Martedì 8 agosto 2000 - Volendam, - Volendam-Lazio 0-0 (6-7 d.c.r.)
Da LazioWiki.
Amichevole precedente - Amichevole successiva
8 agosto 2000 - Amichevole pre-campionato 2000/01
VOLENDAM: Need, Kras, Ravensberger, Koning (57' Breinburg), Salden (86' Pascale), Van Ommeren, Boots, Bartele (76' Smit), Putter, Rose (66' Tuyp), Kokmeyer (66' Babangida). Allenatore: Wisman.
LAZIO I TEMPO: Peruzzi, Negro, Nesta, Mihajlovic, Pancaro, Stankovic, Baronio, Nedved, De la Peña, Lopez, Salas.
LAZIO II TEMPO: Marchegiani, Santarelli, Colonnese, Couto, Pesaresi, Gottardi, Lombardo, Luciani (37' Conti), Ruggiu (37' Varriale), Ravanelli, Berrettoni. Allenatore: Eriksson.
Arbitro: Sig. Van der Pas (Olanda).
Rigori: al termine dell'incontro vengono battuti 10 rigori per parte per designare il vincitore. La Lazio vince per 7-6.
Note: ammoniti Bartele, Salden, Nedved, Couto. Calci d'angolo: 6-3 per la Lazio.
Spettatori: 2.000 circa.
La Gazzetta dello Sport titola: "Lopez illumina la Lazio. Biancocelesti sotto tono ma l'argentino regala magie. Il nuovo attaccante subito pericoloso con il suo sinistro a rientrare. Ottima intesa con Mihajlovic, un po' di egoismo con Salas. Marchegiani para 3 rigori. Per i laziali in premio una torta". Continua così la rosea:
Manca solo il brivido del gol, per il resto l'ultima amichevole della Lazio mantiene le promesse, con Claudio Lopez protagonista. L'argentino si presenta alla sua maniera, col sinistro saettante anche se un po' impreciso. La Lazio non entusiasma, anzi sembra fare un passettino indietro sul piano del gioco, ma trova un nuovo asso e tanto basta. Eriksson schiera la sua Lazio migliore nel primo tempo, recuperando anche Stankovic, con De la Peña largo a sinistra. La difesa è quella titolare, mentre la coppia d'attacco nuova di zecca vede Lopez agire sulla destra, con Salas centrale. Una mossa, quella del tecnico, proiettata in un futuro nel quale potrà avere bisogno proprio di Claudio largo su quella fascia, visto che si raffredda sempre più la pista Zenden. Al di là dei progetti tattici, il piccolo sudamericano si disimpegna subito bene e alla prima azione è già al tiro, impreciso ma rapido per esecuzione. Pochi minuti e dalla destra si accentra e con prontezza fa partire il suo classico sinistro a girare, alto. La stessa azione Claudio la ripete su suggerimento di Nedved e stavolta il pubblico si unisce in un "ohhh" di ammirazione per una traiettoria magica che sfiora l'incrocio opposto.
Non passano neanche 20 minuti e si comincia a delineare una nuova mossa tattica dagli effetti devastanti per gli avversari. Il pallone è nell'area della Lazio: Mihajlovic alza la testa e lancia lungo alla perfezione Claudio Lopez, abile a partire dalla riga di centrocampo per evitare il fuorigioco. Peccato che alla fine si faccia spostare la palla dal portiere, ma resta l'azione brillante e un'intesa che è solo all'inizio. Fra Mihajlovic e Lopez evidentemente c'è già feeling visto che sul finire del tempo il serbo pennella un angolo da sinistra per Claudio che, appostato sul vertice opposto dell'area, calcia al volo col piede d'incontro (il sinistro, il destro lo usa solo d'appoggio) sferrando un'altra gran botta alta di poco. Se un neo si può trovare in questa prima prestazione è un po' l'eccessivo egoismo dell'argentino, che poco ha cercato il dialogo con un Salas sempre mobile, anche se meno brillante di tre giorni fa con il Barcellona. Per il resto benino la difesa migliore (Peruzzi sempre super all'occorrenza) con la Lazio che si sdoppia nella ripresa, mantenendo comunque impostazione e rigore tattico e sfiorando nella ripresa un paio di volte il gol con Ravanelli, oltre a un rigore non dato su Gottardi. A proposito di rigori, alla fine gli "orange" locali pretendono la rivincita dell'Europeo, con 10 tiri dal dischetto. Accontentati: perdono ancora, 7-6, con tre belle parate di Marchegiani. Tulipani appassiti in undici metri.















