Il Ritiro 2019


Auronzo di Cadore (BL) in una veduta panoramica
Marienfeld, in Germania, per la seconda parte della preparazione alla stagione 2019/20
Il Corriere dello Sport del 13 luglio 2019
Il Corriere dello Sport del 5 agosto 2019

Stagione


La fase preparatoria alla stagione 2019/20 inizia anche quest'anno con un breve raduno a Formello. Successivamente la compagine biancoceleste raggiunge - per il dodicesimo anno consecutivo - Auronzo di Cadore (BL) per iniziare la preparazione atletica. Il soggiorno tra le Dolomiti dura dal 12 al 27 luglio 2019. La seconda fase del raduno viene effettuata in Germania a Marienfeld a partire dal 3 agosto 2019.

Questo il gruppo di giocatori che parte per il ritiro di Auronzo di Cadore:


► Il 15 luglio ai giocatori già presenti ad Auronzo di Cadore, si aggiungono Radu, Durmisi, Badelj e il nuovo acquisto Jony, che portano a 27 il numero complessivo dei convocati.

► Il 19 luglio arriva ad Auronzo Strakosha e lascia il ritiro Alia.

Il ritiro ad Auronzo di Cadore termina il 27 luglio, senza che ci abbiano partecipato gli infortunati Lukaku e Berisha, Bastos (a riposo dopo la Coppa d'Africa) e i giocatori in attesa di sistemazione Kishna, Vargic, Djaval Anderson, Minala, Tounkara, Casasola e Bari.


► Per il ritiro di Marienfeld (dal 4 all'8 agosto 2019) e la precedente partita in Inghilterra con il Bournemouth, vengono convocati:

Rispetto ai convocati di Auronzo di Cadore vengono esclusi Proto, Durmisi, Jorge Silva e il ceduto Adamonis. Il 4 agosto Badelj lascia il ritiro in seguito al trasferimento in prestito alla Fiorentina.


► Il Corriere dello Sport del 13 luglio 2019 così racconta l'inizio del ritiro preparatorio alla nuova stagione calcistica:

"Lazio, viaggio per la Champions. Via al 12° ritiro consecutivo ad Auronzo: un nuovo ciclo con l’obiettivo di lottare ancora per il vertice. Le Dolomiti hanno accolto ieri sera la comitiva biancoceleste Bandiere e tifosi per salutare la stagione del rilancio".

Diciassette gradi alle sei del pomeriggio. Aria frizzantina, 866 metri sul livello del mare. Il vento soffia lungo il torrente Ansiei. Le sculture dei due leoni, dove lo sbarramento dell’antica diga forma il lago del lago di Santa Caterina, sono illuminate dal sole. "Auronzo bella al piano stendentesi lunga tra le acque, sotto la fosca Ajarnola" scriveva Giosuè Carducci nell’ode al Cadore. Il bacino artificiale, lungo tre chilometri, costeggia il paese e la pista ciclabile dove la Lazio di Inzaghi, da questa mattina, tornerà a correre e sudare, immaginando un altro assalto alla Champions. L’unica partecipazione sotto la gestione Lotito risale al 2007, sono passati dodici anni e proprio nell’estate successiva, per la prima volta, la squadra biancoceleste scelse questo luogo incantato, sotto il Monte Agudo (quota 1700), per il ritiro precampionato. Dolomiti venete. Cortina d’Ampezzo, dove il patron possiede una lussuosa residenza, è distante meno di un’ora di macchina. All’orizzonte si vedono le Tre Cime di Lavaredo, maestose e irraggiungibili, lassù dove osano le aquile e ogni tanto vorrebbe volare anche Olimpia, guardata a vista da Juan Bernabè, il falconiere, e controllata per sicurezza con un microchip satellitare.

La Lazio è arrivata verso le 21, quando ormai era buio, e il cuoco Giocondo aspettava per il via alla cena. Qui, nel giro degli ultimi dieci anni, il club di Lotito ha costruito e preparato cinque coppe. Dal 2008 è il dodicesimo ritiro consecutivo ad Auronzo. Tare all’epoca aveva lasciato da pochi giorni il calcio agonistico per avviarsi alla carriera dirigenziale. Inzaghino, perseguitato dai guai alla schiena, era la riserva di Rocchi, Pandev e Zarate. Torna per il quarto anno di fila da allenatore e ieri sera ha trovato come al solito le bandiere della Lazio ad adornare le case di via Roma, dove si trova il quartier generale. Simone nell’estate 2016 raccolse in piena contestazione le macerie lasciate da Bielsa, era stato costretto ad attendere la conferma per un mese e mezzo e doveva convincere Lotito a ingaggiare Immobile per tamponare l’addio di Klose. Questa volta è convinto di potersi mettere nella scia di Juve, Napoli e Inter contendendo il quarto posto a Atalanta, Milan e Roma, le stesse competitor della passata stagione. Riprenderà a lavorare dopo un confronto vibrante con Lotito e le garanzie ricevute all’atto del rinnovo contrattuale. E’ stato subito accontentato sul mercato con l’acquisto di Lazzari, suo principale obiettivo, ingaggiato con un anno di ritardo. "Non vedo l’ora di iniziare" ha spiegato l’esterno, che già conosce Auronzo: la Spal, negli ultimi due anni, era venuta qui in ritiro a fine luglio. Sul gigante slovacco Vavro garantisce Tare. Si aggiungerà presto il mancino Jony, re degli assist con l’Alaves. Una mossa utile per completare il percorso di una squadra a cui mancavano rifornimenti giusti dalle corsie laterali.

Questa dovrà diventare ancora di più la Lazio di Inzaghi. Progetto 3-5-2, non si sgarra. Siamo all’alba di un nuovo ciclo, la stagione della ripartenza e del rilancio, altrimenti Simone non avrebbe rinnovato e chissà se si ispirerà allo spirito del Vecio per realizzare un’impresa memorabile nel prossimo campionato. Qui lo hanno preceduto Rossi, Ballardini, Reja, Petkovic e Pioli, il suo predecessore. Pochi invece sanno che il friulano Enzo Bearzot frequentava Auronzo di Cadore. Aveva una casa vicino all’Ajarnola, veniva da queste parti a respirare l’aria buona, fumare la pipa e camminare lungo i sentieri. L’11 luglio 1982, in segno di giubilo, il popolo auronzano si radunò sotto il suo terrazzo per festeggiare il Mondiale. L’11 agosto, un mese dopo la finale del Santiago Bernabeu con la Germania, il Comune di Auronzo conferì la cittadinanza onoraria ad Enzo Bearzot.


► Il Corriere dello Sport del 5 agosto 2019 racconta così l'inizio del mini-ritiro a Marienfeld:

"Qui Marienfeld, Inzaghi s'infiamma. È iniziato il miniraduno tedesco. Simone cambia i toni, carica il gruppo. Ora bisogna decollare. La Lazio in Germania fino a venerdì, poi test in Spagna".

Venti-ventidue gradi, è la temperatura diurna di Marienfeld, Renania settentrionale-Westfalia, non è freschissimo il clima. Ma si lavora bene nel centro sportivo dell’hotel-residence Klosterpforte, meta ormai familiare alla Lazio (ritiri esteri del 2016 e del 2018), una struttura-gioiello. La truppa ha raggiunto ieri la base che la ospiterà fino a venerdì, poi è prevista la partenza per la Spagna, sabato si disputerà l’amichevole contro il Celta Vigo (ore 20). La squadra è arrivata a destinazione, dalla vicina Paderborn, alle 12.30, nel pomeriggio (ore 17) è scesa in campo per il primo allenamento. Sono presenti 26 giocatori, il ventisettesimo era Badelj. Ha salutato tutti ieri, ha lasciato la Lazio intorno alle 13, con destinazione Fiorentina, era appena arrivato al Klosterpforte. E’ presente anche l’infortunato Marusic (problema ad un legamento di un ginocchio). Ci sono Berisha e Lukaku. Il primo è abile e arruolabile, ha giocato nel finale del secondo tempo di Paderborn, si è allenato regolarmente ieri. Lukaku, invece, continua a lavorare a parte (palestra e corsetta in campo, anche con il pallone).

La carica. Inzaghi è partito subito forte, s’è fatto sentire dalla squadra. Ha incentrato l’allenamento sul possesso palla, la Lazio deve migliorare la costruzione, le uscite. Non gli è piaciuto il modo in cui i suoi (divisi in due tronconi, biancocelesti contro arancioni) hanno svolto la prima parte della seduta. Chiedeva passaggi puliti, a tre tocchi, per impostare l’azione. "Così no, più precisi!", ha urlato un paio di volte, interrompendo l’esercizio (rifatto di continuo), per spingere la Lazio ad essere chirurgica nell’esecuzione della manovra. Batterà molto su questo punto durante il ritiro tedesco, è la seconda fase del precampionato. S’è infiammato, Simone. Pretende il massimo, sempre. In campo, con i colori biancocelesti (squadra denominata Lazio), c’erano Strakosha, Vavro, Acerbi e Radu in difesa. Lazzari, Milinkovic, Cataldi, Berisha e Jony formavano il centrocampo. L’unica punta era Immobile. Simone ha ritrovato Leiva (fratino arancione), fermatosi ad Auronzo per un problema muscolare, ieri ha svolto tutta la seduta. Ha perso Lulic, almeno ieri, non si è visto in campo, ha rifiatato un po’, reduce dalle amichevoli contro Bournemouth e Paderborn.

La partitella. L’allenamento si è concluso con una partitella. Da una parte Guerrieri, Bastos, Parolo e Acerbi, poi Patric, Leiva, Luis Alberto e Jony. Adekanye e Caicedo davanti. Dall’altra parte ecco il portiere Alia, Lazzari, Vavro e Radu. Poi Milinkovic, Cataldi, Berisha e André Anderson, in più Immobile e Correa. In gol Milinkovic, pareggio di Adekanye, il 2-1 è stato di Correa. Mercoledì pomeriggio amichevole contro l’Al-Shabab, squadra di Riad allenata dall’argentino Jorge Almiron. L’Al-Shabab non è la stessa squadra che tre anni fa "divise" il ritiro con la Lazio, quella era la squadra di Dubai. L’anno scorso, a Marienfeld, ci furono delle scintille interne. Oggi si respira un altro clima, la squadra è unita, il clima è disteso tra giocatori, dirigenti, staff sanitario e allenatori. A fine allenamento c’è stata una partitella di calcio-tennis con il diesse Tare e Inzaghi protagonisti su campi opposti, erano assieme al vice allenatore Farris (compagno di Inzaghi) e al collaboratore Rocchini (compagno del diesse). Senza esclusione di "colpi" e risate.







Stagione Torna ad inizio pagina