Domenica 30 settembre 2007 - Reggio Calabria, stadio Oreste Granillo - Reggina-Lazio 1-1


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

30 settembre 2007 - 3.245 - Campionato di Serie A 2007/08 - VI giornata - inizio ore 15.00

REGGINA: Campagnolo, Lanzaro, Valdez, Aronica, Modesto, Barreto, Cascione, Hallfredsson, Vigiani (74' Missiroli), Amoruso, Cozza (56' Joelson). A disposizione: Novakovic, Cherubin, Alvarez, Tullberg, Ceravolo. Allenatore: Ficcadenti.

LAZIO: Muslera, Behrami, Stendardo, Cribari II, Kolarov, Mudingayi, Baronio (62' Ledesma), Mutarelli (46' Mauri), Manfredini, Makinwa, Rocchi (76' Tare). A disposizione: Ballotta, Scaloni, Zauri, Pandev. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Tagliavento (Terni) - Assistenti Sigg. Stagnoli e Copelli - Quarto uomo Sig. Herberg.

Marcatori: 8' Cozza, 73' Kolarov.

Note: pomeriggio di sole, terreno in buone condizioni. Espulso al 92' Modesto per ingiurie nei confronti di un assistente. Ammoniti: al 10' Lanzaro, 25' Kolarov, 44' Baronio, 68' Manfredini, tutti per comportamento scorretto, al 90' Campagnolo per proteste. Calci d'angolo: 2-5. Falli commessi: 26-25. Tiri in porta 3-2. Tiri fuori 2-8. Fuorigioco 2-0. La Reggina ha colpito un palo. Recuperi: 6' p.t., 4' s.t.

Spettatori: paganti 869 per un incasso di 15.973 euro, abbonati 9.300 per una quota non comunicata.


La rete di Cozza per il vantaggio reggino
Aleksandar Kolarov scocca il tiro vincente...
... e la palla finisce in rete per il pareggio biancoceleste
Un particolare della prodezza del difensore laziale
Il portiere amaranto battuto dal tiro di Aleksandar Kolarov
Il serbo festeggiato dai compagni
Christian Manfredini in azione
Valon Behrami e Gaby Mudingayi in azione, sullo sfondo Tommaso Rocchi
Un momento della gara
Tommaso Rocchi in un fotogramma della gara
Cristian Ledesma e Guglielmo Stendardo

Un capolavoro del giovane serbo Kolarov toglie alla Reggina la prima vittoria stagionale, inchiodandola sul pareggio contro una Lazio dai due volti: troppo rinunciataria nel primo tempo, più tenace nella ripresa. Il risultato forse punisce di più i padroni di casa, mentre tra i biancocelesti le attenzioni sono rivolte alle condizioni di Rocchi per la partita di Champions contro il Real Madrid. Al "Granillo" Ficcadenti si affida al solito 4-3-3, con Amoruso affiancato in avanti da Cozza e Vigiani, che vincono i rispettivi ballottaggi con Tullberg e Joelson. Delio Rossi concede invece ampio turn-over in vista dell'impegno di mercoledì. La regia del centrocampo è affidata a Baronio, vice di Ledesma, in attacco Makinwa prende il posto di Pandev accanto a Rocchi, mentre dietro le due punte c'è Manfredini e non Mauri. Che la Lazio pensi alla Champions si vede fin dai primi minuti. I padroni di casa si mostrano subito più convinti e all'8' trovano il meritato vantaggio. Sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla trequarti, la difesa biancoceleste si addormenta, lasciando Amoruso libero di appoggiare per Cozza nel cuore dell'area: il numero 10 reggino infila Muslera con un preciso e potente diagonale. Sotto di un goal, la Lazio reagisce spostando il proprio baricentro in avanti, ma a partire da metà primo tempo è di nuovo la Reggina a fare la partita.

Nel secondo tempo Delio Rossi prova subito la carta Mauri al posto di Mutarelli per dare più sostanza alla fase offensiva. Al 3' Kolarov impegna Campagnolo con una bella conclusione da fuori. La Lazio sembra più convinta, però si espone fatalmente alle ripartenze della Reggina, che al 6' va vicina al raddoppio: tiro dalla distanza di Barreto, deviazione di Cozza e palla che si alza a campanile, Muslera riesce a toccare la sfera quanto basta per farla rimbalzare sulla traversa. Reggina ancora pericolosa al 10', manovra corale degli amaranto, palla per Modesto che mette a sedere un difensore e poi calcia clamorosamente fuori. La Lazio è poco pericolosa in attacco e in fase difensiva concede troppo. Al 19' un'ingenuità di Stendardo apre un'autostrada a Hallfredsson sulla sinistra, cross per Amoruso il cui destro finisce a lato. La Reggina a questo punto pecca di non essere riuscita a chiudere la partita. La squadra di Rossi infatti prende il sopravvento, grazie anche all'ingresso di Ledesma per uno spento Baronio, e al 29' pareggia con una prodezza di Kolarov: destro potentissimo da 30 metri e Campagnolo battuto, 1-1. La Lazio poi perde Rocchi, per un infortunio alla caviglia che preoccupa la panchina biancoceleste, e di Behrami, la Reggina non ha più le forze per il forcing finale e l'1-1 non cambia.


La Gazzetta dello Sport titola: "La Lazio-2 si salva ma perde Rocchi. A riposo i titolari: Kolarov firma da 40 metri l'1-1 con la Reggina. Sospetta distorsione a una caviglia: la punta deve saltare il Real".

Continua la "rosea": Questione di lati, per dirla con espressione alla moda. Alla Lazio è bastato mostrare il proprio "B side" per salvare la pellaccia contro una Reggina versione "lato A", nella veste migliore. Il classico punto di quelli che tirano a campare, nella speranza che arrivino giorni più felici. Certo è che la Champions League condiziona. In vista del Real Madrid, Delio Rossi ha tenuto in panchina i titolari Zauri, Ledesma, Mauri e Pandev e ha riciclato Baronio, dato per disperso da tempo. Un eccesso di prudenza sconfinato nella beffa: nel finale Tommaso Rocchi si è azzoppato - sospetta distorsione alla caviglia sinistra - e pare impossibile che recuperi per mercoledì. Insomma, una tristezza di pareggio e tra i laziali c'è chi ha mormorato: "Sarebbe stato meglio perdere la partita, non Rocchi". Si sono viste due Lazio differenti. Quella del primo tempo cugina in ottavo grado della squadra che siamo abituati ad ammirare. Quella della ripresa di decenti fattezze, grazie agli innesti progressivi di Mauri e Ledesma. Non che questi due abbiano combinato sfracelli - tutt'altro -, ma con loro la Lazio ha imboccato sentieri consueti, meno scivolosi, e ha raddrizzato la giornata. A ciò si aggiunga il fisiologico calo della Reggina indotto dall'uscita di Ciccio Cozza, che al 10' della ripresa non ne aveva più e ha chiesto di uscire. Fuori Cozza, la Reggina ha smesso di avere idee e ha arruffato calcio. Massimo Ficcadenti ci ha messo un po', ma al dunque l'ha capito: la Reggina non può prescindere da Ciccio Cozza. Di più, se c'è una possibilità di salvezza, questa passa per i dialoghi tra Cozza e Nick Amoruso, alla faccia di chi sostiene che costoro non possano coesistere. Perché c'è stato qualcuno a Reggio che ha avuto la faccia di elaborare la panzana. Cozza e Amoruso sono vecchietti, hanno 33 anni, la squadra non può permettersi tutti e due in contemporanea... Per favore, fateci il piacere.

E chi dovrebbe giocare? Il misterioso danese Tullberg? Il trasparente brasiliano Joelson? Cozza e Amoruso sono inscindibili e lo dimostra il modulo duplex anti Lazio: 4-3-2-1 in possesso palla e 4-4-1-1 in ripiegamento, con Vigiani reversibile, fantasista aggiunto all'atto di offendere ed esterno destro al momento di difendere. Il gol della Reggina? Sponda di Amoruso, diagonale di Cozza e abbiamo detto tutto. Gli amaranto hanno avuto il torto di non chiudere la partita, nonostante ne abbiano avuto l'opportunità. Muslera e la traversa hanno disattivato una fortunosa deviazione di Cozza. Modesto, dotato di discreto sinistro, si è giocato col destro un faccia a faccia col baby portiere argentino. Sbaglia qui e sbaglia là, è arrivato l'1-1 e fine dei discorsi. Rilucidare Baronio non è stata una buona idea. Idem riproporre Manfredini trequartista. Partito col 4-3-1-2, Delio Rossi si è corretto a metà del primo tempo: 4-4-2, con Mutarelli a destra e Manfredini a sinistra. Salvo ritornare alle origini nella ripresa, con Mauri tra le linee. Una girandola di moduli che hanno stordito il gruppo e fatto perdere tempo. Passi per Pandev, da conservare in vista del Real Madrid, ma non si poteva dare una chance a Simone Del Nero, seppure part-time? Perché spedirlo in tribuna? E sia chiaro che se Kolarov non avesse pescato il tiro della domenica, un sinistro millesimato da 35-40 metri, saremmo qui a scrivere di delusione Lazio. Nella sostanza cambia poco. Amoruso e Cozza sono eco-sostenibili, Champions League e campionato no: faticano a reggerle Milan e Inter, figurarsi la Lazio encomiabilmente "low cost" di Lotito.