Domenica 21 ottobre 2007 - Livorno, stadio Armando Picchi - Livorno-Lazio 0-1


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21 ottobre 2007 - 3.248 - Campionato di Serie A 2007/08 - VIII giornata - inizio ore 15.00

LIVORNO: Amelia, Rezaei, Grandoni, Galante, Alvarez (56' Diamanti), Pulzetti, Giannichedda (40' E.Filippini), Loviso, Pasquale, Tavano, Rossini (65' Bogdani). A disposizione: De Lucia, Knezevic, Pavan, Dhorasoo. Allenatore: Camolese.

LAZIO: Ballotta, Stendardo, Zauri, Siviglia, Firmani, Mutarelli, Baronio, Behrami, Mauri (26' Meghni, 76' Manfredini), Rocchi (83' Makinwa), Pandev. A disposizione: Muslera, Kolarov, Scaloni, Vignaroli. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Celi (Campobasso) - Assistenti Sigg. S.Ayroldi e Lanciano - Quarto uomo Sig. Gervasoni.

Marcatori: 49' Pandev.

Note: giornata ventosa, campo in ottime condizioni. Espulso al 67' il massaggiatore del Livorno per proteste, al 69' Firmani per somma di ammonizioni. Ammoniti: Rossini, Pandev, Zauri, Firmani, Rezaei, Mutarelli, Loviso. Angoli: 10-3 per la Lazio. Recuperi: 4' p.t., 3' s.t.

Spettatori: paganti 2.142 per un incasso di 28.715 euro, abbonati 5.876 per una quota di 86.124,21 euro.


Goran Pandev scocca il tiro che, deviato, finirà in fondo alla rete
Il macedone festeggiato dai compagni
Esultanza biancoceleste
Fabio Firmani festeggia Goran Pandev
Goran Pandev in un momento dell'incontro
Roberto Baronio
Sebastiano Siviglia contrasta un avversario
Mourad Meghni
Tommaso Rocchi ed Emanuele Filippini in azione

Per la Lazio arriva la prima vittoria lontano dall'Olimpico, per il Livorno debutto amaro di Camolese, ex dell'incontro, sulla panchina amaranto. E' un gol di Pandev nel recupero del primo tempo a decidere la gara che nell'insieme offre poche emozioni. I padroni di casa, schierati da Camolese con il 3-5-2 (Tavano-Rossini in attacco), sembrano impauriti e la Lazio ne approfitta per impadronirsi degli spazi. Uno dei più attivi nel 3-4-1-2 dei biancocelesti è Rocchi, che al 3' colpisce di testa su calcio d'angolo, mandando alto, e sei minuti dopo su assist di Baronio prova la conclusione a rete, che però è deviata in corner. Il Livorno prova invano a sfruttare le ripartenze in contropiede, ma sono sempre i laziali a rendersi pericolosi. Al 23' Mauri, su assist di Pandev, ci prova con una girata in area che però non preoccupa il portiere amaranto Amelia. Al 26' lo stesso Mauri deve uscire per un guaio muscolare e al suo posto Rossi inserisce Meghni. Al 28' Mutarelli tenta una conclusione che finisce fuori di poco, il Livorno reagisce al 34' con una mischia nell'area biancoceleste. Al 40' Camolese sostituisce Giannichedda con Emamuele Filippini, altri due ex dell'incontro.

All'ultimo minuto di recupero arriva il gol laziale: triangolo Rocchi-Pandev, conclusione dal limite dell'area della punta macedone e Amelia battuto dopo una leggera ma determinante deviazione di Rezaei. Nella ripresa il copione della gara non cambia. Al 7' Pandev mette in subbuglio la difesa amaranto che si salva in extremis. I padroni di casa non riescono a imbastire un'azione offensiva degna di questo nome e paradossalmente sono i biancocelesti in alcune circostanze a sbilanciarsi, pur senza esporsi mai troppo. Al 12' Camolese inserisce Diamanti al posto di Alvarez sperando di dare maggiore lucidità alla manovra d'attacco ma due minuti dopo è la Lazio che va vicina al raddoppio con una splendida punizione di Baronio sulla quale Amelia si supera. Per il Livorno c'è anche la contestazione degli ultrà della curva amaranto, che prendono di mira soprattutto il presidente Aldo Spinelli. Al 17' gli ospiti restano in 10 per l'espulsione di Firmani (doppio cartellino giallo). In superiorità numerica i toscani prendono coraggio, ma al 35' è ancora Pandev a rendersi pericoloso, con un'azione personale conclusa da un tiro che chiama Amelia a un grande intervento. La risposta livornese arriva al 36' con Pulzetti, ma Ballotta è attento. Un minuto dopo un diagonale di Diamanti finisce sull'esterno della rete. Al 39' ancora "nonno" Ballotta si supera per deviare un tiro-cross di Pasquale. Finalmente si vede un Livorno intraprendente, ma è troppo tardi, la Lazio amministra bene il vantaggio e porta a casa i tre punti, lasciando il Livorno ultimo in classifica.


La Gazzetta dello Sport titola: "Pandev-gol, a Livorno caos totale. La Lazio vince e si rilancia. La cura Camolese non serve e tifosi toscani si scatenano: squadra assediata e in punizione".

Continua "la rosea": Il dopo rischia di essere peggio del prima: duecento tifosi del Livorno che invadono il prato dello stadio e premono sui cancelli dello spogliatoio, il presidente livornese Spinelli che spedisce tutti in ritiro e congela gli stipendi, il suo collega Lotito che litiga in diretta tv con un giornalista Mediaset. Poi, torna la calma: Lotito se ne va, i tifosi del Livorno parlano con Giannichedda, Galante, Amelia e Grandoni, gli stessi giocatori del Livorno accettano senza fiatare la punizione del ritiro. Resta la partita: brutta. Resta la vittoria per la Lazio: santa e benedetta, è un bel salto nel centroclassifica. Resta il disastro del Livorno: sempre più ultimo e con una sfilza di numeri negativi da far paura. Nell'ordine: quarta sconfitta di fila, attacco a secco da quattro partite, batosta con la Lazio in casa dopo 36 anni rispetto alla serie B (0-1 il 5 dicembre 1971) e addirittura dopo 68 in A (2-3 il 19 febbraio 1939). Erano i tempi dell'Italia di Mussolini, l'ultima volta che la Lazio fece festa in serie A quassù. E il Duce ieri è stato inneggiato dai curvaroli biancocelesti, con immediata risposta "rossa" da parte di quelli livornesi. Ma stavolta, vivaddio, non ci sono stati né scontri, né saluti romani, né pugni al vento. Tutto tranquillo fuori e noia mortale in campo, dove la Lazio ha vinto quasi per inerzia. Il gol di Pandev, al 49' del primo tempo, è lo spot della gara. Triangolo veloce del macedone con Rocchi, sinistro in corsa, pallone deviato dal piede destro di Rezaei, Amelia sorpreso dalla carambola.

La Lazio, che dopo 24 minuti perde Mauri (sospetto stiramento) e schiera un centrocampo pieno di riserve - Baronio e Firmani dal primo minuto - controlla la partita senza problemi. Ballotta, in porta, rischia il raffreddore: il primo tiro arriverà solo a dieci minuti dalla fine. Behrami e Zauri difendono il fortino. Baronio gioca con dignità. Pandev, da solo, manda in tilt la difesa del Livorno. In teoria, la Lazio del 4-3-1-2 dovrebbe soffrire a centrocampo, contro una squadra che schiera 5 uomini a metà campo. L'intelligenza tattica di Mutarelli, lo spirito di sacrificio di Baronio e la pochezza del Livorno consegnano invece le chiavi della gara alla squadra di Rossi. Solo Rocchi è perduto nei suoi pensieri: combina poco. La Lazio sfiora il 2-0 con Baronio su punizione, poi con Pandev a dieci minuti dalla fine, nonostante l'inferiorità numerica per l'espulsione di Firmani: un guizzo di Amelia nega il raddoppio al macedone. Il Livorno è un disastro. Gioca peggio rispetto a Catania, quando in panchina c'era ancora Orsi. Il primo tiro scagliato contro la porta di Ballotta arriva solo al 27' della ripresa. Il pallone, calciato da Diamanti, finisce in curva. La prima parata di Ballotta arriva al 36', su rasoterra di Pulzetti. Il Livorno è un pianto in attacco, fragile e ingenuo a centrocampo, lento in difesa. Camolese parla di squadra giù atleticamente e tatticamente. Vero, ma ci sono anche enormi limiti tecnici e caratteriali: il Livorno non lotta, non ha fame, non ha rabbia. Ci vuole molta immaginazione per credere che un maxiritiro e il congelamento degli stipendi possano risolvere i problemi.