Mercoledì 20 settembre 2017 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 1-4


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20 settembre 2017 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, V giornata - inizio ore 20.45


LAZIO: Strakosha, Bastos (25' Marusic), de Vrij (46' Murgia), Radu, Basta, Parolo, Leiva, Milinkovic (63' Lukaku), Lulic, Luis Alberto, Immobile. A disposizione: Vargic, Guerrieri, Luiz Felipe, Patric, Di Gennaro, Crecco, Nani, Palombi, Caicedo. Allenatore: S. Inzaghi.

NAPOLI: Reina, Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik (72' Zielinski), Callejon (86' Rog), Mertens (81' Milik), Insigne. A disposizione: Sepe, Rafael, Hysaj, Maksimovic, Tonelli, Mario Rui, Diawara, Ounas, Giaccherini. Allenatore: Sarri.

Arbitro: Sig. Damato (Barletta) - Assistenti Sigg. Tonolini e Schenone- Quarto uomo Sig. Massa - V.A.R. Sig. Irrati - A.V.A.R. Sig. Rapuano.

Marcatori: 30' de Vrij, 54' Koulibaly, 56' Callejon, 59' Mertens, 92' Jorginho (rig).

Note: ammonito al 21' Radu, al 25' Mertens, al 35' Reina, al 70' Jorginho, all'80' Leiva. Angoli 3-2. Recuperi: 2' p.t., 2' s.t.

Spettatori: 28.000 circa.


L'esultanza di Stefan de Vrij dopo la marcatura
Foto Ansa
Ciro Immobile fermato da un difensore partenopeo
Foto Ansa
Ciro Immobile
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Sergej Milinkovic-Savic alla caccia della sfera
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Marco Parolo
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Dusan Basta
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Senad Lulic
Foto Mosca
Luis Alberto
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Una fase di gioco
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Un momento della gara
Foto Mosca
Il biglietto della gara

I calciatori convocati per la partita odierna

La Gazzetta dello Sport titola: "Se s’infuriano i marziani.... De Vrij accende il Napoli. Il ribaltone è da paura. Lazio in vantaggio, poi perde l’autore del gol e pure Bastos. La banda Sarri nella ripresa si trasforma: da Koulibaly a Mertens è uno show".

Continua la "rosea": Non fate girare i 5 minuti al Napoli, perché sono dolori. Adesso ne sa qualcosa anche la Lazio. Che per un tempo è stata la migliore, che è rientrata negli spogliatoi in vantaggio e con l’illusione di riuscire a portarsi a casa la sfida, ma soprattutto di potersela giocare alla pari con le pretendenti allo scudetto. Poi sono arrivati quei cinque minuti che hanno sconvolto la sfida. Un assalto deciso che è sembrato un piano strategico di battaglia: prima hanno sfondato le retrovie, poi è arrivata la solita cavalleria. Tre reti tra il 9’ e il 14’ del secondo round. La prima firmata da Koulibaly in tap in su calcio d’angolo, dopo che Strakosha aveva respinto il tiro a colpo sicuro di Albiol. La retrovia, appunto. La seconda di Callejon con assist di Hamisk. E la terza, oh la terza, un capolavoro assoluto del signore del gol Mertens: un pallonetto in girata dal fianco dell’area. Lazio in ginocchio e Napoli che resta in vetta col fiato addosso alla Juventus che, per ora, vince con più fatica. Napoli che si conferma macchina da gol, soprattutto nei secondi tempi: ben 13, più di tutte le squadre di A. Napoli che non vinceva le prime 5 gare di campionato dal 1987-88, ai tempi di Maradona. Napoli che è alla decima vittoria di fila tra questo e lo scorso campionato, record per il club in A. Son numeri che fanno sognare.

C’è da dire però che la Lazio ha vinto anche l’Oscar della sfortuna. Perché ci sono state due partite in una. E perché quei cinque minuti (e 8 secondi per la precisione) sono stati favoriti dall’infortunio di De Vrij, padrone dell’area per un round. L’olandese, che aveva pure firmato il gol del vantaggio con una girata su cross di Immobile, non è tornato in campo nella ripresa per un risentimento muscolare. Inzaghi, che evidentemente non si fida di Luiz Felipe, ha inserito Murgia in mezzo e fatto scendere a centro difesa Leiva. Già prima, dopo 25 minuti di partita, aveva dovuto sostituire un buon Bastos con Marusic e abbassare Basta. Risultato: ha giocato con due centrocampisti nella difesa a 3. E questo ha pesato parecchio. Come se non bastasse, sotto di due gol la Lazio si è ritrovata in 10 per il k.o. di Basta. Inzaghi aveva già cambiato Milinkovic (anche lui, pare, con problemi fisici, altrimenti sarebbe difficile da capire come sostituzione) con Lukaku sul 3-1. Ma tant’è, a quel punto la partita era già sfuggita via, col Napoli padrone del campo, che aveva improvvisamente ritrovato le fitte trame e gli inserimenti micidiali dei suoi velenosi peperini. Dopo la sfuriata e i tre gol uno dietro l’altro, la Lazio è sparita. Nel secondo tempo non ha mai tirato in porta. E nel finale poi è arrivato anche il rigore di Jorginho per un atterramento di Zielinski da parte di Parolo.

In questa serata stortissima, alla Lazio resta la consolazione della prima partita, pardon del primo round, che ha chiuso con pieno merito in vantaggio. Con il centrocampo a cinque si è tenuta bassa e ha chiuso le linee di passaggio ai tre terribili piccoletti di Sarri. E mentre il Napoli cercava la manovra e gli sbocchi sugli esterni, puntava sulla profondità affidandosi alla gran vena di Immobile, in una condizione fisica eccellente. E a Luis Alberto che appena dietro di lui creava pericoli con continuità. Come quando ha pescato il Ciro nazionale sulla corsa, il quale ha tentato di scartare Reina, bravissimo nello strappargli il pallone in uscita. Per portare in vantaggio la sua squadra, Immobile si è dovuto trasformare in assistman. Dopo un "auto-palo" di Hamsik sul primo angolo di serata, ha manovrato una palla sulla fascia e dopo aver fatto fuori Allan e Koulibaly ha crossato in mezzo per la girata vincente di De Vrij. Nel tentativo di reagire, il Napoli si è un po’ scoperto e ha rischiato il 2-0 quando Milinkovic ha lanciato il solito Immobile nella prateria. Ancora Reina, in uscita disperata, ha rischiato ma è riuscito a toccare la palla prima di travolgere l’attaccante. Solo ammonizione per gioco pericoloso. Il Napoli s’è visto solo nel finale, quando Mertens ha pescato Hamsik in area che ha scartato il portiere ma, decentrato, ha tirato sul palo esterno. Col senno di poi, è stato il preludio dell’assalto.

Il sommario di questa sfida è facile: la Lazio non è ancora al livello delle grandi squadre, soprattutto per un motivo che in questa notte sfortunata è stato ben in evidenza: la panchina corta. De Vrij non ha un sostituto degno, ma nemmeno Radu e Bastos hanno dei contraltari. Grave pecca, se hai scelto di giocare con la difesa a 3. Leiva qualche volta al Liverpool ha giocato da centrale. Ma s’è visto che non è cosa. Il Napoli i cambi ce li ha. Sarri li usa col contagocce, ma sono pronti per andare lontano.


Il Corriere dello Sport titola: "Extra Napoli. Lazio indifesa. Inzaghi chiude in vantaggio il primo tempo poi perde per infortunio Bastos e De Vrij (autore del gol biancoceleste) e la squadra di Sarri può dilagare".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: Come evento, non sappiamo cosa scegliere di questa partita: il ribaltone del Napoli, da 0-1 a 3-1 in 5 minuti o i tre infortuni muscolari di tre difensori laziali, Bastos, De Vrij e Basta che ha lasciato la squadra in 10 negli ultimi 20’. Le due storie probabilmente si mischiano, il Napoli ha pareggiato quando non c’erano più Bastos e De Vrij, poi ha dilagato, calpestando una difesa troppo fragile per reggere l’urto dell’attacco napoletano quando si scatena. Per Sarri era la quinta vittoria di fila, come la Juve, così tanto per chiarire quale sarà il duello nel prossimo futuro della Serie A. Nel primo tempo meglio la squadra di Inzaghi, travolta nella ripresa dal Napoli - alla decima vittoria di fila in campionato, suo nuovo record - che ha preso l’abitudine di rinviare proprio al secondo tempo i suoi gol: 3 all’Atalanta, 3 al Bologna, 4 ieri sera. Dopo 25’ di niente, è entrata sulla scena la Lazio di questi giorni, piena di una qualità raccolta in molti suoi interpreti, come Luis Alberto, Milinkovic e Immobile. E’ successo quando Inzaghi ha perso Bastos per infortunio, Simone ha messo Marusic a destra e spostato Basta al centro. In via di assestamento, la Lazio ha subìto una palla-gol di Insigne ma un attimo dopo si è rovesciata nel centrocampo del Napoli.

Hamsik ha colpito il palo della sua porta dove ha girato un angolo di Luis Alberto e sullo sviluppo dell’azione Immobile ha spalancato la difesa del Napoli saltando facile Allan e poi Koulibaly, cross da destra, mezza girata di De Vrij, Lazio in vantaggio. Il Napoli cercava di giocare come sa, come ha fatto per tutta la stagione scorsa. Pressava subito i portatori di palla, tenendo la linea difensiva così alta che lo scatto di Immobile, sugli assist di Luis Alberto e Milinkovic, bruciava con una certa frequenza. La Lazio era molto più raccolta, ma anche più rapida a ribaltare l’azione. Era una squadra senza zone d’ombra, fino a quando nel finale del primo tempo il Napoli è rientrato in partita. Hamsik ha colpito un palo e Callejon non ha pareggiato solo per la paratona di Strakosha. Era l’avvisaglia di quanto sarebbe accaduto poco dopo. Nell’intervallo è rimasto fuori un altro centrale laziale, il più forte, De Vrij, ma Inzaghi non ha cambiato l’assetto, ha messo dentro Murgia e arretrato Leiva nella difesa a 3 con Basta e Radu. Poteva forse schierare la difesa a quattro, con Basta al centro accanto a Radu e tenere Leiva davanti, visto che a Genova si era capito che l’ex Liverpool, come centrale a 3, proprio non va.

La difesa ha perso centimetri e solidità e il Napoli ha subito approfittato dell’inattesa fragilità della Lazio realizzando la sua straordinaria rimontona: 3 gol in 5 minuti, più un palo in altri 3 minuti. Ha pareggiato dopo un calcio d’angolo con Koulibaly; ha ribaltato due minuti dopo con un’azione col marchio-Napoli, tutta in verticale: Jorginho-Hamsik-Callejon; ha fatto il 3-1 con un arcobaleno (alla Maradona) di Mertens: Strakosha è uscito basso e ha respinto la palla che stava uscendo verso la linea laterale, Mertens l’ha raggiunta e, quasi senza guardare, l’ha scaraventata in rete sul palo opposto da quasi 30 metri; Insigne, infine, ha centrato il palo. La Lazio non c’era più e per completare la sua notte amara è arrivato anche il terzo infortunio di un difensore, quello di Basta. Era il 26’, Inzaghi aveva già fatto tutti i cambi, la Lazio ha chiuso in 10, ma il Napoli non ha infierito, accontentandosi del 4-1 su rigore di Jorginho al 47’.


Il Messaggero titola: "Lazio ko per infortuni. I biancocelesti passano in vantaggio con de Vrij poi perdono Bastos e lo stesso olandese e il Napoli dilaga. La squadra di Inzaghi chiude in 10, fuori anche Basta. I partenopei centrano la quinta vittoria e restano in testa".

Prosegue il quotidiano romano: La Lazio dura un tempo. Quarantacinque minuti da grande squadra, in cui i biancocelesti hanno messo sotto il Napoli e chiuso in vantaggio la prima frazione. Poi la resa di de Vrij e Basta dopo che un guaio muscolare aveva messo ko anche Bastos. Crollo totale. Gli uomini di Sarri vincono 4-1 e restano in vetta alla classifica a braccetto con la Juve a punteggio pieno. Koulibaly, Callejon, un super Mertens e Jorginho battono una Lazio costretta ai minimi termini in difesa. Un peccato perché ad armi pari era stata una grande partita tra due squadre forti e che giocano un bel calcio. La sfortuna, però ci mette tanto del suo e demolisce i sogni laziali. Sorride invece il Napoli che se l’era vista brutta per tutto il primo tempo. Il Napoli è bello da vedere. La squadra di Sarri vista dall’alto sembra un’onda che con il suo andirivieni avvolge tutto quello che trova. Coprono e attaccano tutti insieme. Hanno una forza incredibile. La Lazio tiene botta e gioca di ripartenza provando a fare male con i suoi uomini più veloci. Immobile è controllato a vista e viene malmenato di continuo. Ciro urla al rigore per un intervento di Reina, ma Damato fa correre. Luis Alberto tra le linee crea scompiglio con la sua tecnica. Il Napoli però quando ha palla fa paura e la difesa biancoceleste è costretta agli straordinari. Bastos deve correre per due per tenere al guinzaglio Insigne.

Tanto che Basta deve raddoppiare sempre la marcatura. Proprio durante uno scatto l’angolano sente tirare il flessore ed è costretto ad uscire. Inzaghi deve ridisegnare la difesa inserendo Marusic e spostando Basta centrale. Ed è proprio dalla difesa che arriva il gol della Lazio: Immobile fa un numero da circo e al centro pesca de Vrij che s’improvvisa goleador. Olimpico in delirio. Ciro trascinatore s’invola da solo, Reina lo stende, Damato sbaglia tutto e lo ammonisce solamente. Napoli nervoso con Callejon che va a rimproverare l’attaccante laziale a terra. L’arbitro ha poco polso nella circostanza. La reazione degli azzurri si ferma su un palo di Hamsik. E su un miracolo di Strakosha su Callejon che parte in fuorigioco. La ripresa si apre con l’ennesimo guaio difensivo: de Vrij rimane nello spogliatoio, entra Murgia con Leiva arretrato nel ruolo di centrale. Incredibile come la Lazio sia stata punita per il mancato intervento sul mercato per sistemare un reparto già in emergenza. I biancocelesti sono costretti a giocare solo di ripartenza aspettando il Napoli nella propria trequarti campo. Il baricentro si abbassa troppo e non è un caso che la difesa sbanda, su calcio d’angolo saltano le marcature e Koulibaly pareggia i conti. E un minuto dopo Callejon raddoppia.

Leiva improponibile al centro della difesa. Poi spunta Mertens all’improvviso: un gol capolavoro da vedere e rivedere. Senza Bastos e soprattutto de Vrij la Lazio è nuda. Il Napoli lo ha capito subito e ha giocato sui tagli dei suoi uomini più pericolosi, portandosi a casa la partita. La sfortuna però si è accanita fino all’ultimo e toglie ad Inzaghi anche Basta costringendolo a giocare in dieci per venti minuti. Il cammino della Lazio si interrompe ma questo ko non deve scalfire le certezze e la compattezza del gruppo. Il Napoli, invece, continua il suo volo scudetto. Questo sembra proprio l’anno buono.


Tratte dal Corriere dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara:

Quattro gol dal Napoli dopo l’illusione, una botta pesantissima anche e soprattutto per l’emergenza provocata dagli infortuni di Bastos, De Vrij e Basta e dieci giorni fa con il Milan si era già stirato Wallace. Inzaghi e la Lazio sono rimasti senza difesa come non era mai accaduto. Tre ko nello stesso reparto e nella stessa partita. "E’ successo quello che di solito capita nel giro di un campionato..." il sospiro di Simone, piegato dalla sorte e preoccupato per i prossimi impegni. "Abbiamo fatto la partita che avevamo preparata e nel migliore dei modi. Eravamo incisivi, coraggiosi. La squadra mi piaceva. Peccato per quello che è successo. Adesso dobbiamo fare queste partite che mancano prima della sosta come meglio potremo e poi speriamo di recuperare qualcuno. Ho dovuto rinunciare anche a Milinkovic. Nel primo tempo eravamo stati molto bravi. Siamo andati meritatamente in vantaggio, poi abbiamo avuto questa serie di infortuni che penso non sia mai capitata nella storia della Lazio. Ora dovremo essere bravi a mettere questa serata alle spalle e ripartire subito. Non sarebbe finita così senza questi episodi". Inzaghi ha richiamato anche Milinkovic per evitare guai. "Sergej già ieri aveva un problema al flessore, così ho optato per cambiarlo. Adesso analizzeremo quello che è successo. Abbiamo giocato tanto in questo periodo, ho cercato di cambiare e alternare, ma gli infortuni ci sono stati lo stesso. In difesa eravamo già in emergenza, ora dovremo fare il possibile per metterne insieme tre per Verona".

La partita della Lazio è finita con la sostituzione di De Vrij nell’intervallo. "A Marassi lo avevo tolto per precauzione, questa volta invece ha sentito l’adduttore tirare. Ho optato con Leiva perché volevo tenere il palleggio. Potevamo evitare il primo gol, ma in quelle condizioni avremmo perso lo stesso". E’ la prima sconfitta stagionale della Lazio. Nell’intervallo, quando si è arreso De Vrij, la squadra biancoceleste ha avvertito il contraccolpo psicologico. Le difficoltà sono diventate insormontabili. "Eravamo stati compatti e coraggiosi nel primo tempo, concedendo solo una palla gol a Callejon che era in fuorigioco. La squadra ha assorbito il cambio di Bastos, ma il contraccolpo si è avvertito quando De Vrij ha alzato bandiera bianca". Senza gli infortuni il destino sarebbe stato diverso. "Forse il Napoli non avrebbe vinto, la penso così. Con Sarri c’è stima, lui dice avrebbe vinto, non abbiamo la controprova, nel primo tempo eravamo meritatamente in vantaggio. Con quello spirito credo si sarebbe andati in quella direzione anche dopo". Leiva in difesa non ha risposto come ci si attendeva, anche a Marassi aveva fatto fatica. "Volevo mantenere il palleggio, ho provato a spostare Leiva, a quel punto potevo inserire Luiz Felipe, ma non volevo dargli tutta questa responsabilità, speravo di tenere la partita viva, a parere mio il cambio di De Vrij s’è fatto sentire nella testa e nelle gambe. In quelle condizioni avremmo perso con qualsiasi squadra, figuriamoci con questo Napoli".

Ora dovrà affrontare l’emergenza. "Qualcosa mi inventerò per mettere giù una formazione competitiva e affrontare le prossime tre partite, poi ci sarà la sosta e speriamo di recuperare qualcuno". Tra le ipotesi anche la difesa a quattro. "Ora ho Luiz Felipe e Radu, non vorrei cambiare ma c’è anche questa possibilità". Una riflessione verrà fatta sugli svincolati. "Vedremo, ci può stare, ma oggi non so quanto sia facile trovare uno utile". Una riflessione andrà fatta su gestione e recupero. "Abbiamo giocato in Olanda e ci siamo fermati a dormire ad Arnhem per recuperare, conta l’alternanza, ho riproposto la stessa formazione di Genova, ma poi c’è anche la sfortuna, l’anno scorso si era stirato solo Biglia. Ci faremo delle domande e troveremo delle risposte".



Galleria di immagini sulle reti della gara
Stefan de Vrij porta in vantaggio i biancocelesti
Il pareggio partenopeo
La rete del vantaggio napoletano
La rete dell'1-3
Il rigore del definitivo 1-4



La formazione biancoceleste:
Strakosha, Immobile, Bastos, de Vrij, Milinkovic-Savic, Luis Alberto;
Leiva, Parolo, Radu, Basta, Lulic
La formazione iniziale biancoceleste in grafica





► Per questa partita il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha convocato i seguenti calciatori:




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