Giovedi 1 ottobre 2009 - Sofia, Georgi Asparuhov stadion - PCF Levski Sofia-Lazio 0-4


Stagione

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1 ottobre 2009 - 3344 - Europa League 2009/10 - Girone "G", gara 2 - inizio ore 19.00

PCF LEVSKI SOFIA: Dimitrov, Topuzakov (46' Miliev), Benzoukane, Rabeh, Minev, Sarmov, Tasevski (46' Tabakov), Bardon, Ze Soares, Joazinho, Hristov (72' Yovov). A disposizione: Vasilev, Dimitrov, Lucio Wagner, Baltanov. Allenatore: Dostanic.

LAZIO: Bizzarri, Radu, Lichtsteiner, Cribari, Perpetuini, Meghni, Baronio (54' Dabo), Eliseu, Matuzalem (74' Mauri), Zarate (62' Foggia), Rocchi. A disposizione: Muslera, Sevieri, Cavanda, Luciani. Allenatore: Ballardini.

Arbitro: Sig. Ivanov (RUS) - Guardalinee Sigg. Golubev e Semenov - Quarto uomo Sig. Gvardis - Assistenti arbitrali aggiunti: Sigg. Bezbodorov e Pettay.

Marcatori: 22' Matuzalem, 46' Zarate, 67' Meghni, 73' Rocchi.

Note: ammoniti Lichtsteiner, Benzoukane, Bardon. Angoli 6-4 per il Levski. Recuperi: 1' p.t., 4' st.

Spettatori: 15.000 circa.

Il biglietto del match
Abbraccio tra Tommaso Rocchi e Mauro Matias Zarate (Foto Ap)
L'esultanza di Francelino Matuzalem (Foto Getty Images)
Mauro Zarate in azione
Un'azione della gara (Foto Reuters)
Un fotogramma dell'incontro (Foto Reuters)
Il tabellone dello stadio con risultato e marcatori

La Gazzetta dello Sport titola: "Lazio a valanga a Sofia: 0-4. E in porta si esalta Bizzarri. Gli uomini di Ballardini danno spettacolo in attacco con Zarate, Matuzalem, Meghni e Rocchi. Qualche preoccupazione viene dalla difesa, che spesso ha lasciato i mediocri bulgari del Levski arrivare a tu per tu col portiere argentino che si esalta con una serie di miracoli".

Continua la "rosea": Il risultato non si discute: è pur sempre un 4-0 in coppa fuori casa. Ma la Lazio che lo conquista è una squadra "sfasata", nel senso che le due fasi non vanno nella stessa direzione: quando attaccano i laziali - da Meghni a Matuzalem, da Zarate a Rocchi - sono veloci, spettacolari ed efficaci; in fase difensiva, invece, gli uomini di Ballardini hanno a tratti inspiegabili amnesie, lasciando arrivare in porta i mediocri bulgari del Levski e solo i miracoli di Bizzarri hanno lasciato inviolata la porta. Si parte con la Lazio che prende in mano subito il gioco, tenendo palla e controllando le generose avanzate dei bulgari. Via via però gli uomini di Ballardini prendono un po' troppa confidenza, prestando il fianco soprattutto sulla sinistra agli attacchi di Joaozinho, sul quale Lichtsteiner soffre non poco. Maturano così un paio di campanelli d'allarme, con Hristov e il brasiliano, sufficienti a risvegliare i laziali e a spingerli a maggior concretezza: così a metà tempo Zarate si trasforma in rifinitore, va via centralmente e mentre Rocchi si porta via un paio di difensori apre a destra per Matuzalem che mette dentro la palla dell'1-0. La reazione bulgara c'è, qualche brivido pure, il problema Joaozinho tarda a risolversi con raddoppi adeguati, ma di nuovo per i laziali basta volerlo e il gol arriva: succede nel finale di tempo, quando è Rocchi a produrre l'assist e Zarate a trasformarlo con un piatto sinistro non irresistibile ma che sorprende il portiere.

La ripresa parte con la sfuriata dei bulgari, prevedibile per tutti ma forse non abbastanza per la difesa della Lazio, che in un paio di occasioni si fa sorprendere lasciando arrivare gli avversari in porta: è prima è Hristov a presentarsi a tu per tu con Bizzarri che fa il miracolo, poi tocca a Bardon che dopo un triangolo spettacolare mette incredibilmente fuori da pochi passi. L'impressione, in generale, è che una squadra non irresistibile come il Levski arrivi in area laziale con troppa facilità. Ballardini corre ai ripari con le forze fresche di Dabo e Foggia: ed è quest'ultimo a inventare l'assist del 3-0 che mette la vittoria in cassaforte, liberando Meghni per un gran tiro imparabile dal limite. Insomma meglio attaccare, sorpattutto di fronte a una difesa non esente da pasticci: come quando Rabeh, che ha in consegna Rocchi, scivola lasciando che l'attaccante raccolga palla, vada a dribblare il portiere e ad appoggiare in porta. A quel punto, a metà ripresa, è già abbondantemente game-over.


Il Messaggero titola: "Matuzalem, Zarate, Meghni, Rocchi. La Lazio fa poker in Europa League".

Continua il quotidiano romano: Passeggiata di salute della Lazio sul campo del Levski Sofia. Arrivano i primi tre punti in Europa League dopo il brutto scivolone interno contro il Salisburgo. Una vittoria convincente con una squadra priva di molti giocatori. Ballardini dà fiducia ad Eliseu e Perpetuini. Si salva il primo dopo un inizio un po' così, va bene il secondo, autoritario e sicuro sulla fascia sinistra della difesa. Buone notizie anche da Bizzarri, affidabilissimo fra i pali. La Lazio ha sofferto veramente solo all'inizio della ripresa quando già conduceva 2-0, per il resto il divario fra le due squadre era troppo evidente. Da un lancio di Perpetuini per Rocchi nasce la prima conclusione della Lazio. La risposta del Levski è una punizione neutralizzata da Bizzarri. Dopo un inizio biancoceleste i bulgari prendono coraggio e cominciano a premere. Al 12' Matuzalem perde palla e regala una bella occasione in contropiede: tiro a lato. Al 21' il gol di Matuzalem a conclusione di una grande azione in verticale.

Rocchi si allarga per allontanare un difensore, Zarate tiene palla e, quando gli si è fa incontro l'avversario, la passa al compagno che di piatto mette in rete. La reazione del Levski c'è, ma è abbastanza confusa. La Lazio sembra di un'altra categoria, ma deve chiudere la partita. Al 30' conclusione di Zarate deviata in angolo. Al 44' Matuzalem, servito da Eliseu, sfiora la traversa. A fine tempo il raddoppio: Rocchi da sinistra serve Zarate: tiro non imparabile, Dimitrov smanaccia e il pallone finisce in rete. Stessa Lazio nella ripresa, Bizzarri evita il gol in uscita con una respinta su Joaozinho, l'attaccante più pericoloso del Levski. La squadra di Ballardini è partita male e non riesce ad uscire dalla propria metà campo, al 10' altra azione pericolosa dei bulgari e gol mancato di poco. Ballardini sostituisce Baronio con Dabo, un cambio che lascia perplessi, mentre continua il dominio dei padroni di casa e la Lazio non riesce ad alzare il suo baricentro.

Curioso anche il secondo cambio: Foggia per Zarate. Ma tutto dà ragione a Ballardini, la Lazio guadagna metri e va ancora in gol con un tiro di Meghni, servito da Foggia, un metro dentro l'area. Per il Levski piove sul bagnato, mentre i tifosi bulgari cominciano a rumoreggiare, un difensore scivola a centrocampo e dà via libera a Rocchi per il 4-0. Terzo ed ultimo cambio di Ballardini: esce Matuzalem ed entra Mauri. La partita finisce qui. Protagonista nel finale diventa Bizzarri che con due interventi nega al Levski il gol della bandiera che avrebbe meritato.


Il sito web "Uefa.com" commenta così la gara:

Davide Ballardini lo aveva detto: "Non possiamo più sbagliare". Oltre a non aver sbagliato, la S.S. Lazio ha addirittura entusiasmato: i biancocelesti superano 4-0 il PFC Levski Sofia e conquistano la prima vittoria nel gruppo G di UEFA Europa League. Un risultato mai in discussione, messo al sicuro già nel primo tempo grazie alle reti di Matuzalem e Mauro Zarate, nonostante le numerose assenze con cui la Lazio si è presentata allo stadio Georgi Asparuhov. Nella ripresa, chiudono il conto Mourad Meghni e Tommaso Rocchi. Ballardini è stato costretto, infatti, a rinunciare a tantissimi elementi. Soltanto tre i difensori a disposizione del tecnico biancoceleste: Stephan Lichtsteiner, Stefan Radu e Cribari. Tre, come i ragazzi della formazione Primavera in panchina; uno, Riccardo Perpetuini, addirittura in campo dal primo minuto. Davanti, la coppia formata da Rocchi e Zarate. Ratko Dostanić, tecnico dei bulgari, risponde con un 4-2-3-1, in cui Georgi Hristov è l'unica vera punta di ruolo. Tra i pali, va il terzo portiere Tsvetan Dimitrov.

Buon avvio della Lazio che, con un pressing altissimo, costringe i padroni di casa ai lanci lunghi: al 6' Rocchi prova a prendere d'infilata la difesa bulgara, ma il suo diagonale di sinistro viene respinto da Dimitrov. Il Levski si fa vivo dalle parti di Albano Bizzarri quattro minuti più tardi, con l'estremo difensore argentino che neutralizza un calcio di punizione di Joãozinho, anche se l'occasione più ghiotta per i biancoblù capita sui piedi di Hristov, che non trova la porta dopo una palla persa malamente dal centrocampo della Lazio. Al 21', gli uomini di Ballardini passano: Matuzalem dà l'avvio e chiude una grande azione in velocità con Zarate, con l'argentino che offre un assist d'oro al brasiliano, freddo e spietato nel calciare in diagonale alle spalle di Dimitrov. La Lazio controlla agevolmente il risultato, sfiorando anche il raddoppio con Zarate: il destro del talento biancoceleste viene deviato sul palo da Dimitrov, che salva un Levski comunque in enorme difficoltà. Gli ospiti giocano a memoria, concedendosi anche qualche giocata spettacolare: splendido, in questo senso, il doppio passo di Meghni a ridosso della linea laterale. Zarate calcia alto al 36', ma è l'ennesimo segnale di una gara che la Lazio può amministrare senza concedere occasioni di rilievo al Levski.

Prima dell'intervallo, c'è tempo per un sinistro di Matuzalem alto sopra la traversa, ma soprattutto per il raddoppio realizzato da Zarate: l'argentino, servito da Rocchi, calcia a botta sicura e batte per la seconda volta Dimitrov, quantomeno rivedibile nel suo intervento. Al rientro dagli spogliatoi, Dostanić toglie Elin Topuzakov per inserire Boyan Tabakov; il Levski parte forte, con Hristov che dopo due minuti ha la chance di riaprire la partita, ma Bizzarri è bravo a chiudere in uscita. Ben più pericolosa l'occasione che capita sui piedi di Cédric Bardon che, dopo uno scambio volante in area con il neoentrato Tabakov, conclude di nulla a lato della porta biancoceleste. Il tecnico della Lazio toglie Roberto Baronio per inserire Ousmane Dabo. Il Levski non riesce a dare continuità al forcing iniziale: la Lazio riprende il comando delle operazioni e, al 22', arriva il terzo gol, quello che chiude definitivamente i conti. Lo realizza Meghni che, indisturbato al limite dell'area, scarica un destro potentissimo che supera ancora Dimitrov. Il neoentrato Pasquale Foggia, due minuti più avanti, prova a sorprendere il portiere bulgaro con un tentativo da metà campo: stavolta Dimitrov se la cava, e mette in angolo.

La Lazio non si ferma, e al 27' arriva addirittura il quarto gol, realizzato da Rocchi, che sfrutta uno scivolone di Youssef Rabeh, salta Dimitrov e deposita nella porta sguarnita. I biancocelesti, a risultato acquisito, tirano i remi in barca: gli ultimi minuti sono pura accademia, con il Levski che non riesce neppure a trovare il gol della bandiera, complice anche un doppio miracolo di Bizzarri ai danni di Hristo Yovov e Tabakov. Finisce 4-0: a Sofia, stravince la Lazio.


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