Domenica 24 aprile 1977 – Milano, stadio San Siro - Milan-Lazio 2-2


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1927. Campionato di Serie A 1976/77 - XXVI giornata

MILAN: Albertosi, Collovati (75' Boldini S.), Maldera (III), Anquilletti, Bet, Biasiolo, Morini G., Capello, Bigon, Rivera, Calloni. (12 Rigamonti, 14° Silva). DT Rocco.

LAZIO: Pulici F., Ammoniaci (55' Ghedin), Martini L., Polentes, Manfredonia, Cordova, Rossi R., Agostinelli A., Giordano, Viola, Badiani. (12 Garella, 14° Lopez). All. Vinicio.

Arbitro: sig. Agnolin di Bassano del Grappa.

Marcatori: 14' Bigon, 30' Rivera, 44' Giordano, 55' Giordano.

Note: bella giornata, terreno buono. Ammoniti R.Rossi per proteste e Bet per scorrettezze.

Spettatori: 28.668.

Albertosi para un tiro biancazzurro (gent.conc.www.magliarossonera.it)
Dall'unità: la cronaca della gara
Un'occasione di Renzo Rossi
Un'occasione per la Lazio
Collovati in anticipo su Giordano

Neppure due gol di vantaggio sono bastati al Milan per tornare al successo: una Lazio sorniona e attenta ha saputo approfittare dello sbandamento generale registratosi nella ripresa fra I rossoneri per strappare un 2 a 2 che poteva trasformarsi anche In un successo. A sua volta, il Milan può replicare che sul 2 a 1 Calloni ha avuto la palla della vittoria graziando Pulici con un tiraccio che ha provocato urli generali di protesta. Il Milan di questi tempi ha limiti ben definiti: quando una squadra ha una età media di trent'anni, quando il caldo incombe e mancano dalla panchina i suggerimenti tattici necessari (Rocco ha lasciato Milano per Trieste poco prima dell'incontro) certe figuracce sono inevitabili. Proprio Giordano, marcato col più giovane e inesperto della difesa milanista, cioè da Collovati, ha segnato i due gol del pareggio mentre Bet era costretto ad inseguire il piccolo Rossi che punta non è certamente. Anche quando era infortunato, Collovati è stato tenuto su Giordano e questi ha potuto segnale tranquillamente la seconda rete con tiro che ha ingannato lo stesso Albertosi. Il ritorno di Rivera, limitatamente al primo tempo, ha avuto gli effetti desiderati nel senso che le punte hanno avuto più palle da giocare: lo stesso capitano è andato in gol, cosa che non succedeva da oltre un anno. Segnò la sua ultima rete proprio contro la Lazio nel gennaio del 1976: si è ripetuto provocando entusiasmi fra i suol tifosi al punto da invogliarli a contestare con urli e gestacci II collega Gianni Brera. Gridavano: "Gianni è il miglior giocatore del mondo". Ragionamenti che possono portare una società sull'orlo della serie B perché Gianni nella ripresa è rimasto completamente fermo, a parte un cross, quello appunto fallito da Calloni. Rivera ha un'autonomia limitatissima, da 45 minuti, e questo in una squadra poco disposta a sudare sangue è un handicap che alla distanza finisce col provocare molti guai. Quando Rivera fa un passaggio giusto piovono gli applausi verso il campo ed insulti verso la tribuna stampa: quando sbaglia, normale amministrazione. Se lo fanno i suoi compagni, apriti cielo: meritano la fucilazione immediata. Valutazioni come queste non sono giuste anche perché lasciano il segno. Certi giocatori finiscono per aver paura di passare il pallone evitano di smarcarsi, si nascondono addirittura quando sarebbe logico che si portassero sulle fasce laterali per aiutare Capello e Biasiolo. Macché, il Milan « nasconderello » degli ultimi tempi fa soltanto 11 gioco degli avversati ed anche la Lazio non si è tirata indietro. Fino al due a zero c'era la sensazione che l'invito dell'ufficio inchieste avrebbe potuto annusare qualcosa di sporco: la difesa della Lazio si apriva come se fosse di burro e gli attaccanti rossoneri disponessero di coltelli. Poi, dopo qualche urlacelo di Vinicio, c'è stata la riscossa propiziata da Giordano e sollecitata da tutta una squadra decisa a vendere cara la pelle o comunque a non concedere favori. Tutto sommato, valutando gli altri risultati della giornata, il Milan del primo tempo poteva sperare nella salvezza anche se ci sono di mezzo due trasferte terribili come Verona e Torino: quello della ripresa, invece, era da introduzione alla serie B. Se Rocco fosse stato in panchina, sul 2-0 non si sarebbe fatto sfuggire l'occasione d'improvvisare un catenaccio gagliardo, tipo quello che prevede il pallone sulle gradinate. Il naufragio del secondo tempo è stato collettivo: soltanto Albertosi si è in parte salvato con alcuni interventi notevoli se non proprio portentosi. Tutti gli altri a fare acqua come colabrodi. La Lazio ha riscattato la fiacca partenza con una cinquantina di minuti a tutto gas, agevolata come era dal calo degli avversari ma denotando anche una spanna di superiorità nel suo formidabile trio primaverile, Manfredonia, Agostinelli e Giordano. Tre ragazzini che crescono a vista d'occhio e che tutti ormai invidiano alla Lazio. Viola ha dato il suo contributo con alcune belle galoppate assecondato dal solito Badiani. Proprio Agostinelli ha chiamato quasi subito in causa Albertosi con un gran tiro che Ricky ha respinto di pugno. Il Milan ha replicato con fermezza e al 13' è andato in gol: calcio d'angolo di Calloni, colpo di testa di Bigon con la palla che va a scuotere la rete di Pulici. Questa e altre circostanze sembravano le premesse per una giornata radiosa: al 20' però Rossi riporta bruscamente I rossoneri alla realtà con un tiro che Anquilletti respinge sulla linea. Segna ancora il Milan al 24' ma Agnolin ben piazzato annulla. Su un tiro di Rivera, Pulici aveva messo il pallone sui piedi di Bigon che interveniva d'esterno sinistro mettendo dentro. Nell'impossessarsi della sfera però aveva colpito Polentes: azione irregolare secondo l'arbitro, discutibile a nostro avviso, normale per Bigon. Fatto sta che il 2-0 non veniva convalidato. Era regolare invece il tiro firmato da Rivera al 30': fallo su Bigon fuori dall'area di rigore, rasoterra di Capello che lanciava splendidamente il capitano verso la porta della Lazio. Difesa ferma, un tocco e Pulici era fatto secco. A 2' dalla conclusione la risposta della Lazio: errore di Rivera, palla a Viola, tocco a Badiani, gran tocco a Giordano e gol del centravanti. La ripresa è appena iniziata che Calloni manca clamorosamente la terza rete rossonera: su cross di Rivera, il milanista aggancia II pallone e pur trovandosi solo davanti a Pulici tenta la gran botta, sbagliando mira, invece di appoggiare di piatto in rete. Fischi a go-go. Giordano punisce il Milan al 18' stavolta su cross del biondo Agostinelli: il 2-2 suona come una condanna a morte per il Milan.


Alcune immagini dell'evento
(Gent.conc. Roberta Palombo)
Alcune immagini dell'evento
(Gent.conc. Roberta Palombo)
Alcune immagini dell'evento
(Gent.conc. Roberta Palombo)

In occasione della partita a Milano, il Lazio Club Velletri organizzo una visita a Nerviano per trovare la famigllia di Luciano Re Cecconi morto solo tre mesi prima. Ecco il racconto di Roberta Palombo presente all'evento:

Il mio papà è stato per 20 anni il Presidente del Lazio Club Velletri. Tutta la famiglia coinvolta nella sua gestione. La morte di Cecco fu, come per tutti, una tragedia....Io avevo 14 anni...Così papà decise di fare la trasferta a Milano a pochi mesi dal fatto....Quel giorno, arrivammo a Nerviano prestissimo...Dall'autostrada vedemmo il piccolo centro sportivo di Cecco che era gestito dal fratello...Eravamo tutti commossi...Ho visto uomini e donne maturi, piangere a dirotto.... Il piccolo paese di Luciano era di poche anime...Un bar...qualche negozio.... Ma quella domenica 24 Aprile 1977,venne invaso da circa 20 pullman provenienti da Roma e provincia....Era un paese piccolo e la gente era stupita e meravigliata.....Papà aveva preso contatto con Cesarina Re Cecconi, così la incontrammo con vivissima emozione...C'era anche papà Alfredo e mamma Cecilia (vivente a tutt'oggi) che erano somigliantissimi a Cecco e la sorella....Impressionante la somiglianza con lui.....Il clou dell'emozione fu quando vedemmo i piccolissimi Stefano (2 anni e mezzo) e Francesca di 9 mesi in braccio alla zia....Cesarina era impietrita dal dolore ed i bambini guardavano meravigliati tutte quelle mani protese che li accarezzavano....Ci fu la Messa e poi, tutti da Luciano....Non c'era ancora la tomba, Cecco riposava in un semplice loculo rivestito di panno nero con una sua foto con la maglia della Lazio......Vi lascio immaginare cosa provammo....A Cecco lasciammo una grande composizione floreale biancoceleste.....Il ricordo di quel giorno è nitidissimo nella mia mente... (14 maggio 2014)

Fonte: La Stampa