Martedi 3 marzo 2009 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Juventus 2-1


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3 marzo 2009 - 3319 - Coppa Italia 2008/09 - Semifinali, gara d'andata - calcio d'inizio ore 20.45

LAZIO: Muslera, Lichtsteiner (79' De Silvestri), Siviglia, Cribari, Kolarov, Foggia (85' Brocchi), Ledesma, Matuzalem, Manfredini (50' Mauri), Rocchi, Pandev. A disposizione: Carrizo, Rozehnal, Radu, S.Inzaghi. Allenatore: D.Rossi.

JUVENTUS: Manninger, Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro, Marchionni, Sissoko (59' Marchisio), Tiago (68' Poulsen), Nedved, Amauri (79' Trezeguet), Iaquinta. A disposizione: Chimenti, Ariaudo, Salihamidzic, Giovinco. Allenatore: Ranieri.

Arbitro: Sig. Tagliavento (Terni) - Assistenti Sigg. Ghiandai e Giordano.

Marcatori: 33' Marchionni, 64' Pandev, 78' Rocchi.

Note: serata umida, terreno leggermente scivoloso. Ammoniti Matuzalem, Grygera, Sissoko, Chiellini, Marchisio per gioco scorretto, Iaquinta per proteste, Rocchi per comportamento non regolamentare. Corner: 8-7 per la Juventus. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 50.000 circa.


La rete del vantaggio bianconero
La girata vincente di Goran Pandev
Un altro fotogramma della rete del pareggio biancoceleste
L'esultanza del macedone
L'abbraccio dei compagni
Tommaso Rocchi sigla la rete del vantaggio laziale
La rete-vittoria del bomber veneziano vista da dietro la porta
La corsa verso la curva dell'attaccante biancoceleste
Rocchi rimette la maglia dopo l'esultanza per la rete segnata
Christian Manfredini in azione
Tommaso Rocchi
Goran Pandev

Le polemiche extra-campo, scatenatesi dopo le dichiarazioni rilasciate nel pomeriggio dall'allenatore dell'Inter Josè Mourinho e la notizia della condanna a due anni del Presidente della Lazio Lotito nel processo di primo grado per presunto aggiotaggio, non lasciano il giusto spazio alla prima delle semifinali d'andata della Coppa Italia. L'attenzione, infatti, si sposta principalmente sulle risposte della dirigenza bianconera agli strali lanciati dall'allenatore lusitano. La Lazio non può schierare Zarate in quanto squalificato e pertanto Rossi ripropone in attacco la collaudata coppia Pandev-Rocchi supportata da Foggia. Altra novità l'impiego dal primo minuto di Manfredini che, prima dell'inizio della gara, si riappacifica con la Curva Nord dopo le ben note polemiche. Ranieri risponde con la coppia d'attacco Amauri-Iaquinta e mette a riposo Buffon e Del Piero.

La Lazio deve cercare di conquistare l'accesso alla finale non solo perché la giocherebbe, con la nuova formula, nel proprio stadio in un turno unico ma poiché, qualora l'antagonista sia l'Inter, guadagnerebbe l'accesso diretto in Coppa UEFA. La Juventus, di contro, cerca anch'essa il lasciapassare per la conquista della decima Coppa Nazionale. Ottimo il colpo d'occhio offerto dal pubblico dell'Olimpico: circa 50.000 presenze con una folta rappresentanza della tifoseria bianconera. La gara parte subito forte: già al 2' Iaquinta si rende pericoloso quando gira, di prima intenzione, un cross di Marchionni. La Lazio risponde pochi minuti dopo ma il tiro da fuori area di Ledesma finisce debole tra le braccia del portiere bianconero. La squadre provano a cercare la rete ma Iaquinta prima (tiro di destro parato da Muslera), poi Rocchi (con una girata da centro area parata da Manninger), non riescono a centrare il bersaglio.

Al 18' però la gara potrebbe cambiare: Iaquinta, lanciato da Tiago, scatta in profondità e batte Muslera in uscita ma il guardalinee non convalida la marcatura per fuorigioco dell'attaccante bianconero apparso, sinceramente, dubbio. La Lazio risponde con due tiri da lontano di Matuzalem e Kolarov ma Manninger è sempre attento. Qualche intervento duro dei giocatori juventini è punito da Tagliavento con il cartellino giallo. Al 33' la svolta della gara: la Juventus passa in vantaggio quando un cross dalla sinistra è rinviato da Manfredini sui piedi di Marchionni che tira in porta sfruttando una deviazione involontaria di Kolarov che mette fuori causa l'intervento dell'estremo difensore biancoceleste. La Lazio prova subito a reagire ma un destro incrociato di Rocchi è respinto dal portiere juventino che si ripete, pochi minuti dopo, su un velenoso calcio di punizione di Ledesma.

Pochi minuti prima della fine del tempo una discesa sulla sinistra di Rocchi non trova piazzato adeguatamente Foggia sul palo più lontano. La ripresa vede la Lazio farsi più pericolosa sin dall'avvio quando Rocchi calcia fuori un cross proveniente dalla destra di Manfredini che pochi minuti dopo viene sostituito da Mauri. Il pressing della Lazio si quindi fa più forte ed i biancocelesti guadagnano diversi corner. Al 20' gli sforzi della Lazio vengono premiati: un tiro di Lichtsteiner è respinto da Manninger, Pandev è abile a raccogliere la sfera al centro dell'area, a girarsi ed a calciare alla destra dell'estremo difensore bianconero.

I biancocelesti, sostenuti anche dal proprio pubblico, non si accontentano del pari raggiunto e Manninger tiene a galla la Juventus con parate decisive su Foggia (tiro dalla distanza e respinta su un calcio di punizione) e grazie all'imprecisione di Mauri (tiro di sinistro a fil di palo). Nulla può, però, quando Matuzalem, al 33', lancia in profondità Rocchi che, prendendo il tempo a Chiellini, infila in rete per il due a uno. Il vantaggio galvanizza ancora di più gli uomini di Rossi che continuano a pressare i bianconeri con Marchisio che riesce a chiudere su Foggia fattosi pericoloso. La gara termina qui, con i biancocelesti capaci di ribaltare il risultato del primo tempo grazie ad un'ottima ripresa. Domani, allo stadio Luigi Ferraris di Genova, si giocherà l'altra semifinale d'andata che vedrà opposte la Sampdoria all'Inter.

"E forse potevamo fare anche il terzo gol". Sta un po' stretto a Delio Rossi il 2-1 con cui la Lazio ha battuto in rimonta la Juventus nell'andata delle semifinali di Coppa Italia. "Siamo partiti un po' timorosi - ha detto il tecnico biancoceleste alla Rai - e la partita era in bilico. Alla prima occasione abbiamo preso il gol, c'è stato un po' di scoramento ma ci siamo risollevati e nella ripresa la vittoria è stata meritata. Siamo cresciuti, abbiamo accorciato, tenuto di più la palla, mentre nel primo tempo facevamo fatica ad uscire dalla nostra metà campo". Tra più di un mese si andrà all'Olimpico di Torino partendo da una posizione di vantaggio: "Ma per noi sarebbe stato uguale anche se avessimo pareggiato 1-1 o perso, ce la saremmo giocata comunque. Dà morale battere una grande squadra come la Juve, poi al ritorno vedremo".

Soddisfatto anche Tommaso Rocchi, autore del gol che ha deciso la partita: "Sono molto contento perchè abbiamo fatto una grandissima partita sotto tutti gli aspetti - ha spiegato l'attaccante - abbiamo creato molto, eravamo dispiaciuti alla fine del primo tempo perchè non meritavamo di essere sotto di un gol ma ci abbiamo creduto, sapevamo che potevamo recuperare e lo abbiamo fatto alla grande".


La Gazzetta dello Sport titola: "SpettacoLazio. La Juve dura solo 45', che lezione. Gara bellissima: Marchionni lancia i bianconeri poi Pandev e Rocchi chiudono una ripresa perfetta".

Continua la "rosea:" Orgoglio Lazio, fiatone Juve. Il primo atto della semifinale di Coppa Italia se lo prende la premiata ditta Pandev & Rocchi, che firma nella ripresa rimonta e sorpasso. Il gol di Marchionni nel primo tempo consente ai bianconeri di restare in gioco (per andare in finale basterà l'1-0) e quello regolare annullato a Iaquinta sullo 0-0 serve a rendere calde moviole e microfoni. Per fortuna Mourinho e Spalletti non abitano qui. Bella partita, che tutto sommato la Lazio vince meritatamente per quello che sa mettere in campo per un'ora di partita, dopo avere subito la Juve nei primi trenta minuti. In prospettiva campionato e soprattutto Champions, preoccupa il crollo fisico degli uomini di Ranieri nella ripresa. Il conto dei tiri alla fine è impietoso: dentro o fuori lo specchio della porta, la Lazio ne ha indirizzati sedici verso Manninger, migliore dei suoi. Iaquinta, l'irriconoscibile Amauri, il subentrato Trezeguet e compagnia, solo cinque (sei col gol annullato dal guardalinee Giordano). Due moduli speculari, i 4-4-2 con abbondante uso delle corsie laterali. Talché i duelli di accoppiate tra Molinaro-Nedved e Lichtsteiner-Foggia da una parte, Grygera-Marchionni e Manfredini-Kolarov dall'altra, fanno la differenza, specie sul lato sinistro del fronte juventino.

Lì, Molinaro sarà padrone di un terzo del match, ma quando la Juve andrà in bolletta (e Rossi, mossa solo apparentemente secondaria, inserirà Mauri per Manfredini), lo straripamento di Foggia e Lichtsteiner sarà impressionante. Anche in mezzo, dalle parti dei piedi buoni, accadrà qualcosa di simile. Finché Tiago e Sissoko tengono, per Ledesma e Matuzalem c'è da soffrire. Ma quando Ranieri li sostituirà, stremati, con Marchisio ancora sull'1-0 e con Poulsen sull'1-1, il naufragio bianconero sarà totale. Poco importa che Del Piero e Buffon siano rimasti a casa e che ci sia la solita infermeria (Camoranesi e Legrottaglie i vip) affollata. E' una Juve vera quella che va in campo e schiaccia la Lazio negli ultimi venti metri, impadronendosi del centrocampo. Certo, fosse stato concesso l'1-0 di Iaquinta, tenuto in gioco da Kolarov, capovolgere il match sarebbe risultato assai più difficile. Ma la totale incapacità della Juve nel secondo tempo, quando nemmeno un tiro viene indirizzato verso Muslera, stupisce. Nel finale, troppo tardi, Ranieri tenta con Trezeguet per il fantasma di Amauri. E' l'ultima inutile carta, mentre Giovinco resta giocoforza a languire in panchina. Alimentando un piccolo, fastidioso dubbio.

Delio Rossi ha scelte obbligate. Non c'è Zarate, squalificato. Rispetto alla squadra che sabato ha battuto il Bologna ecco dunque Rocchi titolare, Manfredini vice-Brocchi sulla corsia di sinistra con Foggia a destra, mentre Lichtsteiner riprende il suo posto dirottando De Silvestri in panca. E' il 4-4-2 delle ultime due vittorie di campionato, sobrio, efficace, con il decisivo innesto di Matuzalem (suo il delizioso assist del gol partita) al fianco di Ledesma, anche se per un po' si avverte l'assenza di uno come Zarate. L'Olimpico lo rimpiange mezzora. Poi, sferzata dal gol di Marchionni e dal dominio juventino la Lazio tira fuori tutto il suo orgoglio. Rocchi prende a pallate Manninger, aspettando il risveglio di Pandev. Che arriva, puntuale, a metà del secondo tempo, per un uno-due tremendo. Pandev&Rocchi, proprio come ai vecchi tempi.


La Repubblica titola: "Lazio dalle sette vite. Juve rimontata e battuta. Va ai biancocelesti la semifinale di andata. All'Olimpico finisce 2-1. Marchionni porta in vantaggio i bianconeri, nella ripresa Pandev e Rocchi ribaltano il risultato".

L'articolo prosegue: Alla fine di una giornata dominata dalla condanna per aggiotaggio al Presidente laziale Lotito e dallo sfogo a 360° di José Mourinho, il calcio giocato si prende la sua rivincita. All'Olimpico è partita vera, giocata bene e a viso aperto per tutto il suo svolgimento, che contribuisce ad accrescere la credibilità di una Coppa Italia snobbata per troppi anni. Vince la Lazio, soffrendo contro una Juventus tutt'altro che remissiva: risultato in bilico fino all'ultimo, ed è un peccato dover aspettare fino al 22 aprile per vedere il secondo round di questa sfida. Rispetto alle attese della vigilia, Ranieri esprime una squadra molto simile a quella considerata titolare. Anche il carattere dei bianconeri sembra quello dei giorni migliori: la Juventus tiene alla Coppa Italia e lo fa capire presto. Iaquinta, rincalzo di lusso, è una furia soprattutto nei primi venti minuti: trova anche il gol, ma se lo vede annullare per un fuorigioco più che dubbio.

La rete bianconera arriva con Marchionni poco dopo la mezz'ora, ma la Lazio non sta a guardare. Già prima del riposo la Lazio sfiora per tre volte il pareggio, con uno strepitoso Manninger (migliore in campo, senza ombra di dubbio) a rispondere a Rocchi e Ledesma. Nella ripresa è quasi monologo laziale, mentre la Juve cala dal punto di vista fisico. Ci vuole il capocannoniere Pandev (sesto gol nella competizione), per infilare la porta bianconera, finora immacolata nel percorso di coppa. Abbozza una reazione la Juventus ma è la Lazio a provarci ancora, in maniera quasi ossessiva. Se Manninger e la traversa tolgono la soddisfazione del gol a Foggia, è Matuzalem in contropiede a trovare il corridoio vincente per Rocchi: il capitano non sbaglia e regala il 2-1 ai suoi. Restano dieci minuti più recupero da giocare ma il risultato non cambierà più, lasciando aperto il discorso-qualificazione. Il biglietto per la finalissima è ancora tutto da assegnare.