Domenica 5 ottobre 1997 - Milano, stadio Giuseppe Meazza - Inter-Lazio 1-1


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5 ottobre 1997 - 2750 - Campionato di Serie A 1997/98 - V giornata

INTER: Pagliuca, Bergomi, Sartor, Galante, Zanetti, Moriero, Winter, Fresi, Simeone (74' Ganz), Ronaldo, Djorkaeff (86' Cauet). A disposizione: Nuzzo, West, Mezzano, Berti, Recoba. Allenatore: Simoni.

LAZIO: Marchegiani, Negro, Nesta, G.Lopez, Pancaro, Fuser, Almeyda, Jugovic, Nedved (62' Rambaudi), R.Mancini (81' Casiraghi), Signori (69' Boksic). A disposizione: Ballotta, Marcolin, Gottardi, Grandoni. Allenatore: Eriksson.

Arbitro: Sig. Treossi (Forlì).

Marcatori: 35' Nedved, 41' Ronaldo (rig).

Note: ammoniti Pancaro, Marchegiani, Negro, Nesta e Fresi per gioco falloso, Bergomi e Jugovic per scorrettezze. Calci d'angolo: 4-7.

Spettatori: oltre 65.000, dei quali 18.158 paganti per un incasso di 814.976.000 lire; abbonati 47.498 per una quota partita di 1.272.870.360 lire.

Il vantaggio biancoceleste di Pavel Nedved
Il tiro vincente del centrocampista ceco visto da dietro la porta interista
Un altro fotogramma della rete del centrocampista ceco
Il pareggio nerazzurro su calcio di rigore
Un altro fotogramma del penalty assegnato all'Inter
Lazialità di agosto 1998
Lazialità di agosto 1998

La Gazzetta dello Sport titola: "La Lazio ferma subito la fuga dell'Inter. Non può tutto Ronaldo. E ci vuole un rigore dubbio per rimontare il gol di Nedved. La squadra di Eriksson ha meritato il pareggio ed è stata in pericolo solo nella ripresa, quando il brasiliano si è scatenato ma senza trovare nei compagni l'aiuto necessario. Simoni non è ancora riuscito a risolvere i problemi di gioco della sua squadra".

Continua la "rosea": Dopo aver già fermato il Milan, la Lazio blocca anche l'Inter a San Siro. Con lo stesso risultato (1-1) e magari stavolta con maggiori meriti. Anche perché ieri sera è passata per prima in vantaggio ed è stata raggiunta con un rigore molto dubbio, procurato da Moriero molto incline ad "inciampare" sul corpo di Marchegiani a terra. Ma il risultato può ritenersi giusto nella sostanza del gioco espresso dalle due squadre. La Lazio ha saputo chiudere molto bene la strada agli attaccanti dell'Inter ed è apparsa davvero in pericolo solo quando Ronaldo nella ripresa si è scatenato. Dal suo canto Mancini e Signori pur non incantando sono stati importanti tatticamente con il loro movimento. Hanno consentito alla squadra di rimanere più raccolti intorno alla difesa e ai centrocampisti di arrivare spesso al tiro con buone opportunità. E alla fine proprio l'uscita del ceco per infortunio, nella ripresa, ha spento le possibilità della Lazio. L'Inter così non è riuscita a sfruttare a dovere il pari del Parma, l'inseguitore più vicino. Anzi da stasera è stata avvicinata anche da Juve e Roma. Quella che poteva essere una fuga importante si è risolta in uno scivolone casalingo che conferma come Simoni non sia riuscito a risolvere tutti i problemi di gioco della squadra. Nonostante un Ronaldo che fa spettacolo a parte. Ma ieri sera il brasiliano è stato male assecondato da Moriero che nel primo tempo non si è quasi mai visto e da Djorkaeff che non è riuscito mai a mettersi in mostra. Quando il brasiliano ha deciso di fare tutto da solo, si son viste giocate entusiasmanti, ma neppure Ronaldo può risolvere la partita senza un minimo d'aiuto. E specie contro una squadra forte come la Lazio.

Serata calda, praticamente estiva. Anche per questo molta gente non è ritornata in città in tempo per assistere alla gara che pure è di grande richiamo. Finché si può, si sfrutta al massimo il week-end. Formazioni confermate: Simoni ripresenta gli stessi undici di Lecce; Eriksson ripropone in campionato il 4-4-2 sperimentato in coppa Uefa. Inizio cauto su un fronte e sull'altro. Si cerca di inquadrare la posizione degli avversari e, nel caso dell'Inter, bissare le marcature in difesa. Scontato che Sartor si occupi di Signori e Galante non perda d'occhio Mancini. Le due punte laziali si incrociano spesso e ciò crea qualche problema nei due stopper. Non succede praticamente nulla sino al 9' quando Djorkaeff dà inizio a un'azione a centrocampo, dialoga con Simeone e poi lancia Zanetti che riesce a presentarsi in area davanti a Marchegiani, ma il suo piede preferito è il destro e da sinistra può solo alzare un pallonetto senza forza che non impensierisce Marchegiani. Palla gol sprecata. Partita non velocissima e abbastanza corretta. Fresi si fa ammonire scioccamente: avendo perso palla, va a strattonare l'avversario che gliel'aveva portata via. Al 16' primo schema d'attacco studiato dalla Lazio con Mancini che attende l'inserimento veloce di Nedved per servirlo con un invitante rasoterra. L'Inter si salva in angolo. Sull'altro fronte al 18' Galante schiaccia troppo di testa su angolo e la palla, dopo aver battuto a terra, sorvola la traversa. Al 29' Ronaldo infila in porta, ma il guardalinee aveva già alzato la bandierina segnalando il suo fuorigioco.

Risposta pericolosa dei biancazzurri al 23' con Fuser che serve in verticale Signori, bravo a liberarsi dalla guardia di Sartor, ma il sinistro in corsa del capitano sfiora solo la traversa. La partita non esprime ancora la superiorità di una squadra o dell'altra. Si va avanti a fasi alterne con duelli uomo a uomo piuttosto che con manovre corali. Moriero sulla destra viene attivato poco e l'offensiva nerazzurra si canalizza sempre su Ronaldo ovviamente circondato subito da un nugolo di avversari. Al 32' Fuser conquista palla a destra sulla trequarti e crossa con precisione sull'altro versante dove si catapulta Nedved solo, ma il suo a volo è sballatissimo. La posizione era ottima. Ma Nedved si riscatta al 35'. Anche stavolta la "sponda" viene da Mancini, un tocco che fa filare in avanti la palla al ceco già in piena corsa, Fresi è tenuto a distanza e il diagonale in porta è inesorabile. La reazione dell'Inter al 38' porta Simeone a un passo da Marchegiani, ma la girata dell'argentino su appoggio di testa di Galante è troppo debole e centrale. Tre minuti dopo l'Inter pareggia. In modo però poco chiaro. Ronaldo sfugge alla morsa di Nesta e Lopez, esce Marchegiani e gli porta via il pallone che però non riesce a trattenere, arriva di gran carriera Moriero che inciampa sul corpo del portiere a terra e cade. Treossi concede il rigore all'Inter e ammonisce Marchegiani. In realtà non si notano braccia o gambe del portiere contro l'attaccante. Ad ogni modo Ronaldo è implacabile dal dischetto e il punteggio eè di nuovo in equilibrio. Praticamente qui finisce il primo tempo.

Riparte subito forte l'Inter: Fresi-Winter e lancio a Djorkaeff che in corsa gira in porta con Marchegiani pericolosamente avanti: palla a lato. Risponde Signori al 3' con una girata di destro alta. Anche la girata di Ronaldo, dopo lunga e appassionante corsa con Lopez, non inquadra la porta al 5'. Ancora Ronaldo al 7' semina il panico in area della Lazio togliendo palla a tutti, anche a Marchegiani, ma alla fine ottiene solo un corner. San Siro si entusiasma. Sempre Ronaldo, su cross di Zanetti da sinistra, stoppa di petto e mette a mezzo metro dal palo. Nel frattempo la Lazio sta sulle sue pronta però sempre ad attivare Mancini e Signori che, oltre a puntare a rete, sono pericolosi per gli spazi che offrono agli inserimenti dei centrocampisti. Ancora applausi per Ronaldo al 17' quando stoppa sempre di petto e poi tenta la semirovesciata con palla appena a lato. Al 17' Nedved dolorante deve uscire lasciando il posto a Rambaudi. Ma è sempre Ronaldo a illuminare la scena: al 18' sulla sinistra va via a due uomini, grazie a un delizioso tunnel, poi tenta subito la conclusione da posizione defilata e Marchegiani riesce a bloccare. La Lazio ora ha spostato Jugovic sulla sinistra nella posizione di Nedved, mentre Fuser si accentra per dare spazio sulla destra a Rambaudi. Ma manca l'azione di sfondamento senza Nedved e allora Eriksson fa entrare Boksic al posto di Signori.

Al 28' Boksic comincia a farsi sentire: dopo una travolgente azione sulla destra con un ottimo rasoterra, manda al tiro Rambaudi che però deposita letteralmente la palla nelle mani di Pagliuca. Subito Simoni opera la sua prima sostituzione facendo uscire Simeone per dare spazio a Ganz. Boksic comunque continua a tenere sotto pressione la difesa interista. Per ora conquista corner. La sostituzione di Mancini al 36' è meno comprensibile: entra Casiraghi ma la Lazio non ha più il suggeritore per le punte. D'improvviso al 38' una girata di Moriero su lancio di Winter, palla però alta. Quando al 41' Cauet rileva Djorkaeff si capisce che ormai l'1-1 non può essere più schiodato.


Dal Corriere della Sera:

San Siro è ancora uno stadio che porta fortuna alla Lazio, capace di pareggiare come tre settimane fa contro il Milan. La squadra di Simoni deve ancora rimontare, ma questa volta il sorpasso resta un'utopia, perché i biancazzurri, dopo aver spaventato l'Inter, andando in vantaggio con una gran giocata di Nedved, si piega soltanto su rigore e resiste. Mancini non brilla, Ronaldo ha un altro passo e lo conferma anche con la Lazio. Il gol di Nedved al 35' punisce l'Inter che perde la bussola dopo venti minuti di buon gioco. La partenza nerazzurra è meno frenata di altre volte, Djorkaeff regala una palla gol a Zanetti al 9', ma la conclusione è debole e Marchegiani para. Simoni insiste con la formula più coperta, Ronaldo-Djorkaeff coppia d'attacco, centrocampo con Moriero, Winter, Fresi e Simeone e anche Eriksson sceglie la formula a due punte, con Mancini-Signori coppia d'attacco. E con il tempo è proprio il centrocampo laziale a togliere il fiato ai nerazzurri: Fuser, Almeyda, Jugovic e soprattutto Nedved non lasciano spazio ai nerazzurri.

Il risveglio laziale coincide con un diagonale alto di Signori (23'), mentre la difesa riesce a imbrigliare bene Ronaldo, che è sempre supercontrollato: Nesta e Lopez non gli danno tregua. Il brasiliano ha problemi su un prato in condizioni sempre peggiori, dove non può esprimere tutta la propria potenza e anche Djorkaeff è poco ispirato. Così la Lazio riemerge dalle paure iniziali, finché Nedved, che già aveva provato al 32', tre minuti dopo colpisce duro: sponda con Mancini e destro vincente, con l'Inter che è inspiegabilmente ferma e con Fresi che quasi accompagna l'azione avversaria. Sembra che l'Inter fatichi a ritrovarsi, Marchegiani neutralizza Galante (testa al 38'), ma lo scatto di Ronaldo, lanciato da Simeone, costringe il portiere laziale all'uscita e al contatto con Moriero, in area. L'arbitro Treossi non ha dubbi sul rigore, le immagini rallentate della tv dimostrano che il contatto è molto dubbio e forse persino inesistente. Il rigore, che tanti arbitri dal campo avrebbero fischiato, è una formalità per Ronaldo e l'Inter tira il fiato. L'avvio di ripresa dell'Inter si evolve su ritmi frenetici, ma senza grandi risultati, se non quello di scatenare San Siro in una standing ovation per Ronaldo. Il brasiliano prova a vincere da solo in area la battaglia con tre difensori della Lazio, più Marchegiani, ma alla fine si deve accontentare di un angolo.

L'importante è non demoralizzarsi e Ronaldo ci riprova subito altre due volte: la seconda sembra quella vincente e invece Marchegiani è bravo sul diagonale forte, ma non avvelenato del brasiliano (18'). La Lazio fa fatica a replicare, non ha più la freschezza del primo tempo, però qualcosa costruisce sempre, pure se Eriksson deve sostituire Nedved, infortunato, con Rambaudi, che avrebbe l'occasione buona al 28', ma spreca. Simoni non ci sta e gioca la carta del coraggio: spazio a Ganz, con Djorkaeff retrocesso a centrocampo. La partita di Mancini finisce al 37', Eriksson prova con Casiraghi, Simoni con Cauet: l'Inter ha ancora un'anima ed èquella di Bergomi. Non basta, così come non bastano le ultime accelerazioni di Ronaldo.


La Repubblica titola: "La Lazio scappa avanti, Ronaldo la riprende".

L'articolo così prosegue: Non è stata festa del gol, né festa del calcio, anche se Inter e Lazio hanno provato fino in fondo a vincere, senza accontentarsi di un pareggio che i nerazzurri hanno trovato con un rigore che non c'era. Doveva essere festa dei bomber, in realtà hanno dominato le difese, anche perché le due squadre hanno creato poche occasioni per i loro attacchi. E' stata una gara combattuta e complessivamente piacevole. L'Inter al solito è vissuta delle invenzioni un po' isolate di Ronaldo, la Lazio ha pagato la scelta di un attacco spuntato. Eriksson ha mantenuto la parola e la Lazio si è presentata effettivamente con Mancini e Signori in attacco, una scelta che lasciava perplessi, pensado a due granatieri come Casiraghi e Boksic in panchina. Entrerà al 23' della ripresa per Signori, ormai svuotato. In realtà si scoprirà che di questi tempi ai gol pensa Nedved e ogni considerazione sul "peso" dell'attacco sfuma. Chi sorprende, a dire il vero è l'Inter. Pensando alle precedenti partite, a tanti inizi dichiaratamente remissivi vedere i nerazzurri andare in pressing, pronti a ripartire con rapide accelerazioni, con buon movimento dei giocatori è una piccola novità. Ma non durerà molto. Simoni ha guardato negli occhi la Lazio ed ha spostato Winter a destra per contrastare Nedved e, gol a parte, la mossa funziona.

Anche a sinistra la coppia Simeone-Zanetti dà l'impressione di intendersi meglio. Due filosofie di gioco diverse, Lazio che manovra e lo fa all'inizio con molta attenzione, l'Inter che prova ad accelerare in verticale. Complessivamente un mix che rende la gara piacevole. Non è un caso che sia l'Inter a costruire la prima palla gol, con una bella azione sulla sinistra, con palla giocata da Simeone per Djorkaeff e puntuale servizio per Zanetti che manca la conclusione. Ronaldo è l'unica punta effettiva, Djorkaeff che dovrebbe essere la sua musa, gironzola e pasticcia, perdendo molti palloni. Nesta è attentissimo e non concede un centimetro al brasiliano. Poi la squadra biancoazzurra piano piano cuce buone trame, conquistando metri importanti a centrocampo dove Jugovic, Almeyda e Nedved cominciano ad imporsi. Ronaldo reclama una punizione dal limite al 25', Treossi ignora, poi Fuser imbecca Nedved che spara alto tentando la conclusione in corsa e prova anche Signori. Sono segnali che rivelano una supremazia laziale che si concretizza al 35' quando una bella combinazione palla a terra, prolungata centralmente da Mancini per Fuser arriva a Nedved che non sbaglia. L'Inter accusa, il vantaggio della Lazio è meritato e il resto del tempo lo conferma. Al 40' la svolta. Ronaldo si avventa con uno scatto che impressiona su un pallone che pare già di Marchegiani. Il portiere non trattiene e mentre cerca di recuperare su di lui piomba Moriero cercando il contatto. L'arbitro crede nel suo volo e concede il rigore. Ronaldo non manca dal dischetto, e si garantisce la media di un gol a partita in campionato.

Il pareggio è un dispetto alla Lazio che ha fatto fino a quel momento di più, comunque l'Inter si ripresenta molto motivata e per due volte sul lato sinistro dell'area piccola laziale Ronaldo si inventa dribbling e giochi stordenti, senza trovare lo spiraglio per il tiro. La Lazio corre e fatica molto a portare palla fino davanti all'area dell'Inter, che non si danna troppo l'anima per anticipare queste azioni. I nerazzurri aspettano, anche in dieci, sui palloni alti hanno buon gioco, poi confidano in Ronaldo che al 16' rientra in scena ed è ancora un colpo di grande effetto: controllo di petto e girata di destro che finisce a lato. Ogni volta che la palla arriva a lui per la Lazio sono attimi di paura: al 18' salta Nesta e Negro, poi però non vede Moriero e tira su Marchegiani. Entra Boksic, e al 36' anche Casiraghi per Mancini e poteva essere fatto prima. Simoni risponde con Ganz. Inutili tentativi per cercare di sbloccare il risultato.


Tratte dal quotidiano romano, alcune dichiarazioni post-gara:

"Un pari che piace a Eriksson. Visto? Siamo come le grandi". Nessuna polemica, non un'ombra di rammarico, soltanto elogi. Dopo il pareggio contro l'Inter, Eriksson si dichiara ampiamente soddisfatto: "Per noi - dice il tecnico della Lazio - era importante dimostrare di essere grandi, dopo le prove opache contro Empoli e Bari. Secondo me la Lazio ha fatto capire di non essere inferiore all'Inter, che è prima in classifica; quindi non siamo inferiori alle altre squadre del nostro campionato. Nel primo tempo abbiamo tenuto benissimo il campo, la palla ce l'avevamo sempre noi; nella ripresa l'Inter ha avuto un paio di occasioni e basta. Sono contento e orgoglioso dei miei ragazzi, non era facile giocare a Milano con questa tranquillità. La nostra classifica non è eccezionale dopo cinque giornate, ma siamo già venuti due volte a San Siro e abbiamo conquistato due punti. Per ora, va bene così. Peccato solo che loro abbiano pareggiato verso la fine del primo tempo: se avessimo iniziato la ripresa ancora in vantaggio, forse avremmo potuto vincere". Già, il pareggio dell'Inter, arrivato su rigore per un fallo poco evidente di Marchegiani su Moriero: "Ho saputo - ammette Eriksson - che le immagini danno torto all'arbitro. Ma non voglio polemizzare, diciamo che siamo stati sfortunati, andrà meglio la prossima volta...".

L'allenatore della Lazio si sofferma poi sul modulo e su alcune prestazioni individuali: "Non sarà l'ultima volta che giocheremo con il 4-4-2, ma non è neanche il nostro assetto definitivo, lo varieremo a seconda delle occasioni. I nostri quattro attaccanti, poi, sono andati bene; li ho ruotati, gestendone le forze, ed è importante per un tecnico poter disporre di elementi così validi. Mi è piaciuto Almeyda, che ha giocato come contro il Napoli: tranquillo, aggressivo, lineare. E anche Nesta ha concesso pochissimo a un fuoriclasse come Ronaldo. Insomma, dopo un pareggio qui, perché essere pessimisti? Io mi accontento". Marchegiani racconta l'episodio del rigore e lancia un grido di allarme a nome di tutti i portieri: "Pensavo che Moriero tirasse e mi sono messo con il corpo in modo tale da coprire il tiro. Invece lui ha spostato il pallone e mi è venuto addosso, inciampando su di me. Evidentemente l'arbitro ha notato una dinamica diversa nell'azione. Il fatto è che ormai ogni uscita, per noi portieri, è un rischio. Ammetto di avere qualche remora ogni volta che lascio i pali, perché gli attaccanti hanno capito il trucco: ti vengono incontro, poi all'ultimo momento spostano il pallone e ti arrivano addosso, così non puoi evitarli e l'arbitro concede il rigore. Uscire dalla porta, ormai, è un'avventura pericolosissima...".


Dalla Gazzetta dello Sport:

C'è grande rammarico fra i laziali. Non solo per il discusso rigore concesso all'Inter, ma per com'è andata tutta la gara. Luca Marchegiani spiega la sua versione sull'episodio: "Non avevo nessuna intenzione di ostacolare Moriero: pensavo tirasse, invece lui ha spostato la palla ed è inciampato su di me. Ho rivisto pure le immagini televisive, e si vede nettamente che io non ho commesso fallo. Non voglio colpevolizzare nessuno, però ormai questo è un movimento che cercano tutti gli attaccanti. Sono stato anche ammonito, perché l'arbitro ha visto un'altra dinamica dell'azione. Noi portieri, ogni volta che usciamo, ci troviamo sempre in difficoltà in queste situazioni. Siamo poco tutelati". Marchegiani sottolinea il rammarico: "Per come si è sviluppata tutta la partita. Al di là del modulo abbiamo giocato bene, meglio dei nostri avversari. E spesso ci siamo trovati in situazioni di superiorità numerica. Ci è mancato l'ultimo passaggio". Il tecnico Eriksson smaltisce un po' d'amarezza con una battuta: "Cosa dovrei fare ? Ammazzare l'arbitro ? Non è facile per il direttore di gara giudicare un episodio del genere. Stavolta siamo stati sfortunati, in altre occasioni avevamo avuto più fortuna. Però mi piace sottolineare gli aspetti positivi. E' vero che dopo 5 turni non abbiamo tanti punti, ma siamo già venuti due volte a San Siro senza perdere. Ed è positiva la prova di tutta la squadra. Il 4-4-2 ci ha dato più equilibrio ? Può darsi, ma non esistono certezze sul modulo, torneremo alle tre punte se serve. Cercheremo la formula giusta in ogni partita".

Eriksson si è divertito dalla panchina: "Ho visto una bella partita. Noi abbiamo giocato meglio nel primo tempo, loro hanno avuto qualche occasione nella ripresa per delle grandi invenzioni di Ronaldo. E' scappato un paio di volte a Negro e Nesta, ma non per demerito dei nostri difensori: è un grande campione. Abbiamo giocato alla pari con l'Inter senza essere inferiori in nulla. Siamo una grande squadra e possiamo lottare al vertice". E ancora una volta (quinto gol) è risultato decisivo Pavel Nedved, costretto a uscire per una brutta contusione alla caviglia. Riguardando mentalmente il film della partita, lo svedese ripensa a una vittoria mancata: "Nella ripresa per due volte, con Negro e Rambaudi, abbiamo preferito il pallonetto, era meglio tirare. Certo che se avessimo chiuso in vantaggio il primo tempo...". Alessandro Nesta è stato tra i migliori: "Sono contento per la prestazione mia e di tutta la squadra. Abbiamo concesso pochissimo a un fuoriclasse come Ronaldo, uno che sembra assente in certi momenti e poi parte a grande velocità. Peccato: abbiamo lasciato una vittoria che avremmo meritato. Ora penserò alla nazionale. Per me è un sogno giocare in azzurro contro l'Inghilterra nella mia Roma".