Domenica 23 settembre 1990 - Lecce, stadio Via del Mare - Lecce-Lazio 1-0


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23 settembre 1990 - 2.458 - Campionato di Serie A 1990/91 - III giornata

LECCE: Zunico, Garzya, Carannante, Mazinho, Ferri, Conte, Alejnikov, Morello (80' Panero), Pasculli, Benedetti, Virdis (60' Amodio). A disposizione: Gatta, D'Onofrio, Luceri. Allenatore: Boniek.

LAZIO: Fiori, Bergodi (67' F.Marchegiani), Sergio, Pin, Gregucci, Soldà, Madonna, Sclosa, Riedle, Domini, Sosa (77' Saurini). A disposizione: Orsi, Lampugnani, Bertoni. Allenatore: Zoff.

Arbitro: Sig. Boggi (Salerno).

Marcatori: 25' Pasculli.

Note: giornata calda, terreno in buone condizioni. Ammoniti Sergio, Conte e Gregucci. Angolo 7-6 per il Lecce. Esordio in serie A per Giampaolo Saurini classe 1968.

Spettatori: paganti 11.264 per un incasso di L.209.896.000, abbonati 2.881 per una quota di L. 88.969.236.


La Stampa titola: "I giallorossi salentini superano la Lazio e il tecnico polacco può esultare: "Ci siamo battuti come autentici leoni". Boniek vince la prima sfida con l'ex-compagno Zoff. Un tempo per parte, ma Pasculli segna mentre il tedesco Riedle spreca troppo".

L'articolo così prosegue: Il primo incontro tra Boniek e Zoff (un tempo compagni nella Juve, oggi avversari sulle panchine di Lecce e Lazio) si risolve in favore del polacco. Dalla sua c'è stata una prodezza dell'argentino Pedro Pasculli che regala la prima vittoria in campionato. La sconfitta di sette giorni fa (un vistoso 4-0) aveva gettato nello sconforto la tifoseria leccese. "Temevo contraccolpi psicologici sulla squadra - spiegherà Boniek nel dopopartita - ed alla paura si aggiungevano le indisponibilità del libero titolare Marino e dell'ala Moriero". In difesa Boniek ha mandato il centrocampista Benedetti, in avanti ha riscoperto Virdis che ha tenuto bene il campo nell'ora in cui è stato utilizzato. "Mi ha sorpreso la sua carica agonistica - ha aggiunto l'allenatore - ma soprattutto sono contento per come hanno giocato i miei: si sono battuti da leoni". La Lazio, dopo la delusione per l'esclusione dalla Coppa Italia, cercava il riscatto in Puglia. A tratti ha giocato per vincere (ed al 17' con Riedle, il più incisivo dei laziali, ha colpito anche il palo), ha reclamato un rigore al 90' in un ultimo, disperato attacco alla porta di Zunico. E' stato un "mani" di Benedetti (ritenuto involontario dall'arbitro) a qualche secondo dalla fine, a far gridare al rigore. Il Lecce ha meritato la vittoria soprattutto per quel primo tempo giocato alla "grande" quando ha messo in mostra bel gioco e ottime conclusioni. Già al 2' Garzya impegna in due tempi Fiori, al 5' Alejnikov centra per Conte che tira male e sul pallone si avventa Pasculli che manda di poco a lato. Virdis si fa vedere all'8' ed al 15' ma senza fortuna. E' la Lazio invece ad andare vicinissima al gol, al 17', con una punizione di Domini e successivo colpo di testa di Riedle che manda il pallone sul palo alla sinistra del portiere.

Reagisce bene il Lecce che con Mazinho avvia l'azione che porta al palo leccese: il pallone va da Pasculli a Benedetti e da questi ad Alejnikov. Il tiro del sovietico pareggia il conto dei legni. Ma appena un minuto dopo c'è il gol: Mazinho - sempre lui - lancia Pasculli. Controllo in corsa con il destro del centravanti e tiro di sinistro, mentre Virdis si portava appresso un paio di difensori e crea un varco buono per il compagno d'attacco. La Lazio è scioccata, ma trova la forza di replicare con Sosa (31') che tira altissimo, poi con Pin (43') sul quale para bene Zunico. Prima del riposo, comunque, è ancora il Lecce ad avere uno scatto offensivo: azione Mazinho-Morello che permette al Lecce di guadagnare una punizione, ma Pasculli non riesce a mandare in rete. Ripresa: per 10' i laziali non hanno concesso tregua a Zunico, ma sono stati tiri facili: al 54' di Sclosa, al 56' di Domini, al 58' di Pin ed un minuto dopo due tentativi di Sergio e Sclosa. "Il nostro secondo tempo è stato eccezionale - ha detto Zoff - e avremmo meritato qualcosa di più. Non ci sono rimproveri da fare, perché per lunghi tratti siamo stati padroni del campo". Il portiere leccese Zunico si è dimostrato sempre sicuro (i 4 gol di Pisa sono ormai un lontano ricordo...) e dopo un'ora il Lecce aumentava il proprio potenziale difensivo. Boniek preferiva togliere un attaccante (Virdis) e mandare in campo Amodio, uno stopper, che prende in consegna Riedle, permettendo lo spostamento a centrocampo di Giacomo Ferri. Mazinho continua il suo gran lavoro (il brasiliano avrà sicuramente bene impressionato Nello Governato "ambasciatore" juventino, presente in tribuna) e si fa trovare al momento giusto al posto più opportuno.

Dopo una punizione toccata dallo stesso Mazinho per Amodio (64') c'è tutto un susseguirsi di azioni laziali. Al 72' diagonale di Riedle, un minuto dopo ancora Riedle di testa manda fuori, prima che Alejnikov (78') si veda intercettato da Fiori un tentativo in contropiede. All'82' prime proteste laziali per un presunto fallo di Amodio su Riedle, ma l'arbitro ammonisce Gregucci. Poi una punizione di Domini per Marchegiani che tira fuori (84'), prima del fallo di mano contestatissimo di Benedetti.


L'Unità titola: "Dopo il promettente precampionato prima sconfitta per i biancazzurri che devono risolvere molti problemi. Di Pasculli il gol-partita. Zoff, bello solo d'estate".

Così continua l'articolo: Prima vittoria per il Lecce targato "Zibi" Boniek e prima sconfitta per la Lazio allenata da Dino Zoff. I due - un tempo compagni di squadra nella Juventus ed oggi avversari sulle panchine - avevano predisposto due squadre desiderose di vincere. I pugliesi per dimenticare la batosta di Pisa, la Lazio per riparare al pareggio casalingo di 7 giorni fa. Ha vinto Boniek, che si è affidato al centravanti argentino Pasculli per superare il portiere Fiori. L'azione era partita da Mazinho (il brasiliano sta giocando ad ottimi livelli) ed il centravanti ha controllato in corsa con il destro, calciando poi con forza di sinistro sul primo palo. Un minuto prima i giallorossi avevano sfiorato il gol con Alejnikov, il sovietico però colpiva il palo al termine di una azione partita da un calcio d'angolo di Mazinho. Che per la Lazio fosse una giornata decisamente storta lo si era visto già al 17', quando la deviazione di testa di Riedle, su punizione di Domini, rimbalzava sul legno alla sinistra del portiere Zunico. Prima del palo laziale, comunque, c'erano stati alcuni tentativi leccesi: al 2' con un cross di Garzya parato in due tempi da Fiori e al 5' con una azione Alejnikov-Conte-Pasculli con il pallone di poco a lato. Dopo il gol la Lazio reagiva con una punizione di Sosa (31') terminata altissima. Poi c'era un tiro di Pin (43') parato da Zunico. Nella ripresa netto predominio della Lazio che attaccava a testa bassa sin dai primi minuti e praticamente fino al fischio finale. Reclamando per ben due volte la concessione di un calcio di rigore nei confronti dell'arbitro Boggi di Salerno. All'82' per un presunto fallo di Amodio su Riedle (le proteste costringevano l'arbitro ad ammonire Gregucci).

Al 90' quando un cross di Saurini veniva intercettato (ma involontariamente, come ha spiegato l'arbitro ai giocatori), da Benedetti utilizzato ieri nel ruolo di libero al posto dello squalificato Marino. Tutta una serie di conclusioni laziali: al 52' Domini, al 53' Sclosa, al 56' Domini, al 58' Pin, al 59' Sergio e Sclosa, trovavano sempre pronta la difesa leccese, soprattutto il portiere Zunico. Dopo un'ora di gioco l'allenatore Boniek effettua una variazione tattica: toglie Virdis e manda in campo lo stopper Amodio che prende in consegna Riedle, con il conseguente spostamento di Giacomo Ferri a centrocampo. La manovra leccese ne ha un notevole beneficio e poco dopo Mazinho tocca lateralmente una punizione per Amodio il quale impegna Fiori in una parata a terra. Poi ancora la Lazio in avanti (72' gran diagonale di Riedle che sfiora il palo ed al 73' lo stesso centravanti che di testa manda fuori). Poi c'è una conclusione leccese (al 78') con un tiro di Alejnikov respinto da Fiori e quindi una punizione di Domini (84') con un tiro finale di Marchegiani che termina fuori.