Domenica 26 maggio 1991 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Sampdoria 3-3


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26 maggio 1991 - 2489 - Campionato di Serie A 1990/91 - XXXIV giornata

LAZIO: Fiori, Lampugnani, Sergio, Pin, Gregucci, F.Marchegiani, A.Bertoni (65' Bergodi), Bacci, Riedle, Sclosa, Saurini. A disp.: Orsi, Soldà, Domini, Madonna. All. Zoff.

SAMPDORIA: Pagliuca, Lanna, Katanec, Bonetti, Vierchowod, Pellegrini, Lombardo, Cerezo (46' Invernizzi), Vialli (70' Pari), R.Mancini, Dossena. A disp.: Nuciari, Mannini, Branca. All. Pezzotti. D.T. Boskov.

Arbitro: Sig. Chiesa (Livorno).

Marcatori: 1' F.Marchegiani, 9' Riedle, 22' Vierchowod, 38' R.Mancini (rig), 49' R.Mancini, 71' F.Marchegiani.

Note:

Spettatori: paganti 18.610: incasso 541 milioni e 30 mila; abbonali 15.816; quota 460 milioni e 932 mila lire.


Il biglietto (arancione) in "Monte Mario"
Una fase di gioco
Il biglietto (grigio) in "Curva Nord"
Sclosa contro Katanec
Il biglietto (rosso) in "Distinti Nord"
Dal Guerin Sportivo; commenti sulla gara

Presi due gol in nove minuti, Pagliuca ha guardato disperato la panchina e Boskov è rinsavito. Vierchowod sciaguratamente piazzato su Saurini, si è spostato su Riedle coprendo la voragine che si era creata al centro dell'area blucerchiata. Qui è finita la festa della Lazio ed è cominciata quella di Mancini con la complicità di Zoff, che ha assistito serenamente al naufragio di Lampugnani per tutta la partita. Tre a tre il risultato finale, con tante occasioni mancate da una parte e dall'altra. Insieme con Zoff e Boskov nell'angolo dei cattivi finisce anche l'arbitro Chiesa, troppo generoso sull'episodio del rigore e portato naturalmente all'errore nell'assegnare i falli. Un minuto di gioco e la Lazio è già in gol. Lombardo si fa largo in difesa, poi forse si spaventa vedendosi accanto il biondissimo Vialli e consegna la palla a Marcheggiani. Il laziale ringrazia e batte Pagliuca.

Passano otto minuti e Riedle punta l'area sampdoriana, il tedesco con una finta mette seduto Lanna, guarda Pagliuca e sistema anche il portiere con un pallonetto. Samp in bambola, la salvano Vierchowod e Mancini. Lo stopper fa subito capire a Riedle che non è il caso di agitarsi tanto, Mancini ipnotizza Lampugnani e Bacci. I due biancazzurri si sveglieranno solo sotto la doccia. Comincia Bonetti, al 21', con un tiro da lontano a spaventare Fiori. Sessanta secondi e un lancio di Cerezo mette in crisi Bacci. Palla che schizza su Vialli, Gregucci lo mette giù. Mancini inventa una punizione diabolica che Fiori riesce solo a deviare sulla traversa, rinvio corto di Sergio e Vierchowod è bravo a mettere in rete tra Fiori e Pellegrini.

Ancora Cerezo scatena Mancini e il povero Lampugnani non può far altro che stenderlo al limite dell'area. Punizione di Bonetti, Fiori questa volta blocca. Riedle duetta con Saurini, Vierchowod si arrabbia e quando il tedesco ci riprova lo abbatte senza neanche guardare il pallone. L'arbitro assiste imperturbabile. Cerezo trotta come un ragazzino, l'età viene fuori impietosa quando Dossena lo lancia verso Fiori. Il brasiliano arriva primo sul pallone, ma con la lingua di fuori e tira sulla bandierina del calcio d'angolo. Al 38' il rigore. Cross di Bonetti, Katanec di testa metto al centro dove arriva Cerezo. Altro colpo di testa, pallone che centra la schiena di Mancini e rimbalza verso Katenec. Il sampdoriano allarga le braccia e precipita al suolo. Alle sue spalle c'era Sclosa, per l'arbitro è rigore. Batte Mancini e Fiori si arrende.

Due tentativi di Riedle che si spengono sui piedi di Vierchowod, poi nuovo show di Mancini. Lampugnani e Bacci lo applaudono ammirati. Due dribblig e passaggio finale per Vialli, che a cinque metri da Fiori liscia ignobilmente il pallone. L'inizio della ripresa è una beffa per la Lazio. Pellegrini resta a terra in mischia, i biancazzurri buttano fuori il pallone. La Samp restituisce la sfera con un lancio lungo su Lampugnani. Il terzino vede Mancini arrivare da lontano, ha paura e passa a Gregucci. Lo stopper non riesce a rinviare. Mancini arriva, gli toglie il pallone, se ne va verso Fiori e segna. Non è giusto e il destino dà una mano alla Lazio. La spalla di Pellegrini devia un tiro innocuo di Bergodi, Pagliuca tocca sulla traversa e Marcheggiani di sinistro pareggia. Tutti contenti e praticamente la partita finisce qui.

Una partita divertente, difese allegre e tanti gol. Negli spogliatoi di Lazio e Sampdoria i commenti sono apparsi in linea con il clima di fine-campionato. « All'inizio siamo stati troppo ingenui - ha detto Boskov con una leggera punta di risentimento -: pensavamo di disputare l'ultimo impegno del torneo in scioltezza contro una Lazio rassegnata. Abbiamo sbagliato molto. Ma sul 2 a 0 i miei giocatori hanno capito che non potevano macchiarsi la faccia. Hanno saputo reagire vigorosamente. Giusto il risultato». Sfoggiando un brillante sull'orecchio sinistro, Pagliuca è sembrato già proiettato sul prossimo impegno di Coppa Italia con la Roma che promette ben altre emozioni: «Speriamo che sia una festa di sport e che vinca il migliore, cioè la Sampdoria - ha scherzato il portiere doriano -; certo, contro la Roma vista nella finale di Coppa Uefa, dovremo tornare all'Olimpico con una concentrazione totalmente diversa. La Lazio ci ha sorpreso con un gol lampo. La seconda rete ci ha svegliati. Siamo campioni d'Italia, non potevamo permetterci di perdere». Zoff è sembrato piuttosto contrariato anche se ha sottolineato la positiva prova della sua squadra: «Sono emerse certe nostre ingenuità che ci hanno accompagnato durante l'anno». Sulla Juventus che è rimasta fuori dalla Uefa, secco il giudizio dell'ex allenatore bianconero: «Dopo tanti anni, brucia non giocare in Europa. Ma io penso alla Lazio, i problemi della Juve non mi riguardano». Molti sostenitori laziali hanno dato sfogo alla loro rabbia per il sorpasso della Roma, l'ultimo traguardo da difendere, ormai sfumato. «Finire alle spalle dei cugini è una vergogna - urlava un tifoso alla testa di un folto manipolo: vorremmo sapere perché sono state scelte le riserve per affrontare la Samp».

Fonte: La Stampa