Manfredonia Lionello


Lionello Manfredonia
In nazionale Under 21
Campione d'Italia Primavera
Negli anni '70 fu uno dei piu forti stopper
Con la maglia azzurra
In allenamento durante la squalifica
Il drammatico momento di Bologna

Biografia

Difensore-centrocampista, nato a Roma il 27 novembre 1956. Cresciuto nella Società. Disputa 8 stagioni in maglia biancoceleste. Con la Lazio colleziona 201 presenze e 8 reti in Campionato.


Da giovane talento a titolare in serie A

La Lazio lo acquista all'età di 15 anni dal Don Orione, società della zona di Monte Mario in cui era stato formato e valorizzato dal tecnico Arnaldo Paradiso, pagandolo un milione di lire e strappandolo alla Juventus. E' uno dei ragazzini terribili che in quegli anni si mettono in mostra nella Lazio. Viene convocato tre volte (con una presenza) nella Nazionale Juniores e nel Torneo Giovanile Principato di Monaco del 1973. Assieme a Bruno Giordano, Stefano Di Chiara e Andrea Agostinelli conquista lo scudetto Primavera 1975/76. Gioca sia a centrocampo che da libero, fino a fare lo stopper, e sempre risultando uno dei migliori in campo. Giulio Corsini, neo allenatore dei biancazzurri, lo nota e lo fa allenare con la prima squadra nel ritiro precampionato, ma il suo nome era comparso già all'indomani della conquista del primo scudetto nel 1974 come uno dei più validi e promettenti giocatori per gli anni a venire.

Esordisce in Serie A contro il Bologna il 2 novembre 1975, non ancora diciannovenne. I contemporanei infortuni di Pino Wilson e Luigi Martini gli permettono di esordire proprio con la maglia numero 4. Corsini in verità aveva pensato di sostituire Martini con Sergio Petrelli ma la notte tra sabato e domenica aveva visto peggiorare le condizioni del capitano e quindi ecco spiegata la decisione di schierarlo in campo. La sua gara fu impeccabile e tre giorni dopo giocò addirittura in Coppa UEFA contro il Barcellona di Johan Cruijff. Il primo anno colleziona però solo 4 presenze giocando anche stopper e centrocampista. La stagione successiva è quella della consacrazione: avendo conquistato la fiducia di Vinicio, diviene titolare inamovibile giocando da stopper in quanto il ruolo di libero è assegnato a capitan Wilson. Entra nel giro delle Nazionali essendo convocato nella Nazionale Under 21 dove gioca sei partite (con una rete) sia da libero che da stopper. Partecipa poi con quattro presenze nella Nazionale Militare che arriva terza al Campionato Militare Internazionale 1977 a Damasco (Siria).


I Mondiali in Argentina

La stagione 1977/78 lo vede ancora protagonista, tanto che viene convocato in Nazionale da Enzo Bearzot. Fa il suo esordio da libero all'Olimpico contro il Lussemburgo il 3 dicembre 1977. Gioca altre due partite da stopper contro Belgio e Spagna, una partita da libero, nella Nazionale B, tre nella Nazionale Militare e cinque partite nell'Under 23. Il C.T. lo stima a tal punto da convocarlo tra i ventidue per il Mondiale in Argentina del 1978. Bearzot lancia come titolari i giovani Cabrini e Paolo Rossi e preferisce quindi affidarsi in difesa al più esperto Bellugi. La Società manda il giovane Manfredonia al mondiale senza il sostegno di un dirigente, lasciandolo solo in balia della stampa sempre alla ricerca di uno scoop o di una dichiarazione per creare un articolo o un titolo. Manfredonia non scende mai in campo ed a causa di alcune sue dichiarazioni ed a particolari atteggiamenti, entra in contrasto con il C.T. Per questo giocherà soltanto un'altra partita contro la Turchia dopo il Mondiale e due gare nella Nazionale B di Azeglio Vicini, di cui una da capitano, ed un'altra con la Nazionale B nel 1979. Poi non sarà più convocato, anche se è molto probabile che sia stato lui a chiedere a Bearzot di non chiamarlo più in un atto d'orgoglio.


La vicenda del calcio scommesse

Nel 1979 sposa la sua fidanzata Anna conosciuta a Ladispoli. La sua ascesa è inarrestabile e più volte le grandi squadre del nord chiedono di acquistarlo a suon di miliardi, ma Umberto Lenzini non cede e rifiuta ogni proposta. Il posto da titolare è suo e disputa altre due stagioni a fianco di capitan Wilson e Giordano suo inseparabile amico. Nel 1980 viene coinvolto insieme a Giordano, a Wilson e Massimo Cacciatori nello scandalo del "Calcioscommesse". E' il primo ad essere fermato ed arrestato in tribuna a Pescara (dove aveva assistito alla partita a fianco del presidente Lenzini in quanto squalificato), il 23 marzo 1980, e condotto insieme agli altri tre al carcere di Regina Coeli dove rimane rinchiuso per quasi 2 settimane. Sarà squalificato per tre anni e 6 mesi e la Lazio sarà retrocessa in Serie B, secondo quanto riportato dai giornali dell'epoca.


Il ritorno e la promozione

Nel 1982 l'Italia vince i Campionati del Mondo in Spagna e gli squalificati vengono così amnistiati. Grazie al suo apporto e a quello di Bruno Giordano la Lazio torna in Serie A dopo un torneo sofferto dove i biancazzurri si classificano al secondo posto. Il suo ruolo è ormai quello di centrocampista, dove riesce anche a segnare reti importanti e decisive. Gioca due partite, da capitano, con la Lega Nazionale Serie B Under 21. Con l'arrivo di Giorgio Chinaglia nelle vesti di Presidente, sembra che le cose si mettano al meglio per la Società, ma l'amara realtà vede i biancazzurri combattere fino all'ultimo per non retrocedere e Manfredonia dà il suo contributo a volte decisivo. Nell'estate 1984 Chinaglia, per risanare le casse della Lazio in profondo rosso, pensa di vendere sia lui che Giordano, ma il secco rifiuto dei due calciatori sconvolge i piani del Presidente. La stagione 1984/85 è un'autentico calvario e già al girone d'andata la Lazio è spacciata. Oltre al resto, la squadra paga i rapporti non più idilliaci tra Manfredonia e Giordano. Chinaglia abbandona la presidenza e per Manfredonia si aprono le porte di un'inevitabile cessione.


Dall'addio alla Lazio ad una tragedia sfiorata

Viene così ceduto nell'estate del 1985 alla Juventus. Con i bianconeri vince uno Scudetto ed una Coppa Intercontinentale affermandosi come uno dei migliori centrocampisti italiani per qualità e rendimento. Nel 1987 passa alla Roma. Questo trasferimento viene visto come un "tradimento" dai tifosi laziali (che non lo perdoneranno mai) e provoca una spaccatura tra i tifosi romanisti. Nascono infatti i "GAM", i "Gruppi Anti Manfredonia", ma il suo rendimento in campo è sempre ottimo. Viene inoltre convocato nella Lega Nazionale Serie A, dove colleziona una presenza. Ma il 30 dicembre 1989 si sfiora una tragedia. Si gioca Bologna-Roma, fa molto freddo ed il terreno è ghiacciato. Manfredonia, dopo appena sei minuti, crolla a terra privo di sensi. Tra i primi a soccorrerlo c'è proprio l'amico ritrovato Bruno Giordano, che ora gioca con i felsinei. Viene prontamente soccorso dal dottor Ernesto Alicicco e dal massaggiatore Giorgio Rossi che gli praticano il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Trasportato all'Ospedale Maggiore in coma, viene stilata la diagnosi di infarto del miocardio di piccola dimensione. Trascorre così il Capodanno all'ospedale bolognese privo di conoscenza. Con lui, a vegliarlo, è presente la seconda moglie Carolina e l'amico Cabrini con sua moglie Consuelo. Si sveglia dopo 42 ore il dramma ed è costretto però a ritirarsi dall'attività agonistica. Fortunatamente non avrà più nessun tipo di disturbo cardiologico. Appesi gli scarpini al chiodo assume il ruolo di Direttore Sportivo del Vicenza (premio Guerin d'oro per la serie B nella stagione 1999/00) e poi del Cagliari. Oggi svolge la professione di agente di calciatori (tra i suoi assistiti Andrea Russotto).

E' stato uno dei massimi campioni cresciuti nel vivaio biancazzurro di sempre. Purtroppo ancora oggi il suo nome è associato al trasferimento alla Roma, fatto mai digerito dai sostenitori biancazzurri che pur gli avevano già perdonato la vicenda del Calcioscommesse.



Palmares





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