Domenica 22 Febbraio 2009 - Lecce, stadio Via del Mare - Lecce-Lazio 0-2


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22 febbraio 2009 - 3.317 - Campionato di Serie A 2008/09 - XXV giornata - inizio ore 15.00

LECCE: Benussi, Polenghi (50' Basta), Stendardo, Fabiano, Giuliatto (68' Munari), Caserta, Edinho, Ariatti, Giacomazzi (46' Vives), Cacia, Tiribocchi. A disposizione: Petrachi, Zanchetta, A.Esposito, Papadopoulos. Allenatore: Beretta.

LAZIO: Muslera, Lichtsteiner, Siviglia, Cribari, Kolarov, Brocchi, Ledesma, Matuzalem (46' Dabo), Pandev, Foggia, Zarate (73' Rocchi). A disposizione: Carrizo, Radu, Rozehnal, De Silvestri, Manfredini. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Gervasoni (Mantova) - Assistenti Sigg. Manganelli e Chiocchi.

Marcatori: 10' Foggia, 51' Kolarov.

Note: giornata poco nuvolosa, terreno in buone condizioni. Ammoniti Edinho, Siviglia, Brocchi, Ledesma. Angoli 5-4 per il Lecce. Prima della gara è stato osservato un minuto di silenzio per commemorare la morte del giornalista della Gazzetta dello Sport Candido Cannavò sopraggiunta in mattinata. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 7.118 per un incasso di € 97.669,00.


La rete di Pasquale Foggia per il vantaggio biancoceleste
Aleksandar Kolarov scocca un potente tiro...
... e la sfera si insacca sotto il "sette" opposto
Il serbo festeggia la rete
Stephan Lichtsteiner baluardo difensivo
Goran Pandev
Cristian Brocchi in primo piano, Stephan Lichtsteiner dietro
Il palo colpito dopo 20 secondi da Cacia

La Lazio torna al successo dopo sei turni di Campionato (l'ultima volta era accaduto ad inizio gennaio ai danni della Reggina) ed è una vittoria meritata. Gli uomini di Delio Rossi battono il Lecce in trasferta giocando una buona gara dove l'allenatore biancoceleste recupera a centrocampo Ledesma e ripropone la coppia d'attacco Pandev-Zarate supportata da Foggia. Prima della partita viene osservato un minuto di silenzio per commemorare la scomparsa, avvenuta nella mattinata, dello storico Direttore della Gazzetta dello Sport Candido Cannavò che in settimana aveva accusato un malore proprio nella sede della "Rosea".

L'inizio della gara sembra favorevole ai salentini che, dopo soli 23 secondi, colpiscono un palo con Cacia, abile a farsi trovare pronto dopo un assist di Caserta. La Lazio reagisce poco più avanti quando, all'ottavo minuto, Zarate, dopo aver scartato alcuni avversari, porge la sfera a Pandev che prontamente la restituisce all'argentino il quale, centralmente da fuori area, scocca un tiro che si infrange sulla traversa con Benussi battuto. Dopo neanche due minuti i biancocelesti passano però in vantaggio. Ledesma è abile a sfruttare un corridoio per Lichtsteiner che, dalla fascia destra, rimette verso l'area giallorossa dove Foggia, al volo di sinistro, scaglia un tiro che è deviato da Stendardo alle spalle del proprio portiere che può solo smanacciare la sfera ma non impedire alla stessa di concludere la corsa in fondo alla rete.

Il vantaggio acquisito consente quindi alla Lazio di giocare con tranquillità: la manovra, infatti, è costantemente nei piedi dei giocatori biancocelesti, anche perché il Lecce non riesce a creare gioco e tenta di sfondare solo per vie centrali imbattendosi nella attenta retroguardia laziale che rischia comunque il pareggio quando permette a Tiribocchi di girarsi in piena area di rigore e colpire nuovamente il legno a Muslera battuto. Le punte laziali, grazie alle giocate in velocità ed alle discese sulla fascia di Lichtsteiner (che vince il duello con il dirimpettaio Giuliatto), sono costantemente pericolose per la retroguardia salentina. Tuttavia grazie all'imprecisione degli attaccanti biancocelesti, la prima frazione di gioco si chiude con una sola rete di vantaggio per gli ospiti anche perché viene ingiustamente annullata una rete di testa di Pandev per un fuorigioco che le immagini della moviola in tv dimostreranno di non esserci.

La ripresa vede subito il Lecce cercare di rimontare il risultato negativo ma Kolarov, dopo soli sei minuti, fugge sulla fascia sinistra, scambia la palla con un compagno dettando la triangolazione e scocca un potente tiro che si insacca sull'incrocio dei pali opposto. Il Lecce accusa a questo punto il colpo e cerca di reagire prima con Cacia che colpisce di testa dando l'impressione della rete, poi con Ariatti che coglie il terzo legno per i salentini con un potente tiro da fuori area. Il Lecce però si spegne anche grazie alla disposizione tattica della Lazio che contiene le flebili velleità di rimonta giallorossa anche a causa dell'incapacità di trovare un'alternativa al gioco per vie centrali. Negli ultimi minuti Cacia si infortuna e lascia i compagni in dieci ma nulla cambia sino al fischio finale di Gervasoni che vede il pubblico locale contestare i propri beniamini mentre per la Lazio questa vittoria offre una boccata di ossigeno per la corsa ad un posto valido alle qualificazioni Uefa.


La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio da applausi, Lecce resta al palo. Le gemme di Foggia e Kolarov valgono l'Uefa. Tre legni per i salentini che confermano Beretta".

Continua la "rosea": Una crisi finisce, un'altra esplode. Lo 0-2 del Via del Mare sancisce una doppia svolta. Positiva per la Lazio, che interrompe un digiuno che durava da 40 giorni e rivede la zona Uefa. Negativa per il Lecce che perde la 3a gara di fila e sprofonda in zona retrocessione (ma Beretta non rischia, parola di Semeraro). La chiave è nella qualità. Che alla Lazio non manca, nonostante spesso se ne dimentichi. Il Lecce, invece, fatica a trovarla. Così tra due squadre col freno a mano tirato prevale quella che, sia pur a intermittenza, qualcosa di buono riesce a produrre. Come in occasione del gol che sblocca la partita, con Foggia che capitalizza al meglio (grazie anche alla deviazione di Stendardo) una bella combinazione Ledesma-Lichtsteiner. E come quando Kolarov fa svegliare da un lungo letargo (non segnava da un anno) il suo sinistro-laser. Volendo, si può aggiungere il gol annullato per fuorigioco a Pandev (era regolare) sullo 0-1. E la traversa di Zarate sullo 0-0.

Al di là degli episodi-chiave, è una Lazio che risorge grazie a una copertura del campo migliore. Rossi corregge il 4-3-3 abituale in un 4-4-2...e mezzo. Foggia, migliore in campo, fa il quarto centrocampista in fase di non possesso e il terzo attaccante quando la palla ce l'ha la Lazio. Una quadratura del cerchio ottenuta anche attraverso sacrifici importanti, come quello di Rocchi che dà il cambio a Zarate. Lecce sfortunato e abulico, la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. E colpisce soprattutto quando le cose già vanno male. Il Lecce fa scena muta per quasi tutta la gara, per colpa soprattutto di un centrocampo che fa poco filtro e che costruisce ancor meno. Eppure colpisce ben tre pali. Il primo in apertura di gara sullo 0-0 (Cacia), il secondo alla mezzora sullo 0-1 (Tiribocchi), il terzo (Ariatti) sullo 0-2 quando mancano ancora una decina di minuti al termine. Inutile sottolineare che se almeno uno di questi legni (soprattutto i primi due) si fosse trasformato in gol per i salentini sarebbe stata tutta un'altra partita.


La Repubblica titola: "La Lazio affonda il Lecce. Kolarov, gol gioiello".

L'articolo prosegue: Un grandissimo gol di Kolarov, un'ottima prestazione di Foggia e un pizzico di fortuna (tre pali del Lecce contro la traversa di Zarate) permettono alla Lazio di vincere meritatamente e risalire sul treno Uefa. Il Lecce perde invece la terza partita consecutiva, scivola al terzultimo posto e conferma un'inquietante serie negativa in casa: i salentini non vincono davanti ai propri tifosi (ieri c'erano soltanto 1.100 paganti) dal 28 settembre. Eppure sembrava la giornata giusta: trascorsi 40 secondi, Cacia colpisce a botta sicura davanti a Muslera, lo stadio grida al gol ma è soltanto il primo palo della partita. La Lazio risponde subito con i tre davanti che si cercano, Foggia che dimostra subito di essere in palla e Zarate che dribbla, inventa ma si guarda bene dal passare un pallone. Lo fa anche al settimo minuto inventando però un folle e splendido tiro da trenta metri che sbatte contro la traversa. Rossi si dispera ma esulterà poco dopo: Ledesma è bravo ad allargare su Lichtsteiner, cross e tiro al volo di Foggia, Benussi è battuto, complice anche a una deviazione di Stendardo. Uno a zero per la Lazio. Il Lecce è tramortito, bloccato, l'unico che prova a opporre resistenza è il brasiliano Edinho. Non basta. Tanto che la Lazio dopo qualche minuto raddoppia con Pandev, ma il gol è (ingiustamente) annullato per fuorigioco.

La partita è bella, bravissimo Foggia mentre Zarate diverte e spreca. Il Lecce potrebbe approfittarne alla mezzora con Tiribocchi che, spalle alla porta, protegge un buon pallone: ma è ancora una volta palo. Nella ripresa arriva il secondo gol. Al sesto Kolarov raccoglie una palla innocua e con il sinistro tratteggia un diagonale alto che parte da trenta metri e finisce forte e preciso all'incrocio dei pali. La partita finirà in quel momento. Dopo ci sarà spazio soltanto per un palo di Ariatti e qualche occasione sprecata della Lazio. "Bella partita ma potevamo anche fare di più" dice Delio Rossi prima di commentare le voci sul suo futuro. "Io rimarrei a vita ma vedremo: oggi il mio contratto è l'ultimo dei problemi". Più teso Beretta, bacchettato anche dal presidente Giovanni Semeraro poco convinto dal rombo a centrocampo: "Pessima prestazione - ammette l'allenatore - Le partite in casa con i fischi dei nostri tifosi stanno diventando un problema".