Domenica 20 aprile 2008 - Catania, stadio Angelo Massimino - Catania-Lazio 1-0


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20 aprile 2008 - 3.283 - Campionato di Serie A 2007/08 - XXXIV giornata - inizio ore 15.00

CATANIA: Polito, Sardo, Silvestre, Stovini, Sabato, Izco, Biagianti, Tedesco (71' Baiocco), Vargas, Mascara (76' Colucci), Spinesi (84' Martinez). A disposizione: G.Rossi, Silvestri, Edusei, Morimoto. Allenatore: Zenga.

LAZIO: Ballotta, Zauri, Rozehnal, Cribari, Kolarov, Dabo, Ledesma, Mutarelli, Meghni (46' De Silvestri), Bianchi (52' Pandev), Rocchi (78' Tare). A disposizione: Muslera, Radu, Mudingayi, Mauri. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Celi (Campobasso) - Assistenti Sigg. Stefani e Faverani - Quarto uomo Sig. Girardi.

Marcatori: 34' Spinesi (rig).

Note: espulso al 33' Zauri per somma di ammonizioni, la seconda per comportamento scorretto, ed al 58' Dabo per comportamento ingiurioso nei confronti dell'arbitro. Ammoniti al 32' Zauri per comportamento non regolamentare; al 58' Dabo, al 64' Sardo, al 67' Ledesma, al 77' Kolarov, tutti per comportamento scorretto. Calci d'angolo: 5-2. Falli commessi: 20-18. Tiri in porta 5-1. Tiri fuori 6-3. Fuorigioco 4-2. Il Catania ha colpito due pali. Recuperi: 0' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 16.000.


Il calcio di rigore trasformato dagli etnei
Aleksandar Kolarov in azione
Tommaso Rocchi tenta la via della rete
Igli Tare in un momento dell'incontro
Ousmane Dabo in un fotogramma della gara

Pur giocando contro una Lazio ridotta in nove uomini per gran parte del secondo tempo, il Catania fa soffrire i propri tifosi fino all'ultimo e vince al "Massimino" solo grazie a un calcio di rigore di Spinesi. Tre punti fondamentali, comunque, per gli etnei che ora guardano con maggiore fiducia alla lotta per non retrocedere. Match sempre condotto dagli uomini di Zenga e Lazio mai pericolosa, ma Vargas e compagni sprecano tante occasioni da gol che avrebbero potuto mettere in salvo il risultato risparmiando palpitazioni al pubblico etneo. Zenga ripropone Vargas come esterno di centrocampo e sceglie Mascara e Spinesi nel ruolo di punte del suo 4-4-2. Qualche novità nello schieramento biancoceleste: Rossi opta per il 4-3-1-2, con Meghni nel ruolo di fantasista dietro le due punte che sono Rocchi e Bianchi. Pandev si accomoda in panchina. Partenza a mille per i siciliani, che nel giro di 60 secondi colgono due traverse: la prima con una tiro da fuori di Sardo e la seconda con una botta da 30 metri di Tedesco. Gli uomini di Rossi vedono spuntare maglie rossazzurre da tutte le parti e ci mettono un po' prima di registrarsi in difesa.

Al 12' Vargas si beve mezza difesa laziale e mette al centro un pallone per Mascara che in solitudine spreca tirando alto da buona posizione. La prima vera occasione di marca laziale arriva al 18', con un piattone di Meghni che finisce di poco a lato. Calano i ritmi ma le occasioni per il Catania continuano a manifestarsi: al 23' uno spiovente in area trova Tedesco che colpisce a botta sicura, ma Ballotta compie il miracolo. Nulla può, invece, il portiere biancoceleste sul rigore calciato da Spinesi al 34' e concesso per un fallo da ultimo uomo di Zauri su Mascara. Nell'occasione Celi opta per l'espulsione diretta del capitano laziale per aver ostacolato una chiara occasione da gol. I più si aspetterebbero a questo punto una reazione della Lazio, ma gli uomini di Delio Rossi restano nel loro torpore fino all'intervallo. Al ritorno in campo Delio Rossi inserisce De Silvestri e Pandev per gli evanescenti Meghni e Bianchi, ma il canovaccio della gara è sempre il solito: Catania in avanti e Lazio ripiegata in difesa.

Al 13' la situazione già difficile per la Lazio si fa drammatica: Dabo viene ammonito per un fallo a centrocampo e forse una parola in più nei confronti di Celi gli costa il secondo giallo. Gli uomini di Zenga sono praticamente padroni del rettangolo di gioco ma non riescono a piazzare il colpo del ko. Gli uomini di Zenga continuano a sprecare, come con Spinesi al 33' che sceglie la soluzione personale anzi servire i liberissimi Vargas e Colucci. Al 35' Pandev avrebbe l'occasione buona, ma il macedone dopo aver fatto tutto bene spreca tirando debolmente a lato. Il film resta uguale fino allo scadere: Catania che spreca in tutti i modi possibili e immaginabili, Lazio inerme e che forse non è mai scesa al "Massimino".


La Gazzetta dello Sport titola: "Al Catania basta il solito Spinesi. Un rigore piega la Lazio che chiude in 9: secondo successo in casa per Zenga, salvezza più vicina".

Continua la "rosea": La Lazio fa da sparring-partner, ma il Catania fatica parecchio a conquistare tre punti fondamentali per la salvezza. Ora a +5 dalla zona calda i siciliani possono respirare. Per capire la difficoltà etnea bastava seguire la gestualità in panca di Walter Zenga, specie nel secondo tempo: alla ricerca con le mani della chioma che fu. Alla fine il tecnico è stremato e gioisce per questo 2 su 2 nelle gare interne e difende il suo gruppo sottolineando che scendere in campo "non è come giocare alla play-station". Meno soddisfatto il collega Delio Rossi, contrariato dall'approccio alla gara dei suoi. Per assurdo le cose migliori la Lazio le ha mostrate in nove contro undici. Le diverse motivazioni fanno la differenza. E dopo soli 3' il Catania ha già colpito due volte la traversa con un tiro di Sardo deviato malamente dal portiere e un altro di Tedesco che Ballotta guarda da spettatore. La partenza è ottima, non altrettanto la mira e così per far gol il Catania deve attendere un rigore, giustamente concesso da Celi per una spinta a Mascara di Zauri, che è anche inevitabilmente ammonito e per cumulo di gialli lascia in 10 i suoi. Spinesi realizza, il Catania ha in pugno la gara, ma il risultato rimane bloccato. A inizio ripresa, poi, Dabo non trattiene un "vaffa" con l'arbitro che, dopo averlo ammonito, lo espelle direttamente.

Provvedimento accettato in casa Lazio, non senza qualche recriminazione dopo il caso Totti-Rizzoli di una settimana fa: resta il problema del metro generale. Un dato è preoccupante per Rossi: 11 rossi in 34 gare, troppi. Piuttosto i biancocelesti trovano una reazione, pressando meglio specie in mediana dove Ledesma e il sacrificio di Mutarelli riescono a tenere alto il baricentro, anche perché il Catania rincula paurosamente. È lì davanti però che non trovano la porta. E quando Pandev a 10 dalla fine riesce a smarcarsi in area ma tira malamente, il sospiro di sollievo del pubblico catanese diventa urlo. In più, proprio il comportamento della maggior parte del Cibali merita un applauso: per la presa di posizione netta contro i violenti. Il Catania in definitiva concede un po' troppo. Zenga sa che deve lavorare soprattutto sulla testa dei suoi, che nei secondi tempi cominciano a farsi prendere troppo dalle ansie. Ma con questo distacco forse si può pensare a Udine di conquistare almeno un punto per smuovere il peggior bottino esterno della serie A: 6 punti.