gare tra Livorno e Lazio continuino a essere inquinate dall'imbecillità. Sarebbe, però, un segnale, il tentativo di fare qualcosa. Così non si può continuare, è l'Italia intesa come nazione a essere vilipesa da certi orrendi spettacoli.


Il Corriere della Sera così racconta la gara:


Un pareggio tra le polemiche. Il capolavoro di Pandev apre i giochi, l'incornata di Lucarelli fissa l'1-1. Ma sul risultato di Livorno-Lazio pesano come macigni le decisioni del signor Pantana di Macerata, tredici partite in Serie A, il peggiore in campo. L'arbitro marchigiano chiude la sua terribile domenica con un espulso, otto ammoniti e una serie di decisioni sbagliate. La più grave quando sceglie di risparmiare il rosso proprio a Lucarelli, che sulla partita metterà il suo timbro. La rete di Pandev è l'episodio chiave della giornata. Il macedone, pescato da Ledesma nel cuore dell'area livornese è lasciato libero da Rezaei, si gira bene e infila il pallone nell'angolo alto alla destra di Amelia. Poi avvicina le mani alle orecchie, passando sotto la curva livornese prima di dirottare verso la propria panchina. I tifosi s'infuriano e Lucarelli, versione sceriffo dell'Ardenza, pensa di farsi giustizia da solo. Il capitano fa quaranta metri di campo, alza un gomito e colpisce il macedone con la spalla mandandolo a terra con il naso sanguinante. Pantana, però, lo grazia sventolando sotto il naso del centravanti soltanto il cartellino giallo. Altrettanto indulgente il direttore di gara non lo è con Rocchi, colpevole di aver steso Antonio Filippini con un intervento da dietro dopo un'ora di partita. La punta rimedia il rosso, la squadra va in affanno, Delio Rossi modifica l'assetto tattico trasformando il 4-3-1-2 in un 4-4-1 con Mauri arretrato. E Lucarelli, che negli ultimi due anni aveva mandato regolarmente al tappeto la Lazio, riesce a riacciuffarla con un colpo di testa perentorio, da centravanti di razza qual'è. La seconda rete decisiva in quattro giorni dopo quella di storica di Auxerre che è valsa la qualificazione ai sedicesimi di Coppa Uefa. Il pari lascia più o meno invariata la classifica.

Sia la Lazio sia il Livorno possono continuare a coltivare la speranza del quarto posto. Ma il risultato fa infuriare il presidente Lotito che invoca la moviola in campo e ironizza sulla sua inibizione appena finita. "Quello di Lucarelli è un comportamento antisportivo. È partito da lontano per colpire Pandev, colpevole soltanto di aver festeggiato un gol. Il nostro attaccante è una persona mite e non voleva prendere in giro nessuno. Lui festeggia sempre così". Non sempre, ma questo non significa che la reazione di Lucarelli sia giustificabile. Il capitano livornese alla fine della partita si presenta davanti allo spogliatoio della Lazio, ma Pandev non lo riceve: "Non accetto le sue scuse e mi chiedo perché non viene a Roma a fare certe cose. Io, con quel gesto, non volevo istigare i tifosi ma soltanto festeggiare". Ma resta Lotito il più arrabbiato di tutti: "L'arbitro ha espulso Rocchi e ammonito Lucarelli, provocando alla Lazio un danno grave. Perché dovremo fare a meno del nostro centravanti (oltre a Mutarelli che, ammonito, sarà squalificato) contro l'Inter. Mentre Lucarelli non subirà nessuna conseguenza. Tra l'altro, visto che dice di non aver visto la gomitata, mi domando perché il signor Pantana lo abbia ammonito. È curioso che oltre all'arbitro nessuno della terna si sia accorto di niente. È la dimostrazione che gli arbitri hanno bisogno di aiuto. Mi batterò affinché nel calcio ci sia una verifica tempestiva e puntuale degli episodi. Questa sarà la mia prossima battaglia". Poi torna sulla sua inibizione: "Sono stato accusato di violazione della lealtà sportiva perché cercavo di tutelare la mia società. Ora cosa posso fare per protestare? Le telefonate sono vietate e le lettere non si scrivono. Non mi restano che i segnali di fumo. O, come sto facendo, protestare pubblicamente". Anche Delio Rossi si lamenta: "Non fatemi parlare dell'arbitro, visto che una volta l'ho fatto e un mio collega (Prandelli, n.d.r.) mi ha bacchettato. Rocchi non andava espulso e quel provvedimento ha condizionato la partita. Mentre quello che ha fatto Lucarelli è sotto gli occhi di tutti. Andate a rivedere le immagini e poi giudicate: Pandev ha segnato con i piedi e dopo sanguinava dal naso. A me, questo, non sembra normale".

Arrigoni, invece, preferisce sottolineare i meriti del suo Livorno, che dopo due sconfitte consecutive in campionato riesce a rimontare: "Abbiamo creato più stavolta che in altre occasioni in cui magari abbiamo vinto. Il gesto di Lucarelli? Se non andava contro Pandev era meglio, ma non gli ha rifilato una gomitata". "È venuto fuori dallo spogliatoio per chiedermi scusa a fine partita, ma io non sono neppure uscito a parlargli. Se davvero era pentito poteva venire all'intervallo e non alla fine dopo che aveva segnato ed era contento di aver pareggiato. Se fosse un uomo sarebbe venuto subito". Goran Pandev è ancora imbufalito con il capitano del Livorno e rifiuta le sue scuse. L'attaccante della Lazio non è disposto a stringere la mano a Lucarelli, dopo la spallata subita e la gazzarra che si è scatenata in seguito all'esultanza del macedone che ha indispettito i livornesi. "Quello è il mio modo di gioire - ha spiegato Pandev negli spogliatoi - e lo faccio sempre. Non era una provocazione, Lucarelli invece mi ha aggredito. Con lui non voglio mai più parlare". Delio Rossi, da parte sua, cerca invece di evitare discussioni sull'episodio che ha visto protagonisti Pandev e Lucarelli, anche se le immagini lasciano poco spazio ad interpretazioni diverse da quelle espresse dal presidente Lotito: "In campo non ho visto l'episodio di Lucarelli, perché stavo dando delle istruzioni ad un mio giocatore. Però le immagini televisive mi sembrano chiare. Una volta ho parlato e mi hanno bacchettato. L'arbitro è una componente del calcio e qualche volta può deviare un pallone, come un palo o una bandierina. Sull'espulsione di Rocchi l'arbitro è stato troppo fiscale anche se da regolamento il cartellino rosso ci poteva stare. Ma non c'era cattiveria in quell'intervento".

Una Lazio che ha pagato, in parte, le scorie dei festeggiamenti per il derby vinto. "Vorrei chiudere la parentesi del derby perché anche a Livorno lo abbiamo pagato a livello psicologico nell'approccio alla gara, che è stato molto soft. La partita è stata decisa da episodi. Prima dell'espulsione di Rocchi abbiamo assistito ad un'altra partita. Undici contro undici abbiamo tenuto in mano noi la gara. Ci è mancato quel furore di cercare il secondo gol che poteva chiudere la partita". E mercoledì arriva l'Inter. In molti chiedono alla Lazio di dare un senso a questo campionato. Ma Delio Rossi non si fa troppe illusioni: "Per battere l'Inter ci vorrebbe l'Inter". Massimo Oddo sorride: "Se il Livorno punta alla Champions League non vedo perché non lo possiamo fare anche noi. Non mi sembra che abbiano un gioco irresistibile". Sugli spalti non sono mancati cori e striscioni che nulla hanno a che fare con il calcio giocato. Il grosso spiegamento di forze dell'ordine ha evitato incidenti fuori lo stadio.