Domenica 18 aprile 2010 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Roma 1-2


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18 aprile 2010 - 3.378 - Campionato di Serie A 2009/10 - XXXIV giornata - inizio ore 18.30

LAZIO: Muslera, Dias, Stendardo (5' Biava), Radu, Lichtsteiner (63' Zarate), Brocchi, Ledesma, Mauri, Kolarov, Floccari (71' Cruz), Rocchi. A disposizione: Berni, Diakité, Baronio, Firmani. Allenatore: Reja.

ROMA: Julio Sergio Bertagnoli, Cassetti, Burdisso, Juan, Riise, Perrotta, Pizarro, De Rossi (46' Taddei), Vucinic (81' Brighi), Totti (46' Menez), Toni. A disposizione: Doni, Mexes, Tonetto, Baptista. Allenatore: Ranieri.

Arbitro: Sig. Tagliavento (Terni) - Guardalinee Sigg. Calcagno e Maggiani - Quarto uomo Sig. Baracani.

Marcatori: 13' Rocchi, 52' Vucinic (rig), 62' Vucinic.

Note: giornata primaverile, cielo coperto. Espulso all'89' Ledesma. Ammoniti Riise, Brocchi, De Rossi, Totti, Juan, Kolarov, Taddei. Al 48' Floccari ha fallito un calcio di rigore (parato). E' stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del disastro ferroviario in Trentino. La gara, originariamente programmata per le ore 20.45, è stata anticipata alle 18.30 dalla Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Roma per motivi di ordine pubblico.

Spettatori: 70.000 circa.

Il colpo vincente di Tommaso Rocchi (foto AP)
L'esultanza del bomber veneziano (foto AP)
Tommaso Rocchi festeggiato dai compagni dopo la rete
Il calcio di rigore malamente calciato da Sergio Floccari
Il calcio di rigore di Vucinic per il pareggio giallorosso (foto AP)
La punizione vincente di Vucinic (foto AP)
Sergio Floccari in azione
Cristian Ledesma in un momento dell'incontro
L'espulsione del centrocampista argentino
André Dias su Toni

La Gazzetta dello Sport titola: "Vucinic si riprende la vetta. Alla Roma il derby più atteso. Ranieri nella ripresa toglie Totti e De Rossi e rovescia la partita. La Lazio aveva infatti dominato il primo tempo andando in vantaggio con Rocchi. Floccari sbaglia un rigore al 2' mentre Vucinic all'8' lo realizza e raddoppia su punizione al 18'. Finale a nervi tesi con l'espulsione di Ledesma e qualche spintone di troppo dopo il triplice fischio".

Continua la "rosea": Era da 8 anni che la Roma non si aggiudicava entrambi i derby di campionato. E questa accoppiata profuma di scudetto, perché la capolista giallorossa la ottiene sul filo dei nervi di una prestazione non eccellente e per certi verso anche fortunata. Il pollice verso di Francesco Totti, stavolta protagonista fuori dal campo, farà discutere parecchio ma fa capire che questo possa essere davvero l'anno della Roma, piaccia o meno. Perché la Lazio gioca assai meglio il primo tempo e all'inizio del secondo rischia di andare sul 2-0, se lo sciagurato Floccari non tirasse malamente il rigore del k.o. A quel punto Ranieri, abile e coraggioso a rigirare la sua Roma, viene baciato dalla dea bendata e trova il rigore del pari e poi sempre con Vucinic, 13 centri in questo torneo, trova il colpo per ribaltare la gara. Peccato per la rissa finale in mezzo al campo, poco edificante e assai rischiosa per entrambe le squadre per le conseguenze disciplinari. La Lazio infatti ora si ritrova l'Atalanta, terz'ultima, a soli tre punti mentre la Roma bisognerà vedere con quali forze affronterà la Samp che insegue la Champions. Sfortunato il difensore della Lazio Stendardo che solo dopo 4' è costretto a uscire per una brutta ferita al volto provocata da un contrasto abbastanza fortuito con Toni, che lo colpisce in faccia con la scarpa destra. Stendardo viene poi portato alla clinica Paideia dove viene operato per la frattura al setto nasale. Reja si vede obbligato al primo cambio con Biava che diventa il centrale di destra, mentre Dias passa centrale. La Roma che tiene le tre punte alte e larghe, pronte a interscambiarsi, in maniera quasi minacciosa. Ma la Lazio non si lascia intimorire, Reja organizza una squadra cortissima, con gli esterni molto bassi e pronta a ripartire negli spazi. E alla prima occasione colpisce con le sue armi migliori: un grande lancio di Ledesma che coglie in controtempo Burdisso e mette Rocchi nelle condizioni migliori per battere freddamente sull'uscita Julio Sergio. Per l'attaccante veneziano il quinto gol personale ai giallorossi in 12 derby.

Il gol galvanizza la Lazio, messa tatticamente in maniera più accorta da Reja, cui riesce la doppia mossa da arrocco: mediani aggressivi che tolgono spazio e tempo a Pizarro e De Rossi e soprattutto il blocco delle fasce. Molto bene Lichtsteiner a tener basso Riise e a marcarlo quando prova ad affondare. Bravo anche Kolarov che vince il duello con Cassetti, che aveva deciso con la sua rete la sfida d'andata. E quando Totti torna più in mezzo a cercar palla, ecco che Brocchi e C. non gli consentono mai di girarsi, aiutati da quel Rocchi eccellente nel dare una mano in mezzo, creando superiorità numerica, oltre a essere micidiale sotto porta. E così quando la Roma senza sbocchi cerca la sua torre Toni, questi si ritrova spesso anticipato da un Dias sorprendente in marcatura. Alla fine del tempo non è un caso che Muslera rimanga disoccupato, mentre qualche brivido attraversa la schiena di Julio Sergio, visto che soprattutto Burdisso, già colpevole sul gol, non è in giornata e sbaglia anche disimpegni semplici. Claudio Ranieri capisce che così non va da nessuna parte e ha il coraggio di ridisegnare la Roma con un 4-3-1-2 che esclude i giocatori più rappresentativi, e decisamente in ombra: Totti e De Rossi. Scopo principale: riappropriarsi delle fasce e del pallino del gioco: Perrotta che rimane basso in mediana con Pizarro e soprattutto Taddei vero esterno di destra e chiave del match, con un pizzico di fortuna per i giallorossi. Ma la tattica è un optional in una gara di nervi e in 5 minuti il derby sembra strizzar l'occhio ai laziali, per poi invece sorridere ai romanisti. Accade tutto sulla stessa fascia, con protagonisti Taddei e Kolarov: atterrato in area da Cassetti proprio dopo aver saltato il brasiliano. Dal dischetto Floccari tira malissimo e Gastone-Julio Sergio si ritrova il pallone addosso. La Roma svegliata dalla paura trova nuovo slancio e il duello si ripropone sul lato opposto: Taddei dribbla Kolarov che gli aggancia il piede d'appoggio. Per la seconda volta Tagliavento vede bene: e dal dischetto Vucinic è perfetto, nonostante l'intuizione di Muslera.

Intuizione che il portiere uruguaiano non ha quando in un calcio piazzato dal limite piazza male la sua barriera e rimane impietrito dal siluro tirato ancora da Vucinic. E incredibilmente la partita viene ribaltata. Da sottolineare che la punizione dalla lunetta arriva per l'inserimento efficace di un Menez, trequartista intelligente, che diventa arma in più e sfiora anche il 3-1. Reja capisce che i suoi, condannati da episodi, hanno bisogno di una scossa e inserisce Zarate, passando al 4-3-3. Maurito fa la differenza sulla destra facendo ammattire Riise, ma i suoi pericolosi cross non trovano mai puntuale all'appuntamento Cruz, subentrato a un Floccari distrutto per l'errore dal dischetto. La Roma si chiude con un 4-4-2 che concede poco. E finisce così. È quello che resta vuoto nella tribuna Tevere, circa 5 mila seggiolini che non possono essere occupati perché lì i violenti hanno deciso di scontrarsi. Già più di un'ora prima della gara. Nulla di particolarmente grave. Ma quello è uno squarcio alla tradizione civile della città eterna. Una sconfitta per tutti.


Da Il Messaggero:


La Roma batte il calcio d'inizio. Primo tiro in porta della partita, altissimo da fuori area, di Totti. Al 4' contrasto Stendardo-Toni, il romanista alza la gamba e colpisce involontariamente il difensore di Reja che perde sangue dal naso. Toni si scusa più volte, ma Stendardo deve uscire: Biava al suo posto. Per ora partita molto contratta ed estrema prudenza da parte delle due squadre. Al 10' bel cross di Lichtsteiner, Rocchi manca la deviazione di testa. Subito dopo conclusione di Ledesma a fil di palo, ma con Julio Sergio sulla traiettoria. Il centrocampo della Lazio è più efficace di quello giallorosso in inferiorità numerica per scelta tattica e perché Vucinic e Totti sembrano fuori partita. Al 13' Lazio in vantaggio: gran pallone di Ledesma che scavalca la difesa giallorossa e arriva a Rocchi che lo lascia rimbalzare, aspetta l'uscita di Julio Sergio e lo batte di destro. La reazione della Roma non provoca risultati apprezzabili. Al 24' Rocchi, in buona posizione, cade in area dopo un contatto con Burdisso e reclama il rigore, Tagliavento dà il corner. La Roma continua a tentare lo sfondamento centrale invece che laterale e la Lazio chiude con efficacia. Finisce il primo tempo. Derby tutt'altro che bello, Lazio meritatamente in vantaggio perché ha giocato molto meglio.

Nel secondo tempo clamorose novità nella Roma: fuori Totti e De Rossi, dentro Taddei e Menez. Al 2' fallo di Cassetti su Kolarov, Tagliavento assegna il rigore: Floccari calcia centrale, Julio Sergio respinge. La Roma ritrova il coraggio e si getta all'attacco. Al 6' rigore per la Roma per fallo di Kolarov su Taddei, simile a quello fischiato in precedenza per la Lazio. Batte Vucinic e pareggia. Tutt'altra ripresa rispetto al primo tempo, la Roma si è svegliata e la Lazio c'è. Al 18' Menez si conquista una punizione dal limite: batte Vucinic, la palla passa attraverso la barriera, Muslera immobile e 2-1 per la Roma. Reja cambia: fuori Lichtsteiner, uno dei più efficaci, e dentro Zarate, poi dentro Cruz al posto di Floccari. La Lazio gioca con rabbia ed orgoglio, ma l'assetto della Roma ora è molto più efficace. Il gioco ne guadagna, ci sono molti capovolgimenti di fronte. Molto efficace Zarate che, sulla fascia destra, mette in difficoltà Riise e lo salta spesso. Ranieri cerca di rimediare togliendo Vucinic e facendo entrare Brighi al quale ha chiesto di dare una mano a Riise su Zarate. La Roma si chiude nella sua tre quarti e lascia l'iniziativa alla Lazio. Finale con rissa in un derby corretto. E' accaduto che, dopo il triplice fischio di Tagliavento, Radu ha sgambettato Perrotta che correva per festeggiare. Ne è nato un parapiglia in cui sono rimasti coinvolti giocatori e panchine.


Da Il Corriere della Sera:


I giallorossi battono la Lazio in rimonta grazie alla doppietta di Vucinic. Sul ko dei biancocelesti, in vantaggio con Rocchi, pesa il rigore fallito da Floccari in apertura di ripresa sull'1-0 per la Lazio. Poi, all'8' il pari di Vucinic che non sbaglia dal dischetto e che, al 18', sigla il 2-1 su punizione. Finisce così un derby più che mai sentito per gli obiettivi opposti delle due squadre: la Roma per lo scudetto, la Lazio per la salvezza. Nel pre-partita qualche tafferuglio. Nulla di grave e attenzione al campo. Reja si affida al 3-5-2 e alla coppia Floccari-Rocchi con Zarate in panchina. Ranieri risponde con il 4-3-1-2, nell'11 iniziale c'è Totti e il tandem Vucinic-Toni. Lazio, compatta, ben messa in campo e al 14' in vantaggio con Rocchi che sfrutta l'assist di Ledesma e con un bel piatto destro batte Julio Sergio. Roma costretta ad inseguire, ma la Lazio non concede nulla, va al tiro con Floccari e torna negli spogliatoi con un vantaggio più che meritato. Nella ripresa Ranieri sorprende tutti: fuori De Rossi e Totti, dentro Taddei e Menez. Dopo pochi secondi Cassetti atterra Kolarov, per Tagliavento è rigore: sul dischetto va Floccari che calcia male e si fa respingere il tiro. Dal possibile 2-0 all'1-1, Kolarov commette fallo su Taddei, rigore. Vucinic non sbaglia e firma l'1-1. La Lazio non ci sta, pericolosi Rocchi e Kolarov, ma al 18' la Roma si porta sul 2-1 ancora con Vucinic che questa volta batte Muslera con una gran punizione di destro. I biancocelesti accusano il colpo e rischiano il tracollo. Reja inserisce Zarate e passa al tridente e la reazione arriva, ma la Roma controlla bene. Al 91' espulso Ledesma, finisce 2-1 per i giallorossi che vincono il derby ed effettuano il controsorpasso sull'Inter, tornando in testa (+1 con 4 gare da giocare). Per la Lazio brutto ko, adesso l'Atalanta, terz'ultima, è ad appena tre punti.


"Si vede che è l'anno della Roma". Lo dice Edy Reja, allenatore della Lazio, dopo il ko nel derby. "Loro - ha detto il tecnico a Sky - hanno vinto con un rigore e una punizione, cioè due situazioni di gioco da fermo. Altro non hanno fatto. Noi abbiamo non dico dominato, ma giocato meglio. Però, si vede, questa è l'annata della Roma". Decisivo, anche per Reja, "l'errore dal dischetto di Floccari". Edy Reja è molto arrabbiato, soprattutto con Totti, per quanto accaduto nel derby: "Le partite son fatte di episodi, avevamo la partita in pugno e meritavamo di portare a casa i tre punti. Purtroppo oggi c'è andata male. Mi dispiace per quello che è successo alla fine, perché Totti è un giocatore importante e deve evitare certi gesti. Merita dieci giornate di squalifica. Ditemi voi se fare quelle cose è da sportivo. I miei giocatori hanno reagito, sbagliando, per quello e adesso pagheremo probabilmente con delle squalifiche. Mi auguro di no, ma qualcosa sul campo è successo".


Nota

Nessuna squalifica per Totti e Radu. Due giornate a Ledesma. Questi provvedimenti più importanti del giudice sportivo dopo il concitato derby di domenica scorsa. Francesco Totti se la cava con un'ammenda di 20.000 euro. Lo ha deciso il Giudice sportivo Gianpaolo Tosel, punendo così il gesto del pollice verso. La motivazione della pesante ammenda per il capitano giallorosso recita testualmente "per avere, al termine della gara, rivolgendosi al settore occupato dai propri sostenitori (Curva Sud), alzato ripetutamente le mani con i pollici rivolti verso il basso, indirizzando in tal modo ai calciatori ed ai tifosi avversari un gesto platealmente provocatorio; infrazione rilevata dai collaboratori della Procura federale". Per il concitato dopo gara del derby, sono stati sanzionati un'ammonizione e un'ammenda di 8.000 euro Mauro Zarate e Roberto Baronio (5.000 euro).

Nessun provvedimento neppure nei confronti di Stefan Radu. Il giudice sportivo ha esaminato le immagini televisive relative allo sgambetto del difensore della Lazio ai danni di Perrotta al termine del derby ma pur ritenendolo un gesto "del tutto gratuito ed idoneo a provocare istintive e pericolose reazioni", oltre che "decisamente riprovevole", sottolinea che non è tale "da integrare gli estremi di quella condotta violenta che, se non vista dall'arbitro, rende ammissibile la prova televisiva, con i consequenziali effetti sanzionatori. Si è trattato, in buona sostanza - scrive Tosel - di uno sgambetto, sia pure portato con una certa veemenza, non tale comunque da denotare quell'inequivoca intenzionalità".

Fonte: Gazzetta dello Sport del 20 aprile 2010