Domenica 1 agosto 1999 - Amsterdam, stadio De Meer - Ajax-Lazio 2-3


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1 agosto 1999 - 5^ Amichevole Precampionato 1999/00 - Torneo Città di Amsterdam

AJAX: Grim, Mokoena (79' Kanu), Van Halst (89' De Cler), Verlaat, Piquè, Gronkjaer (46' Bobson), Winter, Knopper, Witschge, Wamberto, Arveladze (79' Culina). A disp.: Menzo e Lanzaat. All. Wouters.

LAZIO: Marchegiani, Negro, Nesta, Mihajlovic, Favalli (56’ Gottardi), Lombardo, Stankovic (46’ Sensini), Veron, Nedved, S.Inzaghi (46’ Andersson), Boksic (56’ Couto). A disp.: Ballotta, Pinzi, Di Fiordo. All. Eriksson.

Arbitro: Wegereef (Olanda).

Marcatori: 15' Boksic, 20' Mihajlovic (rig), 39' Knopper, 59' K.Andersson, 71' Knopper.

Note: Pancaro, Conceição e Mancini assenti per infortunio, Almeyda, Simeone e Salas non ancora a disposizione. Infortunio a Boksic. Angoli 7 a 3 per la Lazio. Ammoniti al 32' Nesta ed al 69' Van Halst.

Spettatori: 30.000 circa.

Classifica finale: Lazio 12, Santos 9, Ajax 3 e Atletico Madrid 2 in virtù anche degli altri incontri: Ajax- Santos 1-4 e Atletico M.-Santos 0-0 (4-5 dcr).


Sinisa Mihajlovic ed Alessandro Nesta con la Coppa vinta
Alen Boksic in azione
La rete del bomber croato
Sinisa Mihajlovic trasforma il penalty assegnato alla Lazio
Il tiro vincente per la rete che accorcia le distanze
Kennet Andersson porta a tre le marcature biancocelesti
La rete del definitivo 2-3
Sinisa Mihajlovic ed Aron Winter

Il Corriere dello Sport titola: Dopo gli spagnoli, batte l’Ajax e si aggiudica il quadrangolare di Amsterdam tra gli applausi. La Lazio regina d’Olanda. Ed inoltre: Devastante Boksic: gran gol di testa, ispira l’azione del rigore realizzato poi da Mihajlovic e con uno stupendo slalom dà l’assist per Nedved che centra il palo. Andersson firma la terza rete. L’Ajax non si arrende e arriva il raddoppio di Knopper. Nel finale, tacco di Couto forse respinto oltre la linea. Un pari e quattro successi: la squadra biancoceleste sta diventando una macchina inarrestabile. Boksic ha cancellato Anelka. Eriksson: “Se Alen continua così è davvero inutile parlare del francese. Il lavoro di gruppo sta proseguendo molto bene. In attacco non c’è alcun problema ho cinque giocatori di valore assoluto. La difesa ha preso due gol ma senza responsabilità: è un reparto che proprio non mi preoccupa, è uno dei più forti”.


Il Messaggero titola: "Il torneo di Amsterdam alla squadra di Eriksson. Tre gol ai lancieri: Alen, Mihajlovic su rigore e Andersson. Lazio alla Boksic. Trascinati dal croato, i biancocelesti battono anche l’Ajax".

L'articolo prosegue: Signori, la Lazio! Si aggiudica il torneo di Amsterdam, porta a casa il primo trofeo della stagione, e cancella l'onta del 5-0 subito 3 anni fa proprio contro i lancieri. E' una Lazio che già si muove bene, che segna gol a raffica, che diverte, vince e fa spettacolo. Per Eriksson quindi importanti conferme ma anche qualche problema, comunque normale dopo appena tre settimane di lavoro. La sfida con l'Ajax ha il profumo di Coppa ed esalta la voglia dei biancocelesti di battersi al meglio. Nonostante la squadra olandese stia vivendo un periodo di transizione - perché ha ceduto i pezzi migliori e evidenzia limiti tattici notevoli con il tecnico Wooters già sui carboni della contestazione - il banco di prova è comunque probante. Buona soprattutto la prima mezzora, grazie alle accelerazioni ed agli spunti di Boksic tornato, in questo avvio di stagione, prepotente e preciso stoccatore. Riacquistata potenza e fiducia, il croato dimostra sicurezza e personalità, gioca con intelligenza palloni importanti, affonda i colpi e crea spazi, prova persino i numeri per la platea ed appena può va al tiro. Questa volta realizza con un perentorio colpo di testa su cross di Favalli: il terzo in poco più di 2 partite complessive giocate. E' un Boksic trascinatore.

La Lazio gioca in scioltezza cercando e trovando spesso la profondità della manovra. A Nedved non viene accordato un rigore solare, Lombardo tiene bene la fascia destra, Favalli e Nedved presidiano con autorevolezza quella sinistra ed al centro Stankovic assiste Veron in un oscuro ma costante lavoro di filtro, mentre Mihajlovic sventaglia lanci millimetrici che capovolgono in fretta il fronte del gioco. Il raddoppio suggella un periodo di netto predominio: atterrato Inzaghi, tocca a Mihajlovic trasformare il penalty che, questa volta, il signor Wegereef non può esimersi dall'accordare. Sul 2-0 la squadra tira il freno e l'Ajax, punto nell'orgoglio, vuole evitare di ripetere la figuraccia rimediata contro il Santos (4-1). Cresce l'Ajax, si ferma la Lazio che soffre troppo in fase difensiva, soprattutto nei duelli uomo contro uomo. Winter smarca il liberissimo Knopper per il gol del 2-1 ed un minuto dopo l'arbitro annulla ad Arveladze (fuori gioco) la rete del due pari. Marchegiani è chiamato ad un intenso lavoro perché gli olandesi imperversano con tiri da fuori. La Lazio soffre perché a centrocampo è messa male in campo. Desta perplessità soprattutto la posizione di Veron che gioca troppo arretrato, praticamente qualche metro davanti alla difesa, nella zona dove in genere agisce Mihajlovic per preparare i lanci. Veron limita lo spazio al serbo, resta lontano dal settore cruciale del gioco e ritarda la manovra anche per qualche eccesso di leziosità.

In avvio di ripresa Boksic "costringe" all’applauso il pubblico dell’"Arena" con un numero da cineteca: serie infinita di veroniche ai danni Mokoena e passaggio delizioso per Nedved, un vero invito al gol, ma il tiro del ceko si stampa sul palo. La partita si accende, si gioca a tutto campo a buon ritmo e con rapidi capovolgimenti di fronte. E proprio sfruttando un contropiede, Andersson sigla il 3-1. C'è spazio anche lo spettacolo anche perché la Lazio continua a tenere troppo larghe le maglie della difesa. Succede così che nello spazio di un minuto Knopper prima realizza il 3-2 e quindi colpisce la traversa con la retroguardia biancoceleste impietrita. Uscito Boksic, Andersson resta l'unica punta, assistito ora da Veron (che finalmente avanza di qualche metro), ora da Nedved. Il finale dell'incontro muta il canovaccio tattico: Ajax all'attacco e Lazio che preferisce affidarsi a rapide azioni di rimessa. Couto cerca un numero alla Crespo ma il colpo di tacco viene respinto sulla riga da Grim. Finisce con il successo della Lazio per 3-2, tra Santos ed Atletico, successo dei brasiliani ai rigori (0-0).


La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio, che bella coppia. Boksic e Simone Inzaghi sono sempre piu' convincenti come duo di attacco. La squadra di Eriksson ha vinto con merito il trofeo. I movimenti sincronizzati di Boksic e Inzaghi sono stati uno spettacolo. Bello anche il gol di Andersson, innescato da un superbo lancio di Mihajlovic. Nell' Ajax e' emerso Knopper, un gran tiratore".

Continua la "rosea": Chiamate Lazio 3-1 3-2, col prefisso olandese di Amsterdam, vi rispondera' una squadra di consolidato livello internazionale, capace di proporre un calcio piacevole e divertente anche in piena estate, quando si dovrebbe pensare piu' alla preparazione. La squadra di Eriksson e' la stella che brilla nel torneo di Amsterdam e si aggiudica con ampio merito il trofeo battendo anche l'Ajax. Ancora una volta, e' la parte avanzata della Lazio quella che piu' convince. La coppia Boksic-Inzaghi funziona e si propone alla sfida con nomi piu' o meno altisonanti delle altre pretendenti allo scudetto. I movimenti dei due in avanti sono uno spettacolo dentro una partita di per se' piacevole e giocata su discreti ritmi. Alen e Simone hanno voglia di capirsi, per cui se quest' ultimo affonda centralmente l' altro si sposta sulla sinistra e viceversa. Il risultato e' sempre efficace per la squadra che trova punti di riferimento sia per i lanci lunghi (Simone sembra Pippo per la sua voglia di rischiare sempre sul filo del fuorigioco) e anche negli appoggi palla a terra. L' intesa cresce bene, anche se proprio allo scadere del primo tempo Simone ha da ridire su una conclusione del croato e questi gli risponde convinto che il tiro fosse meglio del passaggio: un po' d' egoismo non guasta negli attaccanti. I gol della Lazio nel primo tempo nascono proprio da due bei movimenti della coppia, diversi ma efficaci. Nel primo e' Inzaghi a suggerire il passaggio sulla sinistra, bravo a difendere il pallone e a far blocco per il bel cross teso di Favalli sul quale gioca d' anticipo di testa Boksic con una bella inzuccata dal basso in alto.

Applaude l'Arena, perche' la Lazio e' superiore sul piano del gioco e anche nel semplice possesso palla si nota una certa differenza tecnica, nonostante sull' altra sponda ci sia gente come Winter e Witschge. Passano 10 minuti e la premiata coppia colpisce ancora. Boksic parte palla al piede sulla tre quarti con un nugolo d' avversari addosso, Alen riesce pero' a trovare uno spiraglio per lanciare Inzaghi che si presenta solo davanti al portiere, gli tira addosso ma poi riesce di nuovo con caparbieta' a riprendersi il pallone, cosi' da costringere lo stesso Grim a tirarlo giu' . Il rigore stavolta viene concesso dall' arbitro che prima aveva sorvolato su un' aggancio di Winter su Nedved. L' esecuzione dagli undici metri di Mihajlovic sarebbe imprendibile anche se Blatter istituisse il secondo portiere sul rigore. Nell' elogiare una Lazio ben disposta con Stankovic riproposto con successo da centrale e Lombardo esterno, va detto che quest' Ajax non e' piu' lo squadrone che tremare il mondo fa, degli anni passati. Resta comunque formazione discreta, che mette sotto pressione una Lazio un po' sorniona verso la fine del primo tempo. Qualche buona iniziativa dell' ala Wamberto fino al gran sinistro dal limite di Knopper, appoggiato dall' ex Winter: nulla puo' fare Marchegiani. Il tifo della curva biancorossa infiamma la sfida e per qualche minuto la Lazio perde un po' la bussola (gol annullato per fuorigioco ad Arveladze). Il riposo aiuta a schiarire le idee. Ad inizio ripresa un' altra perla di Boksic, l' ultima prima di lasciare il campo: finte e controfinte che fanno girar la testa al malcapitato Mokoena, poi l' appoggio preciso per Nedved il cui tiro a colpo sicuro incoccia il palo.

In punta di piedi entra in campo Andersson che prima sfiora il gol d' anticipo e poi lo realizza su un lancio di oltre cinquanta metri del solito Mihajlovic. Lo svedese rimane unica punta e a supportarlo c' e' Veron con Couto centrale in mezzo al campo assieme a Sensini. Adattamenti necessari. I pericoli arrivano solo da Knopper che prima di destro azzecca una traiettoria imprendibile e poi, sempre dal limite, di sinistro incoccia la traversa. Il forcing dell' Ajax produce poco mentre su calcio d' angolo e' Couto ad andare vicinissimo al quarto gol. O forse il gol c' e' proprio, ma poco importa: la sostanza non cambierebbe. La superiorita' della Lazio e' ineccepibile.


Tratte dal Messagero, alcune dichiarazioni post-gara:

«Questo Boksic non ci farà rimpiangere di aver perso Anelka. Il croato è tornato a giocare ad alti livelli e cresce di partita in partita, veramente una pedina importante nella nuova Lazio. E' stata la nota più sorprendente e positiva di questo inizio di stagione. Con cinque attaccanti e con Alen in queste condizioni, siamo coperti bene anche nel reparto avanzato». Sven Goran Eriksson saluta così il ritorno del campione croato sulla scena europea da grande protagonista e brinda al primo trofeo della stagione conquistato nel torneo di Amsterdam. «Ho apprezzato lo spirito con cui la squadra ha affrontato questo torneo, in tutti ho visto una grande voglia di vincerlo. Battere l'Ajax sul proprio campo rappresenta sempre un risultato di prestigio». Una Lazio che esce alla grande dal ciclo di partite ravvicinate contro avversari di buon livello tecnico. Nel quadrangolare olandese ha realizzato 6 reti in 2 gare, a conferma di un potenziale di tutto rispetto. «Sì, sono soddisfatto per come sta procedendo il ritiro, la condizione cresce, il gioco migliora, arrivano i gol».

Cifre importanti: 4 successi ed un pareggio nell'esordio di Goterborg con pochissimi allenamenti nelle gambe. «Stiamo lavorando bene ma la strada è ancora lunga. E' vero che abbiamo avuto sempre riscontri positivi nelle gare effettuate fino ad oggi però dobbiamo crescere. Contro l'Ajax abbiamo giocato un buon football, nonostante fossimo stanchi per le doppie sedute di allenamento, il grado complessivo di forma è senza dubbio discreto». Eriksson difende a spada tratta anche la prova della difesa, che ha sofferto contro gli olandesi. «Il reparto rappresenta una garanzia per noi, piano piano le cose funzioneranno sempre meglio. No, la difesa non mi preoccupa». Veniamo alla posizione di Veron, forse troppo arretrata, soprattutto nel primo tempo. Sorride il tecnico, non ha voglia di approfondire i temi tattici subito dopo la vittoria. «Va bene così». E' chiaro che il centrocampo dovrà trovare ancora un assetto definitivo e questo potrà accadere soltanto quando saranno disponibili anche Almeyda e Simeone, che dovranno supportare con maggiore continuità il gioco di Veron sul quale Eriksson farà ruotare tutta la squadra. Problemi per Conceicao, che si è stirato contro l'Atletico Madrid.

Il portoghese, reduce da un problema muscolare, è stato rimandato in campo troppo in fretta e senza le dovute precauzioni, tanto che ha subito una ricaduta dopo pochi minuti di gioco. Conceicao, che oggi effettuerà un'ecografia, rischia di star fermo un mese, la speranza è di riaverlo disponibile per la Supercoppa a Montecarlo. Praticamente si è ripetuta la stessa situazione della scorsa stagione quando il centrocampista accusò due guai muscolari nel periodo di ritiro che lo costrinsero ad una partenza ad handicap. In Spagna potrebbero tornare abili Pancaro e Mancini, ancora in dubbio Almeyda. Da oggi fino a giovedì la Lazio si trasferirà nel ritiro d Hoenderloo, a 100 chilometri dalla capitale ed a 20 da Harleem. Un centro ideato e voluto da Van Gaal qualche anno fa e che fino all'altro giorno ha ospitato il Barcellona.


Dalla Gazzetta dello Sport:

"Questo Boksic fa si' che non abbiamo nulla da rimpiangere su Anelka". Alla quinta convincente prova dell' attaccante croato, il tecnico Eriksson elimina condizionali e formule dubitative. Dopo questo torneo di Amsterdam Alen Boksic e' di nuovo una certezza della Lazio del Duemila. Accanto a lui cresce bene Simone Inzaghi: "Insieme hanno giocato bene - sottolinea Eriksson -, ma anche Andersson ha fatto bene nel secondo tempo. Sono soddisfatto, perche' anche se e' affiorata un po' di stanchezza la squadra ha affrontato con la giusta mentalita' questo torneo, vincendolo proprio come c' eravamo prefissi". L' allenatore e' convinto di essere sulla strada buona in quanto a preparazione, nonostante le troppe partite: "La squadra cresce bene. Mi dispiace che ancora manchino Salas e Simeone, speriamo che presto possano riprendere a pieno ritmo anche Almeyda e Pancaro, ma tutto procede abbastanza bene, senza grandi intoppi e con entusiasmo".

Intanto, stamane tutta la comitiva laziale si sposta a un centinaio di chilometri dalla capitale olandese nel centro sportivo di Honderloo, uno dei piu' moderni d' Europa. Qui la Lazio si allenera' fino a mercoledi' . Giovedi' mattina il gruppo partira' con un volo charter per Cadice, in Spagna, dove il 6 e 7 giochera' il trofeo Carranza (contro Betis Siviglia, Cadice e Vasco da Gama) prima di rientrare a Roma. Oltre ad Almeyda e Pancaro, che svolgeranno un lavoro differenziato, restera' fermo il portoghese Sergio Conceicao, che oggi fara' una nuova ecografia alla coscia infortunata. In ripresa invece Roberto Mancini, che ha saltato questo torneo di Amsterdam.