Martedi 9 Gennaio 1900. La fondazione della Società Podistica Lazio



Luigi Bigiarelli in una foto di fine '800
Un ritaglio de "Il Messaggero" del dicembre 1899 evidenzia gli allenamenti di diversi futuri Fondatori della Società Podistica Lazio
Veduta del Colosseo nel 1900
La notizia riportata dal Messaggero
Lo Statuto della Società Podistica Lazio approvato il 13 gennaio 1900 dall'Assemblea dei Soci
Una Domenica del Corriere dei primi del 1900
La prima gara di podismo che vide all'opera la Lazio fu effettuata a Roma l'11 marzo 1900.
Il nostro Lefevre giunse terzo e la gara a squadre fu vinta dalla Lazio che si aggiudicò la Coppa del Re
"Il Messaggero" del 15 gennaio 1900 dà notizia della prima attività sportiva della neo nata S.P. Lazio

Stagione

La genesi nel 1898

Egregiamente raccontata da Mario Pennacchia nel suo libro "Storia della Lazio" edito nel 1969, è molto probabile che la storia della Società Podistica Lazio non inizi il 9 gennaio 1900, ma sia da retrodatare di almeno due anni. Da fonti giornalistiche si apprende che già dal 1898 alcuni futuri cofondatori della società biancoceleste, Luigi Bigiarelli, suo fratello Giacomo Bigiarelli, Alberto Mesones e Galileo Massa, partecipavano a gare di nuoto e podismo sotto i colori dell'"Associazione della Gioventù cristiana", un movimento liberale evangelico, anticlericale e con venature massoniche.

Infatti, la creazione di una società ex-novo, la ricerca di una sede sociale e la raccolta di fondi per il mantenimento della stessa, all'inizio del XX secolo non erano un'impresa facile e i ragazzi che la fondarono, per la maggior parte studenti, non erano certo così ricchi se non di animo e di spirito sportivo che in quegli anni aveva cominciato a diffondersi fra i coetanei. Nel 1896 si erano svolti ad Atene i primi Giochi Olimpici dell'era moderna che avevano portato a gareggiare, nella patria di Aristotele, atleti di ogni parte del mondo arrivati con ogni mezzo e dopo viaggi avventurosi. A Roma l'anno 1900 era iniziato con l'apertura della Porta Santa. Papa Leone XIII, pur rinchiuso in Vaticano, aveva indetto l'Anno Santo che portò nella Capitale migliaia di pellegrini.

Sul trono del Regno d'Italia vi era Umberto I di Savoia ed il primo ministro era Luigi Pelloux. Roma era Capitale d'Italia da meno di 30 anni e da poco i confini dell'Urbe avevano superato le mura storiche con nuove costruzioni sulla Nomentana (oggi quartiere Pinciano), sulla Salaria, a piazzale Flaminio e a piazza Mazzini dove, al di là del Tevere, si estendeva una zona pianeggiante ed incolta chiamata Piazza d'Armi in quanto ci si addrestavano le truppe del Regio Esercito di guarnigione a Roma. La città contava oltre 450 mila abitanti, il doppio rispetto alla popolazione presente prima dell'unificazione allo Stato Italiano, ed il Sindaco era Prospero Colonna eletto nel dicembre del 1899. I pastori portavano le loro greggi al pascolo passando per i quartieri della Capitale, segno evidente di una città ancora molto rurale e lontana dai modi di vita delle altre capitali europee. Alcune società di ginnastica e podistica si erano già affacciate nella Capitale e si organizzavano sempre più spesso gare di corsa e ludi sportivi specialmente in occasioni di feste e ricorrenze.


I soci Fondatori

I 9 ragazzi che parteciparono alla fondazione della Società Podistica furono: Giacomo Bigiarelli, Odoacre Aloisi, Arturo Balestrieri, Alceste Grifoni, Giulio Lefevre, Galileo Massa, Alberto Mesones, Enrico Venier capeggiati dal sottufficiale dei Bersaglieri Luigi Bigiarelli.

Fu proprio quest'ultimo a lanciare l'idea di creare una Società di Podistica per gareggiare nelle gare probabilmente perchè, negli altri sodalizi, era difficile entrarvi senza pagare un quota associativa onerosa e proibitiva per le tasche dei baldi giovanotti. Bigiarelli era stato folgorato dalla notizia della ripresa delle Olimpiadi, dopo secoli d'oblio, e forse da allora cominciò a balenare l'idea di creare un sodalizio sportivo basato sugli ideali degli antichi greci che addirittura sospendevano acerrime guerre pur di passare un periodo di tempo (breve) dove l'unico pensiero era gareggiare e magari vincere per la gloria.


La Fondazione secondo il libro di Mario Pennacchia

Nel 1969 fu edita la prima "Storia della Lazio" scritta dal giornalista Mario Pennacchia che ebbe modo di intervistare molti personaggi, allora ancora in vita, come Sante Ancherani che raccontò molti episodi inediti dei primi dieci anni di vita della Società. Seppur appararentemente romanzato, il racconto del Pennacchia indicato nel suo libro non si dovrebbe discostare di molto dai fatti realmente accaduti riguardo la storia della fondazione della Lazio. Egli racconta infatti che Luigi Bigiarelli ed i suoi inseparabili amici erano gente che amava lo sport in generale e la corsa, ma i circoli che c'erano a Roma, per lo più tutti a ridosso del Tevere, erano ad uso esclusivo chi della borghesia, chi della nobiltà nera o chi della nobiltà bianca.

Insomma erano divisi in caste dove entrare era impossibile. L'unico ritrovo accessibile era il barcone del "Pippa Nera" sotto ponte Margherita dove si divertiva il cosiddetto "popolino" facendo, d'estate, gare di nuoto sul Tevere interrotte il più delle volte dal passaggio dei "Remi" dei circoli più prestigiosi che mal tolleravano quelle "canaglie". Poi in autunno ed in inverno c'era l'apatia e la noia perchè nessuno faceva o organizzava nulla. Nei mesi freddi i nove giovanotti s'incontravano in una panchina di Piazza della Libertà, ultimo baluardo prima della campagna, dove nacque l'idea di crearsi da soli una società per gareggiare nelle gare podistiche di primavera.

Il nome fu scelto in "Lazio"* perchè alcuni sodalizi avevano già usato il nome della città e perchè i nove volevano qualcosa di più grande dell'Urbe. I colori furono mutuati dalla bandiera greca, patria delle Olimpiadi, e cioè il Bianco ed il Celeste. Grecia che a sua volta li aveva ripresi da quelli della Baviera su decisione di re Otto di Grecia a metà degli anni '50 dell'800. La sede in Via Valadier n. 6 fu scelta in seguito perchè al momento non c'era liquidità disponibile per pagare l'affitto. Mario Pennacchia racconta che il tutto avvenne tra una gara di "tiro al lampione" e scommesse (una porzione di polenta) pagate e mangiate da tutti. Cose semplici di ragazzi pieni di vita e con il furore agonistico dentro.

Da notare che sin dal 1898 un vapore in servizio sul Tevere aveva il nome di "Lazio". Potrebbe essere che questo battello, navigando regolarmente sul fiume, abbia in qualche maniera ispirato la scelta dei 9 Fondatori che sulle sue acque e sulle sue rive nuotavano e correvano. (La notizia dell'esistenza di un vapore che navigava nel Tevere e che aveva il nome di Lazio è stata acquisita da LazioWiki nel giugno 2014 ed è tratta dall'Illustrazione Italiana).

Le altre versioni

Altre versioni più recenti modificano seppur di poco quello che è la storia della nascita della Lazio. Il libro del giornalista Sergio Barbero, "Il lungo volo dell'Aquila", edito nel 1999, racconta che i nove fondatori si incontravano sempre al "Pippa Nera" dove nasce l'idea e che dopo la fondazione divenne troppo piccolo per ospitare tutti coloro che volevano iscriversi alla podistica. Sicuramente quel barcone fu uno dei centri nevralgici per la nascita e lo sviluppo della nuova Società, ma è anche vero che era difficile fare del podismo lungo il Tevere, specie nei mesi freddi quando le inondazioni, malgrado i muraglioni voluti da Garibaldi, allagavano i tratturi lungargine per esondare da qualche parte. Tenendo presente che Ponte Regina Margherita era l'ultimo ponte dell'estrema periferia di allora e che nella riva destra si estendeva un lungo parco incolto come Piazza d'Armi, è improbabile che Bigiarelli e soci rimanessero al "Pippa Nera" andando bensì ad allenarsi fra quei campi sterminati tutti a loro disposizione.


Il mistero dell'articolo de "Il Messaggero"

Il 10 gennaio 1900 il quoditiano Il Messaggero pubblica un trafiletto dove annuncia la nascita della Lazio. Ma chi ha avvisato la redazione di questo evento? E perchè un giornale, che aveva già 22 anni di attività ed era diventato uno dei più importanti quotidiani italiani, aveva preso in considerazione la nascita di questa Società? All'epoca il giornale usciva con 4 pagine e raramente arrivava a 6. Le notizie, pur tenendo presente le difficoltà di comunicazione dell'epoca, non mancavano di certo viste le crisi di governo o l'elezione del nuovo sindaco fino al primo incidente automobilistico nella capitale avvenuto il 31 dicembre 1899 che aveva suscitato scalpore e scandalo.

Possibile quindi che la nascita della Lazio e la sua successiva comunicazione a mezzo stampa, sia avvenuta per opera magari di un genitore dei nove ragazzi che aveva conoscenze nella redazione o, molto più probabilmente, con una pianificazione diversa dai racconti ufficiali e molto più studiata da quello che ci hanno tramandato. Sicuramente non lo sapremo mai in quanto tutti i protagonisti di allora sono morti da anni e sulla nascita della Lazio molte cose non sono mai venute fuori o casomai solo parzialmente.

Ciò che invece è sicura è la condizione del tempo meteorologico a Roma il 9 gennaio 1900: giornata nuvolosa con cielo coperto per 3/4 (alle ore 8,00), temperatura massima di 13,1 gradi e minima di 5,6 gradi.


La prima sede e le prime attività podistiche

La prima gara ufficiale in cui partecipano i podisti della Lazio e di cui si ha conoscenza avviene il 21 aprile dello stesso anno: è il giro di Castel Giubileo. E' una gara di marcia sui 20 chilometri che parte da Porta Pia per finire a Porta del Popolo. I vincitori sono due torinesi ma i laziali si piazzano al 3° posto con Lefevre, al 4° con Golini, al 5° con Balestrieri e al 6° con Massa. Vincono inoltre la medaglia d'oro per la categoria a squadre. E' il primo trofeo vinto dalla podistica. In realtà, però, la prima gara che vede impegnati i nove Fondatori è quella di marcia del 14 gennaio 1900 che tuttavia vede alla partenza solo atleti biancocelesti. Alcune settimane dopo e con enormi sacrifici economici, viene inaugurata la prima sede in Via Valadier n. 6 (oggi n. 27) dove, al pianterreno, vengono allestiti una palestra, uno spogliatoio e una stanza di rappresentanza. Intanto, con il passare degli anni, nascono i primi contrasti tra alcuni soci e Bigiarelli che aveva nel frattempo rifiutato la presidenza della Società. Sarà poi costretto a lasciare la Lazio per motivi di lavoro e a emigrare in Belgio assieme al fratello Giacomo.



Questo diploma, concesso dalla Società Podistica Lazio ad un atleta della Ginnastica Roma nel giugno 1900, è firmato a sinistra dal maestro Cesare Tifi della Ginnastica Roma quale presidente di Giuria, al centro da Luigi Bigiarelli che firma "per il Presidente" confermando che non volle mai essere il Presidente della Società da lui fondata per motivi di parietarietà con gli altri soci, e a destra dal primo Segretario della Società, Guido Sinibaldi.



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