Domenica 1 febbraio 2009 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan 0-3


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1 febbraio 2009 - 3.314 - Campionato di Serie A 2008/09 - XXII giornata - inizio ore 20.45

LAZIO: Muslera, De Silvestri, Siviglia, Rozehnal, Radu (75' Kolarov), Brocchi (75' Dabo), Ledesma, Matuzalem, Meghni (67' S.Inzaghi), Pandev, Zarate. A disposizione: Carrizo, Cribari, Mauri, Manfredini. Allenatore: D.Rossi.

MILAN: Abbiati, Zambrotta (85' Darmian) Senderos, Bonera, Janku­lovski, Beckham, Pirlo, Ambrosini, Kakà, (85' Shevchenko), Seedorf, Pato. A disposizione: Dida, Antoni­ni, Ronaldhino, Emerson, F.In­zaghi. Allenatore: Ancelotti.

Arbitro: Sig. Rizzoli (Bologna) - Assistenti Sigg. Niccolai e Papi - Quarto uomo Sig. Pierpaoli.

Marcatori: 42' Pato, 47' Ambrosini, 83' Kakà.

Note: serata fredda ed umida. Terreno in buone condizioni. Ammoniti: Ambrosini, Matuzalem, Radu, Siviglia, S.Inzaghi. Angoli 8-4 per la Lazio. L'incontro è iniziato con 15' di ritardo, come tutto il turno disputato, per una protesta dell'Associazione Calciatori. Recupe­ri: 1' p.t., 0' s.t.

Spettatori: 45.000 circa.

Il biglietto alto della gara
Un'uscita di Fernando Muslera
Il biglietto basso della gara
L'accredito per la partita
Mauro Zarate in azione
Un intervento del portiere biancoceleste
Un momento dell'incontro
Lorenzo De Silvestri
Un fermo immagine della prima rete rossonera

Il Milan passa all'Olimpico contro la Lazio e per Rossi è arrivato il terzo stop consecutivo, ma questo contro i rossoneri non è neanche lontano parente delle cadute contro Cagliari e Sampdoria. La Lazio ha fatto la partita nel primo tempo ed avrebbe meritato di segnare molto prima del vantaggio rossonero, finalizzato allo scadere da Pato e all'inizio della ripresa da Ambrosini, ma ispirato entrambe le volte da un Beckham impeccabile. Poi nel finale è andato a rete anche Kakà. Nel secondo tempo la Lazio non si è arresa, ma è stato il Milan a sfiorare diverse altre volte la rete ed a gettare al vento occasioni imperdibili. La Lazio si presenta con due punte e Meghni trequartista. A centrocampo torna titolare dopo l'infortunio Matuzalem preferito a Manfredini. Tra i pali viene confermato Muslera che è l'unico applaudito e incoraggiato dall'Olimpico biancoceleste quando la squadra entra in campo per il riscaldamento.

La Lazio inizia la gara con grande autorevolezza, spingendo e costringendo il Milan a salvarsi in angolo in un paio di occasioni. Dall'altra parte i rossoneri sono pericolosi con una fiammata di Jankulovski: tiro da posizione ravvicinata e grande respinta di Muslera che salva il risultato. La squadra di Rossi è brava nel pressing, soprattutto su Pirlo che quasi sempre comincia le azioni rossonere, mentre Zarate crea problemi ogni volta che tenta l'affondo. Al 34' l'occasione migliore per la Lazio. Ancora un'invenzione di Zarate che salta un paio di avversari e serve Pandev: girata alta di poco. Due minuti e l'argentino, imboccato dal macedone, si presenta solo davanti ad Abbiati ma è bravissimo il portiere rossonero a strappargli la palla dai piedi senza fare fallo ed a neutralizzare l'occasione. La Lazio continua a fare la partita ma al 42', in contropiede, passa il Milan sul filo del fuorigioco: azione rapida sulla fascia, palla da Beckham a Pato che, solo a centro area, batte Muslera di piatto destro. Allo scadere del tempo il Milan va ancora in gol con la combinazione Beckahm-Pato, ma il gol di testa del brasiliano è giustamente annullato per fuorigioco.

La ripresa inizia con il Milan che raddoppia subito: una punizione-cross di Beckham è finalizzata da Ambrosini che, sbucando da dietro, di testa batte ancora Muslera. Nell'azione, tuttavia, si notano due giocatori rossoneri "stoppare" Siviglia ed impedire al difensore biancoceleste un qualsiasi intervento di contrasto. Il risultato è troppo severo per la Lazio che subito dopo impegna Abbiati in angolo con Meghni. La squadra di Rossi alza il baricentro e questa disposizione lascia ampi spazi ai lombardi che in contropiede divorano tre occasioni d'oro a porta vuota con Pato e Kakà. L'ex pallone d'oro non può però sbagliare al 38': comincia l'azione dando il pallone a Pato e sul passaggio di ritorno del compagno infila Muslera da due passi. Finisce così la gara con la Lazio che esce tra i fischi del pubblico.


La Gazzetta dello Sport titola: "Ci manda Beckham. Pato, Ambrosini e Kakà: Lazio ko. Il Milan 2o a -6. Decisivo anche Abbiati: le sue parate bloccano la Lazio nel primo tempo. Dopo le due reti a cavallo dell'intervallo la squadra di Delio Rossi non reagisce. L'inglese fa gli assist per l'uno-due dei rossoneri che si avvicinano all'Inter. Ronaldinho sta fuori".

Continua la "rosea": Più velenoso di un serpente a sonagli il Milan umilia la Lazio, scavalca la Juve e rivede l'Inter a sei punti, buon viatico per il derby che arriverà tra due settimane. Pato e Beckham gli uomini partita di un 3-0 che non ammette discussioni anche se il primo gol è viziato, dopo attento studio della moviola, da un millimetrico fuorigioco iniziale. Di Pato il morso letale con cui colpisce sul finire del primo tempo, proprio come aveva fatto due volte con la Roma nello stesso Olimpico il 10 gennaio, di Beckham gli immancabili deliziosi assist al bacio. Quello per Pato e quello su punizione all'inizio della ripresa per Ambrosini, che col suo colpo di testa chiude la partita. Il resto, con la Lazio atterrita e liquefatta, è tutto un fiorire di palle gol fallite in contropiede dai rossoneri, fin quando Kakà, intermittente ma comunque anche lui decisivo, non può esimersi dal trafiggere per la terza volta Muslera] dopo un triangolo, eseguito come al solito a velocità supersonica, con Seedorf. Sornione, finto bell'addormentato, il Milan ha questa caratteristica unica nel suo genere: pensi di averlo in mano, di condurre la danza, e quello improvvisamente si accende, esce dal letargo, e con tre passaggi è in porta.

La Lazio vive un'esperienza di questo genere, perché fino al minuto 42', quello del gol di Pato, la partita l'avevano fatta tutta Zarate e Pandev, se si eccettua una incursione iniziale di Jankulovski. Basta un pallone qualunque perso in mezzo al campo, la difesa biancoceleste un po' troppo alta, e zac: Kakà-Beckham (qualche centimetro oltre il lecito, ma vallo a scoprire)-Pato, il delitto perfetto è servito. Rapidità d'esecuzione, e di gambe nel caso di Pato, semplicemente impressionante. Che spiega anche perché per la quarta volta consecutiva Ancelotti faccia accomodare in panchina Ronaldinho e ce lo lasci per tutta la partita. Con Maldini squalificato (al pari di Flamini) e con Favalli che marca visita nel riscaldamento, è alla quasi inedita coppia Senderos-Bonera che viene affidato l'ingrato compito di contenere le accelerazioni di Zarate e Pandev. Questo spiega un quasi intero primo tempo che, se non proprio di sofferenza, è comunque difficile. Ci penserà Abbiati a toglierli dagli impicci. A metà campo, rombi contrapposti, la parte del leone più di un Pirlo ancora dimezzato la farà Beckham, uno che il 9 marzo dovrebbe tornare negli Stati Uniti. Adriano Galliani si inventi una qualche diavoleria delle sue, al limite lo sequestri, se vuole cercare di acchiappare l'Inter.

Capitolo Lazio. Terza sconfitta consecutiva, dieci gol al passivo, è fatale che l'epilogo sia all'insegna della contestazione che coinvolge sia Lotito che Rossi. Che però ha qualche attenuante. Privo di Rocchi, Foggia, Lichtsteiner e Firmani, il tecnico rispolvera Matuzalem, pochi minuti in campo a Marassi, al rientro da titolare proprio dal match di andata col Milan. Grazie alla sua presenza ai fianchi di Ledesma (dall'altra parte c'è Brocchi), è una Lazio che per quasi tutto il primo tempo da l'impressione di funzionare. Meghni quale trequartista fa il suo e limita Pirlo, il resto è nei piedi e nell'inventiva di Zarate e Pandev. Quando però sullo 0-0 Pandev procura il match ball a Zarate, questi anziché tirare vuole scartare pure Abbiati. Errore che la Lazio pagherà a carissimo prezzo. Sei minuti dopo, in analoghe circostanze, Pato non farà sconti. Colpevole, la Lazio lo diventa nella ripresa: la reazione è nulla e si riduce a un tiro di Meghni subito dopo il gol di Ambrosini. Poi, solo occasioni Milan. Un'infinità, accentuata da un cambio (Simone Inzaghi per Meghni) che peggiora le cose. Alla fine, Pato e Kakà vanno quasi ringraziati per la generosità mostrata.


La Repubblica titola: "La squadra di Ancelotti vince 3-0, ma poteva segnare di più. I biancazzurri resistono meno di un tempo, contestati dal pubblico. Beckham ispira il Milan".

L'articolo così prosegue: Grazie ai magistrali assist di Beckham e ad una strepitosa accelerazione di Kakà, il Milan si è fatto beffe della Lazio, subendo per 42', correndo dei pericoli, ma colpendo con Pato e Ambrosini alla fine del primo tempo e all'inizio della ripresa. Il gol di Kakà nel finale è stato la ciliegina sulla torta milanista. I rossoneri hanno sfiancato gli avversari e li hanno perforati al momento opportuno. E' stato David Beckham il magistrale regista rossonero in fase offensiva, mentre la Lazio ha trovato in Abbiati un muro invalicabile. I contestati biancocelesti attraversano un brutto periodo: un punto in quattro partite e undici gol incassati hanno ridimensionato le ambizioni della squadra di Rossi. Il Milan ha scavalcato la Juve e si è piazzato al secondo posto a sei punti dall'Inter, che affronterà fra due partite. Non è stata una partita molto godibile, specie per la Lazio. Il rimaneggiato Milan l'ha giocata con acume tattico, approfittando delle doti di Beckham e della dabbenaggione degli avversari. Bisogna tuttavia dire che sul primo gol di Pato, l'inglese è sembrato in offside.

Rossi ha presentato parecchie novità: rispetto a mercoledì ha dovuto sostituire gli squalificati Lichtsteiner e Foggia. Dall'inizio hanno giocato De Silvestri e Matuzalem con Meghni - nel ruolo di anti-Pirlo - dietro il duo Pandev-Zarate. Ancelotti ha preferito Seedorf in mezzo, invece di Ronaldinho, alla quarta esclusione dall'inizio. La squalifica di Maldini ha portato alla candidatura di Senderos centrale in coppia con Bonera, novità dell'ultim'ora. Il Milan è apparso in difficoltà nell'impostare il gioco d'attacco. Forse per non scoprirsi, vista l'emergenza, la squadra di Ancelotti ha assunto un atteggiamento molto guardingo, lasciando venire avanti la Lazio che ha avuto in Zarate l'uomo più pericoloso, ma anche il più egoista. Dopo un tiro di Jankulovski (deviato) dopo un scambio con Kakà al 7', è stata la Lazio ad andare avanti con maggior frequenza. Meghni ha offerto al 24' una palla all'argentino il cui tiro è stato parato da un Abbiati veramente in palla. Al 35' Zarate ha dato da sinistra a Pandev che ha controllato, si è girato e poi ha tirato fuori. Abbiati un minuto dopo si è dovuto tuffare su Zarate e la deviazione è stata presa da Pandev che ha tirato sull'esterno della rete alla sinistra della porta milanista. Dopo aver fatto sfogare i biancocelesti, il Milan ha colpito al 42', approfittando del movimento errato della difesa della Lazio e del mancato intervento di un assistente che non ha segnalato un offside (difficile da giudicare) di Beckham sull'estrema destra: l'inglese ha messo in mezzo per Pato che ha insaccato da due passi, riscattandosi dopo una prova poco brillante, come del resto quella degli uomini dell'attacco rossonero.

La Lazio ha cercato di reagire, ma in mischia al 44' Siviglia non è riuscito a tirare. E così il Milan al 46' ha raddoppiato con Pato, di testa, imbeccato ancora da Beckham da sinistra. Ma stavolta il fuori gioco, peraltro millimetrico, è stato segnalato. In ogni caso si è visto quanto possa incidere Beckham nel gioco del Milan e quanto pesi Pato, il cui fiuto del gol è spiccato: sono dieci le realizzazioni del piccolo brasiliano. La Lazio, più portata alla fase offensiva, ha dei problemi nel difendere e infatti ha già beccato 34 gol. E' stato infatti all'inizio della ripresa, al 2', che il Milan ha raddoppiato con una punizione del bravissimo Beckham: Ambrosini ha seminato gli ingenui difensori della Lazio ed è andato a insaccare in tuffo di testa da sinistra. La reazione biancoceleste ha portato al 4' a un bel sinistro di Meghni deviato da Abbiati sulla destra. Anche Muslera al 20' ha dovuto impedire in uscita a Kakà di colpire per la terza volta. Rossi ha tirato fuori dal dimenticatoio Simone Inzaghi, accantonando Meghni. I palleggiatori rossoneri hanno cercato di tener palla, poi Pato, solo sulla destra, al 23' si è allungato troppo la palla davanti a Muslera, anche per non aver voluto servire Kakà, solo al centro. In contropiede al 28' Kakà è andato avanti sul centro-destra e ha colpito il palo alla sinistra di Muslera. Simone Inzaghi ha sciupato un'occasione al 32'. Poi un'irrestibile azione Kakà-Seedorf-Kakà sulla sinistra ha permesso al brasiliano di mettere la firma sul terzo gol rossonero. L'apparizione di Shevchenko, nel finale, è stata la classica comparsata per evitare che ci dimenticassimo di lui.