Domenica 7 marzo 2010 - Genova, stadio Luigi Ferraris - Sampdoria-Lazio 2-1


Stagione

Turno precedente - Turno successivo

7 marzo 2010 - 3.371 - Campionato di Serie A 2009/10 - XXVII giornata - inizio ore 15.00

SAMPDORIA: Storari, Zauri, Gastaldello, Lucchini, Accardi (61' Cacciatore), Semioli, Poli, Palombo, Guberti (74' Mannini), Pozzi (68' A.Cassano), Pazzini. A disposizione: M.Cassano, Rossi, Tissone, Testardi. Allenatore: Delneri.

LAZIO: Muslera, Diakitè (69' Matuzalem), Stendardo, Siviglia (83' Mauri), Radu, Brocchi, Ledesma, Kolarov, Rocchi (62' Makinwa), Floccari, Zarate. A disposizione: Berni, Biava, Scaloni, Hitzlsperger. Allenatore: Reja.

Arbitro: Sig. Brighi (Cesena) - Guardalinee Sigg. Pirondini e Papi - Quarto uomo Sig. Gallione.

Marcatori: 7' Floccari, 29' Guberti, 36' Pazzini.

Note: espulso al 68' l'allenatore della Lazio Reja per proteste, al 77' Zarate per proteste. Ammoniti: Kolarov, Radu e Zauri per gioco scorretto, Ledesma per proteste. Angoli: 6-3 per la Sampdoria. Recuperi: 1' p.t., 5' s.t.

Spettatori: 24.000 circa, di cui 3.513 paganti, per un incasso lordo di 49.901 euro.


Sergio Floccari calcia il tiro vincente per il vantaggio biancoceleste
Il bomber calabrese festeggiato dopo la rete
Il pareggio blucerchiato di Guberti
Le proteste di Mauro Zarate per il fallo non concesso
L'espulsione di Maurito Zarate
Le lacrime di Mauro Zarate dopo l'espulsione consolate dal Mister Edy Reja
Sebastiano Siviglia in azione
Sergio Floccari in un fotogramma della gara
Tommaso Rocchi in un momento dell'incontro
Mauro Zarate in azione

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio sempre più in basso. Samp e Cassano sorridono. Floccari illude i romani in avvio, Guberti e Pazzini ribaltano il risultato già nel primo tempo. Nella ripresa torna il fantasista barese dopo 50 giorni. Espulsi per proteste Reja e Zarate".

Continua la "rosea": La Lazio si illude di poter essere la prima squadra a superare la Samp al Ferraris in questa stagione, e ne esce invece con una sconfitta che le impedisce di abbandonare la quart'ultima posizione in classifica. La Samp vince dunque 2-1, supera il Napoli e guadagna una posizione in classifica (ora è sesta). Al gol iniziale di Floccari (7') rispondono infatti, sempre nel primo tempo, Guberti (29') e Pazzini (36'). Reja lancia la Lazio con un tridente (Zarate-Floccari-Rocchi) che vuol forse intimidire la Samp, Delneri riparte da Pozzi e Pazzini, con Cassano in panchina complice un'indisposizione di Scepovic, e poi in campo dopo 50 giorni. Partono bene gli ospiti, che nei primi minuti mettono i doriani in minoranza, creano una ghiotta opportunità con Rocchi (al 5' Storari respinge di piede) e passano pure in vantaggio: al 7' Floccari (in sospetta posizione di fuorigioco) raccoglie un cross di Zarate, fa a sportellate con Accardi e tocca di destro da distanza ravvicinata. E' il vantaggio laziale. Ci mettono qualche minuto i padroni di casa per superare lo shock e ritrovarsi, ma poi non scivolano più. Anzi sono Guberti & C. a fare la gara, riuscendo pure a capitalizzare la quasi totalità delle occasioni create. Prove generali al 22': Guberti crossa, Pazzini salta ma non ci arriva, Semioli irrompe sul secondo palo, ma non in tempo per il facile tocco in rete. Ma la Samp, fin qui poco mobile e soprattutto soffocata dal pressing alto laziale capace di bloccare Poli e Palombo, si dà una scrollata e smette di insistere per le (intasatissime) vie centrali.

Guberti e Semioli si pigliano licenza di uccidere, la Samp comincia a volare sulle fasce. E da questa svolta nascono i gol genovesi: il primo arriva al 29', con Guberti che raccoglie una punizione battuta in orizzontale da Palombo e scaglia in rete un destro angolato; il secondo sette minuti più tardi, con Semioli che sfrutta un'indecisione in area di Kolarov e cede a Pazzini. L'attaccante, al rientro, infila il suo gol numero 13. La Lazio si squaglia, e tutto quel che riesce a concretizzare è un tentativo di Rocchi, stoppato senza difficoltà da Storari. Nella ripresa si attende la reazione della Lazio, ma in realtà si assiste a una gara equilibrata e quasi priva di nitide occasioni da gol. La Samp non arretra di un metro, e denota anzi grande maturità nel gestire la gara con calma e sicurezza. La Lazio prova a spingere ma non trova sbocchi, e mai riesce a impensierire Storari. Anzi, in questa fase l'occasione migliore capita alla Samp al 17': su azione d'angolo salta a vuoto Pozzi, Lucchini non arriva per un soffio al facile tap in. Poi ci prova ancora un paio di volte Poli, ma nemmeno Muslera è chiamato agli straordinari. Reja protesta per una rimessa e viene espulso al 23', un minuto dopo entra in campo Cassano al posto di Pozzi, accolto da un applauso fragoroso. Al 32' Zarate vorrebbe una punizione per fallo di Palombo, non la ottiene e perde la testa. Brighi lo espelle, i compagni lo trattengono e lo spingono verso la panchina, lui lascia il campo in lacrime. Ma anche in dieci la Lazio, con anche Matuzalem, Makinwa e Mauri, non si arrende, e anzi sfiora il pareggio a tempo scaduto con Floccari. Il tempo per una volata in contropiede di Cassano e al Ferraris finisce con la vittoria per 2-1 della Samp.


Il Messaggero titola: "Lazio orgogliosa, ma vince la Samp".

Continua il quotidiano: La Samp riesce a sorridere grazie ad una vittoria costruita in recupero nel primo tempo e poi strappata con i denti nel finale di fronte ad una Lazio che, sebbene ridotta in 10 per l'espulsione di Zarate, ha stretto d'assedio i blucerchiati arrivando vicinissima al pareggio. La partita è stata un'altalena di alti e bassi, con i biancocelesti partiti fortissimo e la Samp ad arrancare alla ricerca della giuste contromisure. In sette minuti gli uomini di Reja hanno costruito due palle gol, una fallita da Rocchi (5') e l'altra, probabilmente irregolare, sfruttata benissimo da Floccari, in gol su errore della difesa di casa. Poi, lentamente, Palombo e compagni hanno trovato la giusta posizione in campo e sono cresciuti, stringendo le maglie nel reparto offensivo, alzando il centrocampo e impostando il gioco sulle fasce. Semioli da una parte e Guberti (il migliore dei suoi) dall'altra hanno tessuto trame interessanti ed azioni in profondità che hanno portato in 30 minuti al ribaltamento del risultato. Il pareggio arriva con un tiro di Guberti da fuori e con una bella azione Semioli-Guberti-Pazzini conclusa dal centravanti alle spalle di Muslera. La Lazio si è andata spegnendo gradualmente, risucchiata indietro, troppo indietro, dalle offensive avversarie, senza più riuscire ad impensierire, neppure da lontano, l'estremo difensore blucerchiato.

La ripresa si apre con un sostanziale equilibrio, anche se sono i laziali a spingere con maggiore convinzione alla ricerca del pareggio. La Samp sembra accontentarsi di controllare, affidandosi ad incursioni estemporanee dei suoi cursori laterali. L'unico lampo, quasi casuale, arriva da Zarate che dalla linea di fondo centra un pallone che rimbalza sulla faccia superiore della traversa e poi si spegne a fondo campo. La partita diventa più confusa e nervosa, con il gioco che ristagna nella zona centrale del terreno di gioco. Entra Cassano palesemente lontano da uno stato di forma accettabile: prova un paio di colpi di tacco mal riusciti e poi tenta qualche allungo che i difensori laziali controllano senza eccessive difficoltà. È la rabbia, più che il gioco, a spingere i biancocelesti verso la porta di Storari, una rabbia che spinge l'allenatore Reja a protestare vivacemente con il guardalinee ed il quarto uomo per un fallo laterale non concesso tanto da meritarsi l'espulsione da parte dell'arbitro Brighi. Una rabbia che 10 minuti più tardi dà voce agli insulti di Zarate nei confronti del direttore di gara per un fallo non sanzionato, con conseguente seconda espulsione. In vantaggio di gol e di uomini, la Samp si adagia sul risultato e, complici anche i cambi male assortiti, si sfilaccia, lasciando campo libero agli avversari. Gli ultimi 25 minuti si trasformano così in un autentico assedio, con Storari costretto prima a respingere un tiro di Floccari, e successivo salvataggio di Cacciatore, e poi ad uscire di testa al limite dell'area per sbrogliare una situazione difficile. In campo c'è solo la Lazio, ed i blucerchiati, che non riescono a sfruttare in avanti gli enormi spazi lasciati, soffrono, sudano, tremano, ma resistono.


In un altro articolo del quotidiano romano è riportato: Tace Reja, seccato per l'espulsione. In casa Lazio l'unico a parlare è Tommaso Rocchi: "Siamo partiti bene, avevamo preparato la gara nel modo giusto. Eravamo aggressivi, pressavamo sempre, ho anche avuto una buona occasione ma non sono riuscito ad angolarla il giusto. Probabilmente - spiega amareggiato - il gol ci ha fatto stare in attesa ed è stato un errore. La loro reazione ci ha messo in difficoltà, abbiamo quasi smesso di giocare e sono stati bravi loro, trascinati dal pubblico, a recuperare. Nel finale abbiamo creato alcune occasioni e potevamo pareggiare. Alla fine è mancata la continuità, non riusciamo a portare a casa un risultato e spesso reagiamo sempre troppo tardi. Per fortuna abbiamo dimostrato che la squadra c'è fino in fondo. Bisognerà avere meno paura, dobbiamo essere più bravi, più convinti della nostra forza. Abbiamo dimostrato che quando giochiamo in un certo modo riusciamo a mettere in difficoltà molte squadre, purtroppo poi abbiamo delle paure e finisce così. Adesso comunque quello che conta è solo fare punti".