Martedì 14 ottobre 1997 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 4-0

Da LazioWiki.

Stagione

Turno precedente - Turno successivo

14 ottobre 1997 - 2.751 - Coppa Italia 1997/98 - Ottavi di finale, gara d'andata

LAZIO: Marchegiani, Negro (63' Grandoni), Nesta, G.Lopez, Favalli, Fuser, Jugovic, Nedved, R.Mancini (41' Venturin), Boksic (46' Casiraghi), Signori. A disposizione: Ballotta, Gottardi, Marcolin, Rambaudi. Allenatore: Eriksson.

NAPOLI: Taglialatela, Baldini (46' Sbrizzo), Crasson, Prunier, Facci, Turrini (46' Goretti), Rossitto, Altomare (46' Longo), Sergio, Protti, Bellucci. A disposizione: Di Fusco, Ayala, Pedros, Scarlato. Allenatore: Mazzone.

Arbitro: Sig. Cesari (Genova).

Marcatori: 4' Boksic, 16' Signori (rig), 20' Signori, 31' Boksic.

Note: ammoniti Sergio, Altomare, Turrini e Facci.Calci d'angolo: 2-2.

Spettatori: 10.799 paganti per un incasso di Lire 284.475.000.

Alen Boksic sblocca il risultato
Beppe Signori raddoppia su calcio di rigore
La terza rete sempre di Beppe-gol
La rete del 4-0 ad opera di Alen Boksic

La Gazzetta dello Sport titola: "Nell'anticipo di ieri sera all'Olimpico amaro esordio per Carletto Mazzone. La Lazio prende il pallottoliere. Contro un Napoli preoccupante Boksic e Signori vanno a nozze. Tutto facile per la Lazio: basta mezz'ora ai suoi cannonieri per chiudere i conti. Mazzone dovrà lavorare molto per guarire il Napoli".

Continua la "rosea": Mezz'ora di Lazio. Tanto è bastato per polverizzare (4-0) il Napoli. Povero Carletto Mazzone. Gliel'avessero fatto capire, che il ritorno all'Olimpico sarebbe stato così terribile, avrebbe potuto rinviare di qualche giorno, ne sarebbero bastati sei, il suo impegno post-Mutti. Il Napoli ha invece affrontato questo ottavo d'andata di Coppa Italia con la Lazio come se ci fosse ancora da cacciare un allenatore. E non come un gruppo di professionisti che deve mostrarsi a un tecnico e soprattutto sperare nelle sue doti taumaturgiche per puntare in campionato a una salvezza per niente facile. La Coppa Italia è frattanto finita ieri, sotto una valanga di gol firmati da Boksic e Signori. 4-0: perso tutto, incluse la faccia e la dignità. Nelle tre apparizioni romane dal 31 agosto ad oggi, il Napoli ha rimediato all'Olimpico complessive 12 reti. Una media di un gol ogni ventidue minuti e mezzo. Tutto talmente facile, per la Lazio, da sembrare una pura e semplice esibizione contro dei semidilettanti.

Con avversari così accomodanti, specie all'inizio, una pacchia per Mancini, Signori e Boksic. Cui è bastata appunto mezz'ora per chiudere il conto. Bella la Lazio, ma inguardabile il Napoli, nel quale Mazzone ha cercato di riproporre quel 3-5-2 che rese più che dignitosi i suoi non lontani trascorsi alla Roma. E che, probabilmente, andrà subito abolito. Senza Ayala (causa nazionale argentina, come Almeyda) e senza Conte, squalificato, Mazzone ha infatti verificato con raccapriccio la statura (non solo tecnica) del trio difensivo Baldini-Crasson-Prunier. Battuti di testa da Boksic e Signori, due tipi che, senza offesa, non hanno nello stacco aereo la loro arma vincente. Disastro totale, peraltro, anche sui palloni bassi. Se Mancini ha infatti cucinato i due cross dell'1 e 3 a 0, a Boksic è bastato andare due volte diritto verso la porta napoletana per ritrovarsi prima tagliato in due da Prunier e Sergio (rigore vincente e tonificante di Signori), poi direttamente a tu per tu con Taglialatela per la facile botta del 4-0. Tutto nei primi trentuno minuti, nei quali una sola volta il Napoli si è presentato al limite dell'area della Lazio ed è stato per subire il contropiede Signori-Boksic del 4-0. Ispiratissimo il tridente, inoperosa la difesa, sobri i rifornimenti del trio di centrocampo Fuser-Jugovic-Nedved. Ma pesanti responsabilità sui dirimpettai del Napoli, che in quella zona (decisiva) del campo erano addirittura cinque.

Una cerniera (Facci-Turrini-Altomare-Rossitto-Sergio) che non ha mai funzionato. Molle in maniera perfino sospetta, il Napoli ha fatto la fine del Guimaraes. Solo che i portoghesi per un tempo ci provarono, prima di incassare lo 0-4, qui la resa è stata totale e immediata. Nella ripresa, dopo che Eriksson aveva risparmiato a Mancini anche il finale del primo tempo, passando con Venturin al tranquillo 4-4-2, un Mazzone che presumiamo indignato ha rivoluzionato il centrocampo. Dentro Longo e Goretti per Turrini e Altomare, e dentro anche il difensore Sbrizzo per Baldini che s'era ferito urtando contro il solito Boksic. Napoli appena più vivo, ma Lazio con la testa ormai all'Atalanta e all'ora più possibile doppio derby di Coppa Italia (Udinese permettendo) con la Roma. Eriksson richiamava anche Boksic, dando spazio a un caricatissimo Casiraghi. Che cercava invano la soddisfazione personale. Più vicino al gol andava il formidabile Signori, con una mezza rovesciata che si stampava sul palo. Per quei pochi tifosi napoletani con striscione di scorta ("La fede è immensa...la pazienza no"), un dolore in meno.


Sempre tratte dalla "rosea", alcune dichiarazioni post-gara:

La Lazio si gode la quinta vittoria su 5 all'Olimpico garantendosi i quarti di finale di Coppa Italia. Non è poco nella settimana in cui Marchegiani e compagni sono chiamati ad altri due delicati impegni. "Infatti - sottolinea Eriksson - sabato ci attende l'Atalanta, che in panchina ha una volpe come Mondonico. E poi martedì prossimo giocheremo a Volgograd. Sono contento perché con il Napoli è andato tutto bene, i partenopei attraversano un momento proprio nero. Nel primo tempo, siamo arrivati con grande facilità in zona gol. Addirittura hanno segnato di testa Boksic e Signori. Casiraghi? Arriverà il tempo giusto anche per lui. Ne sono sicuro. La sostituzione di Mancini? Ho visto il suo battibecco con Protti, ho voluto evitare ammonizioni inutili".

Strano perché Mancini e Protti sono grandi amici fuori dal campo, ma il Mancio è ancora piccato dopo la doccia: "Non capisco perché sia venuto a rompermi... Io non ce l'avevo con lui. Credo che Eriksson mi abbia fatto uscire per questo ed anche per un dolore al piede destro". Dopo una prestazione incoraggiante ("quando giochiamo così nessuno può fermarci", sottolinea Diego Fuser), l'unico problema riguarda le condizioni fisiche di Negro che ha riportato un fastidio alla coscia. E nel dopopartita ci sono anche giornalisti inglesi alla caccia di Dario Marcolin, ambito dai club d'oltre Manica (Bolton e West Ham): "Ma io vorrei restare alla Lazio", dice. E Zoff appare pronto a prolungare il suo contratto in scadenza.




<< Turno precedente Turno successivo >> Torna alla Stagione Torna ad inizio pagina