Koszegi Desiderio


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Allenatore ungherese, nato a Budapest il 19 ottobre 1888. Giocatore poliedrico e completo ricopre molti ruoli, da quello di portiere a tutti quelli della difesa. Arriva in Italia nel primo dopoguerra come allenatore della Pistoiese. Nella città toscana rimane diversi anni e raggiunge ottimi risultati, permettendo alla sua squadra di brillare nei tornei regionali. Nel 1924 il dirigente biancoceleste Giuseppe Ercoli lo ingaggia ma, per superare il rigido dilettantismo di Fortunato Ballerini, decide di pagare egli stesso lo stipendio del nuovo allenatore perché è convinto che il professionismo sia indispensabile per permettere anche alla Lazio di battersi alla pari con le formazioni del nord che erano già lanciate nell'intendere il calcio come business e seria programmazione. I risultati non sono quelli sperati ma d'altronde la Lazio di quella stagione non possiede giocatori di grande spicco, eccezion fatta per Fulvio Bernardini che Koszegi ha l'intuito di far ruotare in tutti i ruoli e soprattutto in attacco. Il tecnico ungherese, serio professionista, aveva preso il posto che fino all'anno precedente era stato dell'inesauribile e fedele Baccani, passato nei ranghi tecnici della Nazionale e osteggiato da qualche dirigente laziale. L'ingaggio di Koszegi, in definitiva, contribuirà a far uscire la Lazio dalla dimensione ristretta dell'ambito regionale. Koszegi introduce metodi di allenamento avanzati e gli allenamenti passano da una seduta settimanale a tre (martedì, giovedì e venerdì). Lasciata la Lazio, si sa che va ad allenare il Catanzaro e che poi farà ritorno a Pistoia. Le notizie su di lui poi si perdono, salvo ritrovarlo, addirittura nel 1947, allenatore del Prato in serie B.