Domenica 25 aprile 2010 - Genova, stadio Luigi Ferraris - Genoa-Lazio 1-2


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25 aprile 2010 - 3.379 - Campionato di Serie A 2009/10 - XXXV giornata - inizio ore 15.00

GENOA: Scarpi, Sokratis, Moretti (26' Mesto), Bocchetti, Tomovic (5' Fatic), Milanetto, Juric, Criscito, Palacio, Acquafresca, Palladino (61' Sculli). A disposizione: Amelia, El Shaarawy, Boakye, Zapater. Allenatore: Gasperini.

LAZIO: Muslera, Biava, Dias, Radu, Lichtsteiner, Brocchi, Baronio, Mauri, Del Nero (90' Siviglia), Rocchi (66' Zarate), Floccari (75' Cruz). A disposizione: Berni, Firmani, Hitzlsperger, Diakitè. Allenatore: Reja.

Arbitro: Sig. Morganti (Ascoli Piceno) - Guardalinee Sigg. Copelli e Cariolato - Quarto uomo Sig. Trefoloni.

Marcatori: 8' Palacio, 25' Dias, 32' Floccari.

Note: espulsi al 65' Reja per proteste ed al 69' Bocchetti per doppia ammonizione. Ammoniti: Palacio, Lichtsteiner, Del Nero, Radu e Zarate per gioco scorretto. Angoli 4-6. Recuperi: 1' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 26.000 circa.


Palacio al tiro, sua la rete del vantaggio rossoblù
Il pareggio di André Dias
L'esultanza del difensore brasiliano
La rete di Sergio Floccari
L'abbraccio al bomber calabrese
Tommaso Rocchi in azione
Il bomber veneziano al tiro: sarà traversa
Fernando Muslera sventa un pericolo
Un altro intervento del portiere biancoceleste
Giuseppe Biava in azione di contrasto
Un fotogramma dell'incontro
Mister Edy Reja dà disposizioni
La grinta di Cristian Brocchi
Esultanza biancoceleste a fine gara
Un altro momento della gioia laziale alla fine della partita

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio di rimonta. Genoa battuto in casa. Spendida prestazione dei biancocelesti che subiscono il gol di Palacio, ma ribaltano il risultato con le prodezze di Dias e dell'ex Floccari, autore di una grande partita. Rossoblù in dieci dal 69' per l'espulsione di Bocchetti (doppia ammonizione)".

Continua la "rosea": La Lazio archivia il derby e torna alla vittoria espugnando Marassi. Bella la prestazione dei ragazzi di Reja che rimontano con personalità e autorità il gol di Palacio con i migliori in campo, Dias e Floccari, e aggiungono tre fondamentali tacche verso la salvezza. A 40 punti la meta è vicina, mentre i rossoblù, perdono l'ennesima occasione per candidarsi in Europa. L'emergenza al Genoa continua, ma Gasperini mette in campo una formazione di tutto rispetto, con Juric e Tomovic a centrocampo e un tridente molto tecnico: Palacio-Acquafresca-Palladino. Reja paga invece i postumi del derby: senza gli squalificati Ledesma e Kolarov, spazio a Baronio e Del Nero. E in attacco Rocchi e l'ex Floccari, tra i più in forma della Lazio. I biancocelesti si fanno però sorprendere dalla partenza bruciante del Genoa che segue alla lettera i dettami di Gasperini. I rossoblù sfruttano bene il possesso palla e la velocità sulle fasce, anche se il gol del vantaggio è frutto di una disattenzione difensiva laziale. Una punizione all'8' che i liguri capitalizzano con il guizzo dal limite di Palacio che infila Muslera con un diagonale millimetrico. Ma la Lazio ha il pregio di non lasciarsi condizionare e prende in mano la partita. Con il baricentro più alto e un pressing costante, nello spazio di sette minuti ribalta il risultato. Al 25' Dias raccoglie la palla calciata dalla bandierina da Baronio e con un micidiale colpo di testa batte Scarpi. Un angolo frutto di tutta l'insicurezza difensiva rossoblù che perdono Moretti per infortunio. Gasperini inserisce Mesto che va a fare il centrocampista, mentre Tomovic arretra in difesa.

Ma è la Lazio a fare la partita, sfruttando gli spazi che il Genoa concede; come il varco che lo splendido Floccari trova nella difesa imbambolata, per insaccare da posizione defilata con la punta del destro. Muslera subito dopo dice di no a Palladino, ma i gol potrebbero diventare tre se non si mettesse di mezzo la traversa tra il bolide di Rocchi, servito dal solito Floccari, e il gol. Floccari è il leit-motiv della Lazio. L'ex, ceduto con troppa superficialità, è una spina nel fianco. Sempre al posto giusto e pronto a mettersi a disposizione della squadra. Ben più incisivo e pronto al sacrificio delle punte rossoblù, che annaspano nell'organizzazione difensiva biancoleste e si perdono in inutili giocate. Praticamente insuperabili Dias e Radu, soprattutto il brasiliano nel gioco aereo. I cambi, Sculli per Palladino e Fatic per Tomovic, non scuotono il Genoa che, anzi, perdono Bocchetti per doppia ammonizione. Alla Lazio, con Zarate (fuori Rocchi) e Cruz (out Floccari) forze fresche, non resta che rallentare il ritmo e sfruttare la superiorità numerica che potrebbe portare ancora al gol con Cruz e Zarate. Ma può bastare; per la truppa di Reja domenica prossima, quella contro l'Inter, potrebbe essere la partita decisiva.


Il Messaggero titola: "Lazio, rimonta e Genoa battuto 2-1, Dias e Floccari gol, salvezza a un passo".

Continua il quotidiano: La grinta e la voglia di riscatto dell'ex genoano Floccari consentono alla Lazio di conquistare in rimonta tre punti pesanti al Ferraris in chiave salvezza contro un Genoa poco incisivo e sempre più decimato dagli infortuni. Il centravanti che Lotito può riscattare da Preziosi lotta su mille palloni, fa salire la squadra, costringe gli avversari a fermarlo solo con i falli e, soprattutto, segna il gol del 2-1 finale che porta la Lazio sei punti lontano dall'Atalanta, terz'ultima. Il Genoa, nonostante i proclami della vigilia di Gasperini, gioca una gara incolore ed esce dal campo tra i fischi. I tifosi si sono illusi dopo il vantaggio conquistato con un tiro da fuori area di Palacio e si sono poi arresi di fronte ai soliti svarioni difensivi, che prima hanno dato a Dias l'opportunità di colpire quasi indisturbato di testa da centro area su cross da calcio d'angolo per l'1-1, poi hanno consentito a Floccari di rubare palla in area per il gol della vittoria. Chiuso il primo tempo in vantaggio, la Lazio ha controllato facilmente gli avversari nella ripresa, facilitato anche dalla espulsione di Bocchetti, che al 24' prende il secondo giallo per una inutile trattenuta a centrocampo. Poco prima anche l'allenatore della Lazio Reja era stato espulso per proteste. Il primo tempo è di marca laziale.

All'8', la squadra di Reja va sotto di un gol grazie alla rete di Palacio, bravo a sfruttare una punizione battuta velocemente dai suoi con i biancocelesti imbambolati, ma da quel momento si getta in avanti alla ricerca del pari che arriva al 25', dopo che il Genoa si è divorato un contropiede in 4 contro 3. Dias è bravo a superare Scarpi con un colpo di testa da centro area su calcio d'angolo da destra. La difesa rossoblù, rimasta a guardare, concede il bis al 32' quando controlla male una palla in area: l'ex Floccari ne approfitta e di destro supera Scarpi mettendo palla nell'angolo lontano. Il Genoa reagisce con alcune belle azioni in velocità e in una di queste Muslera si supera in tuffo su Palladino. La Lazio è più pericolosa però e sfiora il terzo gol con un gran tiro di Rocchi che colpisce la parte esterna dell'incrocio e poco dopo con Floccari, su cui para Scarpi. La ribattuta è preda di Rocchi che segna ma in fuorigioco. Nella ripresa il gioco latita. Il Genoa cerca il pareggio con poca convinzione e soprattutto con un evanescente Acquafresca al centro dell'attacco, la Lazio controlla con sicurezza e non corre rischi.


Dal Corriere dello Sport:

Edy Reja non sta nella pelle dopo il successo sofferto in casa del Genoa. Una vittoria importante per i biancocelesti che permette di riguadagnare tre punti sull'Atalanta, mantenere dietro il Bologna (domenica scontro diretto proprio fra la squadra di Mutti e di Colomba) e agganciare a quota 40 il Catania. Un risultato non da poco per il club romano che grazie ai tre punti di oggi ha fatto un passo decisivo verso la tanto agognata salvezza. Reja però cerca di smorzare gli entusiasmi: "La Lazio non è ancora salva. Certo abbiamo fatto un grandissimo passo in avanti, soprattutto perché sono punti che fanno bene al morale dopo il risultato negativo contro la Roma. Dopo il 2-1 di domenica scorsa eravamo davvero dispiaciuti per il risultato e non per il gioco dato che avevamo fatto vedere delle ottime cose. Oggi contro il Genoa abbiamo dimostrato che stiamo bene, dobbiamo fare ancora dei punti per metterci al sicuro, ma è certo che siamo in crescita". La tensione di Reja è stata palpabile per tutta la partita. Dopo l'iniziale vantaggio di Palacio il tecnico biancoceleste ha manifestato molta preoccupazione dalla panchina ma la squadra è stata capace di reagire. Poi nella ripresa è arrivato il terzo cartellino rosso della stagione per l'allenatore ex Napoli che nel dopo partita vuole precisare di non aver insultato nessuno: "La tensione è molto alta, poi sono spesso fuori dall'area tecnica e qui a Marassi ci sarà mezzo metro tra la linea bianca della mia area e quella del fallo laterale. Esco spesso per chiamare i miei giocatori, per dare disposizioni e quindi sono stato punito per quello, ma voglio precisare che non ho insultato nessuno".

Ora l'attenzione si sposta a domenica prossima quando la Lazio riceverà in casa l'Inter di Mourinho in piena lotta con la Roma per lo scudetto. Da questo punto di vista Reja promette serietà anche se il suo sorriso sottolinea come fra sette giorni ci sarà un clima particolare allo Stadio Olimpico: "Io penso che contro l'Inter non perderemo e soprattutto ci serviranno dei punti. In questa squadra ci sono giocatori importanti con grandi valori. Quando sono arrivato la squadra ha trovato subito la condizione fisica e conseguentemente il gioco. Sto allenando dei giocatori che a livello qualitativo sono da metà classifica in su. Ora stiamo mostrando il nostro vero valore. Dias? È stato il miglior giocatore per due anni del campionato brasiliano. Qui ha avuto qualche difficoltà all'inizio anche perché quello italiano è un torneo completamente diverso, ma qui ci troviamo di fronte ad un giocatore importante. Devo fare i complimenti a Lotito e Tare per questo acquisto".

Infine Reja vuole togliersi il classico sassolino dalla scarpa nei confronti di Sergio Zarate, fratello dell'attaccante biancoceleste (anche oggi subentrato a metà secondo tempo e autore di una prova sottotono) che in settimana aveva nuovamente accusato il tecnico goriziano di utilizzare poco e male il fantasista argentino: "Certi personaggi meno parlano meglio è. Soprattutto per la condizione di classifica in cui ci troviamo. Prima di far muovere la lingua bisogna fare in modo che il cervello sia collegato".