Domenica 6 Gennaio 1985 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Milan Rinviata per neve


Il sopralluogo allo stadio
Piazzale del Verano, la mattina del 6/1/85
Lo Stadio Olimpico innevato
La neve copre l'olimpico
Piazza San Pietro innevata
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Stagione

La gara disputata in data 7 gennaio 1985

Una violenta nevicata colpisce la capitale la notte dell'Epifania. Già dalle 23 cominciano a cadere copiosi fiocchi che aumentano d'intensità ora per ora fino ad assumere carattere di vera e propria bufera, con lampi e tuoni all'alba e fino al tardo pomeriggio del 6 gennaio. Nello stadio Olimpico, dove è in programma l'incontro fra Lazio e Milan, non ci sono i teloni e il risultato è che sul prato si posano oltre 50 cm di neve. Impossibile quindi giocare anche perché le strade della capitale, impreparata all'evento meteorologico, sono inagibili e le forze dell'ordine sono impegnate nell'arginare l'emergenza. Si decide quindi di rigiocare il giorno dopo, condizioni meteo permettendo.


Scrive La Stampa:

Il lungo pomeriggio di Lazio e Milan, a riposo forzato per l'improvvisa nevicata, è stato in parte riempito da due provvidenziali inviti della Rai. I rossoneri sono stati ospiti, a via del Babuino, negli studi radiofonici di Domenica Sport: I giocatori della Lazio hanno invece optato per il Centro TV di via Teulada. In entrambe le sedi erano in funzione televisori a bassa frequenza che hanno messo in onda la partita Inter-Roma. E' stata un'occasione unica per entrambe le squadre, che hanno avuto la possibilità di spiare i cugini-rivali. Liedholm, al contrario di Lorenzo, non è apparso contrariato dal rinvio della gara. «Sinceramente preferisco affrontare la Lazio con Hateley che oggi non avrei potuto schierare». Il «barone» è apparso su di giri: «Non mi era mai capitato di trascorrere una domenica cosi rilassante, in poltrona, in compagnia di tanti amici, anche se movimentata da un imprevisto fuori programma». Cosa era accaduto ? Due ore prima della partita, il direttore sportivo Ramaccioni, in compagnia del capitano Franco Baresi, si stava recando all'Olimpico per compiere con Agnolin il sopralluogo sul campo. Sbagliando percorso, Ramaccioni si è vista sbarrata la strada dalle transenne che circondano l'aula-bunker dove si svolge il processo Moro. Quando ha tentato di rimuovere l'ostacolo, si è visto circondato da una dozzina di carabinieri con i mitra spianati: «Ho avuto un attimo di terrore, ma per fortuna l'equivoco è stato subito chiarito». Intanto, all'Olimpico Lorenzo, dando sfogo alla sua esuberanza, pretendeva che i tifosi si improvvisassero spalatori. Il tecnico argentino avrebbe voluto giocare a tutti i costi contro il Milan senza il temutissimo Hateley, anche se i biancocelesti avrebbero dovuto rinunciare a D'Amico e a Podavini. Giordano, portavoce per l'occasione dei compagni, si è detto insoddisfatto del rinvio: «Non ci voleva. Eravamo caricati. Lorenzo aveva preparato nei dettagli la gara. Nel complesso è stata una giornata positiva. Ora dipende da noi approfittare del passi falsi degli avversari».



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