Domenica 24 febbraio 2008 - Cagliari, stadio Sant'Elia - Cagliari-Lazio 1-0


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24 febbraio 2008 - 3.272 - Campionato di Serie A 2007/08 - XXIV giornata - inizio ore 15.00

CAGLIARI: Storari, Pisano, Lopez, Bianco, Agostini, Fini, Cossu (83' Mancosu), Parola, Foggia (67' Biondini), Jeda, Larrivey (74' Matri). A disposizione: Capecchi, Del Grosso, Magliocchetti, Acquafresca. Allenatore: Ballardini.

LAZIO: Ballotta, Behrami, Siviglia, Radu, Kolarov, Mudingayi (90' Tare), Ledesma, Manfredini (46' De Silvestri), Mauri, Pandev (66' Bianchi), Rocchi. A disposizione: Muslera, Cribari, Dabo, Vignaroli. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Pierpaoli (Firenze) - Assistenti Sigg. Petrella e De Luca - Quarto uomo Sig. P.S. Mazzoleni.

Marcatori: 89' Matri.

Note: Espulso Fini per gioco violento. Ammoniti: 67' Fini e Foggia per proteste, 55' Cossu, 57' De Silvestri e Behrami per comportamento scorretto. Angoli 9-3. Falli 22-16. Tiri in porta 5-2. Tiri fuori 4-9. Fuorigioco 3-3. Recuperi: 1' p.t., 4's.t.

Spettatori: 12.000 circa (dato non ufficiale).


Tommaso Rocchi in azione
Valon Behrami in un momento dell'incontro
L'espulsione del cagliaritano Fini per una brutta entrata su Gaby Mudingayi
Goran Pandev in un fotogramma della gara
Un momento della gara
Il gol-vittoria di Matri

Il momentaccio della Lazio ha un seguito anche al Sant'Elia. Nonostante giochino gran parte della ripresa in undici contro dieci per l'espulsione di Fini, i biancocelesti non riescono a chiudere la sfida a proprio favore, trovando nel finale la doccia fredda, l'1-0 per il Cagliari firmato da uno stacco di Matri. Lazio all'inferno, isolani che ora credono un po' di più alla salvezza, grazie a tre punti che, per il modo in cui sono conquistati, valgono anche di più. Prima della rete decisiva di Matri, la Lazio era andata più di una volta a sfiorare il gol, ma sia per la gran giornata di Storari che per quel pizzico di fortuna che in questa stagione i romani proprio non hanno, il risultato non si era sbloccato. Ballardini, privo dello squalificato Conti, scommette su Larrivey punta unica e su Cossu nel mezzo del centrocampo, mentre Rossi, che ha tra i vari infortunati Firmani, Mutarelli e Zauri, va sul sicuro con la coppia Pandev-Rocchi in attacco e Mauri sulla trequarti, con Radu al centro della difesa con Siviglia.

Il primo tempo regala più sbadigli che emozioni, con la Lazio che parte meglio ed il Cagliari che finisce in crescendo. Foggia, l'ex di turno, fa vedere le sue qualità da funambolo appena ha un pallone giocabile e, al 28', impegna Ballotta dopo una triangolazione con Jeda. Rocchi, tra i biancocelesti, è tra i più attivi: al 14', su un lancione di Ledesma, mette alto ma l'occasione vera gli capita al 19', quando Pandev mette al centro, Mauri perde il tempo e l'ex Empoli, dal dischetto, non centra la porta avversaria. Storari si fa vedere al 41' per un tuffo su Pandev che spezza un po' il buon momento degli isolani, che però alla ripresa delle ostilità rischiano seriamente quando Rocchi, su cross di Ledesma, costringe al 12' Storari al salvataggio (Behrami manda fuori). Il momento chiave del match è al 17': Fini interviene male sulla gamba di Mudingayi ed il signor Pierpaoli lo manda anzitempo sotto la doccia. Superiorità numerica per la Lazio, che gioca anche la carta Bianchi, un ex che riceve una copiosa razione di fischi. I sardi però non mollano e Jeda tiene sempre in allarme la difesa ospite, così come Behrami, al 31', fa fare un figurone a Storari dopo l'imbeccata di Rocchi.

Il Cagliari avverte la pressione della Lazio e arretra sotto la spinta dei biancocelesti, che nel finale stringono d'assedio la porta isolana, sfiorando ancora il vantaggio al 37' con un destro dal limite di Ledesma che si spegne sul fondo. Nel calcio, però, chi spreca troppo viene sempre punito. E così, al 42', arriva il gol partita di Matri, che, entrato al posto dello spento Larrivey e invitato all'inzuccata da un cross di Agostini, sbuca alle spalle di Radu e beffa Ballotta, facendo sobbalzare il presidente Cellino e tutto il Sant'Elia.


La Gazzetta dello Sport titola: "Il Cagliari va a mille. Matri gela la Lazio. Nel finale Ballardini cala il jolly, che firma il 1.000o gol dei sardi in A. Spenta la squadra di Rossi: in 11 contro 10 (rosso a Fini) non punge".

Continua la "rosea": Chissà, forse questo gol storico verrà davvero ricordato e non sarà buono solo per le statistiche. Quando i sogni stanno per morire al tramonto, Alessandro Matri firma la rete numero 1000 in serie A per il Cagliari e d'improvviso riaccende la speranza di salvezza. La strada è ancora lunga e piena di impervie, ma senza questi 3 punti presi alla Lazio, i sardi l'avrebbero vista come una invalicabile Maginot. Ora, invece, il fanalino di coda brilla un po' di più e s'avvicina alle luci tremolanti di chi deve lottare. E brilla anche di motivazioni, perché la vittoria è meritata e conquistata in dieci contro undici, causa la sacrosanta espulsione di Fini nel secondo round. Rosso diretto, un'entrataccia su Mudingayi magari meno assassina ma che somiglia a quella di Taylor sul povero Eduardo. La Lazio incassa ciò che si merita proprio per l'atteggiamento che ha avuto una volta che si è ritrovata in superiorità numerica. Invece di pescare nel fondo dei polmoni e del cuore più fiato e energie possibili, ha lasciato alla banda Ballardini respiro per pensare e spazi per contrattare. Prima, il Cagliari ha giocato meglio ma la Lazio ha avuto più occasioni, che Behrami e Rocchi si sono mangiati.

Poi il Cagliari ha approfittato della mollezza rivale, guarda caso quando in campo c'era un giocatore che la porta la vede: Matri. Entrato da una decina di minuti per Larrivey, ha sfruttato con un'ottima scelta di tempo un contropiede iniziato da Mancosu e rifinito dalla freccia Agostini, in gran spolvero. E i tifosi d'improvviso sono tornati a crederci. Ballardini ha dato un bel gioco ai suoi: veloce, ordinato, tosto. Oggi ha indovinato la scelta di Cossu regista, come vice Conti. Il problema è che sembra una squadra portoghese. Bei fraseggi e rari gol. Ora, Matri, al sesto gol personale, è di gran lunga il cannoniere della squadra. Ma è quasi sempre titolare Larrivey. Il quale, povero cristo, lavora come un matto, tiene su la squadra, fa da sponda. Ma non ha ancora firmato la miseria di un gol. Il tecnico dice: chiedete ai compagni quanto è prezioso. Ci crediamo sulla parola. Ma per vincere e salvarsi bisogna segnare. E di Matri, o casomai Acquafresca (che ha avuto poche chance per mettersi in mostra, ma in quelle poche due gol li ha fatti) non si può fare a meno. Ballardini deve decidere: o due punte e un fantasista in meno, oppure il sacrificio dell'argentino. Il Cagliari da qui al 19 marzo ha sfide abbordabili e decide il suo destino. Senza gol e vittorie, è segnato. Delio Rossi ha il problema opposto. La Lazio vive sulle prodezze di Rocchi e Pandev. Ma quando questi due i gol li sbagliano, si fa grigia. Perché la squadra non è continua, non ha grinta, ha un centrocampo scollato, dove il solo Ledesma interpreta come da copione il ruolo di ispiratore e regista.

Nella ripresa Rossi ha tolto Manfredini, avanzato Behrami e inserito De Silvestri. Così, la squadra aveva una linea più precisa, ma è stato troppo, perché come detto gli altri si sono spenti. La Lazio vivacchia tra buone gare, come con l'Atalanta, e altre scialbe, come questa. E' lo specchio della sua classifica, anonima. Sembra tirare a campare, in attesa che finisca questo campionato che non ha più nulla da dire. Non è un bell'atteggiamento.