Domenica 22 maggio 2011 - Lecce, stadio Via del Mare - Lecce-Lazio 2-4


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22 maggio 2011 - 3.423 - Campionato di Serie A 2010/11 - XXXVIII giornata - inizio ore 20.45

LECCE: Benassi, Donati, Giacomazzi, Giuliatto, Brivio, Munari, Vives, Coppola, Mesbah (50' Corvia), Piatti (51' Chevanton), Di Michele (54' Rosati). A disposizione: Fabiano, Grossmuller, Jeda, Rispoli. Allenatore: De Canio.

LAZIO: Muslera, Lichtsteiner (84' Scaloni), Biava, Dias, Garrido, Brocchi, Ledesma, Mauri, Hernanes (46' Gonzalez), Zarate, Rocchi (64' Floccari). A disposizione: Berni, Stendardo, Sculli, Kozak. Allenatore: Reja.

Arbitro: Sig. Rocchi (Firenze) - Assistenti Sigg. Ghiandai e Giordano - Quarto uomo Sig. Damato.

Marcatori: 7' Rocchi, 33' Coppola, 35' Zarate, 41' Piatti, 55' Zarate (rig), 62' Vives (autorete).

Note: espulso al 52' Benassi per gioco scorretto. Ammonito Coppola per proteste. Recuperi: 2' p.t., 2' s.t. Esordio in serie A per il portiere delle Lecce Massimiliano Benassi.

Spettatori: 19.000 circa.


Tommaso Rocchi porta in vantaggio i biancocelesti
Il penalty trasformato da Mauro Zarate
Zarate festeggiato a Brocchi e Mauri dopo il gol
L'autorete di Vives che porta la Lazio sul 2-4
Un'occasionissima per Maurito: sarà però esterno della rete
L'esultanza del bomber veneziano
Giuseppe Biava in azione
Hernanes
Tommaso Rocchi tenta la via della rete
Maurito Zarate impreca alla malasorte: il suo tocco è finito sul palo
Esultanza biancoceleste
Un'occasione d'oro per Tommaso Rocchi: un difensore salentino salverà però sulla linea di porta
Mauro Zarate al tiro

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio, niente Champions. Ma gol e spettacolo a Lecce. La squadra di Reja vince, segna e diverte contro un avversario deciso a ben figurare davanti al proprio pubblico in festa per la salvezza. Sblocca un ritrovato Rocchi, risponde Coppola. Lazio ancora avanti con Zarate ma c'è la replica di Piatti. Poi nella ripresa l'espulsione di Benassi e i laziali che dilagano ancora con l'argentino e con un'autorete di Vives".

Continua la "rosea": Quello che doveva fare, la Lazio l'ha fatto. Ha attaccato, ha segnato ha vinto. E ha anche divertito, perché di fronte aveva un Lecce per nulla disposto a fare da sparring partner, visto che ricopriva a casa sua il ruolo di festeggiato. Alla fine è solo Europa League per i laziali, ma c'è comunque una bella vittoria che corona una stagione positiva. Si parte, e sono subito fuochi d'artificio. La Lazio cerca il gol della speranza Champions, e lo trova dopo pochi minuti. Spetta ovviamente a Rocchi il ruolo del trascinatore, ed è proprio il centravanti a mettere dentro il diagonale giusto. Dall'altra parte però il Lecce deve salutare il suo pubblico come si deve, e a perdere non ci sta. Così la partita si fa appassionante, perché i giallorossi attaccano a testa bassa creando affanno in area laziale, ma aprendo contemporaneamente spazi per il contropiede a gente che si chiama Zarate, Mauri, Rocchi... Fioccano inevitabilmente le occasioni e i gol. La Lazio prende un palo con Zarate, ma poi Vives imbecca Coppola che inventa un pallonetto al volo da destra che beffa Muslera: 1-1. Zarate si rifà poco dopo, perché Rocchi, sul filo del fuorigioco (ma in posizione regolare) gli fa da sponda e lo manda in gol. Ma nel finale di tempo c'è una respinta corta della difesa laziale che non fa i conti con Piatti, in agguato sulla sinistra, diagonale preciso sul secondo palo: 2-2.

Si riparte con Reja che toglie un Hernanes in difficoltà a tenere il passo degli altri: entra Gonzalez. Poi si riparte con la girandola delle occasioni: Zarate dribbla il portiere ma mette sull'esterno della rete, e dall'altra parte Corvia e Munari in rapidissima successione si ritrovano la palla buona a pochi metri dalla porta ma graziano Muslera. Poi al 7' arriva la svolta, perché nell'anarchia tattica che ormai regna nella partita rendendola divertente, tocca a Rocchi presentarsi solo davanti a Benassi (cosa fa Giuliatto?) che può solo placcarlo: rigore e rosso. Entra Rosati, se ne va Di Michele e siccome De Canio si è già giocato gli altri due cambi (inserendo Chevanton e Corvia) il Lecce si deve arrangiare: lo farà con generosità, sfiorando anche il gol, ma ormai la piega della gara è un'altra. Zarate si fa perdonare l'errore precedente (il rigore calciato in pessimo modo ad Udine - n.d.a.LW) trasformando il rigore, poi è ancora l'argentino a battere il corner su cui Vives tocca al volo malamente deviando nella sua porta. E' lì che finisce il divertimento: la Lazio sa che quanto doveva fare l'ha fatto, non resta che aspettare il risultato di Udine. E lo fa palleggiando come in un torello sul campo di allenamento. Ma dal Friuli nessuna buona nuova.


Il Messaggero titola: "Lazio beffata dalla differenza reti. Europa League anche per la Roma. L'Udinese fa 0-0 col Milan e vanifica il 4-2 a Lecce".

Continua il quotidiano romano: Quinto e sesto posto per le due romane alla fine del campionato 2010-2011. Sarà Europa League per Lazio e Roma, con i giallorossi già in campo a fine luglio per i preliminari. Non è servita la vittoria di Lecce alla truppa di Reja, stante lo 0-0 tra Udinese e Milan (unica partita a reti bianche in una giornata con 37 gol), che garantisce ai friulani la Champions League. La Lazio passa a Lecce, come era prevedibile: 4-2 per gli uomini di Reja, ma è una vittoria dal sapore amaro. A circa mille chilometri di distanza l'Udinese, con il pari interno contro il Milan, festeggia il passaggio ai preliminari di Champions. Per i biancocelesti solo Europa League e tanti rimpianti per aver gettato al vento la storica occasione: sino ad un mese fa sembrava cosa fatta. A condannarla solo la differenza reti sfavorevole (6 gol) nei confronti dei friulani: roba da mordersi le mani. Reja conferma Rocchi unica punta, Hernanes alle sue spalle, Mauri a destra e Zarate a sinistra. In mediana coppia Brocchi-Ledesma, difesa a quattro formata da Lichtsteiner, Biava, Dias e Garrido a protezione di Muslera.

Pronti via e dopo appena sei minuti la Lazio passa. Chiusura di Biava che avvia il contropiede laziale. Ledesma in profondità, Rocchi si porta avanti il pallone di testa, difende il pallone sul ritorno di Giuliatto e con il mancino batte Benassi in diagonale. Il Lecce prova a rialzarsi dal gol subito, ma la Lazio controbatte con rapide verticalizzazioni. Al 22' palo di Zarate. La Lazio si fa beffare da Coppola che inventa un pallonetto che beffa un incerto Muslera (33'). Il Lecce pareggia ma l'illusione dura solo due minuti. Zarate per Rocchi (35'), stavolta il mestrino rende il pallone all'argentino che con un preciso diagonale destro batte Benassi. Il Lecce non ci sta. Si getta a capofitto in avanti e dopo sei minuti (41') pareggia nuovamente i conti con Piatti. Nella ripresa Reja getta nella mischia Gonzalez al posto di un impalpabile Hernanes. Al 52' sull'ennesima verticalizzazione, Rocchi stoppa di petto e salta Benassi che lo atterra in area. Rigore sacrosanto e rosso inevitabile per il portiere. Sul dischetto si presenta Zarate che batte il neoentrato Rosati. La Lazio ci crede e tenta l'allungo. Corner dalla sinistra di Zarate (62'): traiettoria a rientrare, Vives sul primo palo svirgola e infila imparabilmente Rosati: 4-2 per i capitolini e partita virtualmente chiusa.


La Repubblica titola: "Lazio, vittoria amara. E' solo Europa League. I biancocelesti, complice il pareggio di Udine, chiudono al quinto posto per peggior differenza reti nonostante il largo successo (2-4) maturato a Lecce, per effetto dei gol di Rocchi e Zarate (doppietta) e dell'autogol di Vives. Per i padroni di casa, già salvi, a segno Coppola e Piatti".

L'articolo così prosegue: Sessantasei punti in cascina e la sensazione di aver buttato un quarto posto che per larghi tratti di stagione era apparso alla portata: la Lazio sbanca Lecce ma deve accontentarsi dell'Europa League a causa della differenza reti. I capitolini chiudono appaiati in graduatoria all'Udinese e guardano con amarezza al trittico di gare conclusosi proprio con lo scontro diretto dell'8 maggio: bocca asciutta con Inter, Juventus e bianconeri friulani, uno zero alla casella punti che pesa come un macigno. Rimane la stagione positiva, la prima dell'era Lotito in cui i biancocelesti riescono a tenere alle spalle la Roma. Al Via del Mare è invece tempo di festa salvezza e di addii: Gigi De Canio ha già annunciato che non allenerà i giallorossi nella prossima Serie A, eredità tecnica difficile da raccogliere per chiunque andrà a guidare i salentini. La gara non è avara di emozioni. Al 6' la Lazio è già avanti: Ledesma in profondità per Rocchi, diagonale mancino che Benassi, all'esordio in Serie A, non respinge. Il Lecce macina gioco - Dias al quarto d'ora è chiamato al salvataggio sulla linea sul destro volante di Ignacio Piatti - mentre gli ospiti pungono in ripartenza.

Minuto 22, Zarate aggira la trappola dell'offside e scava col sinistro sull'uscita dell'estremo giallorosso: stavolta c'è la deviazione, pallone sul legno. A ridosso della mezz'ora Rocchi stravolge i tipici luoghi comuni in casa biancoceleste, ignorando il compagno di reparto argentino che potrebbe insaccare a porta sguarnita: il mestrino, nel 2 contro 0, opta per il dribbling ai danni del portiere facendosi rimontare da Coppola. Per contrappasso, il mediano va a firmare il pareggio quattro giri d'orologio più tardi: il piatto destro al volo somiglia più a un jolly pescato per sbaglio che a un capolavoro di stampo "messiano", sta di fatto che la parità dura meno di 120 secondi. Zarate dal limite trova la sponda di Rocchi] che fa atto di contrizione e chiude il triangolo, il numero 10 incrocia col destro per l'1-2. Il Lecce, voglioso di far bene davanti al proprio pubblico, ha forza a sufficienza per impattare nuovamente. Cross di Donati da destra, cinque giocatori vanno a vuoto prima che la punta del piede di Munari si riveli decisiva nell'anticipo ai danni di Lichtsteiner: la sfera arriva a Piatti, diagonale rasoterra mancino su cui Muslera si arrende. L'inizio di ripresa è quello che stende definitivamente i padroni di casa. Al 3' Zarate sbaglia clamorosamente a porta vuota dopo aver saltato Benassi, che al 7' combina la frittata. Sul dribbling di Rocchi il portiere si getta a valanga: rigore, espulsione e occasione del riscatto per l'attaccante argentino della Lazio.

L'esecuzione è simile a quella di Udine, l'esito è totalmente diverso per un solo motivo: Rosati battezza l'angolo opposto. Corvia, entrato per Mesbah, sfiora il 3-3 con un colpo di testa al quarto d'ora, poco prima della parola fine sul match. Corner da sinistra, la traiettoria di Zarate inganna Vives che svirgola il rilancio e trafigge il proprio portiere. Da lì al fischio finale soltanto schermaglie vane, con Chevanton e Munari che esaltano Muslera e Floccari che sbaglia davanti a Rosati: a Udine matura lo 0-0 che condanna la Lazio, mentre inizia la festa salvezza in grande stile dei salentini.


Sempre da La Repubblica, le dichiarazioni post-gara:

Reja pronto a ripartire. "Al lavoro per il futuro". Il tecnico biancoceleste incassa con diplomazia il quinto posto ("Noi e l'Udinese le due rivelazioni") e parla del suo rinnovo: "Con Lotito siamo già d'accordo da un mese e mezzo. Cercheremo giocatori in grado di rinforzare un gruppo già importante". Rocchi si promuove: "Sono ancora utile, rimarrò".

La vera notizia in casa Lazio arriva al fischio finale: Edy Reja annuncia che sarà ancora il tecnico dei biancocelesti nella prossima stagione. "Un mese e mezzo fa c'era stata la stretta di mano con Lotito, per me valeva come una firma. Non ho ancora il contratto e ne parleremo in settimana, dobbiamo metterci d'accordo soltanto sulla durata. Da domani inizieremo a lavorare per migliorare un organico già importante, vogliamo inserire elementi di valore che possano aggiungersi a questo gruppo. Dispiace per il mancato quarto posto, nello scontro diretto di Udine non siamo stati fortunatissimi ma la colpa è anche nostra. Abbiamo chiuso il campionato a 66 punti, come l'Udinese: siamo le due squadre sorpresa della stagione, ringrazio la società per avermi dato fiducia e una rosa di qualità".

Un altro gol, dopo quello al Genoa, anche stavolta inutile: non per il risultato ma per la classifica. Tommaso Rocchi a fine gara descrive alla perfezione l'annata laziale. "C'è rammarico, abbiamo fatto una grande stagione e chiudiamo a pari punti con l'Udinese per il quarto posto. Ci sono state situazioni in cui, in alcune partite, non siamo riusciti a fare il salto di qualità che ci avrebbe garantito il preliminare di Champions League. Meritiamo comunque la posizione che occupiamo. A livello personale dispiace per l'infortunio nella seconda parte di campionato, sono convinto che avrei potuto dare una mano alla squadra e in queste ultime gare ho dimostrato di essere ancora utile. Mercato? Non esiste, rimango qui".