Domenica 26 marzo 1944 - Roma, stadio Rondinella - Lazio-1° Corpo Vigili Fuoco 1-0


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26 marzo 1944 - Campionato Romano di calcio Divisione Nazionale (XIª Zona) 1943/44 - XII giornata

LAZIO: Rega (I), Valenti, De Pierro, Gualtieri, Andreolo, Risso, Mancini, Longhi (I), Lombardini, Capponi, Koenig.

1° CORPO DEI VIGILI DEL FUOCO: Ricci, Loveri, Biagini, Roccasecca (I), Antinori, Grassi, Ippoliti, Roccasecca (II), Gabelli, Fiorelli, Longo.

Arbitro: sig. Cappucci di Roma

Marcatori: st 35' Capponi.

La presentazione del Littoriale
Rega blocca il pallone. Gli sono vicini Gualtieri e Risso. Lontano Valenti
Ricci, elevandosi fra un gruppo di giocatori, arresta e respinge lontano un pericoloso pallone. Lombardini tenta invano di ostacolare l'azione del portiere il quale è protetto da Antinori. Completano il quadro Grassi a sinistra e Roccasecca (I) a destra
Piccola presentazione della parita
Il luogo dell'attentato
Via Rasella: truppe tedesche tengono di mira le finestre
Alcuni ufficiali parlano
Panzer tedesco in piazza Venezia
Un momento dell'attentato a via Rasella del 23 marzo

Il 23 marzo i partigiani al comando di Carlo Salinari (Spartaco), Franco Calamandrei (Cola) e Mario Fiorentini (Giovanni) e con l'appoggio operativo di Rosario Bentivegna (Paolo) e Carla Capponi (Elena) compiono un'azione di guerra con esplosivo in Via Rasella durante il transito di una compagnia in assetto di guerra del I° battaglione del Reggimento Polizei SS Bozen, composta da 156 uomini. L'azione si concluse con la morte di 32 SS e il ferimento di altre 110 (una sarebbe morta in ospedale il giorno dopo). I partigiani non subirono perdite mentre furono uccisi per le conseguenze dello scoppio un ragazzo e due civili. Il giorno dopo Kappler, capitano delle SS, per vendicare l'attentato, forse su ordine diretto di Adolf Hitler, comandò l'uccisione degli ostaggi che avvenne nelle cave di pozzolana alle Fosse Ardeatine. Vi trovano la morte 335 italiani, tra partigiani e civili già in carcere o rastrellati per caso e 75 ebrei detenuti per motivi razziali. Il giorno della gara e in quelli successivi si susseguirono numerose sparatorie con vittime tra i partigiani e fascisti in piazza Santa Maria Maggiore, in Via Orvieto e al Quarticciolo.