Domenica 2 maggio 2010 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Inter 0-2


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2 maggio 2010 - 3.380 - Campionato di Serie A 2009/10 - XXXVI giornata - inizio ore 20.45

LAZIO: Muslera, Biava, Dias, Radu, Lichtsteiner, Brocchi (85' Scaloni), Baronio (61' Hitzlsperger), Mauri, Kolarov, Floccari (68' Foggia), Zarate. A disposizione: Berni, Siviglia, Firmani, Rocchi. Allenatore: Reja - in panchina G.Lopez causa squalifica del tecnico titolare.

INTER: Julio Cesar, J.Zanetti, Lucio (75' Cordoba), Samuel, Chivu, Maicon, T.Motta, Cambiasso, Stankovic, Eto'o (73' Muntari), Sneijder (68' Milito). A disposizione: Toldo, Materazzi, Mariga, Balotelli. Allenatore: Mourinho.

Arbitro: Sig. Bergonzi (Genova) - Guardalinee Sigg. Calcagno e Nicoletti - Quarto uomo Sig. Giannoccaro.

Marcatori: 45' Samuel, 70' T.Motta.

Note: serata fresca, terreno scivoloso per la pioggia caduta nel pomeriggio. Ammoniti Zarate e Cambiasso per gioco scorretto. Angoli 5-5. Fuorigioco 0-4. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 50.000 circa.


La rete di Samuel (Foto AP)
Mauro Zarate in azione (foto Ansa)
L'attaccante argentino in azione di dribbling (foto Ansa)
Roberto Baronio in un fotogramma dell'incontro (foto Ansa)
Sergio Floccari contrastato dal nerazzurro Chivu (foto Ansa)
Lo striscione apparso in Curva Nord dopo le reti interiste (foto Ansa)

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio, notte surreale. Inter prima senza ostacoli. Controsorpasso e +2 sulla Roma della squadra di Mourinho, che batte 2-0 la Lazio. Colpi di testa di Samuel nel recupero del primo tempo e di Thiago Motta al 25' della ripresa. L'Inter resta in vantaggio di due punti a due giornate dalla fine".

Continua la "rosea": Di 5 maggio ce n'è uno, il 2 maggio ha tutto un altro sapore. L'Inter è di nuovo sola in vetta. La squadra di Mourinho arriva all'Olimpico e supera quello che da tutti era indicato come l'unico (e ultimo) vero ostacolo nel cammino scudetto. La Roma è ricacciata a meno due punti, a 180 minuti dalla fine. E a dividere i nerazzurri dal loro diciottesimo titolo restano ora Chievo e Siena. Prima arriva il gol di Samuel allo scadere del primo tempo, poi, al 25' della ripresa, ecco il raddoppio di Thiago Motta che dà il via alla festa di uno stadio che, per motivi diversi, è tutto da una parte sola. Che non sarebbe stata una partita "normale" lo si è capito da subito. Fuori dallo stadio si vendono sciarpe nerazzurre tra i sorrisi dei laziali, dentro tifosi nerazzurri (almeno seimila) e biancocelesti si uniscono in ogni coro, da "a Roma solo la Lazio" a "chi non salta è giallorosso". E gli striscioni, sotto gli occhi di un divertito Andrea Bargnani, laziale doc: da un suggestivo "scansamose" a "Mou vinci per noi" in Tevere. L'annuncio delle formazioni è un unico "olè" e in questa atmosfera da festa grande, complice anche il pareggio dell'Atalanta che tranquillizza i laziali in campo e sulle tribune, prende il via la partita. Passano tre minuti e l'Inter, schierato con un prudente 4-3-2-1 con Eto'o unica punta, comincia a collezionare occasioni. Prima una bella palla di Eto'o messa in mezzo ma nessun interista ci arriva, poi un violento colpo di testa di Maicon e Muslera compie la sua prima prodezza.

Ecco, Nando Muslera. Sembra lui il vero rivale dell'Inter. Prima interviene alla grande su un tiro dalla distanza di Thiago Motta (al 9'), poi sulla punizione di Sneijder (al 10') e ancora esce e spazza su una percussione di Eto'o (al 13'). La Lazio risponde con un tiro indolore di Floccari, in campo insieme a Zarate, e al 15' con una botta da fuori di Kolarov che finisce di poco fuori. E il serbo viene ricoperto di fischi dalla sua curva. Al 24' punizione per l'Inter, Sneijder si prepara al tiro e la Nord intona "Muslera mettete a sede". Non lo fa e resta in piedi e pronto anche due minuti dopo quando Radu rischia l'autorete. Al 36' Sneijder si ritrova solo di fronte a Muslera che prende coraggio e toglie regolarmente la palla dai piedi dell'olandese, ci arriva Eto'o che a porta vuota tira fuori. Passa un minuto e ancora Eto'o ha sui piedi l'occasionissima per il vantaggio ma è il portiere biancoceleste è in stato di grazia e riesce a deviare. E lo stadio: "Bisogna perdere, in porta scansate" e ancora "giocate quando ve pare". Al 42' ci risiamo: Eto'o a un passo dalla porta, Muslera esce bene. E' un assedio nerazzurro, con la Lazio che combina davvero poco. E il gol alla fine arriva: è il 46' quando Samuel anticipa Dias, raccoglie il lungo cross di Sneijder sul secondo palo e di testa segna nell'angolo opposto. Esplode tutto l'Olimpico. L'Inter torna negli spogliatoi da capolista. I ritmi nella ripresa precipitano. I nerazzurri sono soddisfatti del risultato e puntano a mantenerlo, la Lazio non sembra voler disturbare troppo. Si gioca praticamente solo a centrocampo, le squadre fanno possesso palla, nessuna occasione realmente pericolosa da una parte e dall'altra.

Al 23' Mourinho toglie Sneijder e inserisce Milito. L'Inter si sveglia: prima Eto'o impegna Muslera che devia in angolo, poi – sugli sviluppi del corner - Thiago Motta salta più in alto di tutti e raddoppia. Mentre i laziali mostrano un ironico "Oh nooo...". Al 28' entra Muntari ed esce anche Eto'o, due minuti dopo dentro Cordoba per Lucio: mercoledì c'è la finale di Coppa Italia e l'idea della storica tripletta per Mourinho è sempre più stuzzicante. La gara continua senza brividi, giusto una parata facile di Julio Cesar su tiro di Hitzlsperger, una percussione di Zarate fermato regolarmente in area e un colpo di testa mancato da Milito allo scadere. Arriva il fischio finale: parte la festa, con lo stadio che intona "vinceremo/vincerete il tricolor...".


Il Messaggero così racconta la gara:


Rinfrancata dal pareggio dell'Atalanta con il Bologna che praticamente condanna i bergamaschi alla retrocessione (5 punti di svantaggio con due partite da giocare), la Lazio scende in campo contro l'Inter, senza grossi problemi di fare punti. Al 2' Eto'o in area per Sneijder, palla in angolo. Sul corner testa di Maicon, Muslera para d'istinto. Risponde Zarate con un tiro fuori. All'8' Thiago Motta spara da 30 metri di sinistro, Muslera rimedia con i pugni. Al 9' punizione di Sneijder, Muslera in angolo. All'11' slalom di Zarate, palla a Floccari, che è in ritardo. Al 15' Kolarov scambia con Floccari e tira dal limite, fuori di poco. Fischi del pubblico. Al 25' incursione di Zanetti, la palla rimbalza su Dias e finisce fra le braccia di Muslera. Si gioca nella metà campo della Lazio. I biancocelesti si riaffacciano nell'area interista al 30' e guadagnano un angolo. Al 35' clamorosa occasione per l'Inter: Thiago Motta per Sneijder, Muslera alla disperata gli toglie la palla che finisce a Maicon, tiro fuori. Un minuto dopo ancora l'uruguayano salva su Eto'o. Lo stadio disapprova. L'Olimpico biancoceleste ha vigorosamente disapprovato la prestazione di Muslera nel primo tempo, per esplodere al gol interista. In precedenza dalla Curva Nord si era levato il coro "se vincete ve menamo", ripetuto più volte all'indirizzo di Baronio e compagni.

"Scansamose" è uno striscione apparso alla metà del primo tempo. Al 37' ammonito Cambiasso. Al 40' Chivu semina il panico in area, subito dopo Eto'o viene murato dalla difesa laziale. Al 42' risponde Zarate in dribbling fra i difensori nerazzurri, deviato in angolo. Giallo all'argentino per un fallo su Thiago Motta. Al 45' Sneijder in area per Samuel, testa e gol. La tifoseria laziale esplode, in curva appare lo striscione "Oh noooo". Inizia il secondo tempo con gli applausi di tutto lo stadio per uno striscione che rende omaggio a "Mourinho unico uomo vero". Al 51' Samuel tenta il bis di testa, tiro rimpallato da Eto'o sulla linea. Primo cambio al 60': Hitzlsperger rileva Baronio. Al 67' Milito in campo per Sneijder, mentre Foggia sostituisce Floccari. Al 68' bel tiro a giro di Eto'o, Muslera devia in angolo. Sull'angolo raddoppia Thiago Motta di testa. Lo stadio esulta, riappare lo striscione "Oh noooo". Al 72' nuovo cambio: fuori Eto'o, dentro Muntari. Due minuti dopo in campo Cordoba per Lucio. All'85' Scaloni per Brocchi. Tre minuti di recupero e Olimpico in festa.


Il Corriere della Sera riporta:

L'Inter conquista tre punti facili sul campo della Lazio, i cui tifosi hanno applaudito il successo nerazzurro che rimette la Roma a inseguire i nerazzurri. A due giornate dalla fine, l'Inter ha superato l'unico ostacolo che, in teoria, poteva essere difficile. In realtà non lo è stato. Il duello con la Roma rimane virtualmente aperto, ma soltanto un clamoroso infortunio può scucire lo scudetto dalla maglia dei nerazzurri. Alle spalle dei duellanti per il titolo, il Milan, con il successo di rigore sulla Fiorentina, si conferma al terzo posto. Per l'ultimo posto che vale la Champions, vincono sia il Palermo sia la Samp. La Juve, con un pari a Catania, abbandona anche l'ultima teorica chance di qualificarsi per la massima coppa europea e va in Europa League insieme al Napoli. Nella prossima giornata scontro diretto tra blucerchiati e rosanero decisivo per stabilire chi parteciperà alla prossima edizione della Champions League. Intanto, oltre al Livorno, c'è già un'altra squadra retrocessa: il Siena. A un passo dalla B anche l'Atalanta, che in dieci stava battendo 1-0 il Bologna ma, dopo aver fallito anche un rigore, un'autorete a 6 minuti dalla fine ha (quasi) condannato i bergamaschi.

Lo scenario, alla rete dell'1-0 di Samuel (ultimo minuto del primo tempo) è singolare e insieme previsto: esultano i tifosi della Lazio, applaudono la rete degli avversari che sono, soprattutto, gli avversari della Roma per il titolo. Ed espongono striscioni già preparati per "festeggiare" degnamente la sconfitta della propria squadra con striscioni destinati ai giallorossi che portano scritte scritte come "Oh noo". Una "soddisfazione" resa sicuramente più facile e spensierata dallo sfortunato difensore atalantino Peluso, che nel pomeriggio con un autogol a 6 minuti dalla fine aveva tolto alla sua squadra due dei tre punti fino a quel punto guadagnati contro il Bologna. Con il successo, i bergamaschi sarebbero saliti a 3 lunghezze dalla Lazio, che si sarebbe trovata vicina al rischio retrocessione. All'Olimpico s'è giocata una partita senza storia. Molte occasioni sprecate dall'Inter, nessun rischio serio corso da Julio Cesar per le iniziative degli attaccanti laziali, a parte forse un tiro di Kolarov nel primo tempo, finito fuori di poco. Nella ripresa, mentre i tifosi biancocelesti espongono uno strisicione per Mourinho "uomo vero in un calcio finto", non si vede certo un assalto dei giocatori della Lazio alla ricerca del pareggio: i biancocelesti non tirano in porta nemmeno una volta e subiscono il 2-0 al 24' (gol di testa di Thiago Motta) mentre i loro tifosi esultano, saltano di gioia sugli spalti e intonano cori contro la Roma: una bella festa per gli interisti e per chi si accontenta.