Domenica 19 febbraio 1950 - Roma, Stadio Nazionale - Roma-Lazio 0-0


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19 febbraio 1950 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1949/50 - XXV giornata

ROMA: Risorti, Andreoli, Maestrelli, Spartano, Tre Re, Venturi, Lucchesi, Zecca, Tontodonati, Arangelovich, Ferri. All. Bernardini.

LAZIO: Sentimenti (IV), Antonazzi, Furiassi, Alzani, Remondini, Sentimenti (III), Puccinelli, Flamini, Arce, Cecconi, Penzo (I). All. Sperone.

Arbitro: sig. Galeati di Bologna.

Note: spettatori 33000. Limpida giornata di piena primavera. Terreno perfetto. Nessun incidente, salvo un acceso battibecco tra Tre Re e Arce. Il pallone è stato lanciato in campo da un aereo. Calci d'angolo 2 a 1 a favore della Roma.

Ad uno spettacolo entusiasmante sugli spalti dello stadio strapieno come un uovo, completamente colorato di biancoceleste e giallorosso, non ha corrisposto lo spettacolo in campo. Una partita brutta e noiosa come raramente si è visto a Roma. Nessuna azione è stata degna di nota. Niente di niente. Solo qualche intervento efficace dei difensori e poi lo squallore più grigio. La Roma si è affidata a lunghi rilanci per servire le punte, ma queste sono state sempre contrate dai difensori laziali, in primis Remondini, che non hanno nemmeno faticato molto. Il più propositivo dei giocatori giallorossi è risultato il giovane Lucchesi. Tontodonati sembrava sempre sul punto di provocare danni ai laziali, ma poi si controllava da solo perdendo la palla goffamente. Zecca è stato volenteroso ma innocuo, però va ricordato per essere stato l'autore dell'unico tiro in porta parato da Sentimenti (IV). Immobile e fuori forma Arangelovich. Affidabili Ferri e Ventu, mentre Spartano si è fatto condizionare dall'agitazione. Efficace Tre Re ma solo a centrocampo. Il migliore dei giallorossi, ancora una volta, è stato Maestrelli per classe e visione di gioco. Il portiere Risorti non è stato chiamato ad un grande lavoro e quindi non può essere giudicato, ma irritanti sono stati i sui rilanci quasi sempre finiti fuori del campo. E la Lazio? Niente di meglio della Roma. L'attacco ha giocato la più brutta partita della stagione: Flamini è sempre geometrico e lineare, ma oggi non sapeva a chi dare la palla e quindi si è perso in individualismi che hanno frammentato ogni tentativo di manovra. Arce parla un linguaggio incomprensibile ai compagni e si dovrà molto lavorare per favorirne l'intesa. Puccinelli è in via di miglioramento, ma ancora non è lui. Cecconi e Penzo (I) si sono molto cercati, ma molto raramente si sono trovati. Capita l'antifona Penzo (I), nell'ultima fase, si è spostato in difesa dove almeno ha dato una mano. Sostanzialmente i migliori sono stati Remondini, Sentimenti (III) e Alzani. Senza particolari meriti e demeriti sono risultati Furiassi e Antonazzi. Sentimenti (IV) , al pari di Risorti, non può essere valutato per mancanza di elementi di giudizio. Il migliore in campo è stato l'arbitro Galeati, impeccabile in ogni occasione. La cronaca è scarna: al 16' Tontodonati, in fuori gioco, pesca Lucchesi che di testa permette a Sentimenti (IV) di compiere una facile parata. Subito dopo Zecca tira da buona posizione ma il portiere biancoceleste blocca con sicurezza. Al 21' è sempre "Cochi" che esce con perfetta scelta di tempo su Tontodonati, favorito da un errato intervento di testa di Remondini. Nella ripresa, al 3', un forte tiro di Penzo (I) finisce fuori e subito dopo Sentimenti (III) attira fuori dei pali Risorti e poi lo supera con un tiro a parabola. Maestrelli respinge sulla linea. La Roma reagisce e un debole tiro di Zecca viene involontariamente deviato da Remondini, ma il pallone finisce fuori. Al 20' una fucilata di Cecconi fuori bersaglio. Al 23', 25' e 28' Puccinelli non ha la sveltezza di trasformare tre consecutive azioni favorevoli in goal. Al 44' Puccinelli ed Arce non si capiscono e Tre Re ha modo di liberare. Fischi sonori del pubblico accompagnano la fine del deludente match.






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