Domenica 24 aprile 1983 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Pistoiese 1-2


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24 aprile 1983 - 2163 - Campionato di Serie B 1982/83 - XXXI giornata

LAZIO: Orsi, Podavini, Spinozzi, Vella, Saltarelli, Perrone, Ambu (46' Chiodi), Manfredonia, Giordano, D'Amico, Tavola (66' Surro). A disp. Moscatelli, Pochesci, Badiani. All. Clagluna.

PISTOIESE: Malgioglio, Chiti, Tendi, Borgo, Berni, Parlanti, Bartolini, Frigerio, F.Vincenzi, Facchini, Lucarelli. A disp. Grassi, Ceramicola, Rognoni, Piraccini, Di Stefano. All. Riccomini.

Arbitro: Pieri (Genova).

Marcatori: 47' Bartolini, 67' Manfredonia, 75' F.Vincenzi.

Note: giornata calda, terreno in perfette condizioni.

Spettatori: n.d.

La rete di Manfredonia
Il rigore sbagliato da Giordano
Il biglietto della gara

La Lazio ha clamorosamente sprecato l'occasione più ghiotta per mettere la parola fine al suo altalenante campionato. E bastata una Pistoiese appena decorosa per espugnare l'Olimpico. Agli arancioni di Riccomini, in lotta per non retrocedere, un punto sarebbe stato più che sufficiente. Ma hanno trovato sulla loro strada un'avversaria in vena come non mai di regali ed alla fine hanno colto il successo. Le due reti del toscani sono infatti scaturite da due enormi ingenuità della difesa biancazzurra e, come se non bastasse, Giordano, per eccesso di sicurezza, ha sciaguratamente fallito un calcio di rigore. Nonostante tutto, la Lazio è apparsa in lieve progresso.

Rispetto alla squadra fantasma che aveva pareggiato una settimana fa col Foggia, si è vista una formazione più determinata. Nulla di trascendentale, intendiamoci, soltanto un pizzico di grinta in più ed una maggiore incisività nelle conclusioni. Per il resto, i biancazzurri hanno messo ancora una volta in evidenza i limiti ben noti: una manovra farraginosa a centrocampo, priva di sbocchi, la mancanza di una spalla che aiuti Giordano a liberarsi sotto rete. Uno dei punti di forza della Lazio era stata fino ad ora la difesa, compatta, puntuale nel chiudere le punte avversarie. Ieri, priva dello stopper titolare Miele, è stata un mezzo disastro.

Nell'azione che ha portato in vantaggio la Pistoiese, Bartolini si è infilato in corridoio libero del tutto indisturbato, senza che nessuno provasse a contrastarlo. A propiziare il gol del raddoppio è stato uno svarione di Spinozzi che ha perso sulla linea di fondo una palla che avrebbe potuto controllare agevolmente. Trovatasi di nuovo a dover recuperare, la squadra di Clagluna ha spinto con veemenza, è andata vicino al pareggio con D'Amico (palo), poi Malgioglio, fra i migliori in campo assieme al tornante Bartolini e a Parlanti.

L'avvio è di marca laziale: D'Amico, al 2', vince un tackle su Borgo e avanza battendo a rete. Malgioglio devia in tuffo. La Pistoiese si fa viva al 12' con Parlanti che si sgancia in avanti e calda da una trentina di metri colpendo in pieno il palo alla sinistra di Orsi. Nell'intervallo Clagluna lascia negli spogliatoi Ambu, più evanescente del solito, e lo sostituisce con Chiodi. Passano tre minuti e gli arancioni si portano in vantaggio. Vincenzi da centrocampo smarca in profondità Bartolini. Scatto dell'ala e conclusione in rete di destro su uscita di Orsi con i difensori laziali die giocano alle belle statuine.

Al 55' la Lazio ha l'occasione per pareggiare. Manfredonia pesca Giordano in area con un lungo spiovente. Mentre sta per liberarsi, il centravanti viene spinto alle spalle da Borgo: rigore. Il cannoniere laziale cerca la battuta di precisione e si fa respingere il tiro da Malgioglio. Il pareggio arriva al 69': Surro, subentrato a Tavola, trova libero Perrone sulla sinistra: cross dalla linea di fondo e Manfredonia da pochi passi infila in rete di testa. La Lazio insiste, ma è la Pistoiese a raddoppiare ad un quarto d'ora dalla fine. Spinozzi si lascia soffiare in area il pallone da Frigerio che rimette al centro dove Vincenzi, ben appostato, batte Orsi di testa.

Negli spogliatoi Clagluna, contestato all'uscita dallo stadio da un gruppo di tifosi, ha cercato di sdrammatizzare la situazione: «Non è successo nulla di irreparabile. E' un momento delicato, lo ammetto, ma dobbiamo reagire con le nostre forze e guardare al futuro. La squadra, a parte il primo tempo, ha dimostrato d'essere viva. Abbiamo subito i due gol per altrettante distrazioni, ma quando in un incontro si creano, com'è avvenuto oggi, dieci occasioni da rete, può capitare di incassare gol evitabili. Un pari, comunque, sarebbe stato il risultato più equo».

Fonte: La Stampa