Domenica 6 gennaio 1929 - Roma, campo Rondinella - Lazio-Genova 1893 0-2


Stagione

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6 gennaio 1929 - 231. Campionato della Divisione Nazionale 1928/29 - XII giornata

LAZIO: Nicolini, Bottacini, Saraceni (II), Caimmi, Furlani, Paganini, Griggio, Pardini, Spivach, Lamon (I), Cevenini (V).

GENOVA 1893: Garzino, Lombardi, Spigno, Barbieri, Burlando, Gilardoni, Pilezari, Bodini, Catto, Chiecchi III, Levratto.

Arbitro: sig. Barlassina di Novara.

Marcatori: 5’ Levratto, 12’ Bodini.

Note:

La partita inizia a ritmo vertiginoso con la Lazio protesa verso la porta di Garzino, Lamon e Griggio sono devastanti, ma inconcludenti. Infatti è il Genova ad andare in rete alla prima azione di Catto che crossa per Levratto e questi insacca, poco dopo ancora Levratto si impadronisce di una palla che passa di precisione all'accorrente Bodini che infila ancora Nicolini; i due gol genovesi gettano nella costernazione i supporter romani, oggi abbastanza numerosi, segnando irrimediabilmente le sorti della contesa. Il Genova ha poi lasciato l’iniziativa agli azzurri e si è chiuso in difesa, solo verso la fine della partita gli atleti della Superba, paghi di essere vissuti fino ad allora sul vantaggio, hanno reagito alla continua pressione laziale e, approfittando anche dell’evidente stanchezza degli avversari, hanno minacciato la porta di Nicolini che ha effettuato due parate miracolose, una su calcio di rigore, accordato per un mani di Saraceni, a Levratto. Questo è in sintesi l’andamento dell’incontro. Da una parte una squadra massiccia ed organica e dall'altra undici atleti generosi che tentano invano di supplire col cuore al distacco di un’intera classe. I migliori in campo laziale sono stati: Furlani, Paganini, Bottacini e, nel finale anche Nicolini. Si è risentita molto la mancanza di Canestri, infatti il rendimento di Saraceni non è risultato all'altezza. Fra gli ospiti ottima la prova di Garzino che è riuscito a mantenere inviolata la sua porta, Levratto, dopo aver messo a segno uno stupendo gol di petto ad inizio partita, è rimasto in sordina anche perché francobollato a dovere dal veloce Paganini.

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